James Frazer

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« La magia è tanto un falso sistema di leggi naturali quanto una guida fallace della condotta; tanto una falsa scienza quanto un'arte abortita. »
(James G. Frazer, Il ramo d'oro (The Golden Bough), traduzione di Lauro De Bosis, Giulio Einaudi editore, 1950.)
James Frazer

Sir James George Frazer (Glasgow, 1º gennaio 1854Cambridge, 7 maggio 1941) è stato un antropologo e storico delle religioni scozzese.

È fondamentale il suo contributo all'antropologia culturale e alla storia delle religioni.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

James Frazer scrisse Il ramo d'oro, opera monumentale in cui espose la sua teoria sulla magia, intesa come inizio di un complesso percorso che la vede evolversi prima nella religione e poi nella scienza. Definisce la magia come un fenomeno di simpatia tra le cose, capace di instaurare legami per omeopatia, similitudine (come nel caso dei riti vudù) o contagio (due cose in contatto fra di loro continuano ad avere un influsso l'una sull'altra anche dopo essere state separate).

È importante anche la teoria che sviluppa a proposito del dio morente, un tema che Frazer individua all'interno di numerose religioni, a partire dagli studi di Wilhelm Mannhardt, che vede la divinità coinvolta in una vicenda in cui perderà la vita, per poi riacquistarla nuovamente in un momento successivo.
Ne sono esempi le vicende mitiche di Osiride, Dioniso, Attis, Adone, Baal, Gesù, etc.

Il tema centrale da cui si sviluppa Il ramo d'oro è la vicenda del Rex Nemorensis, sacerdote di Diana nel tempio di Nemi, sopravvivenza di un antico culto all'interno del contesto storico dell'antica Roma. Secondo l'interpretazione di Frazer, egli agisce sulla natura e sulla fertilità per i suoi poteri simpatici (propri della magia simpatica di sopra) e ha un ruolo sociale fondamentale per la comunità che vi circola attorno.
Per difenderne l'integrità fisica essa ha stabilito un sistema di tabù finalizzato a proteggerlo, mentre l'integrità spirituale viene garantita dal trasferimento simbolico in un'anima esterna (il ramo d'oro).
Al sopraggiungere della decadenza fisica del re mago, non più adatto al suo ruolo sociale, la successione viene determinata dall'uccisione rituale del rex nemorensis da parte di uno sfidante, che lo deve uccidere in duello dopo aver spezzato il ramo del boschetto di Diana.

Secondo il giornalista britannico Henry Noel Brailsford, Frazer ha contribuito a formare il pensiero del Novecento, come Karl Marx e Sigmund Freud, oltre che di Charles Darwin, del quale Frazer si considerava discepolo e continuatore[1].

Ma proprio il metodo "darwiniano" applicato alla storia delle religioni gli attirò le critiche di Ludwig Wittgenstein, secondo il quale Frazer:

« non è in grado di immaginarsi un sacerdote che in fondo non sia un pastore inglese del nostro tempo, con tutta la sua stupidità e insipidezza[2] »

e poco più oltre:

« Frazer è molto più selvaggio della maggioranza dei suoi selvaggi, perché questi non potranno essere così distanti dalla comprensione di un fatto spirituale quanto lo è un inglese del ventesimo secolo. Le sue spiegazioni delle usanze primitive sono molto più rozze del senso di quelle usanze stesse[3] »

Racconti sull'origine della morte[modifica | modifica sorgente]

Frazer raccolse alcuni racconti proveniente da diverse parti dell'Impero Britannico e li divise in quattro categorie generali:[4][5]

  1. Racconto dei Due Messaggeri
  2. Racconto della Luna Calante e della Luna Crescente
  3. Racconto del Serpente e del cambio della muta
  4. Racconto del Banano

Racconto dei Due Messaggeri[modifica | modifica sorgente]

Questo tipo di racconto è diffuso in Africa. Si narra di due messaggi inviati dall'essere supremo al genere umano: un messaggio di vita eterna e uno di morte. Il messaggero che porta il messaggio di vita eterna ritarda nel suo cammino e quindi il messaggio di morte viene ricevuto per primo.[5]

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Alcune opere adattate in lingua italiana:

  • Sulle tracce di Pausania, Adelphi 1994;
  • Il ramo d'oro. Studio sulla magia e sulla religione, Newton Compton 2006;
  • La crocifissione di Cristo, seguito da La crocifissione di Aman di Edgar Wind, a cura di Andrea Damascelli, Quodlibet, 2007.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito
— 1º gennaio 1925

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Citato in Dei e miti italici di Renato Del Ponte. Genova, ECIG, 1985, p. 184. ISBN 88-7545-805-7.
  2. ^ Ludwig Wittgenstein, 1975, op. cit., p. 23.
  3. ^ Ludwig Wittgenstein, 1975, op. cit., p. 28.
  4. ^ Janet Parker, Alice Mills, Julie Stanton, Myths of Death in Mythology: Myths, Legends and Fantasies, Struik, 2007, p. 306. ISBN 978-1-77007-453-8.
  5. ^ a b J. G. Frazer, The Belief in Immortality and The Worship of the Dead, Macmillan, 1913. ISBN 978-1-4400-4514-1.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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