Specismo

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Specismo è un termine coniato da Richard Ryder per descrivere la pratica discriminatoria dettata dalla diffusa convinzione antropocentrica che gli esseri umani godano di uno status morale superiore e che quindi debbano godere di maggiori diritti rispetto agli altri animali. L'intento di Ryder è quello di porre in evidenza le analogie fra lo specismo, il razzismo e il sessismo, dimostrando che le motivazioni filosofiche per condannare queste posizioni sono identiche.

Il termine specismo viene usato comunemente nel contesto della letteratura sui diritti animali (per esempio nelle opere di Peter Singer e Tom Regan). Fra le variabili giustificazioni dello specismo alcune possono essere:

  • la replica dei meccanismi naturali di lotta fra specie
  • la negazione dei meccanismi naturali di selezione e competizione all'interno della specie
  • la concezione di diritto attribuibile soltanto ad un essere umano raziocinante

Tale protezione viene estesa anche gli umani che non rientrerebbero in alcune delle categorie sopra citate, ma comunque appartenenti alla specie umana (neonati, handicappati mentali, malati in coma). Gli antispecisti ritengono che la morale e l'etica comune, così come gli ordinamenti nazionali ed internazionali, siano ad oggi contraddistinti da una filosofia specista.

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