Lingue altaiche

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Lingue altaiche
Parlato in Eurasia
Filogenesi Lingue uralo-altaiche?
Suddivisioni Lingue mongoliche
lingue tunguse
Lingue turche
Codici di classificazione
ISO 639-2 tut
ISO 639-5 tut
Altaic family2.svg
Distribuzione delle lingue altaiche

Le lingue altaiche sono una famiglia linguistica che include 60 lingue parlate da circa 250 milioni di persone, particolarmente in Asia centrale e orientale. La relazione tra le diverse lingue altaiche è ancora oggetto di dibattito e l'esistenza stessa di una famiglia altaica è stata messa in dubbio (per questo viene anche definita superfamiglia invece di famiglia linguistica). Alcuni studiosi considerano le evidenti similitudini tra queste lingue come eredità genetica, altri le considerano frutto di una lega linguistica.

Distribuzione odierna delle lingue altaiche.

██ Lingue turche

██ Lingua coreana

██ Lingua giapponese

██ Lingue tunguse

██ Lingue mongoliche

I sostenitori della tesi genetica considerano la famiglia altaica costituita dai seguenti sottogruppi:

In genere si ritiene che la lingua coreana e la lingua giapponese siano lingue isolate, tuttavia alcuni studiosi le considerano apparentate con le lingue altaiche, oppure come una famiglia nippo-coreana staccatasi dalle lingue altaiche prima che queste si differenziassero notevolmente dal nostratico.

L'ainu è stato occasionalmente suggerito come facente parte della famiglia altaica, ma questa teoria ha avuto poco seguito e si tende ora ad inserirla tra le lingue paleosiberiane.

Storia della teoria altaica[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia altaica, con il nome di "tartara", fu postulata da Schott già nel 1849, che vi incluse il turco, il mongolo e il tunguso. Schott usò il termine "altaico" per il gruppo che oggi si definisce normalmente uralo-altaico. Castrén (1862) portò avanti la teoria ma classificò il turco nel gruppo che oggi si definisce uralico.

Nel 1857 Anton Boller suggerì l'inclusione del coreano e del giapponese; per quanto riguarda il coreano, G.J. Ramstedt e E.D. Polivanov compilarono nuove etimologie dal 1920. Il giapponese è stato spesso associato al coreano (per esempio da Samuel Martin nel 1966) e dal 1971 Roy Miller ha proposto la parentela di entrambi con il gruppo altaico. Questa teoria è stata sostenuta e sviluppata anche da altri glottologi come Sergei Starostin.

Alcuni studiosi hanno voluto estendere i confini della famiglia altaica fino a comprendere l'ainu (Street, 1962 e Patrie, 1982) ma in tempi più recenti questa lingua è stata avvicinata alla famiglia delle lingue austronesiane. Più raramente è stata associata al tamil, al nivkh e all'ungherese, alle lingue Paleosiberiane e a lingue americane, ma queste teorie sono state rifiutate dalla maggioranza degli studiosi.

Uno degli enigmi delle lingue altaiche è la natura della coincidenza fonetica tra le articolazioni dei suoni r/l e š/s (z), ossia del cosiddetto rotacismo.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono due scuole di pensiero a proposito della teoria altaica. Una considera i sottogruppi principali (generalmente il turco, il mongolico ed il tunguso, con l'aggiunta del coreano e del giapponese nella teoria estesa) come geneticamente o per divergenza derivati da un comune antenato: il "proto-altaico". La seconda rifiuta questa teoria e propone una relazione tra le lingue principalmente basata su una convergenza, per esempio con il fenomeno dei prestiti linguistici.

Secondo i suoi oppositori, la teoria altaica sarebbe basata soprattutto su similitudini di natura tipologica, come l'armonia vocalica, la mancanza di genere grammaticale, caratteristiche agglutinanti e prestiti linguistici. In effetti i suoi sostenitori hanno raccolto una notevole quantità di corrispondenze grammaticali, lessicali e sintattiche tra i sottogruppi altaici (Ramstedt, Poppe, Martin, Starostin) ma gli oppositori spiegano questi fenomeni come principalmente dovuti a mutua influenza e a stretti contatti storici tra i parlanti altaici. In realtà la teoria altaica è condivisa da molti linguisti, sebbene alcuni propongano ipotesi differenti come quella che considera il gruppo altaico composto da tre diverse famiglie linguistiche (Doerfer, 1963). Altri linguisti, come Bernard Comrie (1992, 2003), considerano la famiglia altaica come parte di insiemi più grandi quali il cosiddetto nostratico. Per contro, J. Marshall Ungar (1990) ha ipotizzato per il coreano ed il giapponese l'appartenenza ad un sottogruppo altaico definito "macro-tunguso".

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