Veganismo

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Il veganismo (dall'inglese veganism) è una filosofia di vita basata sul rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo).[1][2][3][4][5] Il veganismo così inteso viene anche definito veganismo etico come distinzione dal veganismo dietetico (o vegetalismo)[6], una pratica alimentare basata sull'esclusione di tutti i cibi di origine animale.

Origine del termine vegan[modifica | modifica sorgente]

Il termine veganismo è un'italianizzazione dell'inglese veganism, derivante da vegan, neologismo ideato nel 1944 da Donald Watson. Già dagli inizi del 1900 l'etica del consumo di prodotti lattiero-caseari era stata oggetto di forti dibattiti all'interno del movimento vegetariano. Nell'agosto del 1944 Elsie Shrigley e Donald Watson, due membri della Vegetarian Society, pensarono che fosse necessario formare un coordinamento di "vegetariani non consumatori di latticini", nonostante l'opposizione di eminenti vegetariani che rifiutavano l'idea di un vegetarianismo completamente privo di prodotti animali. Nel novembre dello stesso anno Watson organizzò a Londra una riunione di sei "vegetariani non consumatori di latticini", in cui venne deciso di costituire una nuova società, la Vegan Society, di cui Watson stesso fu eletto presidente, e di adottare come definizione il termine vegan, come contrazione di vegetarian.[7] In una intervista del 2004 Donald Watson ha affermato:

« Invitai i miei primi lettori a suggerire un termine più conciso per sostituire non-dairy vegetarian (vegetariani non consumatori di latticini). Ho ricevuto alcuni suggerimenti piuttosto bizzarri, come dairyban, vitan, benevore, sanivore, beaumangeur, ecc. Optai per il termine vegan, contenente le prime tre e le ultime due lettere di vegetarian – l'inizio e la fine del vegetarianismo.[8] »

Definizioni[modifica | modifica sorgente]

Il termine veganismo indica una filosofia di vita basata sul rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo).[9][10][11][12][13] Il veganismo viene anche definito veganismo etico come distinzione dal veganismo dietetico, una pratica alimentare, più propriamente definita vegetalismo,[14] basata sull'esclusione di tutti i cibi di origine animale. Il vegetalismo può avere all’origine motivazioni etiche (se tale pratica alimentare viene adottata all’interno del veganismo etico), ma può anche essere dettata da ragioni di altra natura (quando tale pratica alimentare fa parte di una più ampia concezione di vita salutistica, ecologistica o religiosa). Il vegetalismo, oltre alla dieta vegana classica, comunemente adottata nel veganismo etico, comprende anche altre diete più restrittive che non implicano l’uso di ingredienti di origine animale, come la crudista vegana, la fruttariana o la dieta senza muco. Colui che adotta il veganismo come filosofia di vita viene definito vegano (o, con prestito dalla lingua inglese, vegan), e anche in questo caso può talvolta essere usata la definizione vegano etico, mentre il termine vegetaliano indica strettamente un soggetto che segue un regime alimentare vegetaliano, per lo più nella forma di una dieta vegana classica.

Il veganismo etico[modifica | modifica sorgente]

Manzi al pascolo su aree recintate. Per un vegano etico evitare il consumo di cibi animali e dunque il sostegno all'industria zootecnica e della pesca è particolarmente importante.

Il veganismo è dettato da principi etici di rispetto per la vita animale e basato sul pensiero antispecista e su una visione non-violenta della vita, come esemplificato nella posizione di Gary L. Francione e altri filosofi. Il veganismo può essere considerato la prassi della teoria antispecista e, nella pratica quotidiana, si traduce nel rifiuto di acquistare, usare e consumare, per quanto possibile e praticabile,[15] prodotti derivanti da sfruttamento e uccisione degli animali, e di dedicarsi, partecipare e sostenere attività che implicano un uso dell'animale o la sua uccisione.

Fine della pratica vegana non è dunque quello di evitare l'uccisione di ogni forma di vita animale, un obiettivo che sarebbe, oltre che poco utile, impossibile da realizzare, in quanto anche un'esistenza limitata all'essenziale per la sopravvivenza comporta l'uccisione, diretta e indiretta, di numerosi animali (si pensi ad esempio al semplice atto del camminare, causa di morte di una moltitudine di insetti). Scopo del veganismo è invece quello di non partecipare allo sfruttamento e all'uccisione sistematica, intenzionale e non necessaria degli animali, evitando il sostegno ad attività quali l’allevamento degli animali per l’alimentazione umana, la sperimentazione sugli animali, la caccia e così via. Un vegano etico pertanto rifiuta l’idea che l’uomo abbia il diritto di disporre della vita degli altri animali come meglio crede, ma realisticamente riconosce che la semplice esistenza di un essere umano implica la morte accidentale e non intenzionale di altre creature.

Gary L. Francione, filosofo statunitense e uno dei principali esponenti del movimento dei diritti animali.

Sebbene non vi siano criteri fissi e prestabiliti a cui tutti i vegani etici debbano incondizionatamente aderire, nella pratica quotidiana si distinguono una serie di abitudini e scelte diffuse e riconosciute da tutta la comunità vegana etica. In particolare molta importanza viene data alle scelte in campo alimentare, optando per una dieta vegana classica. Un vegano etico pertanto rifiuta il consumo di ogni tipo di carne (compresa la carne delle creature marine, ovvero pesce, crostacei e molluschi), latte e derivati, uova, miele e altri prodotti delle api,[16][17] anche quando presenti in forma di ingredienti in altri alimenti, come prodotti da forno preparati con strutto, pasta all'uovo o brodo di carne. Per un vegano etico evitare il consumo di cibi animali e dunque il sostegno all'industria zootecnica e della pesca è particolarmente importante, in quanto tali settori sono causa dello sfruttamento e uccisione di un numero di animali molto elevato: secondo stime della FAO (2007), in tutto il mondo ogni anno vengono uccisi, per fini alimentari, circa 56 miliardi di animali, esclusi pesci e altri animali marini.[18]

Un vegano etico inoltre indossa solo capi in fibre vegetali e sintetiche ed evita l'acquisto di ogni capo con parti di origine animale (pelliccia, pelle, lana, seta e imbottiture in piuma), usa cosmetici (make-up e prodotti per l’igiene personale) e prodotti per la pulizia della casa non testati su animali e possibilmente privi di ingredienti di origine animale, e in generale evita l'acquisto di altre merci con parti animali (come divani in pelle, tappeti in pelliccia, ornamenti in avorio, oggetti in osso, pennelli in pelo animale, ecc.).

Si tratta quindi di un complesso di norme che influenzano le abitudini di ogni giorno e scelte d'acquisto quotidiane e che, benché rappresentino consuetudini consolidate presso la comunità vegana, vengono perseguite con la dovuta flessibilità riconosciuta dai singoli soggetti nei limiti del possibile e del praticabile in relazione alle proprie esigenze, alle proprie possibilità e alla propria realtà di vita.

In particolar modo, sono fonte di opinioni molto discordi quei derivati di origine animale meno noti (e in alcuni casi indicati sotto forma di sigle alfanumeriche) presenti in quantità spesso irrilevanti in alcuni prodotti o usati sotto forma di additivi alimentari: è il caso, ad esempio, della L-cisteina[19] (identificata anche con la sigla E920), della glicerina animale[20] (E422) o dei fosfati animali[21] (E542). Ancora più controverso è il caso di quei prodotti che, pur non contenendo derivati di origine animale, ne implicano però l'uso durante il processo di produzione, come ad esempio alcuni tipi di zucchero raffinato lavorati con carbone animale, usato per la decolorazione dello zucchero e per rimuovere impurità e minerali[22]. Questa attenzione meticolosa alla presenza di quantità irrilevanti di derivati di origine animale o al loro separato uso durante il processo di lavorazione non è scevra da alcune considerazioni problematiche che porterebbero ad escludere l'acquisto di tutta una vasta gamma di prodotti alimentari e merci di altro genere. L'uso di sostanze di origine animale è così diffuso nella produzione industriale moderna che la pratica di un veganismo "puro" è praticamente impossibile. Sostanze di derivazione animale si possono trovare in articoli insospettabili come palle da tennis, carta da parati e bande adesive.[23] Una artista olandese, Christien Meindertsma, ha individuato 185 prodotti di uso comune contenenti parti di maiale, tra cui proiettili, pellicola fotografica, freni, porcellana e sigarette.[24][25] Anche tutti gli oggetti in acciaio sarebbero da evitare, poiché la produzione avviene con l'uso di grassi animali.[26] Inoltre, l'origine animale di alcune sostanze ambigue o il coinvolgimento di derivati di origine animale nelle fasi di produzione non è sempre facilmente accertabile. Ad esempio, spesso la coltivazione agricola prevede l'impiego di concimi di origine animale (prodotti con sangue, feci, ossa, lana, corna, ecc.). Per tali motivi, generalmente nella comunità vegana quest'uso delle sostanze di origine animale riceve scarsa attenzione nella prassi quotidiana e si ritiene più pratico, oltre che più efficace per la causa della liberazione animale, concentrare la propria attenzione solo su quelle sostanze di origine animale più evidenti (carni, latte e latticini, uova e prodotti delle api)[27].

Oltre alle scelte di consumo quotidiano, un vegano etico evita inoltre la pratica, la partecipazione e il sostegno ad attività quali la sperimentazione sugli animali, caccia e pesca, spettacoli con animali come la corrida, il combattimento di galli, il circo con animali o il rodeo, l'impiego di animali in competizioni sportive (corse di cavalli, corse di cani, sleddog, ecc.), manifestazioni folcloristiche con uso di animali, zoo, acquari e strutture simili che detengono animali, commercio degli animali da compagnia e altre attività simili.

Il veganismo dietetico o vegetalismo[modifica | modifica sorgente]

Cereali, legumi, verdura e frutta costituiscono la base della dieta vegana classica

Mentre in passato il vegetalismo era dettato unicamente da principi religiosi, come nel Giainismo, e praticato solo nelle aree interessate a tali dottrine, come in India, nel corso degli ultimi decenni si è maturato un interesse verso il vegetalismo anche nei paesi più ricchi, e si sono aggiunte anche ragioni di altra natura.

In particolare negli anni più recenti, si può osservare una crescente diffusione della dieta vegana presso i paesi più ricchi. Ad esempio, negli USA, circa il 2-3% della popolazione adulta (con una stima che va da due-tre milioni di persone a sei milioni di persone) segue in modo regolare una dieta vegana,[28] e circa l'1% dei bambini e degli adolescenti tra gli 8 e i 18 anni è vegetaliano.[29] Altri paesi occidentali presentano percentuali diverse, ad esempio l'Italia ha una presenza di vegetaliani dell'1,1%.[30]

Frequentemente i vegetaliani attuali riferiscono motivazioni etiche di rispetto per la vita animale e, in misura minore, vengono addotte anche ragioni salutistiche ed ecologistiche. Tali motivazioni non sono tutte necessariamente adottate insieme, e anche se due o più possono coesistere negli stessi soggetti, solitamente una prevale sulle altre. Il vegetalismo di origine etica si configura come pratica alimentare adottata nel veganismo etico, tipicamente nella forma di una dieta vegana classica. Alla diffusione delle ragioni salutistiche hanno contribuito una serie di fattori. Già da diversi decenni, la correlazione tra il consumo di carni – in particolare di carni rosse e carni conservate – e il rischio di patologie croniche,[31][32] la frequente diffusione di malattie virali presso gli animali allevati (causa di zoonosi alimentare) e le preoccupazioni per il crescente uso di antibiotici e altri farmaci negli allevamenti[33] (che potrebbero accumularsi nelle carni), da una parte, e taluni benefici associati a diete ricche di cibi vegetali,[34][35][36][37][38][39] insieme all'evidenza che la carne rappresenta un alimento opzionale per la dieta umana,[40] dall'altra, hanno determinato nei paesi ricchi una crescente diffusione della dieta latto-ovo-vegetariana. Più recentemente, i rischi derivanti da un'eccessiva assunzione di grassi saturi e colesterolo, di cui sono ricchi latte, latticini e uova, la correlazione del consumo di uova e prodotti lattiero-caseari con alcuni tipi di cancro[41] e la vasta diffusione dell'intolleranza al lattosio, hanno ulteriormente spostato l'attenzione verso la dieta vegana. Infine, sempre negli anni recenti, il vegetalismo ha iniziato a diffondersi anche come una scelta ecologica consapevole a fronte dell'elevato impatto ambientale connesso al settore dell'allevamento.[42]

Il 1º novembre si festeggia il World Vegan Day (giornata vegana mondiale) per celebrare la fondazione della prima vegan society, e l'intero mese di novembre è stato scelto come World Vegan Month (mese vegano mondiale).[43] Inoltre, ogni anno, in tutto il mondo, si organizzano numerosi festival e manifestazioni varie sul vegetalismo, atti a far conoscere e promuovere la cucina vegana e le ragioni a sostegno del vegetalismo.

Le diete vegane[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diete vegane.

Le diete vegane sono dei modelli nutrizionali vegetariani che escludono dall’alimentazione la carne di qualsiasi animale e tutti i prodotti di origine animale. Oltre alla dieta vegana classica, basata su cereali, legumi, verdura e frutta e tipicamente adottata come pratica alimentare nel veganismo etico, si possono considerare diete vegane anche altre diete che, sebbene differiscano sostanzialmente da una dieta vegana classica sia nei principi alimentari sia nel tipo di alimenti consumati, non comprendono il consumo di alcun ingrediente di origine animale, quali quelle praticate, ad esempio, nel crudismo vegano, nel fruttarismo o nell'ehretismo.

Complessivamente, la salute dei vegetaliani appare buona, ma come per tutti i modelli alimentari è importante prestare una certa attenzione affinché la dieta sia nutrizionalmente adeguata e ben bilanciata[44]. Nella dieta vegana generalmente carboidrati, grassi e proteine coprono rispettivamente il 50-65%, 25-30%, 10-12% dell'apporto calorico totale.[45] In generale, la dieta vegana tende ad avere elevate quantità di fibre, magnesio, potassio, vitamina C, vitamina E, acido folico, carotenoidi, flavonoidi e altri fitocomposti, un contenuto di calorie, grassi saturi e colesterolo ridotto, risulta equilibrata nell'apporto di carboidrati, proteine e ferro, e può presentare ridotte assunzioni di vitamina B12, calcio, vitamina D, zinco e acidi grassi omega-3 a lunga catena.[46][47][48] Una dieta vegana variata e che soddisfi le esigenze energetiche è comunque in grado di soddisfare le raccomandazioni correnti per tutti i nutrienti[49][50][51] e, in alcuni casi, l'uso di cibi fortificati o di integratori può fornire utili quantità di nutrienti importanti.[52][53] Una dieta vegana può essere inoltre utile nell'aumentare l'assunzione di sostanze protettive e ridurre al minimo l'assunzione di nutrienti implicati in diverse patologie croniche.[54][55][56] Tuttavia, nei paesi meno sviluppati, l'esclusione parziale o totale dei prodotti di origine animale può provocare un più ampio e maggiore rischio di carenze nutrizionali e un rischio di inadeguatezza energetica,[57] in quanto in queste aree spesso viene consumata una varietà molto limitata di alimenti e tipicamente nella dieta vi è un'eccessiva dipendenza da un alimento di base di valore nutritivo limitato, come il mais o la manioca.[58]

Influenza della dieta vegana sull'ambiente[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impatto ambientale dell'industria dei cibi animali.
Un allevamento di manzi. Secondo la FAO il settore dell'allevamento è uno dei principali fattori di impatto ambientale globale[59].

Nella seconda metà del Novecento il consumo globale di carne è aumentato di cinque volte, passando da 45 milioni di tonnellate all'anno nel 1950 a 233 milioni nel 2000.[60][61] Il notevole incremento del consumo di carne e dei cibi animali in generale ha determinato una crescita improvvisa della produzione zootecnica e, conseguentemente, un considerevole aumento del numero di animali allevati,[62] che si è rivelato incompatibile con i ritmi naturali terrestri e ha inciso profondamente sull'equilibrio ambientale. Nel 2006 la FAO ha pubblicato Livestock's Long Shadow, un report scientifico in cui viene approfonditamente valutato l'impatto globale del settore zootecnico sull'ambiente, affermando nell'introduzione:

« Il settore dell'allevamento emerge come una delle prime due o tre più significative cause dei più gravi problemi ambientali, a tutti i livelli da locale a globale. [...] L'impatto è così rilevante che deve essere affrontato con urgenza[63]»

I fattori di impatto del settore zootecnico sull'ambiente sono diversi. Gli animali allevati, per svilupparsi, vivere, crescere di massa e produrre, consumano una quantità di risorse alimentari considerevolmente maggiore di quanta ne producano sotto forma di carne, latte e uova destinati al mercato.[64] A livello globale, si calcola che un terzo della produzione di cereali[65], circa il 55% della produzione di mais[66] e oltre il 70% della produzione di soia[67] è destinato agli allevamenti. Il settore zootecnico è anche causa di un ingente impiego di risorse idriche, con una quota pari a circa un quarto del consumo idrico globale,[68][69] principalmente per la coltivazione del foraggio,[70] e rappresenta la più importante fonte di inquinanti delle acque,[71] a causa soprattutto delle deiezioni animali, cariche di contaminanti ambientali,[72] oltre che per il considerevole uso di pesticidi nella produzione di mangime.[73] A livello globale, la moderna zootecnia rappresenta il maggiore fattore d'uso antropico delle terre, utilizzando il 30% dell'intera superficie terrestre e il 70% di tutte le terre agricole, fondamentalmente per i pascoli e la coltivazione del foraggio,[74] e produce un sostanziale impatto nella degradazione del suolo[75], soprattutto a causa del sovrasfruttamento dei pascoli[76]. L'aumento della produzione zootecnica è anche un fattore chiave nella deforestazione, specialmente in America Latina[77], dove negli ultimi decenni si è verificata una considerevole crescita dell'attività dell'allevamento e di esportazione di carne bovina[78], e in particolare nella foresta amazzonica, dove l'allevamento di bovini è la causa primaria di deforestazione[79][80]. Il metano originato dal processo digestivo degli animali allevati e gli effetti della deforestazione e della desertificazione provocate dal settore zootecnico rendono il complesso dell’allevamento uno dei principali responsabili della produzione di gas serra, con una quota pari al 18% delle emissioni globali prodotte dalle attività umane[81][82]. Parallelamente agli effetti della zootecnia globale sull'ambiente, la pesca marittima è oggi considerata il principale fattore antropico di impatto sugli ecosistemi marini di tutto il mondo[83]. Inoltre, a seguito del grave stato di sfruttamento delle riserve di pesce dai mari[84][85], va diffondendosi sempre più rapidamente l'industria dell'acquacoltura[86], la cui esistenza tuttavia comporta una serie di gravi impatti sull'ambiente[87]. L'insieme di tutti questi fattori concorrono nel determinare un significativo impatto sulla flora e sulla fauna terrestri e marine e i settori dell'allevamento e della pesca sono oggi considerati i principali fattori nella riduzione della biodiversità[88][89].

Emissioni di gas serra in chilometri equivalenti[90]
Dieta non-vegetariana con prodotti da agricoltura non biologica 4758 km
Dieta non-vegetariana con prodotti da agricoltura biologica 4377 km
Dieta non-vegetariana con prodotti da agricoltura non biologica e senza carne di manzo 4209 km
Dieta latto-ovo-vegetariana con prodotti da agricoltura non biologica 2427 km
Dieta latto-ovo-vegetariana con prodotti da agricoltura biologica 1978 km
Dieta vegana con prodotti da agricoltura non biologica 629 km
Dieta vegana con prodotti da agricoltura biologica 281 km

Di fronte a questi problemi, negli ultimi anni diversi studi e report scientifici hanno richiamato l'attenzione sulla necessità di una riduzione dei consumi di carne e dei prodotti animali in generale per limitare l'impatto sull'ambiente[91][92][93], evidenziando inoltre i vantaggi sul piano ambientale che si possono ottenere con l'adozione di diete basate su proteine vegetali[94][95] e, in particolare, con l'adozione di una dieta vegetariana[96][97][98][99][100][101]. In uno studio italiano del 2006 sono stati inoltre analizzati e raffrontati i possibili impatti ambientali in termini di Life Cycle Assessment (LCA) dei modelli dietetici latto-ovo-vegetariano, vegano e non-vegetariano, considerati sia nell'ambito di una scelta di alimenti prodotti con metodi di produzione intensivi, sia in un approccio alimentare con uso esclusivo di cibi da produzione biologica. I risultati hanno mostrato una scala di valori intermedi in cui la dieta vegana presenta un fattore di impatto considerevolmente ridotto, e anche quando viene considerata nella forma di scelta del non-biologico, il valore di impatto della dieta vegana rimane inferiore a quello prodotto dai modelli latto-ovo-vegetariano e non-vegetariano nella forma di scelta del biologico.[102]. Analogamente, in un report dell'associazione di consumatori tedesca Foodwatch – basato su uno studio del 2008 condotto dall'Institute for Ecological Economy Research di Berlino[103] – si è osservato che la dieta vegana presenta valori di emissioni di gas serra notevolmente ridotti sia rispetto alla dieta latto-ovo-vegetariana sia rispetto alla dieta non-vegetariana, anche quando viene considerata una dieta vegana nella forma di scelta del non-biologico raffrontata con diete latto-ovo-vegetariana e non-vegetariana con prodotti da agricoltura biologica.[90].

Il vegetalismo nella religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vegetarianismo e religione.
Monaci jainisti della setta degli Svetambara, con mascherina e scopetto

Una dieta vegana può essere adottata anche come pratica alimentare propria dei precetti di alcune religioni. In particolare il Giainismo, un movimento religioso indiano fondato all'incirca nel VI secolo a.C., contempla un approccio alimentare rigorosamente vegetaliano. I giainisti sono una minoranza religiosa indiana che professano un'etica di rispetto per ogni forma di vita, animale o vegetale, basata sul principio dell'ahimsa o non-violenza. I gianisti reputano che tutti gli esseri viventi siano dotati di anima e pertanto prestano la massima attenzione a non provocare violenza, in un senso molto ampio, e morte alle altre creature. In questa concezione di vita è prevista una forma estrema di vegetalismo, in cui sono esclusi anche diversi tipi di vegetali, e altre norme di comportamento, fino ad arrivare in alcuni casi all'osservazione di pratiche estreme. Ad esempio, nella setta degli Svetambara, gli adepti si coprono la bocca con un fazzoletto per impedire che gli insetti possano entrarvi, e portano con sé uno scopetto per spazzolare lo spazio in cui intendono sedersi, in modo da evitare di schiacciare inavvertitamente degli insetti[104].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The vegan Society, Memorandum of association of the vegan society: "the word "veganism" denotes a philosophy and way of living which seeks to exclude — as far as is possible and practical — all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any otherpurpose"
  2. ^ The vegan Society, Why Vegan?: "A vegan is someone who tries to live without exploiting animals, for the benefit of animals, people and the planet. Vegans eat a plant-based diet, with nothing coming from animals - no meat, milk, eggs or honey, for example. A vegan lifestyle also avoids leather, wool, silk and other animal products for clothing or any other purpose."
  3. ^ International Vegetarian Union, VEGANlSM DEFINED: "The word veganism shall mean the doctrine that man should live without exploiting animals."
  4. ^ International Vegetarian Union, Frequently Asked Questions - Definitions: "VEGANISM may be defined as a way of living which seeks to exclude, as far as possible and practical, all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any other purpose."
  5. ^ Veganzetta inverno 2010 n. 2, Essere vegano: "la pratica vegana può solamente essere concepita come una vera e propria filosofia di vita".
  6. ^ Treccani.it, Vegetalismo: Concezione dell’alimentazione umana derivata dal vegetarianismo, di cui rappresenta la forma più radicale, che esclude l’uso di ogni alimento di provenienza animale (perciò anche uova, miele, latte e prodotti caseari) e consente solo quello di alimenti vegetali.
  7. ^ The Vegan Society, History: "As early as 1909 the ethics of consuming dairy products were hotly debated within the vegetarian movement. In August 1944, Elsie Shrigley and Donald Watson (a conscientious objector later to be acclaimed as the Vegan Society's Founder) agreed the desirability of coordinating 'non-dairy vegetarians'; despite opposition from prominent vegetarians unwilling to even consider adopting a diet free of all animal products. In November, Donald organised a London meeting of six like-minded 'non-dairy vegetarians' at which it was decided to form a new society and adopt a new name to describe themselves - vegan derived from VEGetariAN."
  8. ^ Vegetarians in Paradise, intervista a Donald Watson: "I invited my early readers to suggest a more concise word to replace "non-dairy vegetarian." Some bizarre suggestions were made like "dairyban, vitan, benevore, sanivore, beaumangeur", et cetera. I settled for my own word, "vegan", containing the first three and last two letters of "vegetarian" -- "the beginning and end of vegetarian.".
  9. ^ The vegan Society, Memorandum of association of the vegan society: "the word "veganism" denotes a philosophy and way of living which seeks to exclude — as far as is possible and practical — all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any otherpurpose"
  10. ^ The vegan Society, Why Vegan?: "A vegan is someone who tries to live without exploiting animals, for the benefit of animals, people and the planet. Vegans eat a plant-based diet, with nothing coming from animals - no meat, milk, eggs or honey, for example. A vegan lifestyle also avoids leather, wool, silk and other animal products for clothing or any other purpose."
  11. ^ International Vegetarian Union, VEGANlSM DEFINED: "The word veganism shall mean the doctrine that man should live without exploiting animals."
  12. ^ International Vegetarian Union, Frequently Asked Questions - Definitions: "VEGANISM may be defined as a way of living which seeks to exclude, as far as possible and practical, all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any other purpose."
  13. ^ Veganzetta inverno 2010 n. 2, Essere vegano: "la pratica vegana può solamente essere concepita come una vera e propria filosofia di vita".
  14. ^ Treccani.it, Vegetalismo: Concezione dell’alimentazione umana derivata dal vegetarianismo, di cui rappresenta la forma più radicale, che esclude l’uso di ogni alimento di provenienza animale (perciò anche uova, miele, latte e prodotti caseari) e consente solo quello di alimenti vegetali.
  15. ^ Così come indicato anche dalla Vegan Society: The Vegan Society, Memorandum of association of the vegan society: "the word "veganism" denotes a philosophy and way of living which seeks to exclude — as far as is possible and practical — all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any otherpurpose"
  16. ^ (EN) Vegan Society (UK). Honey - Ain't so sweet for the bees. Vegansociety.com: "Vegans use no bee products, preferring to forgo the doubtful benefits and well known risks [such as infant botulism] of substances stolen from bees."
  17. ^ (EN) Noah Lewis, Why Honey is Not Vegan, Vegetus.org. URL consultato il 20 febbraio 2010.
  18. ^ GLiPHA , statistiche del 2007
  19. ^ Vegan Society, Hidden ingredients: what to watch out for: "L-Cysteine (E920): this additive can be vegan or non-vegan and is sometimes made from hair or feathers"
  20. ^ The Vegetarian Resource Group Blog, Glycerol and Mono- and Diglyceride Updates: Mostly Vegetable-Derived: "Animal fats (e.g., beef tallow) or vegetable oils are the common starting materials for glycerin formation."
  21. ^ Food-info, 542 Edible bone phosphate: "Origin: Produced from animal bones."
  22. ^ Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: Is refined sugar vegan?: "Refined sugars do not contain any animal products, and so by an ingredients-based definition of vegan, refined sugar is vegan. However, some refined sugar is processed with animal bone char. The charcoal is used to remove color, impurities, and minerals from sugar. The charcoal is not 'in' the sugar, but is used in the process as as a filter. Thus by a process-based definition of vegan, refined sugar may not be considered vegan."
  23. ^ Melanie Joy, Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, Edizioni Sonda, 2012, pag. 108: "Così gli animali vendono comprati e venduti, mangiati e indossati - e i loro corpi utilizzati in una così ampia gamma di prodotti che è praticamente impossibile non conformarsi al sistema. Prodotti di derivazione animale si possono trovare in articoli insospettabili come palle da tennis, carta da parati, bande adesive e pellicola."
  24. ^ FLOCKS, PIG 05049: "Christien Meindertsma has spent three years researching all the products made from a single pig. Amongst some of the more unexpected results were: Ammunition, medicine, photo paper, heart valves, brakes, chewing gum, porcelain, cosmetics, cigarettes, conditioner and even bio diesel."
  25. ^ kottke.org, One pig, 185 different products: "05049 was an actual pig, raised and slaughtered on a commercial farm in the Netherlands. Rotterdam designer Christien Meindertsma was shocked to discover that she could document 185 products contributed to by the animal.
  26. ^ Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: Is refined sugar vegan?: "However, if one accepts a process-based definition of vegan, then many other familiar products would also not be considered vegan. For instance, steel and vulcanized rubber are produced using animal fats"
  27. ^ Ad esempio, questa è la posizione di Vegan Outreach: Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: What are some hidden animal ingredients?: "In general, we recommend that vegans concentrate their attention on the most obvious animal ingredients, instead of getting bogged down by reading lists for every possible animal-derived ingredient. Our experience has been that many vegans burn out because they are worn down by the details, missing the true meaning of veganism."
  28. ^ C. Stahler, How Often Do Americans Eat Vegetarian Meals? And How Many Adults in the U.S. Are Vegan? The Vegetarian Resource Group: "Approximately 5 percent of the country say that they never eat meat, fish, seafood, or poultry, which makes them vegetarian. Approximately half of these vegetarians are also vegan; that is, they also don't eat dairy or eggs. ... If we use a past low figure of 2 percent and the higher figure of 5 percent from this survey, we estimate that there may be 5-12 million adults in the United States who never consume meat, fish, or poultry." (2008)
  29. ^ C. Stahler, How many youth are vegetarian? The Vegetarian Resource Group (v. tabella Dietary Habits of 8- to 18-Year-Olds in the United States in 2005) (2005)
  30. ^ Eurispes, Il Rapporto Italia 2013"Il 6% degli italiani ha fatto la scelta di diventare vegetariano (4,9%) o vegano (1,1%)."
  31. ^ Sinha R. et al., Meat intake and mortality: a prospective study of over half a million people: "Red and processed meat intakes were associated with modest increases in total mortality, cancer mortality, and cardiovascular disease mortality."
  32. ^ World Cancer Research Fund, American Institute for Cancer Research, Food, Nutrition, Physical Activity, and the Prevention of Cancer: a Global Perspective: "The evidence that red meat is a cause of colorectal cancer is convincing. The evidence that processed meat is a cause of colorectal cancer is also convincing." (capitolo 12, pag. 382)
  33. ^ Worldwatch Institute, Antibiotic Overuse in Animal Agriculture: "An estimated 70 percent of all antibiotics used in the United States are for livestock, not humans."
  34. ^ National Health and Medical Research Council, Australian Dietary Guidelines: "The health benefits of consuming diets high in vegetables, including legumes/beans, and fruit have been reported for decades and are consistently recognised in international dietary guidelines." (pag. 36)
  35. ^ WHO, Promoting fruit and vegetable consumption around the world: "Fruit and vegetables are important components of a healthy diet, and their sufficient daily consumption could help prevent major diseases, such as cardiovascular diseases and certain cancers."
  36. ^ Center for Disease Control and Prevention, Fruits and Vegetables: "Healthy diets rich in fruits and vegetables may reduce the risk of cancer and other chronic diseases. Fruits and vegetables also provide essential vitamins and minerals, fiber, and other substances that are important for good health. Most fruits and vegetables are naturally low in fat and calories and are filling."
  37. ^ World Cancer Research Fund, American Institute for Cancer Research, Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective, chapter 12: Public health goals and personal recommendations. Versione riassunta: Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective - Summary, RECOMMENDATION 4: "Higher consumption of several plant foods probably protects against cancers of various sites. What is meant by ‘plant-based’ is diets that give more emphasis to those plant foods that are high in nutrients, high in dietary fibre (and so in non-starch polysaccharides), and low in energy density."
  38. ^ The American Journal of Clinical Nutrition, Health effects of vegan diets (review): "According to the evidence criteria of the World Health Organization and Food and Agriculture Organization (WHO/FAO), cancer risk reduction associated with a high intake of fruit and vegetables was assessed as probable or possible, risk of CVD reduction as convincing, whereas lower risk of osteoporosis was assessed as probable. The evidence for a risk-reducing effect of consuming whole grains was assessed as possible for colorectal cancer and probable for type 2 diabetes and CVD. The evidence for a risk-reducing effect of consuming nuts was assessed as probable for CVD."
  39. ^ Vegetarian diet: panacea for modern lifestyle diseases? (review): "Soy-bean-protein diet, legumes, nuts and soluble fibre significantly decrease total cholesterol, low-density lipoprotein cholesterol and triglycerides. Diets rich in fibre and complex carbohydrate, and restricted in fat, improve control of blood glucose concentration, lower insulin requirement and aid in weight control in diabetic patients. An inverse association has been reported between nut, fruit, vegetable and fibre consumption, and the risk of coronary heart disease. ... An inverse association between fruit and vegetable consumption and stroke has been suggested. Consumption of fruits and vegetables, especially spinach and collard green, was associated with a lower risk of age-related ocular macular degeneration. There is an inverse association between dietary fibre intake and incidence of colon and breast cancer as well as prevalence of colonic diverticula and gallstones."
  40. ^ Proceedings of the Nutrition Society, Meat or wheat for the next millennium? A Debate Pro veg] (abstract): "In conclusion, meat is an optional rather than an essential constituent of human diets." (dall'articolo completo)
  41. ^ The American Journal of Clinical Nutrition, Health effects of vegan diets (review): "In addition, the use of eggs was recently shown to be associated with a higher risk of pancreatic cancer ... a high childhood dairy intake has been associated with an elevated risk of colorectal cancer in adulthood ... the use of dairy was associated with an increased risk of prostate cancer"
  42. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's Long Shadow: "The livestock sector emerges as one of the top two or three most significant contributors to the most serious environmental problems, at every scale from local to global."
  43. ^ World Vegan Month website, About: "The month starts with World Vegan Day on 1 November to celebrate the founding of the world’s first Vegan Society on that day in November 1944"
  44. ^ Health effects of vegetarian and vegan diets (review): "Overall, the health of vegetarians appears to be good, but as with all dietary patterns care is needed to ensure that the diet is as nutritious and well-balanced as possible according to current understanding." (v. full text) (si noti che nell'articolo viene precisato: "Vegetarians are sub-classified as lacto-ovo vegetarians who eat dairy products and/or eggs and vegans who do not eat any animal products").
  45. ^ Reed Mangels, Virginia Messina, Mark Messina, The Dietitian's Guide to Vegetarian Diets, tabella 2-1, pag. 14.
  46. ^ American Dietetic Association, Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets (disponibile anche in italiano): "Le diete vegetariane tendono ad avere un contenuto di grassi saturi e di colesterolo ridotto, e più elevate quantità di fibre, magnesio, potassio, vitamina C, folati, carotenoidi, flavonoidi e altri fitocomposti ... Comunque, vegani e altri tipi di vegetariani possono presentare ridotte assunzioni di vitamina B12, calcio, vitamina D, zinco e acidi grassi omega-3 a lunga catena... l'assunzione tipica di proteine da parte dei latto-ovo-vegetariani e dei vegetaliani risulta in grado di soddisfare e addirittura superare le quantità richieste" (si noti che nel documento viene precisato che "In questo articolo il termine vegetariano sarà utilizzato in riferimento a individui che scelgono una dieta vegetariana latto-ovo-, latto-, o vegana a meno che non sia diversamente specificato."
  47. ^ The American Journal of Clinical Nutrition, Health effects of vegan diets (review): "Vegan diets are usually higher in dietary fiber, magnesium, folic acid, vitamins C and E, iron, and phytochemicals, and they tend to be lower in calories, saturated fat and cholesterol, long-chain n–3 (omega-3) fatty acids, vitamin D, calcium, zinc, and vitamin B-12 ... Vegans generally have an adequate iron intake and do not experience anemia more frequently than others."
  48. ^ Health effects of vegetarian and vegan diets (review): "Vegetarian diets are usually rich in carbohydrates, n-6 fatty acids, dietary fibre, carotenoids, folic acid, vitamin C, vitamin E and Mg, and relatively low in protein, saturated fat, long-chain n-3 fatty acids, retinol, vitamin B12 and Zn; vegans can have particularly low intakes of vitamin B12 and low intakes of Ca ... The impact on health of the relatively high intakes of carbohydrates and n-6 fatty acids and relatively low intakes of protein, retinol and Zn in vegetarians is unclear; mean intakes of these nutrients in vegetarians are probably close to or above the recommended intakes" (v. full text) (si noti che nell'articolo viene precisato: "Vegetarians are sub-classified as lacto-ovo vegetarians who eat dairy products and/or eggs and vegans who do not eat any animal products")
  49. ^ American Dietetic Association, Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets (disponibile anche in italiano): "Il presente documento prende in rassegna i dati scientifici attuali relativi ai nutrienti chiave per i vegetariani, quali le proteine, gli acidi grassi omega-3, il ferro, lo zinco, lo iodio, il calcio, e le vitamine D e B12. Una dieta vegetariana è in grado di soddisfare le raccomandazioni correnti per tutti questi nutrienti." (si noti che nel documento viene precisato che "In questo articolo il termine vegetariano sarà utilizzato in riferimento a individui che scelgono una dieta vegetariana latto-ovo-, latto-, o vegana a meno che non sia diversamente specificato."
  50. ^ United States Department of Agriculture, Tips for Vegetarians: "Vegetarian diets can meet all the recommendations for nutrients. The key is to consume a variety of foods and the right amount of foods to meet your calorie needs."
  51. ^ National Health and Medical Research Council, Australian Dietary Guidelines: "Those following a strict vegetarian or vegan diet can meet nutrient requirements as long as energy needs are met and an appropriate variety of plant foods are eaten throughout the day." (pag. 35)
  52. ^ American Dietetic Association, Position of the American Dietetic Association: Vegetarian Diets (disponibile anche in italiano): "In alcuni casi, l'uso di cibi fortificati o di integratori può fornire utili quantità di nutrienti importanti."
  53. ^ U.S. Department of Agriculture, U.S. Department of Health and Human Services, Dietary Guidelines for Americans 2010: "These vegetarian variations represent healthy eating patterns, but rely on fortifjed foods for some nutrients. In the vegan patterns especially, fortifjed foods provide much of the calcium and vitamin B12, and either fortifjed foods or supplements should be selected to provide adequate intake of these nutrients." (pag. 53) (Si noti che l'espressione vegetariani si riferisce anche alle diete vegane: "The types of vegetarian diets consumed in the United States vary widely. Vegans do not consume any animal products, while lacto-ovo vegetarians consume milk and eggs.")
  54. ^ The American Journal of Clinical Nutrition, Health effects of vegan diets (review): "A vegan diet appears to be useful for increasing the intake of protective nutrients and phytochemicals and for minimizing the intake of dietary factors implicated in several chronic diseases"
  55. ^ Health effects of vegetarian and vegan diets (review): "Current knowledge of nutrition suggests that the relatively high intakes of dietary fibre, folic acid, vitamin C, vitamin E and Mg and low intake of saturated fat might all have benefits." (v. full text)
  56. ^ Health Implications of a Vegetarian Diet (review): "It is likely that these benefits result from both a reduced consumption of potentially harmful dietary components, including saturated fat, cholesterol, animal protein, red meat, and heme iron, and an increased consumption of beneficial dietary components, including fruit, vegetables, whole grains, legumes, and nuts, which are rich in dietary fiber, antioxidants, and phytochemicals." (si noti che nell'articolo viene precisato: "There are 4 main types of vegetarian diets: (1) a lacto-ovo-vegetarian ... (2) a lacto-vegetarian ... (3) an ovo-vegetarian ... and (4) a vegan").
  57. ^ WHO, Feeding and nutrition of infants and young children: "The main area of concern regarding vegetarian diets is the small but significant risk of nutritional deficiencies. These include deficiencies of iron, zinc, riboflavin, vitamin B12, vitamin D and calcium (especially in vegans) and inadequate energy intake." Il documento è un rapporto prevalentemente indirizzato alle popolazioni povere dell'ex Unione Sovietica e alle famiglie dell’Europa che vivono in condizioni di povertà (pag. 2: "The guidelines are designed for the WHO European Region, with emphasis on the countries that resulted from the dissolution of the former Soviet Union. Nutrition and feeding practices vary throughout the Region and these recommendations should be applied flexibly and be adapted to local and national needs and circumstances. Despite the wide range of socioeconomic conditions found between and within the Member States of the Region, it is believed that many recommendations can be applied universally. They are especially applicable to the most vulnerable groups of infants and young children living in deprived conditions. These are mainly found in the eastern part of the Region, but are also common in ethnic minorities and children of low-income families in western Europe.")
  58. ^ Proceedings of the Nutrition Society, Meat or wheat for the next millennium? A Debate Pro veg] (abstract): "Dietary inadequacy can occur because of a bulky diet that fails to provide an adequate energy intake, or because the diet consists of a limited variety of nutritious foods. This situation often occurs in developing countries where there is overdependence on a staple food of limited nutritional value, e.g. maize or cassava (Manihot esculenta). However, in developed countries the opposite is true, as vegetarians often consume a wider variety of foods than meat-eaters and are more likely to consume unrefined carbohydrate foods, salads, fruit, nuts and pulses on a regular basis. Consequently, the intakes of several nutrients, notably thiamin, folate, vitamin C, carotene, potassium and vitamin E, are higher among vegetarians than in the general population." (dall'articolo completo)
  59. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's Long Shadow: "The livestock sector emerges as one of the top two or three most significant contributors to the most serious environmental problems, at every scale from local to global."
  60. ^ Worldwatch Institute, Meat - Now, it's not personal! World Watch magazine, July/August 2004, pag. 12: "To begin with, per-capita meat consumption has more than doubled in the past half-century, even as global population has continued to increase. As a result, the overall demand for meat has increased five-fold."
  61. ^ Meno proteine animali per l'umanità, Le Scienze, aprile 2006: "Dal 1950 al 2000 la popolazione mondiale è passata da 2,7 a oltre 6 miliardi di persone e la produzione di carne da 45 a 233 miliardi di chilogrammi all'anno."
  62. ^ Nel 2007, secondo stime della FAO, sono stati macellati 56 miliardi di animali, esclusi i prodotti ittici (fonte: GLiPHA, statistiche del 2007).
  63. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "The livestock sector emerges as one of the top two or three most significant contributors to the most serious environmental problems, at every scale from local to global. ... The impact is so significant that it needs to be addressed with urgency." (pag. XX)
  64. ^ Si stima ad esempio che, per un bovino, il rapporto tra cibo ingerito e crescita, noto come indice di conversione alimentare, varia da un minimo di 5 (per un vitello di 12 mesi) ad un massimo di 20 (per un manzo di 30 mesi) (fonte: [1], Table 13, pag. 20). Ciò significa che, per crescere di un chilo, un bovino ha bisogno da 5 a 20 chili di mangime. Sebbene per gli altri animali allevati l'indice di conversione sia più favorevole rispetto a quello del manzo, il rapporto tra cibo ingerito e crescita dell'animale rimane sempre svantaggioso.
  65. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "In 2002, a total of 670 million tonnes of cereals were fed to livestock, representing roughly one-third of the global cereal harvest" (pag. 12)
  66. ^ FAOSTAT, Food Balance Sheet [country: World + (Total); year: 2009]
  67. ^ Beyond the Bean online, Soybean Farmers’ Customers Extend Beyond the Elevator: "Poultry, livestock and fish farmers consume more than 70 percent of the world soybean supply"
  68. ^ UNESCO-IHE Institute for Water Education, The green, blue and grey water footprint of farm animals and animal products: "Global animal production requires about 2422 Gm3 of water per year ... The objective of the study is to assess the water footprint of farm animals and the various derived animal products for the period 1996-2005."
  69. ^ UNESCO-IHE Institute for Water Education, National water footprint accounts: The green, blue and grey water footprint of production and consumption: "The global water footprint in the period 1996-2005 was 9087 Gm3/yr"
  70. ^ UNESCO-IHE Institute for Water Education, The green, blue and grey water footprint of farm animals and animal products: "Most of the total volume of water (98%) refers to the water footprint of the feed for the animals. Drinking water for the animals, service water and feed mixing water account only for 1.1%, 0.8% and 0.03%, respectively."
  71. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock impacts on the environment: "Evidence suggests it is the largest sectoral source of water pollutants
  72. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "Livestock excreta contain a considerable amount of nutrients (nitrogen, phosphorous, potassium), drug residues, heavy metals and pathogens." (pag. 136)
  73. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "Although the relative contribution of feed production ... toward pesticide use is declining in the United States ... livestock production systems remain a major contributor to their use. We can assume that the role of livestock production systems in pesticide use is equally important in other main feed producing countries, including Argentina, Brazil, China, India and Paraguay." (pag. 158)
  74. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "The livestock sector is by far the single largest anthropogenic user of land. The total area occupied by grazing is equivalent to 26 percent of the ice-free terrestrial surface of the planet. In addition, the total area dedicated to feedcrop production amounts to 33 percent of total arable land. In all, livestock production accounts for 70 percent of all agricultural land and 30 percent of the land surface of the planet." (pag. XXI)
  75. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "As a major land user, the livestock sector has a substantial influence on land degradation mechanisms in a context of increasing pressure on land" (pag. 63)
  76. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "There is the ongoing process of degradation of pastures, particularly in the arid and semi-arid environments of Africa and Asia, but also in subhumid zones of Latin America." (pag. 63)
  77. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "Expansion of livestock production is a key factor in deforestation, especially in Latin America" (pag. XXI)
  78. ^ United States Department of Agricolture, Production, Supply and Distribution Online, cit. in: Greenpeace, Slaughtering the Amazon (Executive Summary): "Brazil has the world’s largest commercial cattle herd and is the world’s largest beef exporter."
  79. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "70 percent of previous forested land in the Amazon is occupied by pastures, and feedcrops cover a large part of the remainder." (pag. XXI)
  80. ^ Mongabay.com, Amazon Destruction: Why is the rainforest being destroyed in Brazil?: "Cattle ranching is the leading cause of deforestation in the Brazilian Amazon."
  81. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "The livestock sector is a major player, responsible for 18 percent of greenhouse gas emissions measured in CO2equivalent. This is a higher share than transport." (pag. XXI)
  82. ^ Il metano originato dal processo digestivo e prodotto dalle flatulenze e dalle deiezioni degli animali allevati rappresenta il fattore principale, contribuendo per il 55% del totale delle emissioni prodotte nel settore zootecnico, mentre la deforestazione e la desertificazione provocate dall'industria zootecnia contribuiscono per il 35% (fonte: Anthony J. McMichael et al., Food, livestock production, energy, climate change, and health, Figure 2, pag. 1258)
  83. ^ Bryan P. Wallace et al., Global patterns of marine turtle bycatch: " Marine fisheries ... are the major anthropogenic influence on marine systems worldwide, affecting marine animal populations and ecosystem function"
  84. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "FAO (2005b) estimates that 52 percent of the world stocks are fully exploited, and are therefore producing catches that are already at or very close to their maximum sustainable production limit, with no room for further expansion, and even some risk of decline if not properly managed" (pag. 205)
  85. ^ NewScientist, No more seafood by 2050?: "But there are fewer such healthy systems each year. Since 1950, 29% of commercial fish species have suffered collapse (defined as a loss of 90% or more). And the pace is accelerating. The study extrapolates that the last currently commercial fish species will be lost in 2048."
  86. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "Aquaculture ... has expanded rapidly; it is now the fastest growing food producing industry in the world. " (pag. 206)
  87. ^ Greenpeace, Challenging the Aquaculture Industry Standards: "With expansion of the industry, however, the tendency has been for methods of production to intensify, particularly in the production of carnivorous species. This has resulted in many serious impacts on the environment"
  88. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "the livestock sector may well be the leading player in the reduction of biodiversity, since it is the major driver of deforestation, as well as one of the leading drivers of land degradation, pollution, climate change, overfishing, sedimentation of coastal areas and facilitation of invasions by alien species." (pag. XXIII)
  89. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's long shadow: "The world’s ocean fish face serious threats to their biodiversity. The principle source of pressure is overexploitation by fisheries, which have affected the size and viability of fish populations, the genetics of target species, and the food chains and ecosystems of which they are part. " (pag. 205)
  90. ^ a b Foodwatch, Organic: A Climate Saviour?, Figure 2, pag. X
  91. ^ Anthony J. McMichael et al.,Food, livestock production, energy, climate change, and health: "To prevent increased greenhouse-gas emissions from this production sector, both the average worldwide consumption level of animal products and the intensity of emissions from livestock production must be reduced"
  92. ^ United Nations Environment Programme, Assessing the Environmental Impacts of Consumption and Production: "Impacts from agriculture are expected to increase substantially due to population growth, increasing consumption of animal products. Unlike fossil fuels, it is difficult to look for alternatives: people have to eat. A substantial reduction of impacts would only be possible with a substantial worldwide diet change, away from animal products."
  93. ^ Stockholm International Water Institute, Feeding a thirsty world: Challenges and opportunities for a water and food secure world: "The analysis showed that there will not be enough water available on current croplands to produce food for the expected population in 2050 if we follow current trends and changes towards diets common in Western nations (3,000 kcal produced per capita, including 20 per cent of calories produced coming from animal proteins). There will, however, be just enough water, if the proportion of animal based foods is limited to 5 per cent of total calories"
  94. ^ PROFETAS, PROFETAS overall conclusions: "The PROFETAS results show that the environmental benefits of a transition from animal to plant protein..."
  95. ^ Carlsson-Kanyama A., González A.D., Potential contributions of food consumption patterns to climate change: "The most climate-efficient way to consume protein is to eat a mixture of cereals, legumes, and fish caught in a fuel-efficient way. Unfortunately, the fish stock is under severe threat with many stocks that are over- or fully exploited (17), leaving environmentally conscious consumers with mainly vegetarian alternatives."
  96. ^ David Pimentel, Marcia Pimentel, Sustainability of meat-based and plant-based diets and the environment: "The meat-based food system requires more energy, land, and water resources than the lactoovovegetarian diet"
  97. ^ Harold J Marlow et al., Diet and the environment: does what you eat matter?: "Results show that, for the combined differential production of 11 food items for which consumption differs among vegetarians and nonvegetarians, the nonvegetarian diet required 2.9 times more water, 2.5 times more primary energy, 13 times more fertilizer, and 1.4 times more pesticides than did the vegetarian diet." (si noti che nell'articolo è presente un evidente refuso: "than did the nonvegetarian diet")
  98. ^ World Water Council, Virtual Water Trade - Conscious Choices: "A vegetarian diet requires less water for its production than a meat-based diet due to the food chain effect. As societies develop, and their buying power goes up they tend to switch to a more meat-based diet. The higher up the food chain i.e. from vegetarian food to non-vegetarian food, the more water will be required to produce that food." (pag. 17)
  99. ^ UNESCO-IHE Institute for Water Education, The green, blue and grey water footprint of farm animals and animal products: "In order to reduce the pressure on the world’s water resource associated with their consumption pattern, individuals have the option of shifting from a meat-rich to a vegetarian diet. The water footprint of an individual consumer depends to a large extent on the type of diet of the individual. Meat-based diets have a larger water footprint compared to a vegetarian diet. ... A vegetarian diet comparedwith the average current per capita food intake in the USA can reduce the water footprint of an individual by as much as 58%." (pag. 29)
  100. ^ D. Renault, W.W. Wallender, Nutritional water productivity and diets, Table 5, pag. 291.
  101. ^ Christopher L. Weber, H. Scott Matthews, Food-Miles and the Relative Climate Impacts of Food Choices in the United States: "a totally “localized” diet reduces GHG emissions per household equivalent to 1000 miles/yr (1600 km/yr) driven, while shifting just one day per week’s calories from red meat and dairy to chicken/fish/eggs or a vegetable-based diet reduces GHG emissions equivalent to 760 miles/yr (1230 km/yr) or 1160 miles/yr (1860 km/yr), respectively. Shifting totally away from red meat and dairy toward chicken/fish/eggs or a vegetable-based diet reduces GHG emissions equivalent to 5340 mi/yr (8590 km/yr) or 8100 mi/yr (13 000 km/yr), respectively."
  102. ^ Baroni L. et al, Evaluating the environmental impact of various dietary patterns combined with different food production systems, Figure 1, pag. 6.
  103. ^ Institute for Ecological Economy Research, The Impact of German Agriculture on the Climate (Main Results and Conclusions)
  104. ^ Jainism: "In keeping with the doctrine of nonviolence, they carry the Jainist reverence for animal life to its most extreme lengths; the yati of the Svetambara sect, for example, wears a cloth over his mouth to prevent insects from flying into it and carries a brush to sweep the place on which he is about to sit, to remove any living creature from danger."

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