al-Husayn ibn Ali (sceriffo della Mecca)

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al-Ḥusayn ibn ʿAlī Himmat

al-Ḥusayn ibn ʿAlī Himmat (in arabo: ﺍﻟﺤﺴﻴﻦ بن علی همت; Costantinopoli, 1854Amman, 4 giugno 1931) è stato un gran mufti, sceriffo ed emiro hascemita della Mecca dal 1908 al 1917, quando si autoproclamò re del Hijāz, ottenendo il riconoscimento internazionale.

Nel 1924 si proclamò Califfo di tutti i musulmani. Governò il Regno hascemita del Ḥijāz fino al 1924 quando, sconfitto da ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, abdicò e abbandonò tutti gli altri suoi titoli secolari a favore del suo primogenito ʿAlī.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di stirpe hascemita, al-Ḥusayn ibn ʿAlī Himmat nacque a Istanbul, capitale dell'Impero Ottomano, e fu l'ultimo degli hascemiti a governare l'Ḥijāz per nomina del Sultano ottomano.

Durante la Prima guerra mondiale, al-Ḥusayn ibn ʿAlī Himmat si era alleato con gli Ottomani e la Germania, ma fu convinto a mutare orientamento da una corrispondenza durata dall'estate 1915 all'inizio 1916 che ebbe con l'Alto Commissario britannico al Cairo, Sir Henry McMahon (che fu poi improvvidamente resa pubblica dal figlio Faysal davanti al Consiglio supremo inglese anni dopo). Gli inglesi, alla ricerca di una figura che si ponesse a capo dell'insurrezione araba, dettero la garanzia ad al-Ḥusayn che sarebbe stato ricompensato con un "Grande regno arabo" che avrebbe abbracciato il territorio intero fra Egitto e Persia, con l'eccezione dei possedimenti imperiali britannici e di quelli di interesse in Kuwait, Aden e sulla costa siriana (sotto tutela francese). Una lettera datata 24 ottobre 1915 risulta essere di grande interesse:

« I distretti di Mersin e Alessandretta, e parti della Siria che si estendono a ovest del distretto di Damasco, Homs, Hama e Aleppo, non possono dirsi puramente arabi, e debbono al riguardo essere esclusi dalla delimitazione che si propone.
Subordinatamente a detta modifica, e senza pregiudizio per i trattati conclusi fra noi e alcuni capi arabi, noi accettiamo detta delimitazione.
Quanto alle regioni che si estendono all'interno delle frontiere che si propongono, in cui la Gran Bretagna è libera di agire senza detrimento per gli interessi della sua alleata Francia, io [Sir Henry McMahon] sono autorizzato a darvi le seguenti garanzie nell'interesse del governo di Gran Bretagna, e a rispondere quanto segue alla vostra nota:
Subordinatamente alle modifiche dianzi esposte, la Gran Bretagna è pronta a riconoscere e appoggiare (recognize and uphold) l'indipendenza (the independence) degli Arabi in tutta la regione che si estende all'interno delle frontiere proposte dallo Sceriffo di Mecca. »

Il carteggio McMahon-Husayn era stato preceduto dalla missione compiuta dal figlio Fayṣal a Damasco (nota come "Protocollo di Damasco") nel 1914 con il quale i gruppi nazionalisti arabi clandestini al-Fatāh e al-ʿAhd si impegnavano nei confronti dell'Inghilterra a sostenere la lotta indipendentista contro gli ottomani, in cambio della costituzione di uno stato arabo unito e indipendente. Al-Ḥusayn sarebbe stato a capo della confederazione comprendente tre regni, l'Ḥijāz, la Siria e l'Iraq, i cui troni sarebbero stati occupati dai tre figli, ʿAli b. al-Ḥusayn, lo stesso Fayṣal e ʿAbd Allāh.

Il Regno hascemita dell'Hegiaz (in verde) tra il 1917 e 1923.

Quando al-Ḥusayn si proclamò re del Hijāz (1917), si dichiarò contestualmente re del mondo arabo (malik bilād al-ʿarab). Ciò aggravò il suo conflitto con ʿAbd al-ʿAzīz, re del Najd, contro il quale aveva combattuto nel 1910, prima del primo conflitto mondiale, a fianco degli ottomani.

Lo Sceriffo si ribellò così al potere ottomano proclamando la Rivolta Araba nel novembre del 1916. Al-Ḥusayn si dovette intestare la guida della sollevazione dell'elemento arabo contro il predominio turco,[1] nei fatti assecondando le mire britanniche (e francesi) che avrebbero così evitato una dispendiosa occupazione armata di quei territori, facendo degli hascemiti i loro debitori. Lo sceriffo tuttavia chiedeva chiare contropartite e apparve in più occasioni inflessibile, pretendendo precise garanzie e lauti compensi.

L'opzione al-Ḥusayn era appoggiata da una parte del Foreign Office britannico (nonché dal colonnello Lawrence, entusiasta sostenitore della "causa hascemita", contrastato dal filo-saudita St John Philby). Non tutti a Londra parteggiavano per lui, preferendogli l'acerrimo nemico Ibn Saʿūd. L'accordo col clan hascemita e con al-Ḥusayn perderà di valore con la sottoscrizione del patto Sykes-Picot (1916), che cancellava virtualmente (anche se solo alla fine della guerra) l'alleanza con l'hascemita, coinvolgendo francesi e russi nella spartizione del Vicino Oriente.

Abd al-Aziz dell'Arabia Saudita, che diverrà poi primo sovrano del moderno regno dell'Arabia Saudita.

Nel 1920, su istigazione di Lawrence e di altri agenti inglesi, azione che provocò le ire di Lloyd George e delle autorità inglesi, un congresso di notabili arabi siriani riunitosi a Damasco il 7 marzo aveva proclamato unilateralmente l'indipendenza di Iraq e Siria sotto lo scettro dell'Emiro Fayṣal e di ʿAbd Allāh, contro la decisione dei britannici e dei francesi che, sprezzanti nei confronti di quell'arabismo al quale erano inclini solo strumentalmente, puntavano ormai unicamente a spartirsi il Vicino Oriente attraverso il sistema dei mandati. Il mese successivo, infatti, la Conferenza di San Remo assegnava alla Francia il mandato sulla Siria con l'avallo britannico, e quelli sulla Palestina e la Mesopotamia alla Gran Bretagna. La neocostituita monarchia siriana venne bruscamente soppressa allorché i francesi assunsero il controllo della Siria, col risultato di scatenare una grande e sanguinosa resistenza, la cui acme fu costituita dalla battaglia di Maysalūn.

Nell'immediato dopoguerra, gli arabi, sebbene liberi dal cosiddetto "giogo ottomano", erano posti sotto il sistema dei mandati decretato dalla Società delle Nazioni a favore della Francia e del Regno Unito. I figli di al-Ḥusayn furono, ad ogni modo, dopo diverse difficoltà, a mo' di ricompensa, fatti re di Transgiordania (più tardi Giordania), Siria e Iraq. Fayṣal era ormai preferito dai britannici, in quanto più malleabile del padre (in particolare sulla questione della colonizzazione ebrea della Palestina), che pretendeva il titolo califfale. Fu così ricompensato con l'istituendo trono iracheno nel 1921.

Due giorni dopo che il Califfato ottomano fu abolito dalla Grande Assemblea Nazionale turca, il 3 marzo 1924, al-Ḥusayn si dichiarò Califfo a Mecca. La sua dichiarazione, apparsa avventata e privata di ogni riconoscimento internazionale, provocò la sua espulsione dalla Penisola Araba da parte dei Sauditi, ormai egemoni e privi di interesse al titolo califfale. Ibn Saʿūd sconfisse al-Ḥusayn definitivamente nel 1924, malgrado lo Sceriffo continuasse a usare il titolo di Califfo anche quando viveva in Transgiordania, ospite dell'Emiro suo figlio. Malgrado la Gran Bretagna avesse sostenuto al-Ḥusayn dall'inizio della Rivolta Araba, essa scelse di non aiutare al-Ḥusayn per respingere i sauditi, ormai preferiti come interlocutori negli affari mediorientali. Essi infatti conquistarono ben presto Mecca, Medina e Jedda.

Obbligato a rifugiarsi a Cipro, andò a vivere ad Amman, in Transgiordania, dove suo figlio ʿAbd Allāh era Emiro. Dopo aver abdicato, suo figlio ʿAli ibn al-Ḥusayn per breve tempo salì sul trono ma dovette in breve fuggire di fronte all'invasione di Ibn Saʿūd e le sue forze wahhabite.

Al-Ḥusayn morì ad ʿAmmān nel 1931 e fu sepolto a Gerusalemme.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

al-Husayn, che ebbe quattro mogli, fu padre di cinque figli e tre figlie:

Nel film del 1962 di David Lean, Lawrence of Arabia, Alec Guinness interpretava l'Emiro Faysal, figlio dello Sceriffo al-Husayn ibn ʿAlī.

Onorificenze [2][modifica | modifica wikitesto]

Gran maestro (e fondatore) dell'Ordine Supremo del Rinascimento - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro (e fondatore) dell'Ordine Supremo del Rinascimento
— 1917
Gran maestro (e fondatore) dell'Ordine dell'Indipendenza - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro (e fondatore) dell'Ordine dell'Indipendenza
— 1921
Medaglia Ma'an (Hijaz) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Ma'an (Hijaz)
— 1918
Medaglia della Indipendenza di Arabia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia della Indipendenza di Arabia
— 1921
Collare dell'Ordine di Mohammed Ali - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Mohammed Ali
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno
— 11 marzo 1920
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Gran Cordone dell'Ordine di Nīshān al-Iftikār - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Nīshān al-Iftikār
— 29 ottobre 1908
Cavaliere di I classe dell'Ordine di Mejidiyye - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine di Mejidiyye
Cavaliere di I classe dell'Ordine di Osmanie - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine di Osmanie
Medaglia di Imtiaz d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Imtiaz d'oro
Medaglia di Imtiaz d'argento - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Imtiaz d'argento

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Militarmente guidata dal secondogenito Fayṣal, abilmente "consigliato" da Lawrence d'Arabia, ufficiale britannico a ciò delegato dal governo di Londra.
  2. ^ Royal Ark

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Fromkin, A Peace to End All Peace. The Fall of the Ottoman Empire and the Creation of the Modern Middle East, New York NY, Avon Books, 1989, ISBN 0-380-71300-4.
  • René Kalisky, Storia del mondo arabo, vol. 2° Il risveglio e la ricerca dell'unità, Bertani editore, Verona 1972, pp. 69-139.
  • (EN) Peter Mansfield, A History of the Middle East, Londra, Penguin, 2004, ISBN 0-14-303433-2 (pp. 154-155).
  • (EN) William L. Cleveland, A History of the Modern Middle East, Westview Press, 2004, ISBN 0-8133-4048-9 (pp. 157-160).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 161593470