Psicopolizia

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La psicopolizia (in inglese thought police, in neolingua thinkpol) è l'apparato poliziesco presente nel libro 1984 di George Orwell.

Funzione[modifica | modifica sorgente]

Ha il compito di controllare tutte le persone attraverso dei teleschermi (che funzionano anche da telecamere), facendo in modo che queste non commettano psicoreati. Sebbene nel romanzo non esistano né leggi né documenti che spieghino le varie forme di psicoreato, sembra che con questa espressione ci si possa riferire non solo alla vera e propria insubordinazione, ma soprattutto a qualsiasi progetto, anche inconscio (da cui il prefisso 'psico-') di non completa obbedienza alle direttive del partito.

Nel romanzo, il protagonista spiega anche che la Psicopolizia si occupa, oltre che dello spionaggio e del controspionaggio, di disfarsi delle persone che trasgrediscono alle regole del Partito. Non è però noto a nessuno cosa venga fatto alle persone catturate dagli agenti, ma viene detto che le persone spariscono semplicemente, e sempre di notte. E che tutti i loro documenti vengono distrutti, in modo da negare l'esistenza della tale persona.

La psicopolizia è, secondo il protagonista, insieme ai Ministeri, il concetto su cui si regge maggiormente il Partito per il suo dominio.

La psicopolizia nella musica[modifica | modifica sorgente]

  • I Radiohead, nota band musicale britannica, si sono fortemente ispirati a 1984 nella preparazione del loro terzo album, Ok computer (1997), in cui è possibile identificare un chiaro riferimento alla thought police - a detta dello stesso leader della band, Thom Yorke - nel testo del singolo Karma police.
  • I Muse hanno ripreso il nome della thought police nella loro canzone Resistance, tratta dall'album omonimo e ispirata al celebre romanzo orwelliano.
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