Daniel Pipes

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Daniel Pipes a Copenaghen, 2007

Daniel Pipes (Boston, 9 settembre 1949) è un giornalista, scrittore, commentatore politico e docente universitario statunitense, specializzato in politica internazionale e antiterrorismo. È una tra le preminenti figure del neoconservatorismo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Daniel Pipes è il primogenito di Richard Pipes, ebreo-polacco fuggito negli USA all'inizio della seconda guerra mondiale dove divenne docente di Storia della Russia all'Harvard University, sovietologo iscritto al partito repubblicano e sostenitore delle tesi più radicali verso il comunismo durante la guerra fredda.

Dopo aver iniziato studi di matematica sempre ad Harvard, cambia indirizzo per dedicarsi alla storia islamica assecondando un interesse sorto durante alcuni viaggi nel Sahara e sul Sinai.

Dopo questi studi trascorre due anni a il Cairo per imparare l'arabo, quindi ritorna a Cambridge per conseguire il PhD in storia islamica medioevale, proprio quando Khomeini dava l'avvio alla rivoluzione iraniana, che lo porta a spostare il suo interesse verso l'Islam moderno.

I primi anni ottanta lo vedono docente presso l'università di Chicago, ad Harvard ed al Naval War College, senza mai ottenere il posto di titolare. Nel 1986 si trasferisce a Philadelphia, ove dirige il Foreign Policy Research Institute, un centro costituito nel 1955 da Robert Strausz-Hupé, un austriaco convintamente antitotalitario, prima di creare il Middle East Forum nel 1994.

Grazie ai contatti di suo padre in seno alle amministrazioni Ford, Reagan e Bush Senior, Daniel Pipes ha modo di specializzarsi sul Vicino Oriente, ricoprendo anche dei posti di responsabilità sotto la prima amministrazione (2001-2005) del Presidente George W. Bush. Questo gli ha fatto conquistare rapidamente una certa notorietà dopo gli attentati al World Trade Centre.

Tra l'11 settembre 2001 e l'11 settembre 2002 ha partecipato a 110 trasmissioni televisive e a 450 radiofoniche.

Nel 2003, il presidente Bush lo ha nominato membro dell'United States Institute of Peace, un'organizzazione non di parte, sostenuta con fondi federali e per studiare soluzioni pacifiche di conflitti e che Pipes lascerà nel 2005.

Daniel Pipes scrive sul New York Post, i suoi editoriali sono a volte ripresi sul Wall Street Journal, dal Los Angeles Times e dal New York Sun.

Posizioni politiche[modifica | modifica sorgente]

Studente agli inizi degli anni settanta si fece notare a più riprese per la sua opposizione alle manifestazioni pacifiste organizzate contro la guerra del Vietnam.

Dal 1986 al 1993 è redattore capo del giornale Orbis dove pubblica articoli di appoggio all'Iraq di Saddam Hussein contro l'Iran voisin (guerra Iran-Iraq). Posizione da lui definita «l'alternativa di Baghdad», riprendendola dal titolo di un saggio di Laurie Mylroie.

Daniel Pipes in seguito ha però sostenuto l'intervento americano contro l'Iraq nel 2003, giustificandolo per la minaccia rappresentata dal supposto arsenale di armi di distruzione di massa posseduto dal regime iracheno.

Oggi figura mediatica del neo-conservatorismo americano, Daniel Pipes sostiene decisamente lo Stato di Israele ed ha sempre espresso disapprovazione sulla mancanza di fermezza di Tel-Aviv verso i palestinesi. Daniel Pipes si è anche detto contrario al ritiro dei coloni israeliani da Gaza nel 2005.

Recenti ruoli ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Dal 1980 è membro del Council on Foreign Relations[1].

È fondatore del Middle East Forum.

È stato nominato da G. W. Bush è alla guida dell'United States Institute of Peace, ruolo ricoperto dall'agosto 2003 al gennaio 2005[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Nombreuses listes de membres
  2. ^ (EN) Nomination (sito dell'USIP). (EN) Lista dei contributori del giornale dell'USIP.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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