Uadi Rum

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Il monte Rum nel Wadi Rum si erge per 1734 m sul livello del mare. La montagna è citata nel libro I sette pilastri della saggezza del colonnello Thomas Edward Lawrence, meglio noto come Lawrence d'Arabia[1]

Coordinate: 29°34′35.4″N 35°25′11.74″E / 29.5765°N 35.419928°E29.5765; 35.419928 Il Wadi Rum (in arabo: وادي رم, Wādī Rum), anche detto Valle della luna (in arabo: وادي القمر, Wādī al-qamar) è una vallata scavata nei millenni dallo scorrere di un fiume nel suolo sabbioso e di roccia granitica della Giordania meridionale, a 60 km circa a est di Aqaba. È il più vasto wadi in Giordania. Il nome Rum proviene molto probabilmente dalla radice aramaica che significa "alto" o "elevato". Per proporre la sua pronuncia dialettale locale, si usa anche trascrivere la località Wadi Ramm. La maggiore elevazione nel Wadi Rum è il monte Jebel Rum (in arabo: ﺟﺒﻞ ﺭﻡ) alto 1754 m., mentre poco più a sud del Wadi Rum, al confine con l'Arabia Saudita, vi è il monte Jebel Umm al-Dāmī (in arabo: أم الدامي), di circa 1830 m., il più alto monte della Giordania secondo il SRTM.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Incisioni rupestri
Raffigurazioni su rocce
Wadi Rum4.jpeg
Veduta dall'alto del monte Rum
Dromedari al pascolo
Incisioni rupestri
Una duna di sabbia

Il Wadi Rum ha ospitato insediamenti umani fin dai tempi preistorici (8000 a.C. circa) ed il luogo era noto come Iram.
Circa 30.000 incisioni rupestri decorano le superfici di tenera arenaria delle pareti rocciose del Wadi Rum: si tratta di petroglifi realizzati prima dalle tribù di Thamudeni, provenienti dall'Arabia meridionale e poi dei Nabatei che insediatisi nel Wadi Rum, nel IV secolo a.C., vissero pacificamente coi Thamudeni, adorando le stesse divinità, tra cui Dushara. I Nabatei oltre alle testimonianze sotto forma di pitture rupestri e graffiti ci hanno lasciato anche alcuni templi.
Greci e Romani ne avevano apprezzato i vigneti e gli oliveti, oggi scomparsi e le pinete di cui rimane traccia sulle vette più alte. Alcuni studiosi islamici ritengono che qui si trovasse il famoso "Ad", descritto nel Corano.

In Occidente il Wadi Rum è diventato maggiormente conosciuto per merito dell'alto ufficiale britannico T. E. Lawrence, che fissò qui la sua base operativa durante la Rivolta Araba[2], nel 191718, anche dopo la conquista di Aqaba.
Negli anni ottanta del XX secolo, una delle più imponenti formazioni rocciose del Wadi Rum fu per questo chiamata "The Seven Pillars of Wisdom", in memoria del capolavoro letterario di Lawrence, scritto nell'immediato primo dopoguerra.

A tutto il 2007, numerosi gruppi tribali beduini arabi abitano il Wadi Rum e l'area circostante (tra cui i B. Zalabiyya e i B. Zuweyda).

Deserto, flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Come descritto da Thomas Edward Lawrence, «vasto, echeggiante e simile ad una divinità» (Seven Pillars of Wisdom, libro VI, cap. LXXV), considerato da molti uno dei panorami più strabilianti al mondo, Wadi Rum è un paradiso per gli amanti della natura.

Una delle attrazioni principali della Giordania, questa zona è formata da montagne sabbiose con colorazioni molto varie, che spaziano dal giallo al bianco, al rosso ed al marrone, intervallate da profondi canyon con formazioni geologiche. Il panorama è anche distinto per i suoi delicati archi e ponti naturali, nonché da pietre modellate come funghi, intagliate e plasmate naturalmente da anni di vento ed erosione.
Wadi Rum possiede fauna e flora rare ed endemiche. Una più grande enfasi è stata messa sulla fauna del Wadi dopo che una ricerca scoprì la presenza dello Stambecco, del Lupo grigio, della Volpe di Blanford, della rara Volpe rossa, oltre che a quella del Gatto delle sabbie. In questi ultimi anni è stato reintrodotta l'Orice, un'antilope del deserto, che allo stato selvatico si era estinta, nel 1972.
Vi si possono trovare, inoltre, specie rare di piccole piante ed erbe. Anemoni rossi, fiore nazionale della Giordania, crescono in abbondanza sulla strada. Piante usate come cure medicinali ed erbacee dai nomadi per secoli sono trovate nelle regioni montuose.

Le molte tribù beduine che vivono a Wadi Rum hanno un ruolo che ha un forte impatto sulla sua bellezza. Anche se alcuni ora vivano in case in cemento, la maggioranza ancora veste nel loro abito tradizionale e tiene alle loro tradizioni, conducendo un modo di vivere nomade di estate mentre alleva cammelli e capre e bevendo il loro latte, così come tessendo dalle lane di capra capi da indossare durante l'estate.

Rocce

Nel 1998 Wadi Rum fu dichiarata un'area protetta. Con appoggio dalla Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo, della Royal Society for the Conservation of Nature, un Organizzazione non governativa nazionale, patrocinata da Noor di Giordania, fu commissionato di preparare un piano di conservazione e mettere insieme una squadra di abitanti del luogo per occuparsi del mantenimento dell'area. Questa squadra opera sotto l'Autorità Economica Speciale di Aqaba ed è una iniziativa pionieristica al fine di ripristinare e salvaguardare i delicati habitat di deserto Wadi Rum dall'azione umana in costante aumento.

Iscrizioni rupestri (petroglifi)[modifica | modifica wikitesto]

Il Canyon Khazʿali del Wadi Rum è il sito in cui maggiormente sono presenti petroglifi raffiguranti esseri umani e antilopi che risalgono all'epoca dei Thamudeni. Comunque sia i petroglifi che i tumuli funebri punteggiano tutta l'area, significandone l'importanza come territorio di caccia e di ritrovo nei millenni passati. A partire dagli anni settanta, sono stati studiati da una équipe italiana (coadiuvata anche dall'Università di Firenze) diretta da Edoardo Borzatti, con il sostegno di autorità e personalità giordane.[3]

Location cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

L'area è stata più volte prescelta come location per numerose pellicole cinematografiche, quali:

Pozze d'acqua nelle gole
Panorama del Wadi Rum
Un albero nel deserto

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wadi Rum History
  2. ^ La Rivolta Araba (19161918) fu avviata dallo Sharif di Mecca al-Husayn ibn ʿAlī dopo la promessa che gli Alleati avrebbero procurato la completa indipendenza degli arabi dal giogo turco-ottomano qualora gli arabi avessero combattuto contro Istanbul nel Primo conflitto mondiale.
  3. ^ Edoardo Borzatti von Löwenstern, Quadri di pietra... Nuova S1, Bologna
  4. ^ Jordan - Touristic Sites - South of Amman

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lonelyplanetitalia, Giordania, ottobre 2009, ETD Srl, p. 268-271
  • Edoardo Borzatti von Löwenstern, Quadri di pietra – 8000 anni d'arte nel deserto, gennaio 2005, Nuova S1, Bologna

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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