Ammotragus lervia
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Ammotragus lervia |
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Classe | Mammalia | ||
| Ordine | Artiodactyla | ||
| Famiglia | Bovidae | ||
| Sottofamiglia | Caprinae | ||
| Genere | Ammotragus | ||
| Specie | A. lervia | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Ammotragus lervia Pallas, 1777 |
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| Sottospecie | |||
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L'Ammotrago (Ammotragus lervia Pallas, 1777), detto anche muflone di montagna o muflone africano o pecora crinita o capra berbera (in arabo waddan o uaddan; in berbero del nord awdad, udad, addad; tuareg del nord udad[1], del sud efital[2]), è un rappresentante della sottofamiglia dei Caprini (Bovidi).
Indice |
Descrizione [modifica]
In molti libri di storia naturale, questa si trova classificata tra le capre, perché presenta con queste una somiglianza che è uguale a quella che presenta con le pecore. Le sue corna sono diverse da quelle delle vere capre, sebbene le ricordino; al contrario, mancano i lacrimatoi ed il naso ricurvo della pecora, con la quale, in complesso, ha in comune l'aspetto e il fare.
Il carattere più peculiare dell'animale è una folta criniera che ha inizio sulla parte superiore del collo e scende sino al petto, prolungandosi sulle zampe davanti sino all'articolazione del ginocchio. Le corna, che sono lunghe quasi 60 centimetri, sono quasi quadrangolari inferiormente, compresse di sopra, profondamente scanalate sulla faccia esterna. Cominciano ad innalzarsi verticalmente, poi si curvano all'indietro, rivolgendo anche l'estremità in tale direzione. Esse hanno infatti la tipica forma rotonda, la stessa di animali come lo stambecco caucasico o il bharal del Tibet. Ad eccezione della criniera e del breve fiocco caudale, il pelame somiglia a quello delle capre, essendo ruvido e aderente al corpo. La pecora crinita è, sulla parte superiore, d'un rosso fulvo o d'un giallo-scuro; ma l'estremità dei peli è bianca, perciò l'animale appare screziato.
La parte inferiore e quella interna delle zampe è bianca, mentre una fascia scura scorre lungo il dorso. Un maschio perfettamente sviluppato ha circa metri 1,80 di lunghezza ed oltre un metro di altezza, con un peso che può raggiungere i 150kg.
Biologia [modifica]
Vive in piccoli gruppi (3-6 individui) dai quali restano fuori i maschi adulti. È molto abile nell'arrampicarsi sulle rocce ed è in grado di saltare agilmente.
Al tempo dell'accoppiamento, i maschi impegnano spesso dure lotte. Dai quattro ai cinque mesi dopo l'accoppiamento, la femmina partorisce uno o due agnelli, che per circa quattro mesi stanno presso la madre, ma diventano indipendenti molto tempo prima del successivo accoppiamento della loro genitrice. Il nutrimento della pecora crinita è il medesimo di quello delle altre pecore e capre allo stato libero: in estate, piante succose alpine e licheni secchi, erbe in inverno. Può restare a lungo senza bere poiché le bastano la rugiada notturna e l’acqua contenuta nei vegetali di cui si nutre.
Distribuzione [modifica]
Vive in Algeria, Ciad, Libia, Mali, Niger, Sudan e nel Sahara Occidentale, dove però è stato reintrodotto; al di fuori della sua area di distribuzione è stato introdotto in Spagna (isole Canarie, Murcia, Almería), Messico e Stati Uniti. La pecora crinita è molto diffusa nell'Algeria meridionale, dove gli arabi la chiamano arni. Vive, di preferenza, sulle alte montagne, per lo più solitaria. Soltanto in novembre, al tempo degli amori, si radunano insieme alcune femmine ed un maschio; fanno società per breve tempo, poi ognuno se ne va per la sua strada.
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Caprinae Specialist Group 1996. Ammotragus lervia. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
- Edmond Bernus, Touaregs nigériens. Unité culturelle et diversité régionale d’un peuple pasteur, Paris, Editions de l'Office de la Recherche Scientifique et Technique Outre-Mer, 1981 - ISBN 2-7099-0588-4.
- Charles de Foucauld, A. de Calassanti-Motyilinski, Textes touaregs en prose, Aix-enProvence, Edisud, 1984 (§110: "Mouflon - Udaden", p. 201) - ISBN 2-85744-176-3.
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