Clima polare

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Booth e Mount Scott

Il clima polare è un insieme delle manifestazioni di temperatura e pressione che caratterizzano durante l'anno la climatologia dei poli terrestri e delle regioni all'interno dei circoli polari. Il clima polare è descritto nella classificazione dei climi di Troll e Paffen, ma non in quella di Köppen.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La più importante caratteristica dei climi polari sta nella temperatura di queste zone, che raramente supera i 10 gradi anche nei più "caldi" giorni d'estate.

Le regioni a clima polare si dividono fondamentalmente in due classi: le aree polari vere e proprie (Antartide, Groenlandia) e le aree subpolari dove si trova il clima della tundra e dove il terreno semipermanentemente gelato (permafrost) impedisce la crescita di alberi ad alto fusto.

In genere, le zone a clima polare si trovano a nord del 50º parallelo nell'emisfero boreale e a sud di esso nell'emisfero australe. Nelle aree subpolari spesso si hanno grandi escursioni termiche annue, che vanno da temperature molto rigide d'inverno a temperature abbastanza miti d'estate. La piovosità è in genere molto scarsa; tuttavia spesso in queste zone la neve ricopre il suolo per gran parte dell'anno, poiché le temperature non sono sufficienti a scioglierla.

Il clima polare, in generale, rappresenta nella descrizione dei climi di Troll e Paffen quello che per Wladimir Köppen è il clima nivale: questo comprende però anche le zone d'alta montagna (inserite dai due studiosi in un'altra categoria climatica).

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