Femminilità

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La pittura europea rappresenta poco la femminilità, associando l'immagine della donna e la sua bellezza ad altre idee attraverso allegorie: qui il Giorno, di Bouguereau (1881). Allontanandosi dal soggetto per considerazioni estetiche, l'associazione della maternità con l'idea della Madre-Patria si sostituisce alla rappresentazione dell'essere femminile
« (…) dunque non è detto che ogni essere umano di genere femminile sia una donna; bisogna che partecipi di quell'essenza velata dal mistero e dal dubbio che è la femminilità. La femminilità è una secrezione delle ovaie o sta congelata sullo sfondo di un cielo platonico? Basta una sottana a farla scendere in terra? Benché certe donne si sforzino con zelo di incarnarla, ci fa difetto un esemplare sicuro, un marchio depositato. Perciò essa viene descritta volentieri in termini vaghi e abbaglianti, che sembrano presi in prestito al vocabolario delle veggenti. Al tempo di S.Tommaso, la donna pareva un'essenza altrettanto sicuramente definita quanto la virtù soporifera del papavero. Ma il concettualismo ha perso terreno: le scienze biologiche e sociali non credono nell'esistenza di entità fisse e immutabili che definiscano tali caratteri, come quelli della Donna, dell'Ebreo, o del Negro; esse considerano il carattere una reazione secondaria ad una situazione. Se oggi la femminilità è scomparsa, è perché non è mai esistita (…) »
(Simone de Beauvoir[1])

La femminilità può essere definita come l'insieme delle caratteristiche fisiche, psichiche e comportamentali giudicate da una specifica cultura come idealmente associate alla donna, e che la distinguono dall'uomo.

A differenza dal "sesso" femminile, che è una classificazione biologica e fisiologica collegata al sistema riproduttivo, la "femminilità" si riferisce principalmente alle caratteristiche sessuali secondarie e ad altri comportamenti e caratteristiche, generalmente considerate proprie delle donne.

La femminilità non va confusa con il femminismo, che è un movimento politico e culturale.

Attributi femminili[modifica | modifica sorgente]

Gli attributi più comunemente percepiti come associati alla femminilità sono tratti della personalità quali il prendersi cura, la qualità di donare la vita, la creatività, l'apertura ad altre persone.

Lo stereotipo sociale moderno della donna è percepito come l'opposto complementare dell'uomo.

Una donna femminile può avere caratteristiche fisiche differenti da quelle di un uomo virile. Tali attributi risultano dalla relazione tra la biologia dell'individuo e la socializzazione che questi riceve in base alla sua biologia.

Tuttavia, le teorie della femminilità esplorate nel campo degli studi di genere propongono che la femminilità e la mascolinità sono essenzialmente costruite o "recitate" attraverso un processo di costruzione sociale.

In alcune culture, i cosmetici sono associati alla femminilità

Attributi fisici femminili[modifica | modifica sorgente]

Alcune caratteristiche fisiche femminili vengono descritte da alcune ricerche, in un contesto eterosessuale, come elementi centrali per sentirsi sedotti. Queste ricerche rilevano che molti uomini eterosessuali risultano attratti da una pelle liscia come quella dei bambini, occhi grandi e naso e mento piccolo, oltre ad un rapporto addome/anche di 0,7. Tuttavia esistono differenze culturali in queste preferenze fisiche.[2] Tali studi sono stati talvolta considerati come prova che questi siano indicatori evoluzionari della fertilità femminile, ma si tratta di speculazioni non provate.

Lunghe ciglia e voci a tono alto possono essere considerati altri segni di femminilità nella cultura occidentale.[3][4]

Tra gli attributi prevalenti di femminilità, in differenti tempi e culture, si possono citare:

  • seno: un seno ampio, mostrato da un décolleté pronunciato, è considerato un segno di femminilità nella cultura occidentale. Tale segno di femminilità può essere acquisito artificialmente anche tramite chirurgia plastica (mastoplastica).
  • corsetti: all'inizio del XX secolo, in Europa e negli Stati Uniti, le donne indossavano corsetti che ne limitavano i movimenti e causavano una serie di problemi di salute, tra cui mancanza di respiro, atrofia della muscolatura della schiena, e difficoltà nel parto. La vita sottile è sempre stata importante nella storia dell'attrazione erotica, in parte perché è una caratteristica tipicamente adolescenziale, e quindi è collegata con la verginità. Tuttavia la vita sottile dà anche idea di fragilità e di sottomissione. Fin dall'epoca greca si riteneva infatti che la colonna vertebrale non potesse reggersi se non con un'accurata fasciatura, e sappiamo che fino al secolo scorso nelle nostre campagne i neonati erano avvolti in bende strette, per raddrizzare la schiena e le gambe.
  • Piedi piccoli: nella Cina imperiale, piedi artificialmente deformati tramite fasciatura (definiti loto d'oro) erano una caratteristica femminile altamente erotica e desiderabile, associata nel confucianesimo alla sottomissione caratteriale della donna. Anche in Occidente il piede piccolo è considerato bello, basta pensare alle ballerine o alle scarpe con i tacchi a spillo, che causano un'andatura oscillante ed hanno la punta. Si consideri anche la fiaba di Cenerentola, originaria della Cina.
  • Tacchi alti: nella cultura occidentale moderna, la femminilità è spesso legata all'indossare calzature con tacchi alti. Il disagio associatovi è scontato dall'effetto visivo dell'allungamento delle gambe, al fine di rendere la figura più sottile.
  • Magrezza: diverse donne occidentali riducono l'assunzione di cibo nello sforzo di raggiungere l'idea di un corpo attrattivamente magro. Ciò può condurre in casi estremi a disturbi dell'alimentazione quali anoressia nervosa e bulimia. L'industria della moda è sovente criticata per il fatto di proporre un modello di magrezza irrealistica e insalubre.[5][6]
  • Anelli da collo: in parti dell'Asia e dell'Africa (popolazioni Kayan), gli anelli al collo hanno un significato di femminilità, talvolta lasciando chi li indossa dipendenti dal proprio marito.
  • Mutilazioni genitali femminili: in ampie parti dell'Africa subsahariana, la femminilità di una ragazza è tradizionalmente legata ad aver subito una dolorosa ed insalubre operazione di riduzione chirurgica degli organi sessuali esterni, denominata infibulazione.[7]

Supposti attributi psichici femminili[modifica | modifica sorgente]

Benché il comportamento maschile e femminile sia fortemente influenzato dall'educazione e dalla socializzazione di genere, alcuni tratti caratteriali sembrano più specifici di uno dei due generi.

Questi tratti non sono esclusivi di un genere, ma solo predominanti, e legati a caratteristiche psicologiche determinate dal ruolo biologico nel processo di riproduzione. Gli attributi più specifici della donna sarebbero: l'accoglimento, la ricettività, l'altruismo, la tenerezza, l'empatia, la sensibilità, la delicatezza, la pazienza, la comprensione e la collaborazione[8].

Il femminile accoglie ciò che è, senza giudizio, come la madre accoglie suo figlio e lo ama per come è. Ella lo nutre senza attesa di ricompensa, gratuitamente e generosamente. Le qualità del femminile appaiono dunque l'amore, l'unione, la fusionalità, la generosità, la tenerezza, la compassione.

Il femminile è inoltre l'energia della vita. Nella gravidanza la donna accoglie la nuova vita dentro di sé, e vi si offre senza far intervenire la propria volontà, in un'esperienza di abbandono alla corrente della vita[9].

Il mito dell'inferiorità femminile[modifica | modifica sorgente]

La femminilità può, in base ai punti di vita, mettere insieme una serie di tratti caratteristici (pudore, prudenza, dolcezza) con caratteristiche ad essi opposte (audacia, volontà di seduzione, crudeltà). Ciò porta spesso la femminilità ad essere associata all'idea di contraddizione.

Come la virilità, la femminilità ha i suoi difetti, concepiti come esagerazioni delle qualità (essendo tutti questi criteri definiti culturalmente, e non collegabili al genere biologico); la timidezza o debolezza di carattere può in certi casi condurre al rancore e alla cattiveria (la vendetta femminile può essere percepita come più terribile della vendetta dell'uomo), l'incostanza (nel comportamento, nei sentimenti e nei pensieri), la vanità di piacere, la superficialità, ecc.

Tali associazioni simboliche, secondo alcuni, si fondano sulla superiorità psichica dell'uomo. Altri considerano che provengano dal patriarcato, che avrebbe magnificato la virilità e imposto modestia alla femminilità. Tale riflessione è uno dei temi di lavoro di Michel Onfray a proposito di quella che denomina l'intersoggettività sessuata.

Quando la società denigra le qualità femminile, una donna non ha ragioni di apprezzarsi in quanto donna. Erica Jong scrive in Alcestis on the Poetry Circuit: "la migliore schiava non ha bisogno di essere battuta, ella si batte da sola".

Femminilità nell'uomo[modifica | modifica sorgente]

Elementi di femminilità nell'uomo, così come di mascolinità nella donna, sono spesso considerati in maniera negativa a causa della loro contraddizione dei ruoli di genere tradizionali. È uno stereotipo che gli uomini omosessuali tendano ad essere molto effeminati, benché questo non sia sempre il caso. La cultura delle drag queen, spesso associata all'ostentazione dell'omosessualità, rende la femminilità maschile un aspetto desiderabile.

La femminilità nel pensiero religioso[modifica | modifica sorgente]

Ebraismo e Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della donna nel cristianesimo.

Il magistero della Chiesa cattolica riconosce questa specificità, chiamandola “genio femminile”[10], e vede nella Madonna l'archetipo della femminilità[11].

Per definire la concezione tradizionale della femminilità può essere utile rintracciarla nella Bibbia. Nella concezione ebraica della creazione, sembra esserci nelle intenzioni di Dio Creatore il progetto di una perfetta simmetria tra l'uomo e la donna: “maschio e femmina li creò” (Gn 1, 27)[12]. Ma già l'asimmetria, che si produce tra i due ruoli in seguito al peccato originale (compiuto per primo dalla donna: Gn 3, 6), viene anticipata nell'Eden con il riconoscimento di un ruolo “strumentale” della donna rispetto all'uomo, essendo la donna riconosciuta come “aiuto” all'uomo: “Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo” (Gn 2, 22), perché “non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto” (Gn 2, 18). Dopo il peccato le caratteristiche dell'uomo e della donna sono distinte[13]: l'uomo deve lavorare con fatica per trarre i frutti dal suolo (“il suolo … Con dolore ne trarrai il cibo … con il sudore del tuo volto mangerai il pane”: Gn 3, 17-19), e, riguardo alla donna, Dio dice: “Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà” (Gn 3, 16). Vengono qui riconosciute due caratteristiche fondamentali della femminilità, le quali si caratterizzano storicamente come costanti nella donna: la maternità, legata alla procreazione, e la tensione della donna a cercare la realizzazione di se stessa in un rapporto con l'uomo.

San Paolo ripete una concezione della donna che può sembrare considerarla inferiore all'uomo (per i suoi richiami all'opportunità che essa obbedisca e “sia sottomessa” al marito), ma nel contempo invita i mariti a “rispettare e ad amare” le proprie mogli[14].

La Chiesa, con la figura di Maria, Madre di Dio, esalta la donna e il carattere progenitore della femminilità, affermando e confermando la concezione tradizionale della donna così come storicamente affermatasi.

Islam[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della donna nell'Islam.

Buddismo[modifica | modifica sorgente]

Induismo[modifica | modifica sorgente]

La femminilità nel pensiero scientifico e culturale[modifica | modifica sorgente]

Letteratura e poesia[modifica | modifica sorgente]

Stereotipi pubblicitari[modifica | modifica sorgente]

Grazia, charme, eleganza, raffinatezza, eterna giovinezza (legata alla paura dell'invecchiamento), sofisticatezza, l'archetipo della madre di famiglia, della donna seduttrice, etc, sono alcuni dei temi portanti del marketing che si rivolge alla donna libera, in quanto consumatrice, di rivelare la sua femminilità. La pubblicità gioca anche sui tabù legati alle mode (peso e gola, libertà sessuale, ecc…), il che può essere visto meno come una liberazione della femminilità quanto come l'accettazione delle immagini ricevute, anche attraverso la loro inversione.

Psicoanalisi[modifica | modifica sorgente]

Nei suoi scritti, Sigmund Freud parla di una "asimmetria" tra l'uomo e la donna[15]; riguardo al mondo femminile, riconosce di non aver compreso "che cosa vuole una donna".

Jung, in Ricordi, sogni, riflessioni ricorda anche di tenere la testa sulla spalla della domestica, e tutto questo gli dava un senso di estraneo/familiare: questo tipo di donna contemporaneamente "estranea e nota" diventa una componente della sua anima, e simboleggia "l'essenza della femminilità".

Dopo Freud e Jung, tanti si sono occupati della femminilità, in particolare Melanie Klein, che ha rivoluzionato i modelli costruiti su questo problema[16]. La femminilità viene ripresa anche dal punto di vista psicosessuale e cognitivo, come analizza Antonio Imbasciati nello studio della Klein e degli sviluppi neokleiniani, e la teoria protomentale. Imbasciati cerca anche di capire la "tipicità" femminile (con una diversa "organizzazione mentale") fin dai primi anni di vita, soprattutto nel suo rapporto con le varie aree corporee, in particolare con la vagina[16].

Secondo la terapeuta americana Maureen Murdock: "Se la psiche di una donna ha concepito sua madre in una maniera negativa o distruttrice, ella si separa dalla sua natura femminile positiva e ha molte difficoltà a recuperarla. Molte donne hanno trovato presso il loro padre il lato spontaneo, di cura e gioioso della femminilità. La natura della rottura madre/figlia dipende anche dalla maniera in cui una donna integra l'archetipo della Madre nella sua psiche, compresa la nostra Madreterra e il punto di vista culturale sulla femminilità"[17].

Femminismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Femminismo.

Molti credono che le donne debbano avere il diritto di vestirsi e apparire come preferiscono, senza essere molestate per il proprio abbigliamento, oltre che in diritto di esprimere rabbia ed altri sentimenti generalmente considerati 'maschili', come l'assertività. Altri sostengono che l'uomo debba condividere con la donna i ruoli di cura.

L'aspetto femminile è una questione di gusti. Alcune donne amano l'esercizio fisico, mentre altre preferiscono dedicarsi alle diete. Allo stesso modo, gli uomini non hanno tutti le stesse preferenze riguardo all'aspetto fisico. Molti uomini e donne soffrono di dismorfofobia (body dysmorphic disorder, BDD), sentendosi insicuri della propria immagine corporei.

Naomi Wolf sostiene, in The Beauty Myth, che c'è una pressione esterna particolare sulle donne, riguardo alla propria apparenza, da parte della pubblicità e dei mezzi di comunicazione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Simone de Beauvoir in "Il secondo sesso", introduzione pg. 13, ed. de "Il saggiatore", 1988; prima edizione 1949, Librairie Gallimard, Paris.
  2. ^ Interpersonal Relations and Group Procceses (PDF). (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2006).
  3. ^ Voice Academy: text only.
  4. ^ Sara Wasserbauer, M.D. - The quest for perfect eyelashes.
  5. ^ ABC News: New Message to Models: Eat!.
  6. ^ BBC NEWS.
  7. ^ (EN) Non c'è pace senza giustizia - campagna contro le mutilazioni genitali femminili
  8. ^ La nécessaire compréhension entre les sexes, Paul-Edmond Lalancette, pages 147 à 150, Québec, 2008.
  9. ^ [1] Hommes et Femmes, l'union du masculin et du féminin en soi. Alain Boudet
  10. ^ (Giovanni Paolo II, "Lettera alle donne", Vaticano, 1995.
  11. ^ Mons. Sante Babolin in culturamariana.com
  12. ^ Così Giovanni Paolo II nell'Udienza del 16 gennaio 1980, incentrata sul rapporto tra uomo e donna, tra mascolinità e femminilità, dove si riconosce che la sessualità, in Eden, non è strettamente finalizzata alla procreazione
  13. ^ su questo tema ha scritto Piersandro Vanzan, redattore di "La Civiltà Cattolica", in Famiglia Oggi n.10, ottobre 1997, "La reciprocità asimmetrica"
  14. ^ su questi temi si veda l'articolo della Prof. Suor Elena Bosetti "Amiche, sorelle, apostole. San Paolo e la donne", in [[Jesus (mensile)|]] n.1, gennaio 2009
  15. ^ Cento anni di psicoanalisi. Dizionario Larousse della psicanalisi a cura di R. Chemama,B. Vandermersch,C. Albarello Gremese editori, in books.google.ch
  16. ^ a b books.google.it
  17. ^ Maureen Murdock, Le Parcours de l'héroïne ou la féminité retrouvée, Dangles 1993

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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