Aegypius monachus
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Subphylum | Vertebrata | ||
| Superclasse | Tetrapoda | ||
| Classe | Aves | ||
| Sottoclasse | Neornithes | ||
| Ordine | Accipitriformes | ||
| Famiglia | Accipitridae | ||
| Sottofamiglia | Aegypiinae | ||
| Genere | Aegypius | ||
| Specie | A. monachus | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Aegypius monachus Linnaeus, 1784 |
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L'avvoltoio monaco (Aegypius monachus, Linnaeus, 1784) è un grande uccello della famiglia Accipitridae.
Indice |
[modifica] Descrizione
È lungo fino a 110-120 cm (gli esemplari più piccoli raggiungono i 60 cm) e con un'apertura alare di 2,5-3 m.
Presenta un piumaggio marrone bruno.
[modifica] Distribuzione
Un tempo l'areale di questa specie si estendeva dalla Spagna al Tibet. Per quanto numericamente in diminuzione Aegypius monachus continua a nidificare in Spagna, Bulgaria, Grecia, Turchia, Armenia, Azerbaijan, Georgia, Ucraina, Russia, Uzbekistan, Kazakhstan, Tajikistan, Turkmenistan, Kirghizistan, Iran, Afghanistan, India settentrionale, Pakistan settentrionale, Mongolia e Cina. Una piccola popolazione è stata recentemente reintrodotta in Francia. Segnalazioni di occasionali nidificazioni sono state fatte in Portogallo, Macedonia e Albania, mentre da tempo non si hanno notizie della sua presenza in Slovenia, Italia, Cipro, Moldova e Romania. Aree di svernamento si trovano in Sudan, Pakistan, India nord-occidentale, Nepal, Bhutan, Myanmar, Laos, Corea.
La popolazione complessiva si aggira attorno a 7200-10000 coppie di cui circa 1700-1900 in Europa e 5500-8000 in Asia.
La popolazione è in crescita in Spagna e Francia; in Italia è considerato estinto.
[modifica] Alimentazione
Si nutre in prevalenza di carogne, ma cattura anche piccoli roditori o rettili.
[modifica] Stato di conservazione
L'avvoltoio monaco, in Italia, è estinto. La sua estinzione è stata causata da persecuzione diretta con l'uso di bocconi avvelenati, dalla cattura dei nidiacei, dal disturbo, deforestazione e da incendi. È specie protetta ai sensi della legge 157/92[2].
[modifica] Falconeria
Sono rari ma non inesistenti i casi di allevamento da parte dell'uomo. Rimane un animale esigente e da maneggiare con cautela. Addestratori di questo uccello esistono anche in Italia e sono stati intervistati coi propri esemplari durante una puntata della trasmissione Linea verde di Rai uno.
[modifica] Note
- ^ BirdLife International 2008. Aegypius monachus. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
- ^ Legge 11 febbraio 1992, n. 157 - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Aegypius monachus
Wikispecies contiene informazioni su Aegypius monachus
[modifica] Collegamenti esterni
- Aegypius monachus su Avibase, database degli uccelli nel mondo
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