Accordi di pace di Parigi
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Con gli Accordi di pace di Parigi (27 gennaio 1973) si pone fine formalmente alla guerra del Vietnam. Più precisamente si può identificare con il disimpegno USA da tale guerra, infatti negli anni successivi la guerra riprese e giunse alla sua conclusione con la sconfitta del Vietnam del sud ad opera di quello del nord. L'incontro avvenne tra i ministri degli esteri dei due Vietnam e il segretario di stato americano William Rogers. I principali punti fissati furono:
- Rispetto dei diritti fondamentali del popolo vietnamita.
- Autodeterminazione del popolo sud-vietnamita.
- Cessazione dell'attività militare USA.
- Ritiro di tutte le forze militari americane.
- Riunificazione pacifica del Vietnam.
- Impegno americano alla ricostruzione del Vietnam del Nord.
Con questo trattato di fatto si sancisce la prima sconfitta militare statunitense all'estero, che per quasi due decenni (fino alla prima guerra del Golfo) non si imbarcò più in imprese paragonabili a questa.
A lato dei colloqui di pace a Parigi, il segretario di stato americano, Henry Kissinger, si era incontrato più volte con il negoziatore nordvietnamita Le Duc Tho, ma le loro posizioni non si erano mai avvicinate. A quel punto, visto gli sviluppi militari, i dirigenti nordvietnamiti si convinsero che ritardare ulteriormente le trattative avrebbe non portato alcun vantaggio. I sondaggi per il nuovo presidente degli Stati Uniti attribuivano a Nixon un grande vantaggio e Nixon, come Kissinger, condivise l'idea che fosse arrivato il momento di una pace onorevole. Kissinger e Le Duc Tho pervennero finalmente, il 10 ottobre 1972, ad una serie di compromessi accettabili; Le Duc Tho riconobbe il diritto di sopravvivere al regime di Thieu e propose di instituire un Consiglio nazionale per la concilazione e la riunificazione del Vietnam del Sud (che aveva anche il compito di preparare elezioni generali nel Vietnam del Sud), nonché offrì un immediato armistizio ed uno scambio di prigionieri. In cambio, gli Stati Uniti dovevano interrompere le operazioni militari contro il Vietnam del Nord e ritirare le truppe dal Vietnam del Sud entro 60 giorni. Pendolare della diplomazia fra Washington, Parigi e Saigon, Kissinger constatò ripetutamente che Thieu 'non era affatto sintonizzato sulla nostra lunghezza d'onda'. Riconfermato presidente il 7 novembre 1972, Nixon adoperò tutti i modi affinché il regime di Saigon, dopo l'armistizio, potesse trovarsi in una situazione più favorevole ed assicuro' a Thieu ulteriore collaborazione militare e promise che avrebbe ordinato attacchi aerei al Vietnam del Nord se non avesse rispettato gli accordi. Nel frattempo, a Parigi, Kissinger sottoponeva Le Duc tho a nuove richieste ed il 13 dicembre ammonì il Vietnam del Nord a non ricorrere ad iniziative drastiche e chiese una sospensione delle trattative per una pausa di riflessione. In realtà' Nixon volle per l'ultima volta costringere i Nordvietnamiti alle sue richieste e dal 18 al 29 dicembre (con la sola eccezione della vigilia di Natale) i bombardieri compirono, 24 ore su 24, 3500 missioni (operazione Linebacker II): 2000 civili uccisi e 1500 feriti. Con il cosiddetto Bombardamento di Natale gli Stati Uniti non erano mai sceso così in basso nella considerazione del mondo occidentale. Sotto la pressione dell'offensiva aerea, Hanoi tornò al tavolo delle trattative ed anche Saigon, riluttante all'inizio, si dichiarò pronta a sottoscrivere l'armistizio. Le modifiche che Nixon ottenne con il bombardamento di Natale furono superficiali, pura 'cosmesi'. L'accordo per la fine della guerra e il ristabilimento della pace fu firmato quindi a Parigi il 27 gennaio 1973 da Vietnam del Nord, Vietnam del Sud, Governo nazionale rivoluzionario del Fln e Stati Uniti. l'accordo corrispose essenzialmente al compromesso patteggiato nell'Ottobre precedente: i combattimenti furono sospesi e gli Stati Uniti si impegnarono a un totale ritiro militare entro 60 giorni. Le truppe nordvietnamite poterono rimanere nel sud, ed in cambio hanoi promise di liberare tutti i prigioniei americani. alla zone smilitarizzata fu conferito lo status di linea provvisoria di demarcazione e non assunse quindi il carattere di un confine internazionale riconosciuto. L'Accordo di Armistizio non fu un patto tra vincitori e vinti. Considerato il prezzo pagato - Vietnam del Nord e Fln dal 1969 avevano perso mezzo milione di uomini - l'armistizio non era certo trionfale per i dirigenti comunisti, però fu coniderato un passo importante sulla strada della riunificazione del paese. Il maggior successo di Hanoi fu il ritiro di tutti i soldati americani. Infatti, per la prima volta, dopo oltre cent'anni di dominazione francese e presenza armata statunitense, il Vietnam era libero da truppe straniere. L'accordo legittimo' i 140000 nordvietnamiti nel Sud e riconobbe di fatto il Governo nazionale rivoluzionario del Fln. Thieu ed il suo regime si sentirono abbandonati in modo vergognoso dagli Stati Uniti, saigon era stata coinvolta solo marginalmente nelle trattative. Washington sapeva che l'armistizio concordato era gravato da alcuni rilevanti problemi come la presenza di truppe nordvietnamite nel Vietnam del Sud. L'estensione del conflitto alla cambogia e al Laos voluto da Nixon aveva fatto precipitare questi paesi nel vortice della violenza e della guerra. Il vero successo di Nixon e Kissinger fu tuttavia quello di aver trovato una strada per far uscire gli Stati Uniti dalla giungla vietnamita.[1] Kissinger si senti' sollevato dall'idea di aver procurato agli Stati Uniti un adeguato margine di tempo fra l'armistizio e quello che riteneva l'inevitabile crollo del Vietnam del Sud. A chi gli chiese per quanto tempo Saigon poteva reggere, rispose: "Credo che, se avremo fortuna, potranno farcela ancora per un anno e mezzo".[2]
[modifica] Note
- ^ Storia della Guerra del Vietnam, Marc Frey, capitolo settimo par.8 'L'accordo di Parigi del gennaio 1973', pp 210-216
- ^ citato in W.ISAACSON, Kissinger. Eine Biographie, Berlin 1993, p.537.
[modifica] Bibliografia
- Marc Frey, Storia della Guerra del Vietnam - La tragedia in Asia e la fine del sogno americano], Piccola Biblioteca Einaudi - Mappe - storia, 2006-2008 (titolo originale Geschichte des Vietnamkriegs) .