Taraxacum

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Tarassaco
Taraxacum obovatum Flower 2009March19 DehesaBoyaldePuertollano.jpg
Taraxacum obovatum
(Tarassaco obovato)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Crepidinae
Genere Taraxacum
F. H. Wigg., 1780
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Cichorioideae
Tribù Cichorieae
Sottotribù Crepidinae
Specie
(vedi testo)

Taraxacum F. H. Wigg., 1780 è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, dall’aspetto di piccole erbacee dal tipico capolino radiato giallo.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere (Taraxacum) deriva dall'epoca medioevale (probabilmente dalla lingua arbo-persiana) "Talkh chakok" e significa "erba amara".[1] In Europa tale nome è stato introdotto dal botanico di Francoforte Adam Lonitzer nel XV secolo. Secondo altre etimologie il nome del genere potrebbe derivare dal verbo greco "tarasso" (io guarisco) in riferimento alle molteplici proprietà dei succhi lattiginosi dei rizomi di queste piante.[2]
Il nome scientifico del genere è stato proposto dal botanico germanico Friedrich Heinrich Wiggers (1746-1811) nella pubblicazione "Primitiae Florae Holsaticae 56. 1780. (29 Mar 1780)" del 1780.[3]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il portamento
Taraxacum sect. Ruderalia

I dati morfologici si riferiscono soprattutto alle specie europee e in particolare a quelle spontanee italiane.
Le piante di questo genere sono alte da pochi centimetri a 400 cm (massimo 600 cm durante la fruttificazione di alcune specie). In Europa e quindi in Italia raggiungono al massimo i 60 cm con le specie della sezione Ruderalia comprendente la specie più diffusa tradizionalmente chiamata Taraxacum officinale Weber. Il ciclo biologico prevalente è emicriptofita rosulata (H ros), ossia sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e hanno le foglie disposte a formare una rosetta basale. La riproduzione delle specie di questo genere può avvenire normalmente per via sessuale oppure anche in modo apomittico.[4][5][6][7]

Radici[modifica | modifica sorgente]

L'apparato radicale
Taraxacum sect. Ruderalia

Le radici sono dei grossi fittoni perenni, a volte ramificati, con una tunica formata da fibre poco addensate. Il fittone è perenne e quando aumenta in grossezza la sua lunghezza si espande e si contrae alternativamente. Nella radice è presente un lattice amaro.[8]

Fusto[modifica | modifica sorgente]

La parte aerea vera e propria del fusto è assente: dalla parte apicale del rizoma, posto al livello del suolo, emerge direttamente la rosetta basale e uno o più peduncoli (fino a 10) cavi e afilli dell'infiorescenza; questi possono essere glabri o villosi (soprattutto nella parte distale).

Foglie[modifica | modifica sorgente]

La foglia
Taraxacum sect. Ruderalia

Le foglie sono solamente basali (rosette radicali) con disposizione lungo il caule alterna. Il picciolo è breve e spesso è alato, oppure è assente (foglie sessili). La lamina ha una forma da oblunga a obovata o oblanceolata o anche lineare-oblanceolata. I margini sono da interi a fortemente dentati o lobati o pennatofidi; possono essere roncinati. Gli apici sono da arrotondati o ottusi a acuti o acuminati. Le facce sono glabre o debolmente villose.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Involucro con brattee
Taraxacum sect. Ruderalia

Le infiorescenze sono composte da diversi singoli capolini peduncolati. Raramente da un singolo scapo possono ramificarsi due o tre capolini. I capolini sono formati da un involucro a forma da campanulata a oblunga composto da brattee (o squame) disposte su 2 serie principali in modo embricato, all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. Le squame si dividono in interne ed esterne (formano un calice basale all'involucro). Quelle interne (da 7 a 25) sono disposte in genere su 2 serie; sono strette, erette e tutte uguali a forma lanceolata e con superficie glabra; i margini possono essere scariosi, cigliati oppure no; gli apici sono acuminati. Le squame esterne (da 6 a 20) sono disposte su 2 - 3 serie; hanno una forma da ovata a lanceolata; sono distinte e diseguali, in genere sono più brevi delle squame vere e proprie dell'involucro; i margini possono essere scariosi, cigliati oppure no; nella parte apicale sono caratterizzate dai "cornetti" la cui forma è utile per distinguere una specie dall'altra; all'antesi spesso sono ribattute verso il basso. Il ricettacolo è piano e butterato (alla fine diventa convesso), è inoltre nudo, ossia privo di pagliette a protezione della base dei fiori.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

I fiori ligulati
Taraxacum sect. Ruderalia

I fiori (da 15 a 150 - fino a 300 in T. officinale[6]) sono tutti del tipo ligulato[9] (il tipo tubuloso, i fiori del disco, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono ermafroditi, fertili e zigomorfi.

  • Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale:
* K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[10]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: la corolla è colorata di giallo a volte con sfumature verdastre, raramente il colore è crema o rosa pallido o bianco, spesso è violaceo tendente al grigio. Le corolle dei fiori periferici sono troncate con 5 denti apicali. La parte abassiale della ligula può essere più scura (quasi grigiastra).
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[11] Le antere sono e prive di codette e alla base sono acute.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Singolo achenio con pappo
Taraxacum sect. Ruderalia

I frutti sono dei piccoli acheni di colore grigio-brunastro, paglierino, oliva o rosso; la forma del corpo è da oblanceoloide a ovoide, appiattita, angolosa (con 4 - 12 coste) con becco e pappo finale; la superficie in genere è glabra, mentre nella parte superiore (in prossimità del becco) è ricoperta da numerosi tubercoli ed aculei. Il pappo è persistente ed è formato da numerose (da 50 a 105) setole bianche (peli semplici) disposte su una serie.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

  • Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama).
  • Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
  • Dispersione: i semi cadendo a terra (dopo essere stati trasportati per alcuni metri dal vento per merito del pappo – disseminazione anemocora) sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria).

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La distribuzione delle specie del genere è soprattutto eurasiatica. Alcune specie (una quindicina circa[4]) sono presenti anche in America del Nord e Sud America. Altre specie sono presenti in Australia e Nuova Zelanda. Sono piante che si adattano a qualsiasi terreno e condizione ambientale per cui gli habitat sono i più vari: pietraie, ambienti antropizzati, prati in genere, bordi delle vie, ambienti umidi con ristagno dell'acqua, pascoli alpini e schiarite boschive.[5]

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza del genere (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[12] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[13]). All'interno della famiglia il genere Taraxacum fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (una delle 12 sottofamiglie nella quale è stata suddivisa la famiglia Asteraceae); mentre Cichorieae è una delle 7 tribù della sottofamiglia, e la sottotribù Crepidinae è una dell 11 sottotribù di Cichorieae.[14][15] Il genere Taraxacum comprende moltissime specie per lo più apomittiche. Nella flora spontanea italiana sono presenti oltre 144 specie di questo genere; 1776 nell'areale Euro-mediterraneo[16] e circa 2350 in tutto il mondo[17] (nell'ultimo numero sono considerate anche le varie sezioni e le sottospecie).
Molto lavoro è stato fatto per monografare il genere in Europa, mentre per l'Asia manca dei trattamenti complessivi (alcuni autori russi hanno coperto l'areale siberiano). Il numero delle specie del genere dipende dalla diffusione agamica all'interno dei vari "complessi di specie" e questi variano anche notevolmente tra gli Autori. Altri buoni lavori sono limitati geograficamente (Nord America, Gran Bretagna, Scandinavia, Russia, ecc.) o tassonomicamente, manca quindi una revisione completa del genere.[4]
Le specie native delle zone artiche e alpine occidentali in particolare, dove l'impatto delle glaciazioni pleistoceniche che hanno coperto gran parte del territorio occupato della specie alpine di questo genere è stato rilevante (vedi la sezione Alpestria e la sezione Alpina con le specie relativa alla flora alpina spontanee italiana comunemente denominate T. alpinum (Hoppe) Hegetschw. e T. alpestre DC.) deve ancora essere studiato a fondo.[4]
Il numero cromosomico di base delle specie di questo genere varia attorno a 2n = 16. Tuttavia sono presenti individui diploidi, triploidi, tetraploidi, pentaploidi, esaploidi, eptaploidi e oltre.[4][7]

Nomenclatura[modifica | modifica sorgente]

Il tipo nomenclaturale del genere attualmente accettato è Taraxacum officinale[18] basato su una descrizione (alquanto generale) del Leontodon taraxacum definito da Carl von Linné nel 1753 nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 798".[19] In realtà il campione conservato esaminato dal botanico A.J. Richards nel 1985, è riconducibile alla specie Taraxcum campylodes G.E. Haglund facente parte della sezione Crocea la cui distribuzione è limitata alla Lapponia.[20][21] In realtà i botanici J. Kirschner e J. Stepanek nel 1987 hanno sollevato dei dubbi su questa tipizzazione e le specie di solito indicate con T. officinale ora dovrebbero essere ridefinite nell'ambito della sezione "Ruderalia". Per il momento nessun nuovo nome è stato proposto per le specie attualmente chiamate comunemente T. officinale.[4]

Variabilità[modifica | modifica sorgente]

Il genere Taraxacum è composto da numerosi "stirpi" o "aggregati" (o sezioni tassonomiche) le cui specie differiscono poco una dall'altra. La causa di questa elevata presenza di "specie collettive" è l'apogamia collegata a processi di poliploidizzazione (spesso sono presenti individui triploidi, tetraploidi, pentaploidi, esaploidi, e oltre). Ad esempio una delle sezioni (sect. Ruderalia) più importanti per la flora spontane italiana (alla quale fa parte la specie comunemente chiamata T. officinale), da recenti studi risulta meno isolata di quanto precedentemente supposto a causa di continui scambi di materiale genetico tra i vari livelli di ploidia, nonostante la riproduzione agamica. Un altro fattore importante per spiegare le variazioni, oltre alle mutazioni genetiche, è l'ibridazione.[4] Il successo della diffusione di questo genere (e anche della sua variabilità) è dato inoltre dal fatto che facilmente le sue specie si adattano ad ogni tipo di habitat (per questo in più parti sono considerate piante invasive); oltre a questo il "soffione", l'organo di supporto per la riproduzione, può contenere oltre un centinaio di pappi con relativi semi. Un esempio di variabilità vale per tutti: la specie T. officinale, solamente sul territorio italiano, si presenta con moltissime forme anomale: biforcazione dello scapo fiorale - squame dell'involucro deformate e a consistenza varia da fogliacea a squamosa - crescita di capolini secondari - saldatura reciproca di fiori - inverdimento delle corolle.[6] Altre ricerche hanno collegato la maggiore frequenza della comparsa dell'apogamia in gruppi di specie situate in areali fortemente influenzati dall'antropizzazione; viceversa altri gruppi relegati in ambienti naturali più tranquilli si presentano con minore variabilità e una diploidia più bassa e costante.[5] Per i motivi sopra esposti questo genere viene più facilmente descritto attraverso il concetto di "aggregato" (o specie collettive o sezioni), piuttosto che attraverso singole specie di difficile definizione. Il seguente elenco delle specie italiane di Taraxacum va considerato quindi come indicativo e provvisorio fintanto che studi più approfonditi e completi risolveranno questo difficile genere.

Specie italiane di Taraxacum[modifica | modifica sorgente]

Per ogni sezione sono indicate in dettaglio le specie della flora spontanea italiana. Per alcune specie viene indicato il nome comune italiano e altri dati di interesse botanico. Le descrizioni si basano soprattutto sulle specie della flora spontanee italiana; mentre la distribuzione globale è relativa all'areale euro-mediterraneo.[5][22]

Sezione Alpestria[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Alpestria Soest, 1966[23]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum alpestreaggr.
  • Taraxacum nigricans aggr.
  • Descrizione: sono piante poco alte (10 - 15 cm) con forma biologica emicriptofita rosulata (H ros); in maggioranza il tipo corologico è Endemico - Alpico con habitat tipico in suoli poco profondi ma secchi e ambienti rupestri; vegetano a quote dai 1500 a 2500 m s.l.m.. Queste specie sono caratterizzate dall'avere le foglie con forme largamente lanceolate e con perimetro profondamente dentato, colorate di verde intenso (ma non sono lucide) e le squame esterne dell'involucro di colore verde scuro con una fascia centrale ancora più scura, cerosità grigia e senza cornetti.
  • Tassonomia: alcune delle specie di questa sezione (T. alpestre - T. aestivum - T. martellense) nella "Flora d'Italia (Pignatti)" sono descritte nell'aggregato T. alpestre aggr.; oltre l'aggregato sopra indicato in questa sezione è presente anche il gruppo T. nigricans group descritto nella pubblicazione "An annotated checklist of the Italian Vascular Flora".[22] A questo gruppo appartiene tradizionalmente la specie T. alpestre DC. , descritta da Pignatti nella flora italiana ma non presente in Italia (si trova nell'Europa orientale).
  • Distribuzione: Europa occidentale e Penisola Balcanica.
  • Numero specie: 49 (14 in Italia).


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum aemilianum Foggi & Ricceri, 1991 Emilia-Romagna e Toscana
Taraxacum aestivum Soest, 1959
(Tarassaco delle Alpi)
Lombardia, Trentino Alto Adige Polonia T. alpestre aggr.
Taraxacum alpestre DC., 1838
(Tarassaco delle Alpi)
(non più presente) Europa centrale T. alpestre aggr.
Taraxacum cordatifolium Soest, 1969 Trentino Alto Adige Europa centrale
Taraxacum crocellum Soest, 1959 (presente) Europa centrale e Bulgaria T. nigricans group
Taraxacum lanjouwii Soest, 1966 (presente) Alpi
Taraxacum martellense Soest, 1966
(Tarassaco delle Alpi)
Trentino Alto Adige Europa centrale T. alpestre aggr.
T. nigricans group
Taraxacum nigricans (Kit.) Rchb., 1832 Lombardia, Trentino Alto Adige Slovacchia T. nigricans group
Taraxacum pallidisquameum Soest, 1966 (presente) Alpi
Taraxacum perfissum Soest, 1959 Friuli-Venezia Giulia Europa centrale
Taraxacum praeticum Soest., 1959 (presente ?) Alpi T. nigricans group
Taraxacum reophilum Soest, 1859 Trentino Alto Adige Europa centrale e Bulgaria
Taraxacum simpliciusculum Soest, 1969 (presente) Alpi e Pirenei
Taraxacum stylosum Soest, 1969 (presente) Alpi e Pirenei T. nigricans group

Sezione Alpina[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Alpina G. E. Haglund, 1950[24]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum sect. Pachera Soest
  • Taraxacum alpinum aggr.
  • Taraxacum apenninum aggr.
  • Taraxacum pacheri aggr.
  • Descrizione: sono piante poco alte (5 - 15 cm) con forma biologica emicriptofita rosulata (H ros); in maggioranza il tipo corologico è Circumboreale. Queste specie sono caratterizzate dall'avere le foglie con forme ovali e con dentatura poco profonda, colorate di verde intenso (ma non sono lucide) e le squame esterne dell'involucro prive di cerosità grigia e senza cornetti.
  • Habitat: l'habitat tipico per queste specie sono i pascoli alpini, i pendii franosi e rupestri, ma anche gli ambienti antropizzati; in particolare l'habitat di questo gruppo di agamospecie è caratterizzato da stazioni scoperte e prive di concorrenza delle vallette nivali su calcare fino (verso il basso) alla fascia dei prati subalpini; vegetano a quote dai 1500 a 2800 m s.l.m..
  • Tassonomia: alcune delle specie di questa sezione (T. apenninum - T. carinthiacum - T. venustum) nella "Flora d'Italia (Pignatti)" sono descritte nell'aggregato T. alpinum aggr.; oltre l'aggregato sopra indicato in questa sezione è presente anche il gruppo T. apenninum group descritto nella pubblicazione "An annotated checklist of the Italian Vascular Flora".[22] A questo gruppo appartiene tradizionalmente la specie T. alpinum (Hoppe) Hegetschw., descritta da Pignatti nella flora italiana ma considerato attualmente un sinonimo della sezione Alpina.
  • Distribuzione: Europa (occidentale, centrale e parte di quella orientale) e Penisola Balcanica.
  • Numero specie: 29 (15 in Italia).


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum apenninum (Ten.) DC., 1838
(Tarassaco alpino)
tutta la penisola (isole escluse) T. alpinum aggr.
T. apenninum group
Taraxacum carinthiacum Soest, 1959
(Tarassaco alpino)
Alpi orientali Europa centrale T. alpinum aggr.
Taraxacum helveticum Soest, 1959 Trentino Alto Adige Europa centrale e Bulgaria
Taraxacum melanops Soest, 1959 (presente ?) Austria e Svizzera T. apenninum group
Taraxacum oreophilum G. E. Haglund, 1950 Trentino Alto Adige Svizzera
Taraxacum pacheri Sch. Bip., 1848
(Tarassaco di Pacher)
Trentino Alto Adige (e Piemonte?) Austria e Svizzera
Taraxacum panalpinum Soest, 1959 Trentino Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia Europa (occidentale e centrale)
Taraxacum pedrottii Soest, 1966 (presente) Svizzera
Taraxacum petiolulatum (Huter) Soest, 1959 Trentino Alto Adige Europa centrale
Taraxacum pseudofontanum Soest, 1959 (presente) Europa centrale e Bulgaria
Taraxacum saasense Soest, 1959 Trentino Alto Adige Europa centrale e Bulgaria
Taraxacum tortilobiforme Soest, 1966 (presente) T. apenninum group
Taraxacum venustum Dahlst., 1907
(Tarassaco alpino)
Alpi Europa centrale T. alpinum aggr.
T. apenninum group
Taraxacum vernelense Soest, 1959 (presente) Europa centrale
Taraxacum vetteri Soest, 1959 Trentino Alto Adige Europa (occidentale e centrale)

Sezione Artica[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Arctica Dahlst., 1921[25]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum phymatocarpum aggr.


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum handelii Murr, 1904
(Tarassaco di Handel-Mazzetti)
Trentino Alto Adige Austria
Taraxacum reichenbachii (Huter) Dahlst., 1907
(Tarassaco di Reichenbach)
Trentino Alto Adige Austria

Sezione Borealia[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Borealia Hand.-Mazz., 1907[26]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum ceratophorum aggr.


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum ceratophorum (Ledeb) DC., 1904 Friuli-Venezia Giulia Europa

Sezione Cucullata[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Cucullata Soest, 1959[29]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum cucullatum aggr.


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum aureocucullatum Soest, 1969
(Tarassaco a cappuccio)
Trentino Alto Adige Svizzera e Croazia
Taraxacum cucullatum Dahlst., 1907
(Tarassaco a cappuccio)
Trentino Alto Adige Europa occidentale e Europa centrale
Taraxacum tiroliense Dahlst., 1907 Trentino Alto Adige Austria e Germania

Sezione Erythrocarpa[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Erythrocarpa Hand.-Mazz., 1907[30]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum hoppeanum aggr.


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum apulicum Soest, 1972 (presente)
Taraxacum calabricum Aquaro & al., 2009(*) (presente)
Taraxacum capricum Soest, 1966 (presente) Francia
Taraxacum cescae Aquaro & al., 2009(*) (presente)
Taraxacum garbarianum Peruzzi & al., 2009(*) Sardegna e Sicilia
Taraxacum kirschneri Aquaro & al., 2009(*) (presente)
Taraxacum optimae Aquaro & al., 2009(*) (presente)
Taraxacum pollinense Aquaro & al., 2009(*) (presente)
Taraxacum pseudohoppeanum Kirschner & Štepánek, 1985 (presente) Francia

Le specie contrassegnate da (*) non sono riconosciute da alcune checklist.[31]

Sezione Erythrosperma[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Erythrosperma (H. Lindb.) Dahlst., 1921[32]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum erythrosperma H. Lindb.
  • Leontodon caucasicus Steven
  • Leontodon glaucescens M. Bieb.
  • Leontodon taraxacoides Hoppe & Hornsch.
  • Taraxacum alpinum Hegetschw.
  • Taraxacum caucasicum (Steven) DC.
  • Taraxacum taraxacoides (Hoppe & Hornsch.) Willk.
  • Taraxacum laevigatum subsp. glaucescens (M. Bieb.) Hayek
  • Taraxacum erythrospermum aggr.
  • Taraxacum fulvum aggr.
  • Taraxacum gasparrinii aggr.
  • Taraxacum laevigatum aggr.
  • Taraxacum simile aggr.
  • Taraxacum ghalghanum
  • Descrizione: sono piante poco alte (3 - 10 cm) con forma biologica emicriptofita rosulata (H ros); in maggioranza il tipo corologico è Paleotemperato con habitat tipico in ambienti aridi e soleggiati e a volte anche antropizzati; vegetano fino a quota 1800 m s.l.m.. Queste specie sono caratterizzate dall'avere la base raccolta da guaine persistenti paglierine e con foglie profondamente laciniate e con i cornetti rossastri.
  • Tassonomia: alcune delle specie di questa sezione (T. erythrospermum - T. gasparrinii - T. rubicundum) nella "Flora d'Italia (Pignatti)" sono descritte nell'aggregato T. laevigatum aggr.; oltre l'aggregato sopra indicato in questa sezione è presente anche il gruppo T. fulvum group descritto nella pubblicazione "An annotated checklist of the Italian Vascular Flora".[22] A questo gruppo appartiene tradizionalmente la specie T. laevigatum (Willd.) DC., descritta da Pignatti nella flora italiana ma considerato attualmente un sinonimo della sezione Erythrosperma.
  • Distribuzione: Europa, Transcaucasia, Anatolia, Asia mediterranea e Africa mediterranea.
  • Numero specie: 207 (29 in Italia).


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum acrocuspidatum Sonck, 1977 (presente)
Taraxacum barbaricinum Arrigoni, 2007 Sardegna
Taraxacum brachyglossum (Dahlst.) Raunk., 1906 Trentino Alto Adige Europa (occidentale e centrale)
Taraxacum dunensiforme Sonck, 1977 (presente) Spagna
Taraxacum epirense Soest, 1966 (presente) Francia, Svizzera e Grecia
Taraxacum erythrospermum Besser, 1821
(Tarassaco ceroso)
Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Marche e Umbria Europa T. laevigatum aggr.
T. fulvum group
Taraxacum fulvum Raunk., 1906 Tutto il territorio italiano Europa T. fulvum group
Taraxacum gasparrinii Lojac., 1903
(Tarassaco ceroso)
Toscana e Campania Europa occidentale
Taraxacum genargenteum Arrigoni, 2007 Sardegna
Taraxacum gracillimum Soest, 1969 Trentino Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia Europa centrale
Taraxacum lacistophylloides Dahlst., 1933 (presente) Europa centrale
Taraxacum lacistophyllum (Dahlst.) Raunk., 1906 (presente) Europa (esclusa la parte orientale)
Taraxacum lucense Arrigoni & al., 2006 (presente)
Taraxacum montesignum Soest, 1954 (presente) Europa occidentale
Taraxacum multidentatum Soest, 1966 (presente) Europa occidentale
Taraxacum parnassicum Dahlst., 1926 (presente) Europa centrale
Taraxacum perincisum (Murr) Murr, 1901 (presente) Europa occidentale
Taraxacum plumbeum Dahlst., 1911 Trentino Alto Adige Europa centrale
Taraxacum pseudocastaneum Soest, 1966 (presente)
Taraxacum retzii Soest, 1961 (presente) Europa occidentale
Taraxacum roseocarpum Soest, 1957 (presente) Europa occidentale
Taraxacum rubicundum (Dahlst.) Dahlst., 1906
(Tarassaco ceroso)
Trentino Alto Adige Europa (esclusa la parte orientale)
Taraxacum sarcidanum Arrigoni, 2007 Sardegna
Taraxacum sardomontanum Arrigoni, 2007 Sardegna
Taraxacum scanicum Dahlst., 1911 (presente) Europa (centrale e orientale)
Taraxacum subdissimile Dahlst., 1933 (presente) Europa occidentale
Taraxacum tortilobum Florstr., 1915 (presente) Europa (esclusa la penisola Iberica)
Taraxacum vaccarii Soest, 1966 (presente)
Taraxacum xantholigulatum Sonck, 1977 (presente)

Sezione Fontana[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Fontana Soest, 1959[33]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum fontanum aggr.
  • Descrizione: sono piante mediamente alte (10 - 25 cm) con forma biologica emicriptofita rosulata (H ros); in maggioranza il tipo corologico è Est - Alpico con habitat tipico vicino alle sorgenti e prati palustri; vegetano a quote dai 2000 a 2600 m s.l.m.. Queste specie sono caratterizzate dall'avere un portamento abbastanza robusto con fittoni induriti.
  • Tassonomia: in questa sezione è presente il gruppo Sect. FontanaDahlst.group palustre descritto nella pubblicazione "An annotated checklist of the Italian Vascular Flora".[22]
  • Distribuzione: Europa centrale e Penisola Balcanica.
  • Numero specie: 20 (12 in Italia).


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum absurdum Soest, 1966 (presente) Alpi
Taraxacum aurantellum Soest, 1959 (presente) Alpi
Taraxacum croceicarpum Soest, 1969 Trentino Alto Adige Alpi e Croazia
Taraxacum fontanicola Soest, 1959 Trentino Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia Alpi, Polonia e Romania
Taraxacum fontanosquameum Soest, 1959 (presente) Alpi, Polonia e Bulgaria
Taraxacum fontanum Soest, 1907
(Tarassaco delle fonti)
Lombardia, Trentino Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia Alpi e Europa centrale group palustre
Taraxacum insubricum Soest, 1966 (presente)
Taraxacum magnopyramidophorum Soest, 1969 Trentino Alto Adige Alpi e Croazia
Taraxacum peralatum Soest, 1959 (presente) Alpi e Europa orientale
Taraxacum pohlii Soest, 1959 Trentino Alto Adige Alpi e Europa orientale
Taraxacum rufocarpum Soest, 1959 (presente) Alpi e Europa centrale
Taraxacum silvicola Soest, 1959 (presente) Alpi e Bulgaria

Sezione Glacialia[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Glacialia Hand.-Mazz., 1907[34]
  • Descrizione: sono piante non molto alte (5 - 15 cm) con forma biologica emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Endemico con habitat tipico nelle zolle erbose pioniere; vegetano a quote dai 2000 a 2600 m s.l.m.. Queste specie sono caratterizzate dall'avere un portamento tipico delle piante basse ad alta quota con grosse radici, foglie appressate al suolo e un solo capolino. Questa sezione è formata da una sola specie che è considerata ancestrale in quanto essendo diploide (2n = 16) si riproduce esclusivamente per via sessuale (tutte le altre specie italiane sono poliploidi apomittici).[35]
  • Distribuzione: Italia centrale (Appennini).
  • Numero specie: 1 (1 in Italia).


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum glaciale Hand.-Mazz., 1907
(Tarassaco appenninico)
Lazio, Abruzzo e Molise

Sezione Obliqua[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Obliqua Dahlst., 1921[36]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum obliquum aggr.


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum aquilonare Hand.-Mazz., 1911
(Tarassaco nordico)
parte centrale dell'arco alpino Alpi e Pirenei
Taraxacum dissectum (Ledeb.) Ledeb., 1846
(Tarassaco inciso)
Valle d'Aosta e Piemonte Alpi
Taraxacum lambinonii Soest, 1961 (presente) Alpi e Pirenei
Taraxacum obliquum (Fr.) Dahlst., 1905 Friuli-Venezia Giulia Europa centrale, Isole Britanniche e Penisola scandinava

Sezione Obovata[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Obovata Soest, 1954[37]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum obovatum aggr.
  • Descrizione: sono piante non molto alte (5 - 10 cm) con forma biologica emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Orofita - Ovest Mediterraneo con habitat tipico nei prati, sui bordi delle vie e ambienti antropizzati; vegetano a quote dai 1500 a 2400 m s.l.m.. Queste specie sono caratterizzate dall'avere un portamento piccolo e delicato (le squame involucrali possiedono dei grandi cornetti evidenti).
  • Distribuzione: Europa occidentale (mediterranea) e Africa (parte mediterranea occidentale).
  • Numero specie: 7 (1 in Italia).


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum obovatum (Willd.) DC., 1808
(Tarassaco obovato)
Italia centrale e meridionale Europa occidentale, Tunisia, Algeria e Marocco

Sezione Palustria[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Palustria (H. Lindb.) Dahlst., 1921[38]
  • Basionimo: Taraxacum palustria H. Lindb.
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Scorzonera taraxaci Roth
  • Taraxacum scorzonera Rchb.
  • Taraxacum palustre aggr.
  • Taraxacum celsum
  • Taraxacum elodes
  • Taraxacum serenum
  • Descrizione: sono piante mediamente alte (10 - 25 cm) con forma biologica emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Eurasiatico - Temperato con habitat tipico in ambienti umidi o con ristagno d'acqua; vegetano a quote fino a 1000 m s.l.m.. Queste specie sono caratterizzate dall'avere un portamento gracile con foglie strettamente lanceolate e poco divise (sono prive anche di dentellatura).
  • Tassonomia: alcune delle specie di questa sezione (T. tenuifolium - T. carniolicum) nella "Flora d'Italia (Pignatti)" sono descritte nell'aggregato T. palustre aggr.; oltre l'aggregato sopra indicato in questa sezione è presente anche il gruppo T. palustre group descritto nella pubblicazione "An annotated checklist of the Italian Vascular Flora".[22] A questo gruppo appartiene tradizionalmente la specie T. palustre (Lyons) Symons , descritta da Pignatti nella flora italiana ma non presente in Italia (si trova nell'Europa nord-occidentale).
  • Distribuzione: Europa (compresa Transcaucasia e Anatolia).
  • Numero specie: 131 (27 in Italia).


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum aginnense Hofstra, 1985 (presente) Francia
Taraxacum amplexum Sonck, 1998 (presente)
Taraxacum arachnoideum Kirschner & Štepánek, 1983 (presente) Europa centrale e Croazia
Taraxacum balticiforme Dahlst., 1933 Lombardia e Friuli-Venezia Giulia Europa occidentale (Penisola Iberica esclusa)
Taraxacum carthusianorum Aquaro & al., 2008 (presente)
Taraxacum ciliare Soest, 1965 (presente) Europa occidentale
Taraxacum delanghei Soest, 1965 (presente) Europa occidentale (Penisola Iberica esclusa)
Taraxacum divulsifolium Soest, 1965 (presente) Francia
Taraxacum dolomiticum Soest, 1965 (presente) T. palustre group
Taraxacum frisicum Soest, 1956 (presente) Germania
Taraxacum huterianum Soest, 1965 (presente) Europa centrale T. palustre group
Taraxacum lacustre Soest, 1965 (presente) T. palustre group
Taraxacum lilianae Aquaro & al., 2008 (presente)
Taraxacum madidum Kirschner & Štepánek, 1994 Trentino Alto Adige Europa centrale
Taraxacum multisinuatum Kirschner & al., 1989 (presente) Grecia
Taraxacum odiosum Kirschner & Štepánek., 1998 (presente) Francia
Taraxacum olivaceum Soest, 1965 (presente) Europa centrale
Taraxacum palustre (Lyons) Symons, 1798(*)
(Tarassaco delle paludi)
presente in tutte le regioni Europa (parte nord occidentale) T. palustre aggr.
T. palustre group
Taraxacum pauckertianum Hudziok, 1969 (presente) Europa centrale
Taraxacum refectum Sonck, 1985 (presente) Grecia e Bulgaria
Taraxacum scaturiginosum G. E. Haglund, 1933 Friuli-Venezia Giulia Europa orientale (del sud) e Anatolia
Taraxacum siculum Soest, 1966 Sicilia
Taraxacum subolivaceum Sonck, 1986 (presente) Grecia
Taraxacum tenuifolium (Hoppe & Hornsch.) W. D. J. Koch, 1840 Alto Adriatico Penisola Balcanica (parte nord occidentale) T. palustre aggr.
T. palustre group
Taraxacum trilobifolium Hudziok, 1967 (presente) Europa centrale
Taraxacum turfosum (Sch. Bip.) Soest., 1961 Trentino Alto Adige Europa centrale
Taraxacum vindobonense Soest, 1965 (presente) Europa (centrale e orientale)

La specie contrassegnate da (*) da alcune checklist è descritta come "non presente" in Italia.[39]

Sezione Rhodocarpa[modifica | modifica sorgente]


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum schroeterianum Hand.-Mazz., 1905
(Tarassaco di Schroeter)
Alpi Occidentali fino al Trentino Europa occidentale

Sezione Ruderalia[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Ruderalia Kirschner & al., 1987[41]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Taraxacum officinale aggr.
  • Taraxacum anceps
  • Taraxacum eumorphum
  • Taraxacum rubescens
  • Taraxacum officinale subsp.vulgare
  • Descrizione: sono piante mediamente alte (15 - 30 cm, massimo 60 cm) con forma biologica emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Circumboreale con habitat tipico nelle schiarite dei boschi, nei prati di tutti i tipi, in ambienti ruderali; vegetano fino a quote di 1700 m s.l.m.. Queste specie sono caratterizzate dall'avere un fittone diviso, le squame esterne dell'involucro prive di cornetti, corolla colorata di giallo intenso con ligule allargate.
  • Tassonomia: alcune delle specie di questa sezione nella "Flora d'Italia (Pignatti)" sono comprese nell'aggregato T. officinale aggr.; oltre l'aggregato sopra indicato in questa sezione è presente anche il gruppo T. officinale group descritto nella pubblicazione "An annotated checklist of the Italian Vascular Flora".[22] A questo gruppo appartiene tradizionalmente la specie T. officinale[42] (comunemente chiamata "dente di leone") che, secondo alcuni studi, non è presente in Italia in quanto corrisponde alla specie T. campylodes G.E. Haglund della Lapponia.
  • Distribuzione: Europa, Anatolia, Transcaucasia, Asia mediterranea e Marocco.
  • Numero specie: 835 (20 in Italia).


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum aurosuloides Soest, 1966 (presente) Svizzera, Francia e Polonia
Taraxacum bidentilobum Sonck., 1998 (presente)
Taraxacum calomorphum G. E. Haglund & Soest, 1969 (presente) Svizzera, Francia e Austria
Taraxacum caudatuliforme Soest, 1966 (presente) Polonia
Taraxacum complicatum Soest, 1959 (presente) Francia e Svizzera
Taraxacum ekmanii Dahlst., 1911 (presente) Europa
Taraxacum formosum Soest., 1969 (presente) Europa centrale
Taraxacum gianninii Arrigoni & al., 2006 (presente)
Taraxacum grossum Soest, 1969 (presente) Svizzera, Austria e Polonia
Taraxacum lucescens Dahlst., 1925 (presente) Europa
Taraxacum oreinicola Soest, 1966 (presente) Svizzera
Taraxacum pedemontanum Soest, 1969 (presente) Francia, Svizzera e Austria
Taraxacum perrigidum Sonck, 1983 (presente)
Taraxacum piluliferum G. E. Haglund, 1969 (presente) Francia e Svizzera
Taraxacum pseudelongatum Soest, 1969 (presente) Europa centrale
Taraxacum rhaeticum Soest, 1959 (presente) Europa (parte occidentale/centrale) e Penisola Balcanica (*)
Taraxacum rigidipes Sonck, 1998 (presente)
Taraxacum rigidum Soest, 1969 (presente) Svizzera, Austria e Polonia
Taraxacum sabaudum Soest, 1966 (presente) Francia
Taraxacum valesiacum Soest, 1969 (presente) Francia, Svizzera, Austria e Polonia
  • Nota: secondo Pignatti il T. rhaeticum è compreso nell'aggregato T. alpestre aggr..

Sezione Scariosa[modifica | modifica sorgente]

  • Nome scientifico della sezione: Taraxacum sect. Scariosa Hand.-Mazz., 1907[43]
  • Sinonimi (o nomi non validi):
  • Leontodon daedaleus Sieber
  • Leontodon gymnanthus Link
  • Leontodon megalorhizos Forssk.
  • Taraxacum gymnanthum (Link) DC.
  • Taraxacum megalorhizon (Forssk.) Hand.-Mazz.
  • Taraxacum officinale subsp. gymnanthum (Link) Cout.
  • Taraxacum bithynicum aggr.
  • Taraxacum megalorhizon aggr.
  • Descrizione: sono piante non molto alte (10 - 20 cm) con forma biologica emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Euri-Mediterraneo con habitat tipico nella vegetazione aperta e zone antropizzate; vegetano a quote fino a 2000 m s.l.m.. Queste specie sono caratterizzate dall'avere un portamento basso con radici robuste portanti numerose rosette, foglie profondamente incise e capolino a forma cilindrica alla base.
  • Tassonomia: alcune delle specie (T. minimum) di questa sezione nella "Flora d'Italia (Pignatti)" sono comprese nell'aggregato T. megalorrhizon aggr..
  • Distribuzione: Europa (esclusa la parte centrale), Anatolia, Transcaucasia, Asia mediterranea e Africa mediterranea.
  • Numero specie: 26 (3 in Italia).


Nome scientifico (nome comune) Distr. italiana Distr. euro-mediterranea Gruppo o Aggregato
Taraxacum caramanicae Lojac., 1903 Sicilia e Sardegna
Taraxacum minimum (Guss.) N. Terracc., 1869 (presente) Europa occidentale, Grecia, Anatolia, Transcaucasia e Egitto T. megalorrhizon aggr.
Taraxacum megalorrhizon (Forssk.) Hand.-Mazz.
(Tarassaco a radice grossa)
è presente su tutto il territorio Anatolia, Transcaucasia, Asia mediterranea e Africa mediterranea T. megalorrhizon aggr.

Altre sezioni[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle sezioni sopra elencate (appartenenti alla flora spontanea italiana) nell'areale Euro-mediterraneo sono presenti le seguenti altre sezioni del genere Taraxacum.

Sezione Numero specie Distr. euro-mediterranea
Borea A. J. Richards, 1985 79 Europa (del nord e orientale)
Boreigena G. E. Haglund, 1941 21 Europa orientale e Penisola scandinava
Borysthenica Kirschner & Štepánek, 2004 2 Ucraina
Celtica A. J. Richards, 1985 46 Europa (del nord)
Confusa Kirschner & Štepánek, 2004 4 Europa orientale e Transcaucasia
Dioszegia Heuff., 1858 3 Europa (occidentale e orientale), Penisola Balcanica, Transcaucasia e Anatolia
Glabra Dahlst., 1921 2 Europa orientale e Transcaucasia
Hamata H. Øllg., 1983 32 Europa (areale settentrionale e orientale)
Leucantha Soest, 1963 1 Europa orientale
Macrocornuta Soest, 1960 5 Europa orientale, Transcaucasia e Anatolia
Macrodonta M. P. Christ., 1942 22 Europa (parte centro-orientale settentrionale)
Naevosa M. P. Christ., 1942 55 Europa (parte settentrionale e orientale)
Oligantha Soest, 1963 1 Anatolia
Orientalia Hand.-Mazz., 1907 3 Europa orientale, Transcaucasia e Anatolia
Piesis (DC.) Kirschner & Štepánek, 1993 10 Francia, Europa orientale, Penisola Balcanica, Transcaucasia, Anatolia e Africa mediterranea
Porphyrantha Schischk., 1964 8 Europa orientale e Transcaucasia
Primigenia R. Doll, 1982 5 Spagna, Europa orientale, Penisola Balcanica, Transcaucasia e Anatolia
Sonchidium (DC.) Kirschner & Štepánek, 1987 3 Anatolia e Asia mediterranea
Spectabilia (Dahlst.) Dahlst., 1921 27 Spagna, Isole Britanniche, Germania, Penisola scandinava e Islanda

Chiave analitica[modifica | modifica sorgente]

Per meglio comprendere ed individuare le varie sezioni del genere (solamente per le sezioni relative alla flora italiana) l’elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una sezione dall'altra)[44].

  • Gruppo 1A: gli acheni hanno la superficie liscia, il becco è breve o nullo con pappo quasi sessile;
  • Taraxacum sect. Glacialia Hand.-Mazz., 1907.
  • Gruppo 1B: gli acheni hanno il becco allungato e sottile con diversi tubercoli o aculei;
  • Gruppo 2A: il becco degli acheni è robusto ed è lungo più o meno il frutto stesso; la lamina delle foglie è allargata e più o meno intera o con pochi lobi; l'habitat è quello tipico alpino;
  • Taraxacum sect. Arctica Dahlst., 1921: gli acheni hanno una superficie scura e sono molto tubercolati.
  • Taraxacum sect. Alpina G. E. Haglund, 1950: gli acheni hanno una superficie bruno-chiara e sono provvisti di aculei (i tubercoli sono brevi).
  • Gruppo 2B: gli acheni interni hanno un becco sottile e fragile che a maturità si presenta più lungo della parte contenente il seme;
  • Gruppo 3A: il margine delle squame esterne dell'involucro è evidente ed allargato;
  • Gruppo 4A: la base della pianta è avvolta da guaine persistenti paglierine; le squame esterne dell'involucro sono percorse longitudinalmente da una fascia centrale bruna;
  • Taraxacum sect. Obliqua Dahlst., 1921.
  • Gruppo 4B: le piante sono prive di guaina, oppure le guaine sono presto scomparse, oppure se sono persistenti sono molli e squamose; le squame esterne dell'involucro sono prive di fasce scure;
  • Taraxacum sect. Scariosa Hand.-Mazz., 1907: le foglie sono incise profondamente; la radice è un fittone ramificato nella parte alta e portante diverse rosette; il capolino alla base è cilindrico.
  • Taraxacum sect. Palustria (H. Lindb.) Dahlst., 1921: le foglie hanno una lamina a forma lanceolata e sono poco divise e i bordi sono poco dentati o solo marginalmente; il capolino alla base è subsferico; l'habitat delle piante è relativo a terreni con ristagno d'acqua.
  • Gruppo 3B: le squame esterne dell'involucro sono prive di margine oppure se presente è molto stretto;
  • Gruppo 5A: gli acheni a maturazione sono rossi o rossicci;
  • Gruppo 6A: gli acheni alla base del becco sono cilindrici; il becco è più lungo di 1/5 del frutto stesso;
  • Gruppo 7A: l'habitus della pianta è gracile; i capolini sono piccoli e pauciflori; gli acheni sono piccoli (minori di 5 mm) e sono colorati di rosso (da chiaro a vinoso);
  • Taraxacum sect. Erythrosperma (H. Lindb.) Dahlst., 1921: la base della pianta è avvolta da guaine persistenti paglierine e indurite con alcune parti vegetative colorate di verde-bluastro chiaro; la lamina delle foglie è fortemente laciniata; i cornetti delle squame esterne dell'involucro sono rossastri.
  • Taraxacum sect. Obliqua Dahlst., 1921: le guaine sono assenti; il margine delle foglie è provvisto di denti riflessi; i cornetti delle squame esterne dell'involucro sono grigi e piccoli.
  • Gruppo 7B: l'habitus della pianta è robusta; i capolini sono grandi con numerosi fiori (da 20 a 30); gli acheni sono grossi (circa 5 mm) e sono colorati di rosso brunastro;
  • Taraxacum sect. Erythrocarpa Hand.-Mazz., 1907.
  • Gruppo 6B: gli acheni alla base del becco sono conici; il becco è breve (meno di 1/5 del frutto stesso);
  • Taraxacum sect. Rhodocarpa Soest, 1954.
  • Gruppo 5B: gli acheni a maturazione sono grigi, bruni o olivacei;
  • Gruppo 8A: le squame esterne dell'involucro sono provviste di grandi cornetti;
  • Taraxacum sect. Obovata Soest, 1954.
  • Gruppo 8B: le squame esterne dell'involucro sono prive di cornetti (o sono piccoli o con apice spatolato);
  • Gruppo 9A: le foglie sono appressate al suolo; il colore della corolla è giallo-chiaro o biancastro; le ligule dei fiori sono revolute a tubo;
  • Taraxacum sect. Cucullata Soest, 1959.
  • Gruppo 9B: il colore della corolla è giallo intenso o arancio; le ligule dei fiori sono piane e allargate;
  • Gruppo 10A: le piante sono molto polimorfe e relative a quote basse; i capolini sono grandi e multiflori; le squame esterne dell'involucro sono colorate di verde chiaro, non sono pruinose e sono ripiegate verso il basso;
  • Taraxacum sect. Ruderalia Kirschner & al., 1987.
  • Gruppo 10B: le piante sono relative alla fascia alpina (o subalpina); i capolini sono mediamente grandi con corolle colorate di giallo scuro; le squame esterne dell'involucro sono appressate o patenti, ma non riflesse;
  • Gruppo 11A: la lamina delle foglie è sottile con bordi interi (o con lobi ottusi molto spaziati); il colore delle foglie è verde carico quasi lucido; le squame esterne dell'involucro sono colorate di verde-chiaro; l'habitat della pianta è relativo a terreni con ristagno di acqua;
  • Taraxacum sect. Fontana Soest, 1959.
  • Gruppo 11B: la lamina delle foglie è da largamente lanceolata a ovata; il colore delle foglie è verde intenso, ma non lucido; le squame esterne dell'involucro sono colorate di verde-scuro con una fascia centrale longitudinale nerastra;
  • Taraxacum sect. Alpestria Soest, 1966: la lamina delle foglie è largamente lanceolata e profondamente dentata; le squame esterne dell'involucro hanno una cerosità grigiastra.
  • Taraxacum sect. Alpina G. E. Haglund, 1950: la lamina delle foglie è ovale con bordi poco dentati e con un segmento apicale grosso; le squame esterne dell'involucro non sono cerose.

Specie della zona alpina[modifica | modifica sorgente]

Buona parte delle specie spontanee del genere Taraxacum vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine raggruppate per sezione[45].

Sezione Comunità
vegetali
Piani
vegetazionali
Substrato pH Livello trofico H2O Ambiente Zona alpina
Alpestria 7 subalpino
alpino
Ca - Si neutro medio umido C3 D1 D2 F3 F6 TO VC NO SO BG BZ UD
Alpina 3 alpino Ca - Si basico medio-alto umido B4 C3 E1 F3 F5 F6 tutto l'arco alpino
Arctica 10 alpino Ca/Si - Si neutro basso medio C3 F5 BZ
Borealia 3 subalpino
alpino
Ca - Si neutro alto umido B4 C3 UD
Cucullata 11 subalpino
alpino
Ca - Si neutro alto umido B4 F3 TO NO BG SO BZ TN
Erythrosperma 9 collinare
montano
Ca - Si neutro alto secco B2 F2 tutto l'arco alpino
Fontana 7 subalpino
alpino
Ca - Si neutro alto umido C3 D1 D2 E1 F3 alpi orientali
Obliqua 10 subalpino
alpino
Ca - Si neutro basso secco C2 C3 F5 TO AO SO BZ BL
Obovata 4 collinare Ca - Si neutro alto arido B1 B2 F2 IM
Palustria 7 collinare
montano
Ca - Ca/Si basico medio bagnato E1 F3 tutto l'arco alpino
Rhodocarpa 7 subalpino
alpino
Si acido alto umido D1 E1 E2 TO AO BG SO
Ruderalia 11 collinare
montano
subalpino
Ca - Si neutro alto medio B1 B2 B6 F3 tutto l'arco alpino
Legenda e note alla tabella.

Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).
Comunità vegetali: 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 4 = comunità pioniere a terofite e succulente; 7 = comunità delle paludi e delle sorgenti; 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri
Ambienti: B1 = campi, colture e incolti; B2 = ambienti ruderali, scarpate; B4 = riposi del bestiame; B6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali; C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; C3 = ghiaioni, morene e pietraie; D1 = sorgenti e cadute d'acqua; D2 = bordi dei ruscelli; E1 = paludi e torbiere basse; E2 = torbiere alte; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F3 = prati e pascoli mesofili e igrofili; F5 = praterie rase subalpine e alpine; F6 = vallette nivali

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

L'entità di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[46]

  • Taraxacum cupreum
  • Taraxacum filiflorum Beauverd
  • Caramanica Tineo
  • Leontodon sect. Taraxacum (Wiggers) Baill.
  • Taraxacum officinale subsp. dens-leonis
  • Wendelboa Soest

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

Le piante più interessanti per l'utilizzo umano sono quelle della sezione Ruderalia, in particolare la specie che tradizionalmente viene indicata con il nome scientifico di T. officinale. Questa viene comunemente consumata come insalata oppure cotta con le uova o in altre ricette. Anche l'industria farmaceutica è interessata a queste piante per le loro proprietà amare, stomachiche (agevola la funzione digestiva), aperitive e diuretiche (facilita il rilascio dell'urina); in alcuni casi il succo è stato usato per curare certe malattie egli occhi. L'analisi chimica dei componenti della radice rivela la presenza di diverse sostanze specifiche come la "tarassicina" (sostanza amara), di un eteroside, di colina, di resine, di levulina, di inulina e altre sostanze come acidi grassi e sterine. Le radici, se opportunamente tostate, possono essere usate anche come succedanei del caffè[6]

Alcune specie[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Botanical names. URL consultato l'8 maggio 2013.
  2. ^ Motta 1960, op. cit., Vol. 3 - pag. 812
  3. ^ Tropicos Database. URL consultato il 14 maggio 2013.
  4. ^ a b c d e f g eFloras - Flora of North America. URL consultato il 14 maggio 2013.
  5. ^ a b c d Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 254-260
  6. ^ a b c d Motta 1960, op. cit., Vol. 3 - pag. 812
  7. ^ a b Kadereit & Jeffrey 2007, op. cit., pag. 186
  8. ^ Motta 1960, op. cit., Vol. 3 - pag. 812
  9. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 12
  10. ^ Tavole di Botanica sistematica. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  11. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  12. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  13. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  14. ^ Funk & Susanna, op. cit., pag. 348
  15. ^ Cichorieae Portal , op. cit.
  16. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 31 maggio 2013.
  17. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 31 maggio 2013.
  18. ^ (L.) Weber ex F.H.Wigg.
  19. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 14 maggio 2013.
  20. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 14 maggio 2013.
  21. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 14 maggio 2013.
  22. ^ a b c d e f g Conti et al. 2005, op. cit., pag. 172
  23. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 14 maggio 2013.
  24. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 14 maggio 2013.
  25. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 17 maggio 2013.
  26. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 17 maggio 2013.
  27. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 17 maggio 2013.
  28. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 17 maggio 2013.
  29. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 17 maggio 2013.
  30. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 17 maggio 2013.
  31. ^ Global Compositae Checklist.
  32. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 17 maggio 2013.
  33. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 29 maggio 2013.
  34. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 29 maggio 2013.
  35. ^ Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 255
  36. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 29 maggio 2013.
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  39. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 30 maggio 2013.
  40. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 29 maggio 2013.
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  42. ^ (L.) Weber ex F.H.Wigg.
  43. ^ EURO MED - PlantBase. URL consultato il 29 maggio 2013.
  44. ^ Pignatti, op. cit., vol. 3 - pag. 254-255
  45. ^ Aeschimann et al. 2004, op. cit., Vol. 2 - pag. 658-664
  46. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 1º giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007. ISBN 88-7287-344-4.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007. ISBN 978-88-299-1824-9.
  • F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini, C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, pag. 172-3. ISBN 88-7621-458-5.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 198, Berlin, Heidelberg, 2007, pag. 186.
  • Cichorieae Portal, p. Taraxacum. URL consultato l'8 maggio 2013.

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