Panopticon

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Progetto di Panopticon, 1791

Panopticon o panottico è un carcere ideale progettato nel 1791 dal filosofo e giurista Jeremy Bentham.

Il concetto della progettazione è di permettere ad un sorvegliante di osservare (opticon) tutti (pan) i soggetti di una istituzione carceraria senza permettere a questi di capire se sono in quel momento controllati o no. Il nome si riferisce anche a Argo Panoptes della mitologia Greca: un gigante con un centinaio di occhi considerato perciò un ottimo guardiano.

L'idea del panopticon ha avuto una grande risonanza successiva, come metafora di un potere invisibile, ispirando pensatori e filosofi come Michel Foucault, Noam Chomsky, Zygmunt Bauman e lo scrittore britannico George Orwell nell'opera "1984".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1794 circa, quando il Panopticon Plan esisteva già da circa due anni, Bentham decise di applicarlo nella sua fabbrica, in cui faceva lavorare dei carcerati; il posto dei carcerati doveva essere però preso dai poveri (vedi anche Gilbert's Act);[1]

Molte prigioni al giorno d'oggi hanno ripreso qualche spunto dall'idea del panottico e addirittura la struttura era stata proposta anche per la costruzione degli ospedali, tra tutti il Worcester state hospital, costruito alla fine del XIX secolo, considerato una struttura di riferimento all'epoca. Un solo edificio industriale utilizzò questo tipo di struttura, ma alla fine venne demolito.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

La struttura del panottico è composta di una torre centrale, all'interno della quale stazionerebbe l'osservatore, circondata da una costruzione circolare, dove sono disposte le celle dei prigionieri, illuminate dall'esterno e separate da spessi muri. Esse erano disposte a cerchio, con due finestre per ognuna: l'una rivolta verso l'esterno, per prendere luce, l'altra verso l'interno, in una colonna nella quale si sarebbe collocato il custode. I carcerati, sapendo di poter esser osservati tutti insieme in un solo momento dal custode, grazie alla particolare disposizione della prigione, avrebbero assunto comportamenti disciplinati e mantenuto l'ordine in modo quasi automatico; inoltre la forma carceraria del panopticon prevedeva che ad ogni singolo detenuto fosse assegnato un lavoro, si avviava così il processo di passaggio tra una formula carceraria contenutiva ad una formula produttiva. In seguito è stato attribuito al concetto di Panopticon un significato più ampio, a rappresentare il rapporto tra il singolo individuo e le regole del sistema sociale in cui esso è inserito. L'arte, in special modo la letteratura, la pittura ed il teatro, nonché la musica sono state profondamente influenzate da questo nuovo concetto.

Le ragioni della costruzione[modifica | modifica sorgente]

L'idea alla base del Panopticon (“che fa vedere tutto”) era quella che - grazie alla forma radiocentrica dell'edificio e ad opportuni accorgimenti architettonici e tecnologici - un unico guardiano potesse osservare (optikon) tutti (pan) i prigionieri in ogni momento, i quali non devono essere in grado di stabilire se sono osservati o meno, portando alla percezione da parte dei detenuti di un'invisibile onniscienza da parte del guardiano, che li avrebbe condotti ad osservare sempre la disciplina come se fossero osservati sempre. Dopo anni di questo trattamento, secondo Bentham, il retto comportamento "imposto" sarebbe entrato nella mente dei prigionieri come unico modo di comportarsi possibile modificando così indelebilmente il loro carattere. Lo stesso filosofo descrisse il panottico come "un nuovo modo per ottenere potere mentale sulla mente, in maniera e quantità mai vista prima"[2]

Inverso del panopticon è l'anopticon.

Rapporti di potere[modifica | modifica sorgente]

Nel suo saggio Sorvegliare e punire, Michel Foucault prenderà il panopticon come modello e figura del potere nella società contemporanea. L'architettura del panopticon sarebbe la figura di un potere che non si cala più sulla società dall'alto, ma la pervade da dentro e si costruisce in una serie di relazioni di potere multiple. Sotto il profilo delle relazioni di potere, attraverso l'invisibilità del controllo, il panopticon si ricollega anche all'Anello di Gige e al Grande Fratello orwelliano.

Modelli simili realizzati[modifica | modifica sorgente]

Il carcere (dismesso) dell'Isola di Santo Stefano

Un esempio italiano è il Padiglione Conolly a Siena presso l'ex ospedale psichiatrico S. Niccolò. Originariamente destinato all'isolamento dei malati più gravi, negli anni '90 del XX secolo è stato utilizzato dalla facoltà di Ingegneria dell'Università di Siena, oggi è in grave stato di degrado.

In Italia esiste anche il carcere di Santo Stefano (isolotto contiguo a l'Isola di Ventotene) costruito dai Borbone nel 1795, questo carcere dalla forma semicircolare[3] ha ospitato tra gli altri Sandro Pertini che fu poi Presidente della Repubblica. La struttura carceraria fu dismessa nel 1965. Si può aggiungere il fossato del carcere borbonico di Avellino (1839), con un ponte levatoio che rafforzava l'isolamento della struttura e il carcere di Campobasso, ancora in uso.

In Colombia esiste un edificio simile inizialmente adibito a carcere, il Panopticon di Ibaguè [4]

Ce n'è uno a Birmingham, nel Regno Unito, nella locale università e porta il nome di Ashley Building. A Cuba nel'Isola della Gioventù c'è il Presidio Modelo in cui fu detenuto Fidel Castro.

Esiste anche l'ex ospedale psichiatrico Miguel Bombarda a Lisbona, in Portogallo, costruito nel 1896 dall'architetto Jose Maria Nepomuceno. Oggi il padiglione di sicurezza è divenuto un museo psichiatrico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (Karl Polanyi- La grande Trasformazione pag 135 - Einaudi).
  2. ^ Jeremy Bentham, Panopticon ovvero la casa d'ispezione, a cura di Michel Foucault e Michelle Pierrot, Venezia, Marsilio, 1983 [Ed. originale: Panopticon or the inspection-house, London, T. Payne, 1791].
  3. ^ Immagini del carcere dell'Isola di S.Stefano
  4. ^ Il restauro in Colombia. Un caso recente: il recupero del Panóptico d'Ibaguè

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]