Muhammad ibn Saud

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Muhammad ibn Saud (in arabo محمد بن سعود ‎) noto anche come ibn Saud, (?1765) è stato un emiro saudita, considerasto il fondatore del Primo Stato Saudita e della Dinastia Saudita che prese il nome da suo padre – Saud ibn Muhammad ibn Migrin. La famiglia ibn Saud (allora nota come Al Migrin) discendeva dalla tribù di 'Anizzah, ma, nonostante idee popolari errate, Muhammad ibn Saud non era né un nomade beduino né un leader tribale. Piuttosto, era il capo ( emiro) di un insediamento agricolo vicino all'attuale Riyadh, chiamato Diriyah.[1] Inoltre fu un competente ed ambizioso guerriero del deserto[1].

Alleanza con Muhammad bin Abdul-Wahhab[modifica | modifica sorgente]

Il nucleo prese forma dalla città di Ad-Dar'iyah, dove incontrò Muhammad ibn Abdul-Wahhab, venuto a chiedere protezione.[1] Muhammad ibn Saud promise di accontentarlo ed i due decisero di impegnarsi assieme per diffondere gli ideali di purificazione dell'Islam teorizzati da Ibn Abdel Wahhab. Queste si riferivano ad un ritorno alla religione iniziale purificandola dalle eresie che la costellavano in quel tempo. Essi costituirono un'alleanza nel 1744, formalizzata dal matrimonio fra la figlia di Muhammad bin Abdul-Wahhab e Abdul Aziz, figlio e successore di Ibn Saud. In seguito, i discendenti di Muhammad bin Saud e di bin Abdul-Wahhab, gli Al ash-Sheikh, rimasero strettamente collegati.

Utilizzando l'ideologia di Ibn Al-Wahhab, Ibn Saud contribuì a creare la Dinastia Saudita tra varie forze della penisola arabica. L'uso della religione come base per la legittimità differenziò i Saud dai clan vicini.

Primo Stato Saudita[modifica | modifica sorgente]

Bandiera del Primo Stato Saudita.

Così, Ibn Saud è considerato il fondatore di quello che in seguito divenne noto come il Primo Stato Saudita. Il modo in cui fondò il suo governo servì poi da modello per i governanti della dinastia Saud fino ai giorni nostri. Il governo era basato sui principi islamici e faceva uso della shura. Egli governò fino alla sua morte nel 1765.[2][3]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c T.R. McHale, A Prospect of Saudi Arabia in International Affairs, vol. 56, Autumn 1980. URL consultato il 30 luglio 2012.
  2. ^ Gábor Ágoston, Bruce Alan Masters, Encyclopedia of the Ottoman Empire, Infobase Publishing, 2009, p. 261. ISBN 978-0-8160-6259-1.
  3. ^ Federal Research Division, Saudi Arabia A Country Study, Kessinger Publishing, 2004. ISBN 978-1-4191-4621-3.