Daniel Pearl

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Il passaporto di Daniel Pearl

Daniel Pearl (Princeton, 10 ottobre 1963Karachi, 1º febbraio 2002) è stato un giornalista statunitense, rapito in Pakistan e successivamente ucciso.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Princeton, nel New Jersey, crebbe e studiò a Los Angeles. Di famiglia ebraica (la madre Ruth è un'ebrea di origine irachena), iniziò a lavorare per il Wall Street Journal prima ad Atlanta, poi a Washington e a Londra. Fu sequestrato in Pakistan dove si era recato per indagare sul terrorista Richard Reid e sui rapporti tra al-Qa'ida e l'Intelligence pakistana (ISI).

Il 23 gennaio 2002, dopo un'intervista che aveva appena realizzato in un ristorante di Karachi, venne rapito da un gruppo di fondamentalisti islamici che lo avevano accusato di essere un agente della CIA. Nove giorni dopo venne decapitato. Tre mesi dopo, il 17 maggio, il suo corpo sarà ritrovato sotto un metro di terra, sezionato in dieci pezzi.

Sul suo caso il filosofo e saggista francese Bernard-Henri Lévy ha scritto il libro Chi ha ucciso Daniel Pearl?, edito in Italia da Rizzoli, in cui si accusava direttamente Ahmad Omar Sa'id Shaykh. La vicenda è delineata anche nel libro Il labirinto di Putin, edito in Italia da il Sirente, a lui dedicato dal collega e amico Steve LeVine.

La moglie di Daniel, Mariane Pearl, ha scritto il libro autobiografico Un cuore grande, a cui è ispirato il film prodotto da Michael Winterbottom A Mighty Heart - Un cuore grande, dove la donna è interpretata da Angelina Jolie.

Il compositore statunitense Steve Reich ha scritto le sue Daniel Variations nel 2006 in memoria del giornalista ucciso, su commissione del padre di Daniel, della Daniel Pearl Foundation e del Barbican Centre.

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