José Bové

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José Bové (2013)

José Bové, vero nome Joseph (Talence, 11 giugno 1953), è un attivista, sindacalista e politico francese, esponente del movimento no global e portavoce di Via Campesina.

È eletto deputato europeo sulla lista di Europe Écologie nel 2009.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Joseph (José) Bové è nato a Talence ma ha trascorso l'infanzia in luoghi diversi, anche al di fuori dei confini francesi. All'età di tre anni ha seguito i genitori negli Stati Uniti, dove erano stati convocati come ricercatori presso l'Università di Berkeley e parla di conseguenza un inglese fluente.

Dopo aver frequentato le scuole superiori nelle vicinanze di Parigi (dalle quali è stato espulso in quanto "turbolento"). Nel 1976 Bové lottò a Lazarc diventando attivista anti-militare. Durante questa esperienza ha partecipato all'occupazione di alcuni terreni del Larzac destinati alle esercitazioni militari per l'esercito francese, unendosi ad un gruppo di contadini un movimento di protesta contro la proposta di espansione di un accampamento militare sul Larzac plateau, il che avrebbe spostato gli allevatori di ovini. Ha appreso così l'arte di produrre il formaggio e infine è diventato allevatore di pecore, dedito alla produzione di formaggio roquefort. Bové ha anche frequentato le comunità rurali dell'Arca, create da Lanza del Vasto, gandhiano e filosofo cattolico, fautore del ritorno alla terra, della semplicità di vita e dell'uso della nonviolenza nelle lotte sociali.

Attivismo[modifica | modifica sorgente]

José Bové è diventato una delle figure più visibili del movimento contro la globalizzazione neoliberista. Leader no global della confederazione contadina. Si unì ad un gruppo di contadini che occupavano il territorio minacciato dall'Esercito francese nell'abuso di sequestro per esercitazioni militari. il suo movimento di protesta contro la proposta di espansione di un accampamento militare sul Larzac plateau. Come risultato di questa esperienza è diventato un allevatore di pecore, con la produzione di formaggio Roquefort sul Larzac .Ma non ha abbandonato l'attivismo. Nel 1987 ha fondato la Confédération Paysanne (la Conf), un sindacato agricolo il cui valore ispiratore è la lotta per i diritti dell'uomo e dell'ambiente. In controtendenza rispetto alle scelte dell'industria agraria il cui fine principale è il profitto, Bové è uno dei principali oppositori degli OGM.

Nel 1995 è salito a bordo della nave di Greenpeace, la Rainbow Warrior, dove ha preso parte ad un'azione contro gli esperimenti nucleari nell'oceano pacifico.

Nel 1999 gli Stati Uniti hanno imposto dazi sull'importazione del formaggio Roquefort come parte di un'azione economica volta a punire l'Unione Europea per la sua scelta di limitare l'importazione di carne di animali trattati con ormoni. In uno dei suoi libri Bové racconta di come è riuscito a recarsi negli Stati Uniti con 30 kg di Roquefort nascosti nel proprio bagaglio.

José Bové assieme a Evo Morales, attuale presidente della Bolivia, a culturAmérica (2002).

L'evento che ha reso celebri Bové ed il suo sindacato è stato lo smantellamento di un McDonald's in costruzione a Millau e a proseguito instancabilmente la propria vita politica. Eccolo quindi protagonista in Palestina, a Ramallah, per cercare di rompere l'assedio verso Arafat, ma anche a Porto Alegre nell'occupazione di terre a fianco dei Sem Terra brasiliani. In Colombia, per cercare di capire le ragioni di una guerra civile in corso da oltre quarant'anni, oppure in India in una manifestazione contadina contro gli Ogm. In Malesia, ma anche in Burkina Faso, l'allevatore francese è stato il testimone per eccellenza che un altro mondo è possibile. L'azione si è svolta di giorno in modo non violento e non clandestino al fine di catalizzare l'attenzione sul ruolo dell'industria del fast food come sottoprodotto del sistema agricolo produttivistico, al quale egli si oppone. Bové è stato condannato a tre mesi di carcere dei quali ha scontato effettivamente 44 giorni, venendo rilasciato il primo agosto 2002. Il suo atto di disobbedienza civile ha dato risonanza mondiale alle sue posizioni politiche, suscitando l'interesse dell'opinione pubblica.

Da quel momento in poi Bové ha moltiplicato i propri sforzi a favore degli sfruttati dell'agricoltura, a fianco del movimento no global.

Si è pronunciato apertamente (sul canale televisivo francese LCI il 12 settembre 2005 e nel libro Le monde n'est pas une marchandise (Il mondo non è in vendita) a favore dell'esistenza di regolamentazioni internazionali del mercato, la sua resistenza alle regole attuali essendo giustificata dalla loro imposizione unilaterale ed indemocratica. La sua designazione come "no global" può essere dovuta alla sua attitudine favorevole ad una certa misura di protezionismo (la cosiddetta politica di "sovranità del cibo").

L'evento che ha portato Bové e la Confederazione in primo piano fu lo smantellamento di un McDonald franchising che era in costruzione a Millau ( Aveyron ) nel 1999. Considerato da i suoi sostenitori non essere un violento l'atto è stato preso, da parte del tribunale francese, come una reazione alle restrizioni statunitensi, all'importazione di formaggio Roquefort, prodotti che sono stati considerati altamente dannosi alla salute, verdure geneticamente modificate, carne compresa. I Fast food McDonnel sono stati visti dannosi anche economicamente per contadini che vivono di questi prodotti.

Nel 2002 è stato arrestato dalla polizia israeliana a seguito del suo incontro con Yasser Arafat, che si trovava sotto assedio all'interno del suo quartier principale di Ramallah, e dopo aver preso parte ad manifestazione di protesta contro l'occupazione israeliana della West Bank e di Gaza.

Al suo ritorno in Francia gruppi di manifestanti filoisraeliani e filopalestinesi si sono scontrati nei dintorni dell'aeroporto di Paris Orly. Durante una intervista concessa in seguito alla televisione francese Canal Plus Bové ha affermato che l'ondata di attacchi che in quel periodo stavano avendo luogo contro le sinagoghe francesi sarebbe stata orchestrata dal Mossad al fine di distrarre l'attenzione dell'opinione pubblica agitando strumentalmente lo spettro dell'antisemitismo.[1] Questa esternazione è stata sufficiente perché Roger Cukierman lo definisse antisemita.[2]

Bové è anche intervenuto in supporto dei movimenti degli abitanti di Tahiti, dei Kanaki, le popolazioni indigene della Nuova Caledonia.

Quando la gendarmeria francese prelevarono José Bové all´alba dalla sua fattoria trasportandolo in elicottero in carcere. Il sindacalista contadino ricevette una condanna 3 mesi di reclusione con la quale non intendeva patteggiare. Chiuso volontariamente e a titolo simbolico per 19 giorni, in una gabbia davanti al tribunale di Millau paesino dell'Aveyron, con l'accusa di aver sistrutto alcune colture di riso transgeniche Josè Bové affermò in modo determinato  "O sono colpevole e allora resto in prigione o sono innocente e allora non dovevo essere condannato. Non voglio sentir parlare di pena sostitutiva o di patteggiamento che mi proporrà il giudice di Millau". Bové aveva già dichiarato che non avrebbe opposto resistenza all´arresto. Non fu tradito dai compagni movimentisti. Alcuni movimenti no global hanno dichiarato una serie di iniziative non violente di protesta e accusato la polizia di essersi comportata "come in un paese dittatoriale". Ma José Bové fu graziato il 14 luglio.

Elezione del Parlamentop europeo, 2009[modifica | modifica sorgente]

Dopo le elezioni presidenziali framcesi, José Bové è divenuto più strettamente associato con Europe Ecologie, partiti politici francesi ambientalisti tra cui il Partito dei Verdi. Nelle elezioni per il Parlamento europeo, ha guidato la lista dei candidati per il Sud-Occidentale. Il 7 giugno del 2009 è stato eletto al Parlamento Europeo, come Europe Ecologie dove ha ottenuto oltre il 16% dei voti al sistema proporzionale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Liberte, Egalite, Judeophobie di Christopher Caldwel
  2. ^ (EN) Anti-Semitism claim mars France's Holocaust Day - a cura dell'agenzia Reuters

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