Smeraldo

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Smeraldo
Béryl var. émeraude sur gangue (Muzo Mine Boyaca - Colombie) 15.jpg
Classificazione Strunz VIII/E.12-10
Formula chimica Be3Al2Si6O18
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino esagonale
Classe di simmetria diesagonale-bipiramidale
Parametri di cella a = 9.21, c = 9.19
Gruppo puntuale 6/m 2/m 2/m
Gruppo spaziale P6/mcc
Proprietà fisiche
Densità 2,8 g/cm³
Durezza (Mohs) 8
Sfaldatura imperfetta
Frattura concoide
Colore verde smeraldo
Lucentezza vitrea
Opacità trasparente
Striscio bianco
Diffusione raro
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

Lo smeraldo è una varietà del berillo, caratterizzata da un intenso colore verde, dovuto probabilmente alla presenza di cromo (fino al 0,19%) ed eventualmente di vanadio. Soltanto la presenza del cromo, rende un berillo uno smeraldo. Il berillo in cui è presente soltanto il vanadio, dovrebbe invece essere denominato berillo verde. Ha la lucentezza di tipo vitreo e presenta lieve pleocroismo, con ω verde e ε verde-azzurro.

Nel Buddhismo è considerato uno dei sette tesori ed equiparato alla saggezza. La parola "smeraldo" deriva dal latino smaragdus, proveniente dal greco smaragdos, ma la sua fonte originaria è un termine semitico, izmargad, oppure un termine sanscrito, maragata, che letteralmente significa "smeraldo".[1]

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

Smeraldo nella roccia

È di gruppo cristallino dimetrico e sistema esagonale. La sua formula chimica equivale a Be3Al2Si6O18, cioè berillio, alluminio, silicio e ossigeno insieme a cromo. Gli smeraldi sono graduati usando quattro parametri basilari: colore, taglio, integrità e trasparenza. L'aspetto della gemma più importante è sicuramente il colore, seguito dalla trasparenza. Un buon esemplare deve infatti avere non solo una pura tonalità verde, ma anche un elevato grado di trasparenza per essere uno dei migliori al mondo.

Colore[modifica | modifica wikitesto]

Il colore si può suddividere in 3 componenti: tonalità, saturazione e luminosità. I colori giallo e blu, le tonalità che si trovano adiacenti al verde nello spettro, sono i colori secondari che è possibile vedere negli smeraldi. Quello primario è, ovviamente, il verde. Il grigio è la naturale saturazione visibile in uno smeraldo. Una tonalità grigia di verde è semplicemente un verde opaco.

Integrità[modifica | modifica wikitesto]

Gli smeraldi tendono ad avere numerose inclusioni e fessure sulla loro superficie. Diversamente dai diamanti, dove l'integrità è misurata usando una lente con ingrandimento standard 10x, negli smeraldi essa è misurata ad occhio nudo. Così, se uno smeraldo non ha crepe visibili ad occhio nudo, è considerato impeccabile. Pietre che mancano di superficie con delle crepe sono estremamente rare e pertanto quasi tutti gli smeraldi sono "oleati" per migliorare la loro integrità apparente. A causa di questo trattamento non resistono alle temperature estreme. Smeraldi integri ad occhio nudo hanno una tonalità vivida di verde con non più di un 15% di un qualunque colore secondario (o blu o giallo) con una medio-scura tonalità affinché abbiano i prezzi migliori. Questi aspetti non uniformi fanno sì che gli smeraldi siano più simili ad altre gemme nel tagliarli nei cabochon, piuttosto che con sfaccettature.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Di solito la genesi è pegmatitica-pnemautolitica. In genere si trova in graniti o rocce metamorfiche (scisti).

Giacitura[modifica | modifica wikitesto]

Lo smeraldo Mackay, 168 carati, nella collana di diamanti disegnata da Cartier nel 1931

I più antichi giacimenti sono quelli egiziani, vicino alla costa del Mar Rosso nell'Alto Egitto a sud di Kosseir. Quelli degli Urali furono scoperti solo nel 1830 e si trovano nei pressi di Ekaterinburg, dove si trova nei micascisti insieme a fenacite ed acquamarina, così come nella giacitura egiziana. I giacimenti dell'America meridionale furono noti nel '500: i principali (e tuttora produttivi) giacimenti sono quelli della Colombia e del Brasile (stati di Goias e Minas Gerais). La miniera più grande al mondo è attualmente quella di Santa Terezina nel Goias dove vengono cavati a cielo aperto. La roccia madre è anche qui uno scisto.

In Europa sono famosi dal medioevo i cristalli dell'Habachtal in Austria. In Italia ottimi campioni (da taglio e grandi fino a 5 cm) sono stati trovati negli anni settanta su alcuni massi abbandonati presso la stazione di Domodossola. In seguito si è trovato un piccolo giacimento (ormai esaurito) nei pressi del Pizzo Marcio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Fernie M.D., W.T. (1906). Precious Stones for Curative Wear. John Wright. & Co.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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