Veganismo

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Il veganismo (dall'inglese veganism) è una filosofia di vita basata sul rifiuto – nei limiti del possibile e praticabile – di ogni forma di sfruttamento degli animali (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo).[1][2][3][4][5] Il veganismo così inteso viene anche definito veganismo etico come distinzione dal veganismo dietetico (o vegetalismo)[6], una pratica alimentare basata sull'esclusione di tutti i cibi di origine animale.

Origine del termine vegan[modifica | modifica sorgente]

Il termine veganismo è un'italianizzazione dell'inglese veganism, derivante da vegan, neologismo ideato nel 1944 da Donald Watson. Già dagli inizi del 1900 l'etica del consumo di prodotti lattiero-caseari era stata oggetto di forti dibattiti all'interno del movimento vegetariano. Nell'agosto del 1944 Elsie Shrigley e Donald Watson, due membri della Vegetarian Society, pensarono che fosse necessario formare un coordinamento di "vegetariani non consumatori di latticini", nonostante l'opposizione di eminenti vegetariani che rifiutavano l'idea di un vegetarianismo completamente privo di prodotti animali. Nel novembre dello stesso anno Watson organizzò a Londra una riunione di sei "vegetariani non consumatori di latticini", in cui venne deciso di costituire una nuova società, la Vegan Society, di cui Watson stesso fu eletto presidente, e di adottare come definizione il termine vegan, come contrazione di vegetarian.[7] In una intervista del 2004 Donald Watson ha affermato:

« Invitai i miei primi lettori a suggerire un termine più conciso per sostituire non-dairy vegetarian (vegetariani non consumatori di latticini). Ho ricevuto alcuni suggerimenti piuttosto bizzarri, come dairyban, vitan, benevore, sanivore, beaumangeur, ecc. Optai per il termine vegan, contenente le prime tre e le ultime due lettere di vegetarian – l'inizio e la fine del vegetarianismo.[8] »

Definizioni[modifica | modifica sorgente]

Il termine veganismo indica una filosofia di vita basata sul rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali (per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo).[9][10][11][12][13] Il veganismo viene anche definito veganismo etico come distinzione dal veganismo dietetico, una pratica alimentare, più propriamente definita vegetalismo,[14] basata sull'esclusione di tutti i cibi di origine animale. Il vegetalismo può avere all’origine motivazioni etiche (se tale pratica alimentare viene adottata all’interno del veganismo etico), ma può anche essere dettata da ragioni di altra natura (quando tale pratica alimentare fa parte di una più ampia concezione di vita salutistica, ecologistica o religiosa). Il vegetalismo, oltre alla dieta vegana classica, comunemente adottata nel veganismo etico, comprende anche altre diete più restrittive che non implicano l’uso di ingredienti di origine animale, come la crudista vegana, la fruttariana o la dieta senza muco. Colui che adotta il veganismo come filosofia di vita viene definito vegano (o, con prestito dalla lingua inglese, vegan), e anche in questo caso può talvolta essere usata la definizione vegano etico, mentre il termine vegetaliano indica strettamente un soggetto che segue un regime alimentare vegetaliano, per lo più nella forma di una dieta vegana classica.

Il veganismo etico[modifica | modifica sorgente]

Manzi al pascolo su aree recintate. Per un vegano etico evitare il consumo di cibi animali e dunque il sostegno all'industria zootecnica e della pesca è particolarmente importante.

Il veganismo è dettato da principi etici di rispetto per la vita animale e basato sul pensiero antispecista e su una visione non-violenta della vita, come esemplificato nella posizione di Gary L. Francione e altri filosofi. Il veganismo può essere considerato la prassi della teoria antispecista e, nella pratica quotidiana, si traduce nel rifiuto di acquistare, usare e consumare, per quanto possibile e praticabile,[15] prodotti derivanti da sfruttamento e uccisione degli animali, e di dedicarsi, partecipare e sostenere attività che implicano un uso dell'animale o la sua uccisione.

Fine della pratica vegana non è dunque quello di evitare l'uccisione di ogni forma di vita animale, un obiettivo che sarebbe, oltre che poco utile, impossibile da realizzare, in quanto anche un'esistenza limitata all'essenziale per la sopravvivenza comporta l'uccisione, diretta e indiretta, di numerosi animali (si pensi ad esempio al semplice atto del camminare, causa di morte di una moltitudine di insetti). Scopo del veganismo è invece quello di non partecipare allo sfruttamento e all'uccisione sistematica, intenzionale e non necessaria degli animali, evitando il sostegno ad attività quali l’allevamento degli animali per l’alimentazione umana, la sperimentazione sugli animali, la caccia e così via. Un vegano etico pertanto rifiuta l’idea che l’uomo abbia il diritto di disporre della vita degli altri animali come meglio crede, ma realisticamente riconosce che la semplice esistenza di un essere umano implica la morte accidentale e non intenzionale di altre creature.

Gary L. Francione, filosofo statunitense e uno dei principali esponenti del movimento dei diritti animali.

Sebbene non vi siano criteri fissi e prestabiliti a cui tutti i vegani etici debbano incondizionatamente aderire, nella pratica quotidiana si distinguono una serie di abitudini e scelte diffuse e riconosciute da tutta la comunità vegana etica. In particolare molta importanza viene data alle scelte in campo alimentare, optando per una dieta vegana classica. Un vegano etico pertanto rifiuta il consumo di ogni tipo di carne (compresa la carne delle creature marine, ovvero pesce, crostacei e molluschi), latte e derivati, uova, miele e altri prodotti delle api,[16][17] anche quando presenti in forma di ingredienti in altri alimenti, come prodotti da forno preparati con strutto, pasta all'uovo o brodo di carne. Per un vegano etico evitare il consumo di cibi animali e dunque il sostegno all'industria zootecnica e della pesca è particolarmente importante, in quanto tali settori sono causa dello sfruttamento e uccisione di un numero di animali molto elevato: secondo stime della FAO (2007), in tutto il mondo ogni anno vengono uccisi, per fini alimentari, circa 56 miliardi di animali, esclusi pesci e altri animali marini.[18]

Un vegano etico inoltre indossa solo capi in fibre vegetali e sintetiche ed evita l'acquisto di ogni capo con parti di origine animale (pelliccia, pelle, lana, seta e imbottiture in piuma), usa cosmetici (make-up e prodotti per l’igiene personale) e prodotti per la pulizia della casa non testati su animali e possibilmente privi di ingredienti di origine animale, e in generale evita l'acquisto di altre merci con parti animali (come divani in pelle, tappeti in pelliccia, ornamenti in avorio, oggetti in osso, pennelli in pelo animale, ecc.).

Si tratta quindi di un complesso di norme che influenzano le abitudini di ogni giorno e scelte d'acquisto quotidiane e che, benché rappresentino consuetudini consolidate presso la comunità vegana, vengono perseguite con la dovuta flessibilità riconosciuta dai singoli soggetti nei limiti del possibile e del praticabile in relazione alle proprie esigenze, alle proprie possibilità e alla propria realtà di vita.

In particolar modo, sono fonte di opinioni molto discordi quei derivati di origine animale meno noti (e in alcuni casi indicati sotto forma di sigle alfanumeriche) presenti in quantità spesso irrilevanti in alcuni prodotti o usati sotto forma di additivi alimentari: è il caso, ad esempio, della L-cisteina[19] (identificata anche con la sigla E920), della glicerina animale[20] (E422) o dei fosfati animali[21] (E542). Ancora più controverso è il caso di quei prodotti che, pur non contenendo derivati di origine animale, ne implicano però l'uso durante il processo di produzione, come ad esempio alcuni tipi di zucchero raffinato lavorati con carbone animale, usato per la decolorazione dello zucchero e per rimuovere impurità e minerali[22]. Questa attenzione meticolosa alla presenza di quantità irrilevanti di derivati di origine animale o al loro separato uso durante il processo di lavorazione non è scevra da alcune considerazioni problematiche che porterebbero ad escludere l'acquisto di tutta una vasta gamma di prodotti alimentari e merci di altro genere. L'uso di sostanze di origine animale è così diffuso nella produzione industriale moderna che la pratica di un veganismo "puro" è praticamente impossibile. Sostanze di derivazione animale si possono trovare in articoli insospettabili come palle da tennis, carta da parati e bande adesive.[23] Una artista olandese, Christien Meindertsma, ha individuato 185 prodotti di uso comune contenenti parti di maiale, tra cui proiettili, pellicola fotografica, freni, porcellana e sigarette.[24][25] Anche tutti gli oggetti in acciaio sarebbero da evitare, poiché la produzione avviene con l'uso di grassi animali.[26] Inoltre, l'origine animale di alcune sostanze ambigue o il coinvolgimento di derivati di origine animale nelle fasi di produzione non è sempre facilmente accertabile. Ad esempio, spesso la coltivazione agricola prevede l'impiego di concimi di origine animale (prodotti con sangue, feci, ossa, lana, corna, ecc.). Per tali motivi, generalmente nella comunità vegana quest'uso delle sostanze di origine animale riceve scarsa attenzione nella prassi quotidiana e si ritiene più pratico, oltre che più efficace per la causa della liberazione animale, concentrare la propria attenzione solo su quelle sostanze di origine animale più evidenti (carni, latte e latticini, uova e prodotti delle api)[27].

Oltre alle scelte di consumo quotidiano, un vegano etico evita inoltre la pratica, la partecipazione e il sostegno ad attività quali la sperimentazione sugli animali, caccia e pesca, spettacoli con animali come la corrida, il combattimento di galli, il circo con animali o il rodeo, l'impiego di animali in competizioni sportive (corse di cavalli, corse di cani, sleddog, ecc.), manifestazioni folcloristiche con uso di animali, zoo, acquari e strutture simili che detengono animali, commercio degli animali da compagnia e altre attività simili.

Il veganismo dietetico o vegetalismo[modifica | modifica sorgente]

Cereali, legumi, verdura e frutta costituiscono la base della dieta vegana classica

Mentre in passato il vegetalismo era dettato unicamente da principi religiosi, come nel Giainismo, e praticato solo nelle aree interessate a tali dottrine, come in India, nel corso degli ultimi decenni si è maturato un interesse verso il vegetalismo anche nei paesi più ricchi, e si sono aggiunte anche ragioni di altra natura.

In particolare negli anni più recenti, si può osservare una crescente diffusione della dieta vegana presso i paesi più ricchi. Ad esempio, negli USA, circa il 2-3% della popolazione adulta (con una stima che va da due-tre milioni di persone a sei milioni di persone) segue in modo regolare una dieta vegana,[28] e circa l'1% dei bambini e degli adolescenti tra gli 8 e i 18 anni è vegetaliano.[29] Altri paesi occidentali presentano percentuali diverse, ad esempio l'Italia ha una presenza di vegetaliani dell'1,1%.[30]

Frequentemente i vegetaliani attuali riferiscono motivazioni etiche di rispetto per la vita animale e, in misura minore, vengono addotte anche ragioni salutistiche ed ecologistiche. Tali motivazioni non sono tutte necessariamente adottate insieme, e anche se due o più possono coesistere negli stessi soggetti, solitamente una prevale sulle altre. Il vegetalismo di origine etica si configura come pratica alimentare adottata nel veganismo etico, tipicamente nella forma di una dieta vegana classica. Alla diffusione delle ragioni salutistiche hanno contribuito una serie di fattori. Già da diversi decenni, la correlazione tra il consumo di carni – in particolare di carni rosse e carni conservate – e il rischio di patologie croniche,[31][32] la frequente diffusione di malattie virali presso gli animali allevati (causa di zoonosi alimentare) e le preoccupazioni per il crescente uso di antibiotici e altri farmaci negli allevamenti[33] (che potrebbero accumularsi nelle carni), da una parte, e taluni benefici associati a diete ricche di cibi vegetali,[34][35][36][37][38][39] insieme all'evidenza che la carne rappresenta un alimento opzionale per la dieta umana,[40] dall'altra, hanno determinato nei paesi ricchi una crescente diffusione della dieta latto-ovo-vegetariana. Più recentemente, i rischi derivanti da un'eccessiva assunzione di grassi saturi e colesterolo, di cui sono ricchi latte, latticini e uova, la correlazione del consumo di uova e prodotti lattiero-caseari con alcuni tipi di cancro[41] e la vasta diffusione dell'intolleranza al lattosio, hanno ulteriormente spostato l'attenzione verso la dieta vegana. Infine, sempre negli anni recenti, il vegetalismo ha iniziato a diffondersi anche come una scelta ecologica consapevole a fronte dell'elevato impatto ambientale connesso al settore dell'allevamento.[42]

Il 1º novembre si festeggia il World Vegan Day (giornata vegana mondiale) per celebrare la fondazione della prima vegan society, e l'intero mese di novembre è stato scelto come World Vegan Month (mese vegano mondiale).[43] Inoltre, ogni anno, in tutto il mondo, si organizzano numerosi festival e manifestazioni varie sul vegetalismo, atti a far conoscere e promuovere la cucina vegana e le ragioni a sostegno del vegetalismo.

Le diete vegane[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diete vegane.

Le diete vegane sono dei modelli nutrizionali vegetariani che escludono dall’alimentazione la carne di qualsiasi animale e tutti i prodotti di origine animale. Oltre alla dieta vegana classica, basata su cereali, legumi, verdura e frutta e tipicamente adottata come pratica alimentare nel veganismo etico, si possono considerare diete vegane anche altre diete che, sebbene differiscano sostanzialmente da una dieta vegana classica sia nei principi alimentari sia nel tipo di alimenti consumati, non comprendono il consumo di alcun ingrediente di origine animale, quali quelle praticate, ad esempio, nel crudismo vegano, nel fruttarismo o nell'ehretismo. Se queste pratiche alimentari vengono osservate in modo assoluto è corretto definire colui che le adotta come vegano ortoressico, in contrapposizione al vegano non ortoressico (colui che, pur praticando il vegetalismo, deroga occasionalmente a tali regole).

Influenza della dieta vegana sull'ambiente[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Impatto ambientale dell'industria dei cibi animali.
Un allevamento di manzi. Secondo la FAO il settore dell'allevamento è uno dei principali fattori di impatto ambientale globale[44].

Nella seconda metà del Novecento il consumo globale di carne è aumentato di cinque volte, passando da 45 milioni di tonnellate all'anno nel 1950 a 233 milioni nel 2000.[45][46] Il notevole incremento del consumo di carne e dei cibi animali in generale ha determinato una crescita improvvisa della produzione zootecnica e, conseguentemente, un considerevole aumento del numero di animali allevati,[47] che si è rivelato incompatibile con i ritmi naturali terrestri e ha inciso profondamente sull'equilibrio ambientale. Nel 2006 la FAO ha pubblicato Livestock's Long Shadow, un report scientifico in cui viene approfonditamente valutato l'impatto globale del settore zootecnico sull'ambiente.

Il vegetalismo nella religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vegetarianismo e religione.
Monaci jainisti della setta degli Svetambara, con mascherina e scopetto

Una dieta vegana può essere adottata anche come pratica alimentare propria dei precetti di alcune religioni. In particolare il Giainismo, un movimento religioso indiano fondato all'incirca nel VI secolo a.C., contempla un approccio alimentare rigorosamente vegetaliano. I giainisti sono una minoranza religiosa indiana che professano un'etica di rispetto per ogni forma di vita, animale o vegetale, basata sul principio dell'ahimsa o non-violenza. I gianisti reputano che tutti gli esseri viventi siano dotati di anima e pertanto prestano la massima attenzione a non provocare violenza, in un senso molto ampio, e morte alle altre creature. In questa concezione di vita è prevista una forma estrema di vegetalismo, in cui sono esclusi anche diversi tipi di vegetali, e altre norme di comportamento, fino ad arrivare in alcuni casi all'osservazione di pratiche estreme. Ad esempio, nella setta degli Svetambara, gli adepti si coprono la bocca con un fazzoletto per impedire che gli insetti possano entrarvi, e portano con sé uno scopetto per spazzolare lo spazio in cui intendono sedersi, in modo da evitare di schiacciare inavvertitamente degli insetti[48].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The vegan Society, Memorandum of association of the vegan society: "the word "veganism" denotes a philosophy and way of living which seeks to exclude — as far as is possible and practical — all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any otherpurpose"
  2. ^ The vegan Society, Why Vegan?: "A vegan is someone who tries to live without exploiting animals, for the benefit of animals, people and the planet. Vegans eat a plant-based diet, with nothing coming from animals - no meat, milk, eggs or honey, for example. A vegan lifestyle also avoids leather, wool, silk and other animal products for clothing or any other purpose."
  3. ^ International Vegetarian Union, VEGANlSM DEFINED: "The word veganism shall mean the doctrine that man should live without exploiting animals."
  4. ^ International Vegetarian Union, Frequently Asked Questions - Definitions: "VEGANISM may be defined as a way of living which seeks to exclude, as far as possible and practical, all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any other purpose."
  5. ^ Veganzetta inverno 2010 n. 2, Essere vegano: "la pratica vegana può solamente essere concepita come una vera e propria filosofia di vita".
  6. ^ Treccani.it, Vegetalismo: Concezione dell’alimentazione umana derivata dal vegetarianismo, di cui rappresenta la forma più radicale, che esclude l’uso di ogni alimento di provenienza animale (perciò anche uova, miele, latte e prodotti caseari) e consente solo quello di alimenti vegetali.
  7. ^ The Vegan Society, History: "As early as 1909 the ethics of consuming dairy products were hotly debated within the vegetarian movement. In August 1944, Elsie Shrigley and Donald Watson (a conscientious objector later to be acclaimed as the Vegan Society's Founder) agreed the desirability of coordinating 'non-dairy vegetarians'; despite opposition from prominent vegetarians unwilling to even consider adopting a diet free of all animal products. In November, Donald organised a London meeting of six like-minded 'non-dairy vegetarians' at which it was decided to form a new society and adopt a new name to describe themselves - vegan derived from VEGetariAN."
  8. ^ Vegetarians in Paradise, intervista a Donald Watson: "I invited my early readers to suggest a more concise word to replace "non-dairy vegetarian." Some bizarre suggestions were made like "dairyban, vitan, benevore, sanivore, beaumangeur", et cetera. I settled for my own word, "vegan", containing the first three and last two letters of "vegetarian" -- "the beginning and end of vegetarian.".
  9. ^ The vegan Society, Memorandum of association of the vegan society: "the word "veganism" denotes a philosophy and way of living which seeks to exclude — as far as is possible and practical — all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any otherpurpose"
  10. ^ The vegan Society, Why Vegan?: "A vegan is someone who tries to live without exploiting animals, for the benefit of animals, people and the planet. Vegans eat a plant-based diet, with nothing coming from animals - no meat, milk, eggs or honey, for example. A vegan lifestyle also avoids leather, wool, silk and other animal products for clothing or any other purpose."
  11. ^ International Vegetarian Union, VEGANlSM DEFINED: "The word veganism shall mean the doctrine that man should live without exploiting animals."
  12. ^ International Vegetarian Union, Frequently Asked Questions - Definitions: "VEGANISM may be defined as a way of living which seeks to exclude, as far as possible and practical, all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any other purpose."
  13. ^ Veganzetta inverno 2010 n. 2, Essere vegano: "la pratica vegana può solamente essere concepita come una vera e propria filosofia di vita".
  14. ^ Treccani.it, Vegetalismo: Concezione dell’alimentazione umana derivata dal vegetarianismo, di cui rappresenta la forma più radicale, che esclude l’uso di ogni alimento di provenienza animale (perciò anche uova, miele, latte e prodotti caseari) e consente solo quello di alimenti vegetali.
  15. ^ Così come indicato anche dalla Vegan Society: The Vegan Society, Memorandum of association of the vegan society: "the word "veganism" denotes a philosophy and way of living which seeks to exclude — as far as is possible and practical — all forms of exploitation of, and cruelty to, animals for food, clothing or any otherpurpose"
  16. ^ (EN) Vegan Society (UK). Honey - Ain't so sweet for the bees. Vegansociety.com: "Vegans use no bee products, preferring to forgo the doubtful benefits and well known risks [such as infant botulism] of substances stolen from bees."
  17. ^ (EN) Noah Lewis, Why Honey is Not Vegan, Vegetus.org. URL consultato il 20 febbraio 2010.
  18. ^ GLiPHA , statistiche del 2007
  19. ^ Vegan Society, Hidden ingredients: what to watch out for: "L-Cysteine (E920): this additive can be vegan or non-vegan and is sometimes made from hair or feathers"
  20. ^ The Vegetarian Resource Group Blog, Glycerol and Mono- and Diglyceride Updates: Mostly Vegetable-Derived: "Animal fats (e.g., beef tallow) or vegetable oils are the common starting materials for glycerin formation."
  21. ^ Food-info, 542 Edible bone phosphate: "Origin: Produced from animal bones."
  22. ^ Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: Is refined sugar vegan?: "Refined sugars do not contain any animal products, and so by an ingredients-based definition of vegan, refined sugar is vegan. However, some refined sugar is processed with animal bone char. The charcoal is used to remove color, impurities, and minerals from sugar. The charcoal is not 'in' the sugar, but is used in the process as as a filter. Thus by a process-based definition of vegan, refined sugar may not be considered vegan."
  23. ^ Melanie Joy, Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, Edizioni Sonda, 2012, pag. 108: "Così gli animali vendono comprati e venduti, mangiati e indossati - e i loro corpi utilizzati in una così ampia gamma di prodotti che è praticamente impossibile non conformarsi al sistema. Prodotti di derivazione animale si possono trovare in articoli insospettabili come palle da tennis, carta da parati, bande adesive e pellicola."
  24. ^ FLOCKS, PIG 05049: "Christien Meindertsma has spent three years researching all the products made from a single pig. Amongst some of the more unexpected results were: Ammunition, medicine, photo paper, heart valves, brakes, chewing gum, porcelain, cosmetics, cigarettes, conditioner and even bio diesel."
  25. ^ kottke.org, One pig, 185 different products: "05049 was an actual pig, raised and slaughtered on a commercial farm in the Netherlands. Rotterdam designer Christien Meindertsma was shocked to discover that she could document 185 products contributed to by the animal.
  26. ^ Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: Is refined sugar vegan?: "However, if one accepts a process-based definition of vegan, then many other familiar products would also not be considered vegan. For instance, steel and vulcanized rubber are produced using animal fats"
  27. ^ Ad esempio, questa è la posizione di Vegan Outreach: Vegan Outreach, Frequently Asked Questions: What are some hidden animal ingredients?: "In general, we recommend that vegans concentrate their attention on the most obvious animal ingredients, instead of getting bogged down by reading lists for every possible animal-derived ingredient. Our experience has been that many vegans burn out because they are worn down by the details, missing the true meaning of veganism."
  28. ^ C. Stahler, How Often Do Americans Eat Vegetarian Meals? And How Many Adults in the U.S. Are Vegan? The Vegetarian Resource Group: "Approximately 5 percent of the country say that they never eat meat, fish, seafood, or poultry, which makes them vegetarian. Approximately half of these vegetarians are also vegan; that is, they also don't eat dairy or eggs. ... If we use a past low figure of 2 percent and the higher figure of 5 percent from this survey, we estimate that there may be 5-12 million adults in the United States who never consume meat, fish, or poultry." (2008)
  29. ^ C. Stahler, How many youth are vegetarian? The Vegetarian Resource Group (v. tabella Dietary Habits of 8- to 18-Year-Olds in the United States in 2005) (2005)
  30. ^ Eurispes, Il Rapporto Italia 2013"Il 6% degli italiani ha fatto la scelta di diventare vegetariano (4,9%) o vegano (1,1%)."
  31. ^ Sinha R. et al., Meat intake and mortality: a prospective study of over half a million people: "Red and processed meat intakes were associated with modest increases in total mortality, cancer mortality, and cardiovascular disease mortality."
  32. ^ World Cancer Research Fund, American Institute for Cancer Research, Food, Nutrition, Physical Activity, and the Prevention of Cancer: a Global Perspective: "The evidence that red meat is a cause of colorectal cancer is convincing. The evidence that processed meat is a cause of colorectal cancer is also convincing." (capitolo 12, pag. 382)
  33. ^ Worldwatch Institute, Antibiotic Overuse in Animal Agriculture: "An estimated 70 percent of all antibiotics used in the United States are for livestock, not humans."
  34. ^ National Health and Medical Research Council, Australian Dietary Guidelines: "The health benefits of consuming diets high in vegetables, including legumes/beans, and fruit have been reported for decades and are consistently recognised in international dietary guidelines." (pag. 36)
  35. ^ WHO, Promoting fruit and vegetable consumption around the world: "Fruit and vegetables are important components of a healthy diet, and their sufficient daily consumption could help prevent major diseases, such as cardiovascular diseases and certain cancers."
  36. ^ Center for Disease Control and Prevention, Fruits and Vegetables: "Healthy diets rich in fruits and vegetables may reduce the risk of cancer and other chronic diseases. Fruits and vegetables also provide essential vitamins and minerals, fiber, and other substances that are important for good health. Most fruits and vegetables are naturally low in fat and calories and are filling."
  37. ^ World Cancer Research Fund, American Institute for Cancer Research, Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective, chapter 12: Public health goals and personal recommendations. Versione riassunta: Food, Nutrition, Physical Activity and the Prevention of Cancer: a Global Perspective - Summary, RECOMMENDATION 4: "Higher consumption of several plant foods probably protects against cancers of various sites. What is meant by ‘plant-based’ is diets that give more emphasis to those plant foods that are high in nutrients, high in dietary fibre (and so in non-starch polysaccharides), and low in energy density."
  38. ^ The American Journal of Clinical Nutrition, Health effects of vegan diets (review): "According to the evidence criteria of the World Health Organization and Food and Agriculture Organization (WHO/FAO), cancer risk reduction associated with a high intake of fruit and vegetables was assessed as probable or possible, risk of CVD reduction as convincing, whereas lower risk of osteoporosis was assessed as probable. The evidence for a risk-reducing effect of consuming whole grains was assessed as possible for colorectal cancer and probable for type 2 diabetes and CVD. The evidence for a risk-reducing effect of consuming nuts was assessed as probable for CVD."
  39. ^ Vegetarian diet: panacea for modern lifestyle diseases? (review): "Soy-bean-protein diet, legumes, nuts and soluble fibre significantly decrease total cholesterol, low-density lipoprotein cholesterol and triglycerides. Diets rich in fibre and complex carbohydrate, and restricted in fat, improve control of blood glucose concentration, lower insulin requirement and aid in weight control in diabetic patients. An inverse association has been reported between nut, fruit, vegetable and fibre consumption, and the risk of coronary heart disease. ... An inverse association between fruit and vegetable consumption and stroke has been suggested. Consumption of fruits and vegetables, especially spinach and collard green, was associated with a lower risk of age-related ocular macular degeneration. There is an inverse association between dietary fibre intake and incidence of colon and breast cancer as well as prevalence of colonic diverticula and gallstones."
  40. ^ Proceedings of the Nutrition Society, Meat or wheat for the next millennium? A Debate Pro veg] (abstract): "In conclusion, meat is an optional rather than an essential constituent of human diets." (dall'articolo completo)
  41. ^ The American Journal of Clinical Nutrition, Health effects of vegan diets (review): "In addition, the use of eggs was recently shown to be associated with a higher risk of pancreatic cancer ... a high childhood dairy intake has been associated with an elevated risk of colorectal cancer in adulthood ... the use of dairy was associated with an increased risk of prostate cancer"
  42. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's Long Shadow: "The livestock sector emerges as one of the top two or three most significant contributors to the most serious environmental problems, at every scale from local to global."
  43. ^ World Vegan Month website, About: "The month starts with World Vegan Day on 1 November to celebrate the founding of the world’s first Vegan Society on that day in November 1944"
  44. ^ Food and Agriculture Organization of the United Nations, Livestock's Long Shadow: "The livestock sector emerges as one of the top two or three most significant contributors to the most serious environmental problems, at every scale from local to global."
  45. ^ Worldwatch Institute, Meat - Now, it's not personal! World Watch magazine, July/August 2004, pag. 12: "To begin with, per-capita meat consumption has more than doubled in the past half-century, even as global population has continued to increase. As a result, the overall demand for meat has increased five-fold."
  46. ^ Meno proteine animali per l'umanità, Le Scienze, aprile 2006: "Dal 1950 al 2000 la popolazione mondiale è passata da 2,7 a oltre 6 miliardi di persone e la produzione di carne da 45 a 233 miliardi di chilogrammi all'anno."
  47. ^ Nel 2007, secondo stime della FAO, sono stati macellati 56 miliardi di animali, esclusi i prodotti ittici (fonte: GLiPHA, statistiche del 2007).
  48. ^ Jainism: "In keeping with the doctrine of nonviolence, they carry the Jainist reverence for animal life to its most extreme lengths; the yati of the Svetambara sect, for example, wears a cloth over his mouth to prevent insects from flying into it and carries a brush to sweep the place on which he is about to sit, to remove any living creature from danger."

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