Nadir Shah
| Nadir Shah | |
|---|---|
| Re di Persia | |
| In carica | 1736 – 1747 |
| Predecessore | Abbas III |
| Successore | Nader Shah |
| Nascita | 1688 |
| Morte | 1747 |
Nādir Shāh Afshār (persiano: نادر شاه افشار; anche conosciuto come Nāder Qoli Beg - نادر قلی بیگ o Tahmāsp Qoli Khān - تهماسپ قل) (novembre 1688 o 6 agosto 1692 – 19 giugno 1747) fu Shah di Persia (1736–47) e fondatore della dinastia degli Afsharidi.
Dato il suo indiscusso genio militare, da alcuni storici è stato coniato il soprannome di "Napoleone di Persia" o di "Secondo Alessandro Magno". Nadir Shah era un membro della tribù turca Ashfar del nord della Persia, la quale prestò servizio militare allo stato Safavide sin dai tempi dello Shah Ismail I.
Nadir salì al potere durante un periodo di anarchia in Persia, dopo una rivolta degli Afghani Hotaki, i quali avevano rovesciato il debole Shah persiano Soltan Hosein, e dopo che sia gli Ottomani che i Russi avevano assoggettato parti del territorio safavide. Nadir riunì il regno persiano e scacciò gli invasori. Divenne così potente da decidere di deporre gli ultimi membri della dinastia, che avevano governato la Persia per oltre duecento anni, divenendo lui stesso Shah nel 1736. Le sue campagne crearono un grande impero che comprendeva circa i territori degli odierni Iran, Iraq, Afghanistan, Pakistan, parti delle regioni caucasiche, dell'Asia centrale, e dell'Oman, ma le sue spese militari ebbero effetti devastanti sulle casse della rinnovata potenza persiana.
Nadir idolatrò Genghis Khan e Tamerlano, considerati suoi predecessori come conquistatori dell'Asia centrale. Imitò le loro prodezze militari e, specialmente verso la fine del suo regno, la loro crudeltà. Le sue vittorie lo resero per breve periodo il sovrano più potente di tutto il Medio Oriente, ma il suo impero si disintegrò rapidamente, dopo la sua morte nel 1747. Nadir Shah è stato descritto come "l'ultimo grande conquistatore asiatico". È considerato il restauratore del potere persiano, tra l'Impero Ottomano e dell'Impero Moghul.
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