Gazella subgutturosa

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Gazzella subgutturosa[1]
Kuhertajagaselli Korkeasaari.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Bovidae
Sottofamiglia Antilopinae
Genere Gazella
Specie G. subgutturosa
Nomenclatura binomiale
Gazella subgutturosa
(Güldenstädt, 1780)
Femmina di gazzella subgutturosa.
Maschio di gazzella subgutturosa.

La gazzella subgutturosa (Gazella subgutturosa Güldenstädt, 1780) è una specie asiatica di gazzella, talvolta inserita nel sottogenere a parte Trachelocele. Deve il nome a una sorta di ispessimento cartilagineo presente nel collo dei maschi. La funzione di questo «gozzo», però, è sconosciuta.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Attualmente se ne riconoscono quattro sottospecie[1]:

  • G. s. subgutturosa Güldenstädt, 1780 (Transcaucasia, Persia, Mesopotamia e Turkestan occidentale; quasi scomparsa in Persia e Mesopotamia, ma ancora numerosa nel Turkestan occidentale);
  • G. s. hillieriana Heude, 1894 (Mongolia; in via di estinzione);
  • G. s. marica Thomas, 1897 (Penisola Arabica; in via di estinzione);
  • G. s. yarkandensis Blanford, 1875 (regione attraversata dal fiume Yarkand, nel Turkestan orientale; ancora numerosa).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La sottospecie araba, G. s. marica, è di colore quasi bianco, e viene chiamata dai locali rhim (nome attribuito anche a un'altra specie di gazzella, strettamente imparentata con la gazzella subgutturosa, la gazzella bianca). Le altre sottospecie sono di colore variabile dal marrone chiaro al beige. La parte inferiore è sempre più chiara. La maschera facciale, ben evidente, è presente solo negli esemplari giovani. È un po' più robusta delle altre gazzelle, e raggiunge un'altezza al garrese di 50-65 cm e un peso di 30-40 kg. Di solito, le corna, a forma di lira e incurvate all'indietro, sono un attributo dei soli maschi, sebbene talvolta siano presenti anche nelle femmine. La gazzella subgutturosa è uno dei mammiferi terrestri più veloci e può raggiungere i 70 km/h.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La gazzella subgutturosa è la specie del genere Gazella che si spinge più a nord. Abita le steppe e i semideserti di Transcaucasia, Palestina, Arabia, Iran e Turkestan, fino al deserto del Gobi e alla Cina settentrionale.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Dal momento che vive più a nord delle altre gazzelle, quella subgutturosa è più strettamente dipendente dalle stagioni e ha una stagione degli amori ben definita. A partire da settembre, i maschi più grandi iniziano a radunare attorno a sé le femmine dei dintorni, difendendole dai rivali. Poche settimane dopo, le femmine si riuniscono insieme a costituire grandi mandrie, mentre i maschi tornano alla loro vita solitaria. All'inizio dell'inverno, nelle regioni più settentrionali dell'areale, queste gazzelle abbandonano le zone innevate e si raggruppano nelle valli più calde, dove le precipitazioni sono minori. Durante l'inverno, talvolta, costituiscono gruppi numerosissimi. In passato, le popolazioni stanziate in Siria migravano verso sud fino all'Arabia Saudita per dare alla luce i piccoli; la primavera successiva, le femmine tornavano nuovamente lungo le sponde dell'Eufrate in compagnia della prole. A differenza delle altre specie, le femmine di gazzella subgutturosa hanno frequentemente parti gemellari. La dieta di questa specie è costituita da erbe, arbusti, foglie e germogli.

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Le gazzelle subgutturose venivano abbattute in gran numero già nel Neolitico, come indica il ritrovamento dei cosiddetti «aquiloni del deserto», grandi recinti poligonali di pietra posti lungo le vie di migrazione dei branchi, i quali venivano deviati dai cacciatori verso l'apertura del recinto destinato al loro abbattimento[3][4]. Fin dall'antichità, quindi, questa specie fu soggetta a un'elevata pressione venatoria. In alcune regioni, come la Mesopotamia, è divenuta rarissima già da tempo[3]. Nel 1900, nelle steppe di Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan, viveva circa un milione di gazzelle subgutturose. Dopo l'incremento dell'uso delle armi da fuoco, a partire dagli anni '40, in questa regione le gazzelle sono drasticamente diminuite fino ai meno di 50.000 capi attuali, raggruppati per lo più in piccoli branchi isolati. Tuttavia, in Mongolia, ne sopravvivono ancora circa 100.000 esemplari. Popolazioni piuttosto numerose sono presenti anche in Cina nord-occidentale e in alcune zone dell'Iran e del Caucaso. I branchi presenti su alcune isole del Mar Caspio e del Golfo Persico sono probabilmente costituite da esemplari introdotti dall'uomo. La IUCN, nel 2001, stimò che la popolazione di gazzelle subgutturose fosse costituita in tutto da 120.000-140.000 esemplari, ma da allora è fortemente diminuita. Per questo motivo, quindi, la specie è stata dichiarata «vulnerabile».

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Gazella subgutturosa in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) Mallon, D.P. 2008, Gazella subgutturosa in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  3. ^ a b Jonathan Amos, Gazelles caught in ancient Syrian 'killing zones', BBC News, 19 aprile 2011. URL consultato il 19 aprile 2011.
  4. ^ Role of mass-kill hunting strategies in the extirpation of Persian gazelle (Gazella subgutturosa) in the northern Levant. Guy Bar-Oz, Melinda Zeder, and Frank Hole. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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