Umanismo

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L'Umanismo è una vasta categoria di filosofie etiche che affermano la dignità e il valore di tutte le persone, basata sull'abilità di determinare giusto e sbagliato appellandosi a qualità umane universali, particolarmente alla razionalità.[1][2] È una componente di una varietà di sistemi filosofici più specifici e ha sempre incorporato diverse scuole religiose di pensiero. L'umanismo può essere considerato come un processo attraverso cui la verità e la moralità sono scoperte attraverso l'investigazione umana. Focalizzandosi sulle capacità di auto determinazione, l'umanismo rifiuta giustificazioni trascendentali, così come la dipendenza dalle credenze senza ragione, il soprannaturale o i testi che hanno presunta origine divina. Gli Umanisti sostengono la moralità universale basata sulla comunanza della condizione umana, suggerendo che le soluzioni a problemi umani sociali e culturali non possono essere campanilistici.[3]

Aspetti[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

L'Umanismo rifiuta la credenza negli eventi soprannaturali per la risoluzione degli affari umani, ma non necessariamente le credenze di per sé, infatti alcune branche dell'Umanismo sono compatibili con alcune religioni. È generalmente compatibile con l'ateismo e l'agnosticismo ma non richiede nessuno dei due. La parola ignostico o "indifferentista" sono a volte applicati all'Umanismo, sul presupposto che l'Umanismo è un processo etico, non un dogma sull'esistenza o sugli dei. Gli umanisti semplicemente non hanno bisogno di preoccuparsi di tali questioni. L'agnosticismo o l'ateismo d'altra parte non sono necessariamente Umanismo. Filosofie differenti e a volte incompatibili sembrano essere ateistiche in natura. Non c'è un'ideologia o una gamma di comportamenti cui tutti gli atei aderiscono e non tutti sono umanisti.[4][5]

Siccome l'Umanismo comprende correnti intellettuali che attraversano una vasta gamma di pensieri filosofici e religiosi, molte branche dell'Umanismo permettono di riempire, supplire o soppiantare il ruolo delle religioni e in particolare di abbracciare una completa filosofia di vita. Per approfondire, si veda Umanismo (filosofia di vita). In alcuni Paesi, grazie alle leggi che garantiscono i diritti di culto, la filosofia di vita secolare è stata riconosciuta legalmente come equivalente di "religione".[6] Negli Stati Uniti, la Corte Suprema ha riconosciuto l'Umanismo come equivalente della religione nel senso limitato di permettere agli umanisti di celebrare cerimonie comunemente appannaggio di ministri di culto.

Conoscenza[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'Umanismo è compito degli esseri umani cercare la verità, in opposizione alla ricerca attraverso la rivelazione, il misticismo e la tradizione o qualsiasi cosa non sia compatibile con l'applicazione della logica ai fatti osservabili. Esigendo che gli umani evitino una cieca accettazione di credenze non supportate, sostiene lo scetticismo e il metodo scientifico, rifiutando l'autoritarismo e lo scetticismo estremo e ritiene la fede una base inaccettabile per l'azione. Similmente, l'Umanismo asserisce che la conoscenza del giusto o dello sbagliato è basata sulla migliore comprensione degli interessi individuali e comuni, piuttosto che derivata dalla verità trascendentale o una fonte arbitraria.[7]

Specismo[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni hanno interpretato l'Umanismo come una forma di specismo, riguardante gli umani come esseri di maggiore importanza rispetto alle altre specie. Il filosofo Peter Singer, egli stesso un umanista, ha affermato che "nonostante molte eccezioni individuali, gli umanisti sono stati incapaci, nell'interezza, di liberarsi da uno dei più centrali dogma cristiani: il pregiudizio di specismo".[8] Ha fatto appello presso gli umanisti per "ergersi contro… lo sfruttamento scriteriato di altri esseri senzienti" e ha sollevato problemi rispetto alle dichiarazioni contenute nel Secondo Manifesto Umanista, che egli ritiene dare "precedenza agli interessi dei membri della nostra specie".[8] Ha inoltre fatto notare, comunque, che nello stesso Manifesto si afferma che gli umani non hanno "alcun diritto dato o inerente a Dio di sottomettere altri animali" e riconosce che "le organizzazioni che hanno fatto di più per gli animali sono indipendenti dalle religioni".[8]

Benessere[modifica | modifica wikitesto]

L'Umanismo presenta un'attitudine ottimistica riguardo alla capacità delle persone, ma questo non involve il credere che la natura umana è puramente buona o che tutte le persone possono vivere rispetto agli ideali umanisti senza aiuto. Semmai c'è il riconoscimento che far crescere il potenziale di ognuno è un lavoro duro che richiede l'assistenza di altri. L'obiettivo finale è la felicità umana (eudemonismo), rendendo la vita migliore per tutti gli esseri umani, come la specie più conscia, e promuovendo l'interesse per il benessere di altri esseri senzienti. L'attenzione è sul fare bene e vivere bene qui e adesso, lasciando il mondo come un posto migliore per chi verrà in futuro.

Nel tempo[modifica | modifica wikitesto]

L'Umanismo contemporaneo può trovare origini nel Rinascimento e più indietro nell'Età dell'oro islamica, fino all'antica Grecia. L'Umanismo può essere inoltre rintracciato indietro nel tempo in Gautama Buddha e Confucio, sebbene il termine "umanismo" è più comunemente riferito ai filosofi occidentali.[senza fonte]

Il termine fu infatti coniato nel 1808, basandosi sulla parola cinquecentesca umanista, già usata per designare un insegnante o uno studente di letteratura classica. L'evoluzione di significato della parola umanismo è pienamente esplorata dal libro di Nicholas Walter Humanism: What's in the World.[9]

Umanismo greco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Filosofia greca.

I panteisti greci Talete e Senofonte (filosofo) nel VI secolo a.C. approntarono la via verso il pensiero umanista greco. Talete è ricordato per aver creato la massima "conosci te stesso" e Senofonte si rifiutò di riconoscere gli dei del suo tempo e riservò il divino ai principi di unità dell'universo. Più tardi Anassagora, spesso descritto come il "primo pensatore libero", contribuì allo sviluppo della scienza come metodo di comprensione dell'universo. Questi greci ionici furono i primi pensatori a riconoscere che la natura può essere studiata separatamente da ogni realtà soprannaturale. Pericle, un allievo di Anassagora, influenzò lo sviluppo della democrazia, della libertà di pensiero e dell'indipendenza dalla superstizione. Sebbene poco dei loro lavori è sopravvissuto, Protagora e Democrito dimostrarono senso agnostico e moralità spirituale non basata sul soprannaturale. Lo storico Tucidide è noto per il suo approccio scientifico e razionale alla storia.[10]

Umanismo islamico[modifica | modifica wikitesto]

Molti pensatori islamici medievali hanno argomentato discorsi umanistici, razionalistici e scientifici nella loro ricerca della conoscenza, del significato e dei valori. Una larga gamma di scritti islamici sulla poesia d'amore, la storia e la teologia filosofica dimostrano che il pensiero medievale islamico fosse aperto alle idee umanistiche di individualismo, occasionalmente secolarismo, scetticismo e liberalismo.[11] Certi aspetti dell'umanesimo rinascimentale si fondano a partire dal mondo islamico medioevale, comprensivi dell'"arte del dettato, chiamata in latino, ars dictaminis," e l'"attitudine umanistica nei confronti del linguaggio classico", in questo caso l'arabo classico.[12]

Umanesimo rinascimentale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Umanesimo.

L'umanesimo rinascimentale fu un movimento che influenzò il panorama culturale, politico, sociale e letterario dell'Europa. Partendo da Firenze nell'ultimo decennio del XIV secolo, l'umanesimo portò nuova linfa allo studio del latino e del greco, con la conseguente rinascita delle scienze, della filosofia, dell'arte e della poesia dell'antichità classica. La rinascita si basò sull'interpretazione di testi romani e greci che, ponendo enfasi sulle arti e sui sensi, segnarono un grande cambiamento dalla contemplazione dei valori biblici di umiltà, introspezione e docilità. In questi testi la bellezza era lo specchio della virtù e del valore ed era considerata un elemento essenziale nel cammino verso Dio. La divergenza dell'umanesimo dall'ortodossia cristiana può essere identificata con la condanna di Pelagianesimo di Gerolamo e Augustino. Come gli umanisti, Pelagio considerava gli esseri umani come possessori di un'innata capacità di migliorare le qualità che la Chiesa percepiva come necessariamente da considerarsi un dono di grazia da Dio. Pelagio rifiutò la dottrina del peccato originale. Gli umanisti similmente riconoscono gli esseri umani come nati non nella costrizione di un peccato ereditato dai loro antenati, ma con il potenziale sia del bene che del male che si sviluppa in questa vita come loro caratteristiche di formazione. Gli umanisti inoltre rifiutano la predestinazione calvinista, attirando l'ostilità dei fondamentalisti protestanti.

Gli umanisti rinascimentali credevano che le arti liberali (musica, arte, grammatica, retorica, oratoria, storia, poesia, testi classici e studio di questi) dovessero essere praticate da ogni ceto.

Umanisti degni di nota di questo periodo sono il teologo olandese Erasmo da Rotterdam, l'autore inglese e santo Tommaso Moro, lo scrittore francese François Rabelais, il poeta italiano Francesco Petrarca e l'accademico italiano Giovanni Pico della Mirandola.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei primi precursori delle organizzazioni umaniste contemporanee fu l'Associazione Religiosa Umanista fondata nel 1853 a Londra. Questo primo gruppo era organizzato democraticamente, con membri maschili e femminili partecipanti alle elezioni del direttivo e promosse la conoscenza di scienze, filosofia e delle arti.[senza fonte]

Nel febbraio 1977, la parola "Umanismo" fu pubblicamente utilizzata, apparentemente per la prima volta in America, per definire Felix Adler, spregiativamente. Adler comunque, non si riconobbe nel termine e invece coniò il nome "cultura etica" per il suo nuovo movimento, che ancora esiste.[senza fonte]

Attivo nei primi anni 1920, F.C.S. Schiller considerò il suo lavoro connesso al movimento umanista. Schiller stesso fu influenzato dal pragmatismo di William James. Nel 1929 Charles Francis Potter fondò la Prima Società Umanista di New York il cui consiglio comprendeva Julian Huxley, John Dewey, Albert Einstein e Thomas Mann. Potter era un ministro di culto di tradizione unitariana e nel 1930 con sua moglie, Clara Cook Potter, pubblicò Humanism: A New Religion. Nel corso degli anni 1930 Potter fu un famoso avvocato impegnato nei diritti delle donne, controllo delle nascite, leggi sul divorzio e fine della pena di morte.[13]

Raymond B. Bragg, il condirettore di The New Humanist, cercò di unificare il contributo di L. M. Birkhead, Charles Francis Potter e di vari membri della Western Unitarian Conference.

Bragg chiese a Roy Wood Sellars di redigere un documento sulla base di queste informazioni e il risultato è stata la pubblicazione nel 1933 del Humanist Manifesto. Il Manifesto e il libro di Potter divennero le pietre angolari del moderno umanismo. Tutte e due queste fonti immaginano l'umanismo come una religione.[senza fonte]

Nel 1941 venne organizzata la American Humanist Association. Fra i membri di questa associazione vi era Isaac Asimov, che ne fu il presidente dal 1985 fino alla sua morte nel 1992, e inoltre lo scrittore Kurt Vonnegut, che gli successe come presidente onorario fino alla sua morte nel 2007. Robert Buckman fu a capo della sezione canadese della AHA ed è ora un presidente onorario.[senza fonte]

Dopo la II guerra mondiale, tre eminenti umanisti divennero i primi direttori delle organizzazioni più importanti delle Nazioni Unite: Julian Huxley dell'UNESCO, Brock Chisholm della Organizzazione mondiale della sanità e John Boyd-Orr della FAO.[14]

Umanismo socialista[modifica | modifica wikitesto]

Umanismo socialista è un concetto implicito nei primi scritti di Karl Marx, principalmente nell’Ideologia Tedesca ei Manoscritti del 1844. Si caratterizza per l'analisi della alienazione dell'uomo nella società. Autori moderni che si occupano di questa prospettiva sono ad esempio Erich Fromm ed Ernesto Che Guevara.

Filosofie umaniste moderne[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono molte persone che si considerano degli umanisti e una ampia varietà nella tipologia esatta di umanismo cui essi aderiscono. Vi è un certo disaccordo sulla terminologia e le definizioni a causa delle interpretazioni fatte in modo più ampio o più ristretto. Non tutte le persone che si definiscono umanisti sostengono credenze effettivamente umanistiche e non tutte persone che sono in possesso di credenze umanistiche si definiscono umanisti.[senza fonte]

A prescindere da tutto ciò, l'Umanismo può essere suddiviso in un tipo laico e un tipo religioso, anche se alcuni umanisti, tra cui la International Humanist and Ethical Union (IHEU), respingono l'aggiunta di qualsiasi aggettivo al termine "Umanista" e invece ritengono che il termine debba essere destinato ad un'applicazione universale.[15] Esiste dal 1969 il movimento Umanista creato in Argentina da Mario Rodríguez Cobos detto Silo.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Compact Oxford English Dictionary, Oxford University Press, 2007.
    «humanism n. 1 a rationalistic system of thought attaching prime importance to human rather than divine or supernatural matters. 2 a Renaissance cultural movement which turned away from medieval scholastic-ism and revived interest in ancient Greek and Roman thought.».This article handles sense 1. See history section and main article Renaissance Humanism for sense 2.
  2. ^ (EN) Collins Concise Dictionary, HarperCollins, 1999.
    «The rejection of religion in favour of a belief in the advancement of humanity by its own efforts.»..
  3. ^ (EN) Definitions of humanism (subsection), Institute for Humanist Studies. URL consultato il 16 gennaio 2007.
  4. ^ (EN) Julian Baggini, Atheism: A Very Short Introduction, Oxford: Oxford University Press, 2003, pp. 3–4, ISBN 0-19-280424-3.
    «The atheist's rejection of belief in God is usually accompanied by a broader rejection of any supernatural or transcendental reality. For example, an atheist does not usually believe in the existence of immortal souls, life after death, ghosts, or supernatural powers. Although strictly speaking an atheist could believe in any of these things and still remain an atheist... the arguments and ideas that sustain atheism tend naturally to rule out other beliefs in the supernatural or transcendental.».
  5. ^ (EN) Robert (Ed.) Winston, Human, New York: DK Publishing, Inc, 2004, p. 299, ISBN 0-7566-1901-7.
    «Neither atheism nor agnosticism is a full belief system, because they have no fundamental philosophy or lifestyle requirements. These forms of thought are simply the absence of belief in, or denial of, the existence of deities.».
  6. ^ Note: The topic of this article has a small initial character as Wikipedia guidelines prescribe for the name of a philosophy. The life stance named Humanism is capitalized as prescribed for the name of a religion. The International Humanist and Ethical Union, coordinating organized Humanist bodies worldwide, has recommended use of the capital H by its affiliates
  7. ^ (EN) Corliss Lamont, The Philosophy of Humanism, Eighth Edition, Humanist Press: Amherst, New York, 1997, pp. 252–253, ISBN 0-931779-07-3.
    «Conscience, the sense of right and wrong and the insistent call of one's better, more idealistic, more social-minded self, is a social product. Feelings of right and wrong that at first have their locus within the family gradually develop into a pattern for the tribe or city, then spread to the larger unit of the nation, and finally from the nation to humanity as a whole. Humanism sees no need for resorting to supernatural explanations or sanctions at any point in the ethical process.».
  8. ^ a b c (EN) Peter Singer, Taking Humanism Beyond Speciesism, by Peter Singer. URL consultato l'11 gennaio 2007.
  9. ^ Walter, Nicolas, 1997 Humanism – What's in the Word, Rationalist Press Association, London, ISBN 0-301-97001-7.
  10. ^ (EN) Charles Potter, Humanism A new Religion, Simon and Schuster, 1930, pp. 64–69.
  11. ^ Lenn Evan Goodman (2003), Islamic Humanism, p. 155, Oxford University Press, ISBN 0-19-513580-6.
  12. ^ George Makdisi, Scholasticism and Humanism in Classical Islam and the Christian West in Journal of the American Oriental Society, vol. 109, nº 2, aprile-giugno 1989, pp. 175–182, DOI:10.2307/604423.
  13. ^ (EN) Richard Stringer-Hye, Charles Francis Potter in Dictionary of Unitarian and Universalist Biography, Unitarian Universalist Historical Society. URL consultato il 1º maggio 2008.
  14. ^ American Humanist Association
  15. ^ (EN) Humanism is Eight Letters, No More, International Humanist and Ethical Union. URL consultato il 5 luglio 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]