Timidezza
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La timidezza è il tratto che caratterizza in varia misura il comportamento improntato a esitazione, ritrosia, impaccio e pudore superiori a quanto manifestano in analoga situazione altri soggetti. Ai suoi livelli massimi si manifesta come fobia sociale, la paura di soccombere a attacchi di panico in situazioni di pubblica esposizione. Non sempre essa è da considerare una patologia; talvolta, se ben affrontata, può dar luogo ad una consapevole e fruttuosa introversione della personalità, che in tal modo diviene intensa e riflessiva. Secondo Nicola Ghezzani, che approfondisce l'analisi di Carl Gustav Jung sul carattere introverso, la timidezza può nascondere una dotazione emotiva e intellettiva particolarmente ricca.
[modifica] Bibliografia
- Umberto Galimberti. Timidezza, in Dizionario di psicologia. 1a ed. Torino, UTET, 1992. p. 939. ISBN 88-02-04613-1.
- Nicola Ghezzani: "Volersi male", Franco Angeli, Milano 2002.
- Nicola Ghezzan: "La logica dell'ansia", Franco Angeli, 2008.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
Una suggestiva ipotesi di Nicola Ghezzani su timidezza e introversione [1]

