Ixodida

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Ixodida
Tick male (aka).jpg
Zecca maschio
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Ramo Bilateria
Superphylum Protostomia
(clade) Ecdysozoa
Phylum Arthropoda
Subphylum Chelicerata
Classe Arachnida
Ordine Acarina
Sottordine Ixodida
Famiglie

Gli Ixodida sono un sottordine di acari che comprende tre famiglie di zecche. Le due principali sono: Ixodidae o "zecche dure" e Argasidae o "zecche molli". La terza famiglia che comprende una sola specie (Nuttalliella namaqua), è quella delle Nuttalliellidae.

Sono parassiti ematofagi di molti animali e anche dell'uomo, e possono essere pericolosi agenti di trasmissione di malattie infettive.

Le specie più note sono la zecca del bosco (Ixodes ricinus) e la zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus), lunghe più o meno 1–2 mm negli stadi giovanili, ma anche più di un centimetro nello stadio adulto.

Le zecche sono vettori di diverse malattie, sia dell'uomo che degli animali.

  • La piroplasmosi, o babesiosi, è causata da un protozoo che, iniettato dalla zecca tramite la saliva, si localizza nei globuli rossi invadendoli e distruggendoli provocando ittero, febbre ed emoglobinuria. Rari casi di infezione umana sono stati segnalati nel nord-est degli Stati Uniti d'America e nell'Europa settentrionale.
  • La rickettsiosi, o febbre bottonosa, il cui agente è Rickettsia conori e il cui vettore è la zecca del cane Rhipicephalus sanguineus appartenente alla famiglia degli Ixodidae. Questa malattia provoca febbre, cefalea, artralgia ed una tipica eruzione esantematica localizzata sugli arti e sul tronco.

La specie Ixodes ricinus (Fam. Ixodidae) può trasmettere:

Femmina di Ixodes ricinus, una specie di zecca dura diffusa in Europa, parte dell'Asia e dell'Africa del Nord.

Per la lotta contro questi ectoparassiti temporanei è importante conoscere la biologia ed il comportamento delle varie specie, giacché esse presentano una grande diversità.

Habitat, periodi di attività e riposo, ospiti preferenziali, ciclo di sviluppo della specie in questione sono tutti fattori importanti per la riuscita di un intervento di disinfestazione.

In generale per il trattamento di bestiame ed animali domestici si usano prodotti insetticidi, mentre per il trattamento di aree aperte, con infestazione generalmente meno intensa, bastano la semplice rotazione dei pascoli e la falciatura dell'erba.

Stadi di sviluppo del ciclo vitale delle zecche[modifica | modifica wikitesto]

  • uova
  • larve: possono essere grandi fino a 0,5 mm
  • ninfe: possono essere grandi fino a 1,5 mm
  • adulti:
    • maschio adulto: possono essere grandi dai 2,5 mm ai 3,5 mm
    • femmine adulte (prima del pasto): possono essere grandi dai 3,5 mm ai 4,5 mm
    • femmine adulte (dopo il pasto): possono essere grandi fino a 10 mm


Metodo d'estrazione[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
  • Non applicare assolutamente olio, petrolio, vaselina, trielina, benzina, ammoniaca, alcol, acetone o acidi, sostanze che, benché purtroppo spesso utilizzate, inducono un riflesso di rigurgito da parte della zecca con aumento esponenziale del rischio d'infezione.
  • Afferrare la zecca nel punto più vicino possibile alla cute (esistono pinzette specifiche in farmacia, ma anche delle comuni pinzette, possibilmente a punta sottile, possono andare bene. Esistono in commercio nei negozi specializzati delle penne con un laccio alla punta molto efficaci) per evitare la frattura dell'apparato boccale, avendo cura di non afferrarla per il corpo al fine di evitare il cosiddetto "effetto siringa" o di spezzare il parassita.
  • Estrarre il parassita, avendo cura di non rompere il microscopico rostro della zecca che potrebbe restare ritenuto nella cute.
  • Se questo avviene si potrà notare un puntino nero al centro della puntura; si dovrà quindi cercare di estrarlo usando la punta di un ago da siringa sterile e, nel caso non si riuscisse a portare a buon fine da soli questa operazione, sarà necessario contattare un medico.
  • Dopo l'estrazione, disinfettare il punto in cui la zecca si era attaccata cercando di evitare disinfettanti colorati (per non rendere più difficoltosa l'individuazione di un eventuale Eritema Migrante (EM), quindi accertarsi di uccidere il parassita.
  • Controllare tutti i giorni per i successivi 30-40 giorni se si forma un alone anuliforme attorno alla puntura, detto appunto eritema migrante (caratteristico della malattia di Lyme e di altre possibili patologie) e verificare la comparsa di sintomi quali una cefalea non abituale, un'artrite acuta, una sintomatologia neurologica od un malessere simil influenzale non altrimenti spiegato; in caso compaia uno dei suddetti sintomi si provveda a contattare il medico per poter così instaurare in tempo utile un adeguato trattamento. La formazione di una crosticina rossa pruriginosa è invece decorso normale della puntura.

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