Amānullāh Khān

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Amānullāh Khān
King Amanullah Khan.jpg
Re dell'Afghanistan
In carica 28 febbraio 1919 - 14 gennaio 1929
Predecessore Nasrullah Khan
Successore Inayatullah Khan
Nascita Paghman, Afghanistan, 1 giugno 1892
Morte 25 aprile 1960
Luogo di sepoltura Jalalabad
Madre Sarwar Sultana Begum
Consorte Soraya Tarzi

Amānullāh Khān (pashtu: أمان الله خان; Paghman, 1 giugno 1892Zurigo, 25 aprile 1960) è stato il sovrano dell'Afghanistan dal 1919 al 1929.

Amānullāh Khān (Shah Amānullāh Ghazi) condusse l'Afghanistan all'indipendenza dai colonizzatori inglesi ed ebbe un ruolo cruciale nel progresso politico e sociale del suo paese. Egli successe al padre, il re Habibullah Khān, dopo l'assassinio di quest'ultimo, guadagnando la fedeltà e la fiducia dei capi tribali. Al momento della sua ascesa al trono nel 1919 competevano al sovrano gli affari interni, mentre gli affari esteri erano amministrati dal viceré dell'India (Gran Bretagna). Re Amānullāh Khān, non accettando questa limitazione alla propria sovranità, dichiarò guerra all'Impero britannico il 3 maggio 1919 terza guerra anglo-afghana. Il 19 agosto 1919 (Festa nazionale) fu firmata la pace.

Amanullah Khan, con il presidente turco, Mustafa Kemal Atatürk in Ankara, (1928).

Nel 1921 promulgò la prima Costituzione Afghana nella quale veniva garantita l'eguaglianza dei diritti a tutti i cittadini del paese senza distinzione di sesso. È dunque durante il regno di Amānullāh Khān che per la prima volta i diritti delle donne sono posti al centro dell'attenzione. Il re, insieme alla regina Soraya, mise all'ordine del giorno la questione delle donne in un paese in cui la società patriarcale e tribale le aveva tenute lontane da qualsiasi forma di diritto. Questo programma di riforme ha costituito una delle campagne politiche più progressiste di tutta l'Asia, con il fine di migliorare la condizione delle donne in tutto il medio-oriente. Fu istituita la scolarizzazione obbligatoria fino alla quinta elementare per maschi e femmine.

Promulgò il Codice di famiglia che proteggeva i diritti delle donne e che prevedeva:

  • il divieto di matrimonio tra un uomo anziano e una giovanissima;
  • la necessità di consenso formale della promessa sposa al matrimonio, redatto in maniera da non destare nessun dubbio sulla sua veridicità, sotto pena di annullamento del matrimonio stesso;
  • un limite massimo alle spese per la celebrazione del matrimonio;
  • l'istituzione di un tribunale cui Le donne che subivano torti, abusi o ingiustizie, potevano rivolgersi per ottenere giustizia e protezione, incoraggiate e sostenute da una associazione (associazione per la tutela delle donne) patrocinata dalla regina Soraya.

Nel 1921 fu inaugurata dalla regina la prima scuola femminile del Paese. All'inizio furono 50 studentesse, dopo due anni erano già 700. Fu abolita l'obbligatorietà del velo e le donne poterono dunque apparire in pubblico a capo scoperto. L'argomento era naturalmente controverso e delicato, ma vi era convinzione nei sovrani che l'uso del velo fosse un impedimento per l'emancipazione femminile. Nel 1928, su iniziativa della regina, il re dichiarò pubblicamente ad una riunione di donne: "Abbandonate il pardah (velo). Il Corano non lo impone. Le donne delle nostre tribù vivono con il viso scoperto, fate lo stesso." La prima donna a fare questo gesto fu la regina Soraya che durante una folta assemblea scoprì il suo volto. Per tutte queste vicende, l'Afghanistan era diventato un Paese modello, libero e soprattutto indipendente. È naturale pensare che questi eventi potessero destare preoccupazione per la Gran Bretagna. Dopo una serie di sommosse istigate, i sovrani con i loro figli lasciarono il Paese verso l'incerto e forzato esilio. Nel 1930 si recarono in Italia dove stabilirono la loro residenza. Re Amānullāh Khān è morto il 25 aprile del 1960, la regina Soraya il 20 aprile del 1968. Sono sepolti a Jalalabad in Afghanistan nel mausoleo reale. Re Amānullāh Khān è tuttora molto amato dal popolo afghano ed è considerato il re riformatore e modernizzatore del Paese; la regina Soraya è il simbolo delle donne afghane.[senza fonte]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila bianca (Polonia)
— 1928

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  • Tiziano Terzani, Lettera da Delhi, Lettere contro la guerra, 1a ed. Milano, I Grandi TEA, Aprile 2008, pp. 142-144. ISBN 978-88-502-1713-7
  • May Schinasi, "Kaboul 1773-1948, Naissance et croissance d'une capitale royale", Università degli Studi di Napoli L'Orientale, Dipartimento di Studi Asiatici, 2008