Ondatra zibethicus

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Topo muschiato[1]
Ondatra zibethicus FWS.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Rodentia
Superfamiglia Muroidea
Famiglia Cricetidae
Sottofamiglia Arvicolinae
Tribù OndatriniGray, 1825
Genere OndatraLink, 1795
Specie O. zibethicus
Nomenclatura binomiale
Ondatra zibethicus
(Linnaeus, 1766)
Sinonimi

Castor zibethicus, Ondatra zibethica

Areale

Verbreitungsgebiet Bisamratten.jpg
In rosso l'areale originario, in verde le zone dove la
specie è stata introdotta.

Il topo muschiato (Ondatra zibethicus Linnaeus, 1766), è un mammifero roditore della famiglia dei Cricetidi, nell'ambito della quale è l'unica specie ascritta al genere Ondatra (Link, 1795) ed alla tribù degli Ondatrini (Gray, 1825).

Si tratta di un animale semiacquatico di medie dimensioni originario del Nordamerica, ma nell'ultimo secolo è stato introdotto, più o meno accidentalmente, in alcune regioni di Europa, Asia e Sudamerica, nelle quali si è adattato tanto bene che il suo areale risulta a tutt'oggi in fase di espansione. È diffuso nelle zone umide, ma si adatta ad una vasta gamma di climi e di habitat anche piuttosto differenti. Gioca un ruolo importante in natura e per l'uomo costituisce inoltre una risorsa di cibo e di pellicce, come dimostra il fatto che sia stato introdotto in molte regioni del globo.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Nonostante il nome comune, la specie è solo vagamente imparentata con i topi, in quanto questi ultimi appartengono alla famiglia dei Muridi, mentre il topo muschiato fa parte della famiglia dei Cricetidi: in particolare, esso mostra un'inaspettata affinità con arvicole ed affini, coi quali condivida la sottofamiglia Arvicolinae, nell'ambito della quale rappresenta in assoluto il membro di maggiori dimensioni, mentre recentemente è stata più volte messa in discussione la sua presunta parentela più o meno stretta con le altre specie di topo muschiato sudamericano (genere Neofiber). Molto remota, invece, è la parentela con un altro roditore, la nutria, col quale il topo muschiato viene spesso confuso[3].

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

La specie è originaria dell'America del Nord, dove con numerose sottospecie (Ondatra zibethicus bernardi, Ondatra zibethicus cinnamominus, Ondatra zibethicus macrodon, Ondatra zibethicus macvador, Ondatra zibethicus obscurus, Ondatra zibethicus osoyooensis, Ondatra zibethicus pallidus, Ondatra zibethicus ripensis, Ondatra zibethicus rivalicius, Ondatra zibethicus spatulatus, Ondatra zibethicus zibethicus) occupa un areale che va dall'Alaska meridionale al New England, spingendosi a sud fino alla Florida ed al confine con il Messico[4].
Con l'aumento della richiesta della sua preziosa pelliccia (il cosiddetto rat musqué), sorsero allevamenti di questi animali in Europa, Asia e Sud America: quando l'industria conciaria entrò in crisi, tuttavia, molti animali furono rilasciati in natura, dove andarono a sommarsi a quelli fuggiti accidentalmente o rilasciati in seguito a raid delle associazioni animaliste. Si formarono, così, delle comunità riproduttive di questi animali, che non trovando predatori né concorrenti per il cibo si diffusero velocemente in gran parte dei nuovi areali: attualmente, il topo muschiato vive in gran parte dell'Europa centrale, spingendosi ad est attraverso la Siberia, fino alla Manciuria, mentre la specie è stata totalmente eradicata dall'Inghilterra, dove era stata introdotta negli anni trenta, e dal Giappone, dove venne introdotta nel 1945. In America Meridionale, si trovano grossi nuclei di questi animali in Cile ed Argentina.

L'Italia è stata per lungo tempo risparmiata dall'avanzata inarrestabile dei topi muschiati grazie allo scudo naturale costituito dall'Arco Alpino: tuttavia, recentemente è avvenuta un'espansione delle popolazioni slovene di questi animali, che hanno così oltrepassato il confine e formato colonie riproduttive nei bacini irrigui del Triveneto[5]. Tutti gli esemplari presenti in Italia, così come la massima parte degli esemplari eurasiatici di topo muschiato, discendono da cinque esemplari (tre maschi e due femmine) provenienti dall'Alaska (anche se gli esami morfologici dimostrano che si tratta in realtà di esemplari della sottospecie nominale, diffusa nel Québec) e portati nell'allora Boemia (l'attuale Repubblica Ceca) nel 1905 dal principe Colloredo-Mansfeld: essi, immessi a scopo ornamentale in uno stagno posto 35 km a sud di Praga, si riprodussero ed espansero a ritmi vertiginosi il proprio areale, tanto che al tempo della Seconda guerra mondiale tutta l'Europa centrale e l'area balcanica erano state colonizzate.
A questo primo nucleo eurasiatico si aggiunsero nel 1930 circa cinquecento esemplari fuggiti da un allevamento di Belfort, in Francia, che molto rapidamente espansero il proprio areale verso est, andandosi a congiungere con l'altra popolazione.

L'habitat di elezione di questi animali è rappresentato dalle aree umide in prossimità di fonti d'acqua permanenti, come fiumi, laghi, stagni e paludi: prediligono in particolare le aree in cui il corso dell'acqua non è eccessivamente forte e la profondità è costante ed inferiore ai due metri.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Misura fino a 60 cm di lunghezza, di cui circa un terzo (25 cm) spettano alla coda. Il peso varia fra i 700 g ed i 2 kg.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

Cranio di topo muschiato: notare la caratteristica forma trapezoidale.

Il corpo è di costituzione tozza e robusta, con grossa testa a forma di incudine e zampe corte e forti, munite di piedi larghi: solo le zampe posteriori sono leggermente palmate, mentre sull'orlo delle dita sono presenti delle setole rigide che oppongono resistenza all'acqua e consentono all'animale di nuotare velocemente. Le orecchie sono a forma di semicerchio e seminascoste nel pelo, dotate di uno sfintere che le chiude mentre l'animale è immerso, per impedire all'acqua di entrare: sul muso sono presenti lunghe vibrisse. La coda è appiattita in senso laterale e ricoperta di scaglie anziché di pelo.

Il pelo è denso e dall'apparenza sericea, atto ad isolare l'animale sott'acqua intrappolando l'aria: esso è di colore bruno più o meno scuro a seconda della sottospecie, dell'età e dell'individuo preso in considerazione, tuttavia tutti gli esemplari presentano mantello più scuro in inverno e più chiaro in estate. Sono presenti, seppure piuttosto rari, anche esemplari neri ed albini.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Un topo muschiato si abbevera sulla riva in una rappresentazione.

Il topo muschiato ha attività catadroma, mostra ossia alternanza fra periodi di riposo e periodi di attività durante tutte le ventiquattro ore: pare comunque maggiormente attivo nel periodo pomeridiano fino al tramonto, mentre nelle aree maggiormente antropizzate pare limitare i propri periodi di attività alle sole ore notturne[6].
Questo animale vive in gruppi familiari allargati, comprendenti una coppia progenitrice e numerosi figli anch'essi riprodottisi, che si stabiliscono in un territorio ben definito (di estensione variabile fra i 3000 ed i 5000 m2), che i maschi provvedono a delimitare attraverso la secrezione delle ghiandole sottocaudali, che ha il caratteristico odore muschiato al quale la specie deve il nome comune[7]: quando nel territorio vi è un sovraffollamento eccessivo, le femmine scacciano i cuccioli una volta svezzati. Essi si stabiliranno man mano più a monte, e così faranno i loro discendenti: in questo modo si avrà ben presto la completa colonizzazione dell'intero bacino imbrifero. I vari esemplari del gruppo comunicano fra loro tramite una serie di squittii, mentre gli esemplari in stato di nervosismo o di immediato pericolo sfregano rumorosamente gli incisivi superiori ed inferiori.
Il topo muschiato scava lunghi tunnel con un unico accesso, spesso posto sotto il livello dell'acqua, che portano ad un'unica camera centrale: quando l'animale si insedia in aree di nuova colonizzazione, come ad esempio argini artificiali o zone soggette a periodi siccitosi, esso si dà un gran da fare per inclinare verso il basso l'entrata della tana e costruire dighe (sebbene molto più rudimentali rispetto a quelle dei castori) con le quali sbarrare il corso d'acqua ed aumentarne il livello. A tale scopo, esso utilizza le zampe anteriori e gli incisivi. Qualora l'ambiente circostante non offra condizioni adatte a fare ciò, i topi muschiati si costruiscono fra i canneti dei nidi alti fino a due metri, costituiti da piante acquatiche ammassate in forma conica con base circolare: essi comprendono una cavità centrale appena al di sopra del pelo dell'acqua e collegata a questa mediante un tunnel che sbocca al di sotto dell'acqua. Spesso tali nidi vengono abitati da varie generazioni di topo muschiato, che man mano li rimaneggiano e li rinforzano.
Il topo muschiato presenta abitudini semiacquatiche, trovandosi maggiormente a suo agio in acqua che sul terreno, dove si muove caracollando goffamente. In acqua, invece, mostra doti di ottimo nuotatore, muovendo le zampe posteriori a rana ed utilizzando la coda appiattita a mo' di timone: dimostra inoltre di essere un eccezionale apneista, rimanendo in immersione per tempi superiori al quarto d'ora. Per aumentare la sua capacità di apnea, il topo muschiato presenta un adattamento chiamato eterotermia regionale, ossia esso è in grado di regolare il flusso sanguigno verso le appendici corporee (in particolare verso le zampe posteriori e la coda), che così ricevono un minore apporto di sangue rispetto al resto del corpo mentre l'animale nuota[8].

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Topo muschiato mentre si nutre, Columbia Britannica.

I topi muschiati sono animali piuttosto voraci, che mangiano una quantità di cibo giornaliera equivalente pressappoco ad un terzo del proprio peso corporeo[9]: essi si cibano prevalentemente di radici e foglie di piante acquatiche, come giunchi, ninfee e code di cavallo, tuttavia non disdegnano di mangiare, qualora possibile, anche cereali, frutti, verdura e corteccia d'albero. Nei luoghi e nelle stagioni in cui gli alimenti di origine vegetale scarseggiano, il topo muschiato completa la sua dieta con molluschi ed insetti acquatici: la diceria secondo la quale i topi muschiati si nutrirebbero anche di altri animali acquatici come rane, pesci ed addirittura uccelli e le loro uova è tutta da verificare, in quanto mancano dati sul campo che confermino tale abitudine.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Il periodo riproduttivo varia a seconda della latitudine: le popolazioni che vivono in aree temperate possono riprodursi durante tutto l'anno, mentre le popolazioni settentrionali tendono a riprodursi solo nei mesi più caldi (generalmente fra marzo ed agosto). Durante il periodo riproduttivo l'odore muschiato dei maschi diviene ancora più forte ed essi defecano ai bordi del proprio territorio per mettere in guardia eventuali intrusi.
La gestazione dura circa un mese, al termine del quale la femmina dà alla luce una media di 5 cuccioli (anche di più nelle razze settentrionali) nella camera principale della tana, precedentemente foderata da erbe palustri ed erba. I cuccioli già alla nascita sono ricoperti di pelo corto e scuro, ma sono ancora ciechi e sordi e dipendono dalle cure materne: a cinque giorni aprono gli occhi, a dieci sono in grado di nuotare e dopo la terza settimana di vita possono dirsi svezzati. L'indipendenza viene raggiunta attorno al mese di vita, tuttavia i cuccioli raggiungeranno le dimensioni definitive attorno all'anno d'età e saranno maturi sessualmente a partire dal settimo mese di vita. I cuccioli tendono a restare coi genitori anche dopo la sopravvenuta indipendenza, a meno che questi ultimi non decidano di scacciarli dal proprio territorio per ragioni di eccessivo sovrappopolamento.

La speranza dei topi muschiati in natura è di circa tre anni: a questa età, infatti, i molari dell'animale sono generalmente consumati fino alla radice, per cui esso è destinato a morire d'inedia. In cattività, invece, non è raro che essi vivano più di dieci anni.

Predatori[modifica | modifica sorgente]

Il topo muschiato è un grosso animale che non ha molti predatori: tuttavia, i giovani esemplari possono cadere vittima delle lontre, dei grossi gufi e delle volpi rosse: il predatore più accanito di questi animali è tuttavia il visone americano, conterraneo del topo muschiato ed anch'esso introdotto in numerose aree dell'Eurasia. I visoni predano soprattutto animali vecchi o malati, tuttavia non temono nemmeno i grossi maschi, che indeboliscono con ripetuti morsi alla nuca ed alle zampe.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Il topo muschiato è stato per lungo tempo cacciato dai Nativi americani per la sua carne (commestibile e da essi ritenuta di ottimo sapore) e la sua pelliccia: con la colonizzazione delle Americhe da parte degli Europei, l'animale assunse col passare dei decenni sempre maggiore importanza per la sofficità ed il pregio della sua pelliccia, nota con il nome di rat musqué.
Dopo l'introduzione deliberata in Europa e la sua espansione massiccia, per lungo tempo il topo muschiato è stato ignorato in quanto ritenuto non dannoso. Tuttavia, con la sua opera di scavo negli argini esso può danneggiarli seriamente, oltre che provocare frane delle rive e minacciare la stabilità delle dighe diminuendo con le sue costruzione la pressione dell'acqua. Inoltre, l'animale occasionalmente danneggia i campi coltivati posti nelle vicinanze degli argini e distrugge le piantagioni di salice. Dal punto di vista ecologico, invece, l'animale tende a modificare l'ecosistema in cui viene immesso per renderlo più consono alle sue abitudini di vita, estirpando interi canneti e costruendo dighe che rallentano il corso del fiume: in tal modo numerose specie di pesci ed uccelli perdono il proprio habitat e sono costretti a spostarsi altrove per non morire. Inoltre, in caso di scarsità di cibo di origine vegetale, il topo muschiato ripiega su alimenti di origine animale, ad esempio molluschi come Margaritifera margaritifera, un Unionide assai raro.[senza fonte]

D'altro canto, alcuni zoologi ritengono che la presenza del topo muschiato in ecosistemi alloctoni non sia così negativa, in quanto esso non compete direttamente con nessun animale, anzi esso occupa la stessa nicchia del castoro europeo che è invece scomparso da molti ecosistemi, e che comunque ha una tendenza molto maggiore rispetto al "cugino" muschiato a modificare l'ambiente nel quale vive. Le aree di canneti sulle quali l'animale agisce, inoltre, possono sparire, ma vengono sostituite rapidamente da altri ambienti più propizi alla colonizzazione da parte di altre specie, in modo tale da aumentare la biodiversità della zona, così come le aree a bassa corrente che l'animale tende a creare. Per quanto riguarda i danni che l'animale arrecherebbe alle popolazioni autoctone di molluschi, invece, alcuni studiosi ritengono che in questo caso il topo muschiato altro non faccia che prendere il posto della lontra europea, anch'essa scomparsa da molte aree.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Ondatra zibethicus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) Amori, G. (Small Nonvolant Mammal Red List Authority) & Tsytsulina, K. (Global Mammal Assessment Team) 2008, Ondatra zibethicus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2013.2, IUCN, 2013.
  3. ^ Ondatra zibethicus (TSN 180318). Integrated Taxonomic Information System. Retrieved on 23 March 2006.
  4. ^ Caras, R. 1967. North American Mammals. New York: Galahad Books. ISBN 0-88365-072-X
  5. ^ Spagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14, Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002.
  6. ^ Attenborough, D. 2002. The Life of Mammals. Princeton, New Jersey: Princeton University Press. ISBN 0-691-11324-6
  7. ^ McMaster University (MU). 2007 The Muskrat Accessed November 11, 2007
  8. ^ Baker, R.H. 1983. Michigan Mammals. Michigan State University Press. United States of America.
  9. ^ Newell, T. 2000. "Ondatra zibethicus" (On-line), Animal Diversity Web. Accessed January 18, 2009 at ADW: Ondatra zibethicus: INFORMATION

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