Umanesimo cristiano
Umanesimo cristiano indica quella particolare corrente umanista diffusa nel XVI secolo soprattutto in Francia, Fiandre e Germania che tentava di conciliare i principi base dell'Umanesimo con il Cristianesimo.
In tal senso questa corrente metteva l'uomo al centro della Chiesa e, quindi, valorizzava il rapporto personale e individuale con Dio, inoltre favoriva lo studio filologico ai testi sacri al fine di ricavare la lezione originale di tali testi, non condizionata da traduzioni o da adeguamenti. Anche nei monasteri si videro esempi di umanesimo cristiano, come nel caso di Ambrogio Traversari e in alcune monache-umaniste, quale ad esempio Camilla da Varano.
Il maggiore esponente di questa corrente era sicuramente Erasmo da Rotterdam.
| Per approfondire, vedi Erasmismo. |
La raffinata opera di Erasmo, la sua critica moderata e la sua idea di rinnovamento portarono ad una rapida diffusione di questo movimento all'interno della stessa Chiesa e anche in nazioni fortemente conservatrici dal punto di vista religioso, come la Spagna.
Tuttavia con il tempo la corrente umanista venne fortemente osteggiata all'interno delle gerarchie ecclesiastiche soprattutto perché molti umanisti si avvicinarono sempre più verso idee riformatrici estremiste e alcuni di loro, come Ulrich Zwingli, osteggiarono apertamente la visione cattolica del Cristianesimo.
Bibliografia [modifica]
TeorEtica, Morcelliana, Brescia 2010. [1]