Myrtus

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Mirto
Illustration Myrtus communis0.jpg
Mirto
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Myrtales
Famiglia Myrtaceae
Genere Myrtus
L.
Specie

Myrtus L. è un genere di piante della famiglia delle Myrtaceae, originario delle zone calde e subtropicali dell'Europa meridionale e del Nordafrica.

Il nome del genere deriva dalla parola greca myron che significa 'profumo' per il caratteristico aroma sprigionato dalle foglie quando vengono stropicciate.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Il genere comprende solo due specie arbustive, con fioriture abbastanza appariscenti,

  • Myrtus communis L. chiamato volgarmente Mortella o Mirto, specie spontanea delle regioni mediterranee, comune nella macchia mediterranea o nelle zone cespugliose o collinari prospicienti alla costa.
  • Myrtus nivellei Batt. & Trab., originario delle zone montuose dell'Algeria e del Ciad, anche se alcuni autori mettono in dubbio l'autonomia di questa specie.

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Molte altre specie originarie del Sud America e della Nuova Zelanda, un tempo classificate come appartenenti al genere Myrtus, sono state inserite nei generi: Eugenia, Lophomyrtus, Luma, Psidium, Rhodomyrtus, Syzygium, Ugni e in un'altra decina di generi.

Metodi di coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

Preferisce posizioni assolate e calde, terreno di medio impasto, privo di ristagno idrico, irrigare nelle stagione calda, effettuare una potatura annualmente prima della ripresa vegetativa per mantenere compatta la chioma.

La moltiplicazione avviene con la semina autunnale o per talea e margotta

Avversità[modifica | modifica wikitesto]

  • Insetti:
    • Afidi - di varie specie possono attaccare le piante coltivate in ambienti non idonei
    • Cocciniglie - possono ricoprire i giovani rametti e le foglie con incrostazioni di scudetti ovali di colore giallo-brunastro
  • Necrosi fogliare - le foglie colpite dal fungo della specie Pestalotia decolorata presentano macchie brunastre che necrotizzano

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla forma compatta viene utilizzata per la formazione di siepi, e per l'arte topiaria nei giardini all'italiana, nelle regioni a clima invernale rigido si preferisce la coltivazione in vaso, ricoverando la pianta in luogo riparato ai primi geli

  • I frutti vengono utilizzati come succedanei del pepe
  • Dalle foglie e dai rami giovani si ricava un'essenza aromatica chiamata Acqua angelica dalle proprietà diuretiche, che viene utilizzata in profumeria per aromatizzare saponette o per aromatizzare tè, vini o liquori
  • Viene utilizzata anche come pianta medicinale
  • Il legno viene utilizzato per costruire oggetti torniti
  • Le bacche vengono utilizzate per ricavarne un liquore tipico della Sardegna.

Proprietà medicinali[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
  • L'infuso delle foglie aromatico-amarognole raccolte preferibilmente in giugno-luglio, vanta proprietà stimolanti la digestione, disinfettanti, balsamiche, curative delle bronchiti, delle diarree infantili, delle cistiti e della leucorrea; per uso esterno viene utilizzato per irrigazioni vaginali, per le stomatiti, e le piaghe cutanee
  • L'infuso, il decotto e il vino medicato dei frutti aromatici raccolti in autunno, hanno proprietà rinfrescante, balsamica, astringente e emostatica; mentre per uso topico il decotto viene utilizzato per irrigazioni antisettiche e antileucorreiche
  • Dalla pianta si ricave per distillazione un preparato denominato Acqua d'oro che viene utilizzata per le gengiviti, pelli screpolate e per le contusioni

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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