Cartismo

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Illustrazione d'epoca sulle dimostrazioni cartiste.

Il Cartismo fu un movimento politico-sociale, britannico, prevalentemente di uomini della "working-class", il cui nome derivava dalla People's Charter ("Carta del Popolo") presentata nel 1838 alla Camera dei Comuni con una petizione firmata da oltre un milione di persone. Il movimento era organizzato da Feargus O'Connor, avvocato di origini irlandesi.

Il documento, articolato in sei punti, rivendicava:

  1. il voto garantito ad ogni maschio di ventuno anni, sano di mente e mai condannato;
  2. il voto segreto per proteggere l'elettore nell'esercizio del suo diritto di voto;
  3. nessun obbligo di proprietà nella qualificazione per concorrere ad essere membro del Parlamento.
  4. l'indennità parlamentare, per consentire a tutti i lavoratori di servire lo Stato senza essere penalizzati economicamente;
  5. la revisione delle circoscrizioni elettorali, che assicurasse la stessa quantità di rappresentanti a un pari numero di elettori;
  6. il Parlamento Annuale, che costituiva il metodo più efficace contro il ricatto e le intimidazioni.

La petizione fu nuovamente presentata nel 1842 con oltre tre milioni di firme.

Il mancato accoglimento diede luogo a diverse dimostrazioni, che sfociarono anche in gravi casi di sangue.

Successivamente il movimento andò perdendo forza, sia per il raggiungimento di una maggiore prosperità, sia per le riforme attuate tra il 1867 e il 1887, soprattutto il Ballot Act del 1872, che ne accolsero di fatto gran parte delle richieste.

L'eredità del cartismo confluì quindi nel movimento socialista, di cui aveva anticipato alcuni elementi come la teoria del plusvalore.

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