Gemma (mineralogia)

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Con il termine gemme si intende un insieme di materiali di diversa origine (anche se la grande maggioranza è costituita da minerali), che sono suscettibili di essere lavorati per accrescerne l'estetica e, conseguentemente, il pregio.

Alcune gemme:
1) turchese  2) ematite  3) crisocolla  4) occhio di tigre
5) quarzo  6) tormalina  7) corniola  8) pirite  9) sugilite
10) malachite  11) quarzo rosa  12) ossidiana "fiocchi di neve"
13) rubino  14) agata muschiata  15) diaspro  16) ametista
17) calcedonio  18) lapislazzuli.

Rientrano fra le gemme tutte quelle specie e varietà minerali (oltre ad alcune rocce ed alcuni materiali di origine vegetale od animale) che, suscettibili di taglio o lucidatura, possono essere utilizzate in lavori di gioielleria.

La preziosità di queste pietre è determinata dalla loro purezza e dall'intensità del loro colore oltre che dalla loro rarità.

Vengono considerate come gemme anche l'avorio, il corallo e le perle, che sono di origine animale, e l'ambra ed il giaietto, che sono di origine vegetale.

Benché sia ancora comunemente usato, il termine pietre preziose ha poco significato poiché in pratica il valore commerciale di una gemma dipende essenzialmente dalle sue qualità ottiche (principalmente la limpidezza e il colore) e dalla lavorazione piuttosto che dalla appartenenza a specifiche specie minerali più o meno preziose.

Gemme di colore[modifica | modifica sorgente]

Con questo termine si indicano tutte le gemme ad esclusione del diamante se si parla di pietre preziose della moissanite, degli zirconi, dei quarzi bianchi, del cristallo di rocca, ecc... se si parla invece di pietre semipreziose.

Tipi di lavorazioni[modifica | modifica sorgente]

A seconda delle caratteristiche ottiche e cromatiche oltre che della durezza del materiale, si possono realizzare tagli a facce piane (i tagli propriamente detti) oppure lavorazioni a cabochon, caratterizzate dall'avere superfici curve, lisce e convesse.

I tagli a facce piane sono prevalentemente utilizzati per le gemme trasparenti, mentre i tagli a cabochon di solito per le gemme opache, ma non è una regola fissa. Il taglio a cabochon inoltre permette la messa in mostra di alcuni fenomeni di rifrazione della luce, caratteristici di alcune gemme, come l'adularescenza, l'opalescenza, il gatteggiamento e l'asterismo.

Tipi di tagli e forme di taglio[modifica | modifica sorgente]

Esistono numerosi tipi di taglio e, in particolare per i diamanti che già contano circa 40 differenti tagli, ne vengono tuttora creati di nuovi. A seconda delle caratteristiche della pietra si sceglie un taglio che ne esalti determinate qualità, che possono essere il colore o la dispersione cromatica.

Con il passare del tempo, i tipi di taglio sono stati perfezionati aumentando il numero di faccette e la precisione del taglio in modo da esaltare maggiormente la brillantezza della pietra.

Tipi di taglio e di forma

Fra i principali tagli abbiamo

taglio a brillante classico per il diamante, comprende almeno 32 faccette sulla corona e almeno 24 sul padiglione
huit-huit usato per diamanti molto piccoli, ha 8 faccette sulla corona e 8 sul padiglione
a rosa, a mezza rosa (detto anche a rosetta) taglio a faccette, senza tavola né padiglione
a gradini taglio a faccette a spigoli paralleli, digradanti
a forbice un particolare taglio a gradini
Ceylon caratterizzato da elevato numero di faccette, non sempre regolare
a smeraldo taglio a gradini ottagonale
a tavola con tavola ampia e corona sottile, si usa per sigilli od anelli da uomo

Dal punto di vista della forma, le pietre possono essere tagliate in forme diverse particolarmente (o tradizionalmente) adatte a gemme specifiche.

Fra le forme più note abbiamo:

carré o quadrato tradizionalmente molto usato per il topazio
a baguette rettangolare allungato
a marquise o a navette ovali, allungati ed appuntiti
a goccia in forma di goccia, piuttosto piatto
a briolette a forma di pera, perfettamente simmetrico su tutti i lati, più o meno allungato

oltre a tagli di fantasia (detti anche fancy, a forma di cuore, a stemma etc.) e ad altri tagli di forme particolari: francese, antico, ovale, a sfera

Materiali più usati[modifica | modifica sorgente]

Le cinque gemme cardinali dell'antichità (in ordine di lettura): diamante, zaffiro, rubino, berillo, ametista.
Interno di una drusa di quarzo ametista.

Benché la gran maggioranza delle gemme venga realizzata con minerali e rocce, sono comunemente usati anche materiali di origine biologica (provenienti dal mondo vegetale o dal regno animale).

La seguente tabella riporta le più note specie e varietà di minerali suscettibili di taglio.

denominazione comune indica:
Acquamarina varietà azzurra, trasparente, di berillo
Adularia o Pietra di Luna varietà di feldspato
Alessandrite varietà cangiante rosso/verde, di crisoberillo
Ametista varietà viola di quarzo
Cristallo di rocca vecchia denominazione del quarzo ialino (limpido)
Crisoprasio
Diamante
Eliodoro varietà gialla-oro, trasparente, di berillo
Giada
Granato, Almandino, Piropo minerali del gruppo dei granati
Iolite sinonimo di Cordierite
Lapislazzuli
Opale
Citrino varietà gialla, trasparente, di quarzo
Rubino corindone rosso
Smeraldo varietà verde, trasparente, di berillo
Spinello
Tanzanite
Topazio
Tormalina
Tsavorite
Turchese
Zaffiro varietà blu di corindone


Altri materiali frequentemente utilizzati in gemmologia sono i seguenti:

Alabastro termine usato sia per quello calcareo che quello anidritico-gessoso
Diorite orbicolare
Ossidiana vetro vulcanico
Moldavite vetro meteorico (tectite)
ambra resina fossile
Avorio materiale costituente zanne e denti di animali (anche di resti fossili)
legno fossile legno fossile silicizzato, adatto ad essere lucidato con effetti cromatici
Coralli ramificazioni calcaree di colonie di polipi (origine animale)
Perle madreperla prodotta da molluschi
Giaietto carbone bituminoso relativamente duro, adatto ad essere lucidato

Gemme da collezione[modifica | modifica sorgente]

A livello amatoriale, numerose specie minerali possono essere tagliate e lavorate con ottimi risultati pur non rientrando fra le pietre normalmente commercializzate in gioielleria. Possono infatti essere lavorati campioni che presentino un buon colore ed una buona limpidezza, unite ad una durezza sufficientemente alta.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Walter Schumann. Guida alle gemme del mondo, Zanichelli
  • John Sinkankas. Gemstone & Mineral Data Book, Winchester Press

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]