Kabul

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Kabul
città
کابل
Kabul – Veduta
Localizzazione
Stato Afghanistan Afghanistan
Provincia Kabul
Distretto Kabul
Territorio
Coordinate 34°32′00.24″N 69°10′00.12″E / 34.5334°N 69.1667°E34.5334; 69.1667 (Kabul)Coordinate: 34°32′00.24″N 69°10′00.12″E / 34.5334°N 69.1667°E34.5334; 69.1667 (Kabul)
Altitudine 1.765 m s.l.m.
Superficie 275 km²
Abitanti 3 319 794[1] (2013)
Densità 12 071,98 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+4:30
Cartografia
Mappa di localizzazione: Afghanistan
Kabul

Kabul (in pashtu کابل, Käbool, Kbool) è la capitale e la più grande città dell'Afghanistan, con una popolazione stimata tra i 3 e i 4 milioni di abitanti. È un centro economico e culturale strategicamente collocato in una stretta vallata lungo il fiume omonimo, prima del Passo Khyber. I suoi prodotti principali comprendono: materiale militare, tessuti, mobili, e barbabietola da zucchero, anche se le guerre che si susseguono dal 1979 hanno limitato la produttività economica della città. Kabul resta una delle città più minate del mondo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime registrazioni storiche di Kabul fanno menzione del fiume Kubha attorno al 1200 a.C., e si riferiscono a un insediamento d'età achemenide, chiamato Kabura, attorno al 300 a.C. I Bactriani fondarono la città di Parapamisidae vicino a Kabul, ma venne successivamente ceduta all'Impero Maurya nel I secolo. Kabul cadde quindi sotto l'influenza dei Kushani, anche se essi stabilirono la loro capitale a Bagram, a nord di Kabul. La città finì quindi sotto controllo Indù fino alla sua cattura da parte degli arabi nel 664. Durante i 600 anni seguenti, la città venne controllata successivamente dai Samanidi di Bukhara, dall'Impero Ghaznavide, e dai Ghuridi di Bamiyan.


Nadir Shah della Persia la catturò nel 1738. Durante la metà del XVIII secolo Amid Shah Durrani assurse al potere in Afghanistan, riasserendo il dominio afgano. Nel 1772 suo figlio Timur Shah ne ereditò il potere e rese Kabul la sua capitale, anche se il suo impero iniziò a sgretolarsi.

Nel 1826 il trono venne reclamato da Dost Mohammed, ma venne preso dall'esercito britannico nel 1839, che installò l'impopolare fantoccio Shah Shuja. Il 1841 vide una sollevazione locale che massacrò sia la missione britannica che l'esercito in ritirata a Jalalabad. L'anno seguente i britannici tornarono, saccheggiando Bala Hissar per vendetta, prima di ritirarsi in India. Dost Mohammed si riprese il trono.

I britannici tornarono nuovamente nel 1878 quando la città era sotto il governo di Sher Ali Khan, ma i loro residenti vennero massacrati di nuovo. L'esercito britannico giunse ancora nel 1879, guidato dal gen. Roberts, distruggendo parzialmente Bala Hissar, prima di ritirarsi in India. Amir Abdur Rahman venne lasciato con il controllo della nazione.


Nel 1932 venne aperta l'Università di Kabul. Dopo il 1940, la città iniziò a crescere come centro industriale, e negli anni cinquanta le strade della città vennero asfaltate con l'aiuto dell'Unione Sovietica.

Negli anni sessanta, Kabul sviluppò un ambiente cosmopolita. Nel 1967 venne inaugurato lo Zoo di Kabul, gestito con l'aiuto di zoologi tedeschi; si concentrava sulla fauna afgana.

Nel 1975 un sistema di filobus costruito con l'aiuto dei cecoslovacchi forniva trasporto pubblico attraversando la città da est a ovest.

Dopo l'invasione sovietica dell'Afghanistan, l'URSS occupò la città, il 23 dicembre 1979, trasformandola nel suo centro di comando per i dieci anni del conflitto tra il governo filo-sovietico e i ribelli mujaheddin. L'ambasciata statunitense di Kabul venne chiusa il 30 gennaio 1989. Kabul cadde nelle mani della guerriglia dopo il crollo del governo di Mohammad Najibullah (1992). Mentre queste forze si dividevano in fazioni rivali, la città soffriva sempre più.


Kabul venne catturata dai Talebani nel settembre 1996, questi linciarono pubblicamente l'ex-presidente Najibullah, repressero la popolazione istruita della città, e spostarono in pratica la capitale a Kandahar.

I Talebani abbandonarono la città il 12 novembre 2001 a causa degli intensi bombardamenti statunitensi, e Kabul finì sotto il controllo dell'Alleanza del nord. Dopo l'attacco Nato guidato dagli Stati Uniti, divenne la capitale dell'Amministrazione Transitoria Afgana.

Attualmente la ricostruzione della città sta attraendo milioni di dollari e numerosi investitori esteri, impegnati nel ripristino di vari servizi e attività, come trasporti pubblici, sistema alberghiero e finanziario.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

La parte vecchia di Kabul è gremita di bazar annidati lungo le sue vie strette e intricate. Kabul ha un'università (fondata nel 1931), e diversi istituti superiori. Tra i luoghi di interesse culturale troviamo: la tomba e i giardini di Babur, il mausoleo di Nadir Shah, il Minar-i-Istiqlal (faro dell'indipendenza) costruita nel 1919 dopo la terza guerra afgana, la tomba di Timur Shah, e alcune importanti moschee, tra cui la Moschea Shah Do Shamshera. Inoltre il Museo di Kabul, il Museo nazionale afgano, il Palazzo Darul Aman (sede del governo), lo Zoo di Kabul, la Galleria nazionale afgana, l'Archivio nazionale afgano, il Museo Omar Mine, la Collina Bibi Mahroo, il Cimitero cristiano di Kabul, e i Giardini Paghman. Bala Hissar, un fortino distrutto dai britannici come rappresaglia per la morte dei loro inviati nel 1879, è stato restaurato come accademia militare. Fuori dalla città vera e propria si trovano una cittadella e il palazzo reale, le valli di Paghman e Jalalabad si estendono a nord e a est della città.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita dall'Aeroporto Internazionale di Kabul. La rete dei mezzi di trasporto urbani è attualmente insufficiente a gestire le necessità di 3-4 milioni di abitanti, anche se stanno affluendo molti investimenti per migliorare la situazione.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ world gazetteer

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]