Movimento della Dea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Una versione della Dea Spirale, simbolo neopagano

Il movimento della Dea (dall'inglese Goddess movement) è la denominazione di un vasto gruppo di fenomeni sociali e religiosi usciti dalla seconda ondata di femminismo degli anni sessanta e convergenti all'adorazione o quantomeno alla concezione di una Divinità Femminile e di una relativa «tealogia» in connessione con gli antichi culti di deità femminili quali Iside, Astarte o Venere e in dimenticanza (e non raramente in spregio) agli dei maschili dei monoteismi tradizionali, cioè Ebraismo, Islamismo e Cristianesimo. Sebbene non esista né un riferimento spirituale unitario né un'ortodossia di pensiero e di fede all'interno di questo movimento, il tema unificante è appunto la femminilità della Divinità, che è pertanto detta la Dea.

Le forme di fede e di pensiero metafisico rispetto alla Dea sono fra le più varie e numerose: alcuni gruppi riconoscono molteplici Dee, altri gruppi prevedono anche l'esistenza di Dei (maschili), altri ancora adorano la Dea non necessariamente come entità monoteisticamente intesa bensì come Principio universale e inclusivo di molte Dee e Dei, o addirittura di tutte le Dee e gli Dei adorati nel mondo, altri infine intendono «la Dea» come metafora spirituale, personificazione del Femminino Sacro o processo cosmologico. Le radici ancestrali di questa figurazione della Dea giungono perlopiù alla Grande Madre di cui consegnano memoria tanti culti antichissimi dell'area mediterranea, delle Americhe precolombiane, d'Asia e d'Africa.

Terminologia[modifica | modifica sorgente]

Data la varietà di accezioni a cui sia all'interno che all'esterno del movimento può essere riferita alla parola «Dea» o «Dee», in genere le comunità di fedeli della Dea ritengono necessario chiarificare o perlomeno rigorizzare la terminologia che essi utilizzano sia esotericamente che essotericamente. Più precisamente

  • Sono definite Dee quelle divinità specifiche e dal dominio localizzato credute e adorate in particolari culture, sia contemporanee che storiche, e a cui sono attribuiti poteri, caratteri, mansioni e persino tratti raffigurabili (ad esempio la dea mesopotamica Ishtar, la greca Atena, o delle dee induiste come Sarasvati, che presiede all'apprendimento, all'ispirazione poetica e alla sapienza, e come Lakshmi, che invece presiede alla ricchezza e alla sovranità). Fin qui ogni dea può essere intesa come uno degli aspetti particolari della Grande Dea, oppure come una singola dea inscritta all'interno di un pantheon.
  • Differente dal primo termine è la Dea o la Grande Dea, le cui radici affondano fino ai culti preistorici e -seppure con molte differenze e nomi- si sfioccano lungo tutta la storia antica. In questo senso, essendo la Dea un patrimonio di numerosissime culture, essa non può essere intesa come un'unica e immutabile divinità che attraversa la storia bensì come un Principio universale e anche un concetto che il movimento della Dea intende restaurare.