Al-Qaida

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al-Qāʿida
Nomi alternativi Al-Qaida; Al-Qaeda
Aree di influenza Tutto il mondo, per lo più in Vicino Oriente.
Periodo 1988 - in attività
Boss Osama bin Laden (1988-2011) Ayman al-Zawahiri (2011-presente)
Alleati Talebani
Al-Shabaab
Boko Haram
Emirato del Caucaso
Rivali ISAF
Forze armate siriane
Forze armate irachene
Iran
Hezbollah
Stato Islamico

Al-Qāʿida (in arabo: القاعدة, al-qāʿida, "la base" ; italianizzata spesso in Al Qaida[1] o, seguendo la grafia inglese, in Al Qaeda) è un movimento islamista sunnita paramilitare terroristico nato nel 1989, fautore di ideali riconducibili al fondamentalismo islamico, impegnato in modo militante nell'organizzazione e nell'esecuzione di azioni violentemente ostili sia nei confronti dei vari regimi islamici filo-occidentali definiti munāfiqūn (ipocriti), sia del mondo occidentale definito kufr (infedele). È stato guidato sino alla sua morte avvenuta il 2 maggio 2011 dal miliardario saudita Osāma bin Lāden che si avvaleva della guida ideologica di Ayman al-Zawāhirī (ex medico del Cairo, appartenente a una famiglia di dotti religiosi e di magistrati). Entrambi sono riferibili all'attivismo ideologico-politico dello shaykh ʿAbd Allāh Yūsuf ʿAzzām.

Bandiera attribuita ad al-Qāʿida (il testo in arabo è la Shahada, professione di fede in Dio e nella missione profetica di Maometto)

Al-Qāʿida è stata classificata come organizzazione terroristica dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,[2] dalla NATO,[3][4] dalla Commissione europea dell'Unione Europea,[5] dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti,[6] dai governi di Australia,[7] India,[8] Canada,[9] Israele,[10] Giappone,[11] Corea del Sud,[12] Germania,[13] Regno Unito,[14] Russia,[15] Svezia,[16] e Svizzera.[17]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome dell'organizzazione deriva dall'arabo qāʿida che significa "fondazione" o "base" e può riferirsi sia a una base militare sia a un database. L'iniziale al- è l'articolo determinativo. In arabo qāʿida bayānāt è il "database", dove la parola bayānāt significa "dati" e la parola qāʿida significa "base".[18]

Osama bin Laden spiegò l'origine del nome in una registrazione di un'intervista concessa al giornalista di Al Jazeera Taysir Aluni nell'ottobre del 2001:

(EN)

« The name 'al-Qaeda' was established a long time ago by mere chance. The late Abu Ubaidah al-Banshiri established the training camps for our mujahedeen against Russia's terrorism. We used to call the training camp al-Qaeda. The name stayed.[19] »

(IT)

« Il nome di ‘al-Qāʿida’ fu stabilito molto tempo fa per caso. Il defunto Abū ʿUbayda al-Banshīrī creò dei campi di addestramento per i nostri mujahedin contro il terrorismo sovietico. Usavamo chiamare i campi di addestramento "al-Qāʿida". Il nome rimase. »

Secondo Saʿd al-Faqīh, esperto saudita di al-Qāʿida, il nome deriverebbe dal sistema di documentazione in uso nella "guesthouse" della Bayt al-Anṣār dal 1980.[20]

Secondo l'ex-ministro degli Esteri britannico Robin Cook (laburista) - (dimessosi per protesta contro la partecipazione britannica all'invasione in Iraq), al-Qāʿida sarebbe la traduzione in arabo di "data-base": «Per quanto ne so io, al-Qāʿida era originariamente il nome di un data-base del governo USA, con i nomi di migliaia di mujāhidīn arruolati dalla CIA per combattere contro i Sovietici in Afghanistan».[21]

Altre fonti affermano che il nome derivi dal centro logistico situato a Peshāwar: in tale luogo sarebbero stati registrati i nomi dei volontari arabi successivamente mandati a combattere in Afghanistan contro le truppe russe.[22]

Un giornalista, Peter Bergen, conferma che in origine al-Qāʿida era il nome dato al centro di raccolta di guerriglieri di Peshāwar, e che successivamente, durante un incontro dei principali leader dell'organizzazione, fu deciso di mantenere quel nome[23].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune fonti, al-Qāʿida nacque ai tempi dell'invasione sovietica dell'Afghanistan[24]. Il terrorista Jamāl al-Faḍl, in un'intervista alla CNS,[25] afferma che al-Qāʿida nacque intorno al 1989, pressappoco alla fine della guerra in Afghanistan. Nonostante gli Stati Uniti e l'Arabia Saudita fornirono (tramite il Servizio Segreto Militare Pakistano) miliardi di dollari in assistenza ai gruppi ribelli che combattevano l'occupazione sovietica, Bin Laden ed i suoi compagni ricevettero poco o nessun supporto dagli Stati Uniti[26][27]. Dietro la genesi dell'organizzazione si trova una teorizzazione religiosa di ispirazione wahhabita, che col tempo ha raccolto elementi di altre correnti religiose islamiche, appoggiandosi di volta in volta al "clero" locale, come i deobandi e i talebani, ma senza una relazione di dipendenza.

La prima definizione giuridica di al-Qāʿida come di "organizzazione terroristica internazionale" venne data nel maggio 2001 dalla Corte Federale di New York nell'ambito del processo per gli attentati alle ambasciate statunitensi del 1998 in Kenya e Tanzania[28]. La maggior parte delle descrizioni di al-Qāʿida venne fornita da Jamal al-Fadl, uno degli agenti commerciali di Osama Bin Laden. Appropriatosi indebitamente di 110.000 dollari di quest'ultimo, a fronte della richiesta di restituzione abbandonò il lavoro e divenne un testimone chiave degli Stati Uniti[29]. La sua testimonianza permise di definire al-Qāʿida un'organizzazione gerarchica, sulla base del Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act, in maniera non dissimile da quanto avvenuto per la mafia americana, e di condannare quindi in contumacia Osāma bin Lāden in qualità di persona al vertice dell'organizzazione.[30][28].

Osāma bin Lāden era il 17° dei 57 figli di un immobiliarista yemenita. Utilizzò soldi e macchinari della propria impresa di costruzioni proprio per aiutare la resistenza dei mujaheddin nella guerra sovietica in Afghanistan, dove arrivò quando aveva 23 anni.[31][32] Sulla consistenza del patrimonio personale di bin Laden esistono comunque stime secondo le quali, a causa della tendenza nella cultura saudita a non dividere il patrimonio familiare ma a farlo gestire solo al figlio maggiore, il patrimonio personale di bin Laden sarebbe ammontato ad alcuni milioni di dollari[33]

Secondo l'ex agente CIA[34] ed esperto di organizzazioni terroristiche Marc Sageman "Non c'è nessuna organizzazione capillare. Ci piace pensare esista un'entità fittizia chiamata Al-Qāʿida, ma non è la realtà con cui dobbiamo confrontarci"[35].

Il giorno 2 maggio 2011 Osama bin Laden venne ucciso ad Abbottabad (Pakistan), durante un attacco di assaltatori Navy SEAL della Marina degli Stati Uniti avvenuto nel suo complesso fortificato. Secondo alcune fonti gli sarebbe succeduto il suo braccio destro nonché cofondatore del gruppo Ayman al-Zawahiri[36].

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

I suoi atti terroristici si basano su attacchi suicidi e omicidi e fanno ricorso all'uso simultaneo di esplosivi contro differenti obiettivi.[37] Tali attività terroristiche sono sviluppate da uomini che hanno prestato giuramento di fedeltà (in arabo bay'a) a Osama bin Laden o da quanti siano comunque legati ad al-Qāʿida pur senza aver prestato detto giuramento e che non abbiano necessariamente ricevuto uno specifico addestramento in un campo di al-Qāʿida in Afghanistan o in Sudan.[38] Il gruppo di al-Qāʿida predica e organizza da tempo il cosiddetto "jihād islamico", espressione giuridica che va però intesa come attuazione di attacchi terroristici condotti nei confronti di obiettivi occidentali, con l'obiettivo di porre fine all'influenza dei paesi occidentali sui paesi musulmani e con il fine di creare un nuovo califfato islamico. Esso afferma di credere inoltre che ci sia un complotto ebraico-cristiano volto a distruggere l'Islam.[39]

La sua filosofia di management è stata descritta come "centralizzata nelle decisioni e decentrata nell'esecuzione".[40] Dopo gli attentati dell'11 settembre si pensa che la leadership di al-Qāʿida sia diventata geograficamente isolata e che essa abbia lasciato a diversi gruppi di dirigenti locali la conduzione delle azioni terroristiche e l'utilizzo da parte loro del nome di al-Qāʿida[41][42] In effetti l'attacco della NATO in Afghanistan del 2002 ha marginalizzato il regime talebano ma anche eliminato una gran parte delle strutture di addestramento del gruppo, che venivano utilizzate anche per addestrare persone di organizzazioni esterne, le quali poi associavano al nome del loro gruppo quello di Al Qaida nelle rivendicazioni degli attacchi. I progetti che davano origine a questi attacchi sono stati spesso finanziati dall'organizzazione, con fondi di organizzazioni islamiche o donazioni di privati, in massima parte provenienti dalla regione del Golfo Persico. Per un periodo precedente alla fase afghana Al Qaida ha anche gestito strutture addestrative in Sudan, fino a che la pressione internazionale sul regime di quel paese ne ha determinato l'espulsione, sebbene attuata in termini molto morbidi.

I legami tra al-Qāʿida e le organizzazioni "affiliate" non sono chiari né semplici, e a volte sono stati anche conflittuali, come quando bin Laden cercò di reclutare persone in Algeria, suscitando la reazione del Gruppo Islamico Armato. I campi di addestramento si sono rivelati un investimento a lungo termine in quanto progressivamente molti gruppi sono stati infiltrati da adepti che, con la progressiva eliminazione e sostituzione dei quadri dirigenti, ne hanno spostato gli equilibri interni verso una maggiore contiguità ad al-Qāʿida. Spesso le finalità generali dell'organizzazione vengono contestualizzate dalle organizzazioni affiliate, come ad esempio per al-Shabaab in Somalia[43].

Attentati[modifica | modifica wikitesto]

Attacchi terroristici attribuiti ad al-Qāʿida

Nel tempo, al-Qāʿida è divenuta così un'etichetta generica utilizzata dai media e in sede politica per indicare una serie di organizzazioni militanti e apparentemente dedite ad un ripristino di un Islam "delle origini" attraverso mezzi violenti e gravi attentati, anche laddove non è affatto provato per via giudiziaria che tali attentati siano stati perpetrati da una medesima organizzazione[44]. In tal modo, si fa riferimento ad al-Qāʿida, in modo non sempre accurato, quale diretta responsabile (in vari casi l'organizzazione ha rivendicato esplicitamente le proprie responsabilità) o indiretta ispiratrice di feroci atti terroristici che, negli ultimi anni, hanno duramente colpito il Kenya, la Somalia, il Libano, lo Yemen, l'Indonesia, l'Egitto, l'Iraq, la Spagna, la Gran Bretagna e gli USA.

In assoluto il più significativo di tutti gli attentati operati da al-Qāʿida[45], è stato il dirottamento di quattro aerei di linea, fatti schiantare l'11 settembre 2001 contro le Torri Gemelle del World Trade Center di Manhattan e sul Pentagono presso Washington, con tutto il loro carico umano, compresi i 19 dirottatori. Osāma bin Lāden ha rivendicato la responsabilità di al-Qāʿida solo nel marzo del 2002, pur lodando gli esecutori dell'attentato già nell'ottobre del 2001[46]. Altrettanto gravi - pur con un numero di vittime alquanto minore - sono stati gli attentati ai treni di Madrid dell'11 marzo 2004 (compiuti ad opera di una cellula terroristica ispirata ad al-Qāʿida[47][48][49]), gli attentati di Londra del 7 luglio 2005 e pochi giorni dopo, il 23 luglio 2005, nell'egiziana Sharm el-Sheikh.

Secondo alcuni documenti (sequestrati nel complesso di Bin Laden ad Abbottabad nel corso dell'Operazione Lancia di Nettuno), Al-Qāʿida avrebbe architettato nuovi attacchi terroristici per il decimo anniversario dell'11 settembre, progettando possibili attacchi a petroliere e ai trasporti americani, nonché nuovi attentati a Manhattan, Chicago e Washington D.C., allo scopo di puntare altri obiettivi importanti per raggiungere l'importanza della rete terroristica. Se non altro Al-Qāʿida avrebbe inoltre architettato l'assassinio del presidente Barack Obama e del generale David Petraeus, comandante dell'esercito americano ed ex-direttore della CIA.

Al-Qāʿida avrebbe numerosi campi di addestramento e centri di attività sparsi in diversi paesi del mondo islamico. Secondo il Daily Times è presente anche in Somalia[50].

Uomini chiave[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a Osama bin Laden e Ayman al-Zawahiri, sono numerosi gli uomini chiave di al-Qāʿida e sono principalmente[51][52][53]:

Classificazioni ufficiali come organizzazione terroristica[modifica | modifica wikitesto]

Al-Qāʿida è stata designata come organizzazione terroristica dai seguenti Paesi e organismi internazionali:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La trascrizione *al-Quaida è errata, in quanto la qāf araba non ha bisogno di una u che la segua, essendo semplicemente il suono enfatico della "k" (precisamente un'occlusiva uvulare sorda).
  2. ^ a b NATO, Press Conference with NATO Secretary General, Lord Robertson. URL consultato il 23 ottobre 2006.
  3. ^ a b NATO Library, AL QAEDA (PDF), 2005. URL consultato l'11 giugno 2007.
  4. ^ Commission of the European Communities, COMMUNICATION FROM THE COMMISSION TO THE COUNCIL AND THE EUROPEAN PARLIAMENT (DOC), 20 ottobre 2004. URL consultato l'11 giugno 2007.
  5. ^ United States Department of State, Foreign Terrorist Organizations (FTOs). URL consultato il 3 luglio 2006.
  6. ^ a b Australian Government, Listing of Terrorist Organisations. URL consultato il 3 luglio 2006.
  7. ^ The Hindu : Centre bans Al-Qaeda
  8. ^ a b Public Safety and Emergency Preparedness Canada, Entities list. URL consultato il 3 luglio 2006.
  9. ^ Israel Ministry of Foreign Affairs, 21, 2006.htm Summary of indictments against Al-Qaeda terrorists in Samaria, 21 marzo 2006. URL consultato il 10 giugno 2007.
  10. ^ Diplomatic Bluebook, B. TERRORIST ATTACKS IN THE UNITED STATES AND THE FIGHT AGAINST TERRORISM (PDF), 2002. URL consultato l'11 giugno 2007.
  11. ^ Korean Foreign Ministry, Seoul confirms release of two Korean hostages in Afghanistan, 14 agosto 2007. URL consultato il 16 settembre 2007.
  12. ^ a b General Intelligence and Security Service, Annual Report 2004 (PDF). URL consultato l'11 giugno 2007.
  13. ^ a b United Kingdom Home Office, Proscribed terrorist groups. URL consultato il 3 luglio 2006.
  14. ^ Russia Outlaws 17 Terror Groups; Hamas, Hezbollah Not Included.
  15. ^ Ministry for Foreign Affairs Sweden, Radical Islamist Movements in the Middle East (PDF), marzo–giugno 2006. URL consultato l'11 giugno 2007.
  16. ^ Report on counter-terrorism submitted by Switzerland to the Security Council Committee established pursuant to resolution 1373 (2001) (PDF), 20 dicembre 2001. URL consultato l'11 giugno 2007.
  17. ^ Arabic Computer Dictionary: English-Arabic, Arabic-English, by Ernest Kay, Multi-lingual International Publishers, 1986
  18. ^ Transcript of Bin Laden's October interview
  19. ^ Mahan Abedin, The Essence of Al Qaeda: An Interview With Saad Al-Faqih, vol. 2, nº 2, Jamestown Foundation, 5 febbraio 2004. URL consultato il 15 marzo 2008.
    «The Bait al-Ansar or “Dwelling of the Partisans” was a guesthouse established by Bin Laden in the 1980’s in Peshawar for Arab volunteers wanting to travel to Afghanistan.».
  20. ^ Intervista di Cook al The Guardian dell'8 luglio 2005, l'indomani degli attentati a Londra perpetrati da affiliati ad al-Qāʿida.
  21. ^ Intervista a Saʿd al-Faqīh
  22. ^ The Osama bin Laden I Know: An Oral History of Al Qaeda’s Leader, Free Press, 2006
  23. ^ The 9/11 Commission Report, p. 56 "Bin Ladin and Azzam agreed that the organization successfully created for Afghanistan should not be allowed to dissolve. They established what they called a base or foundation (al Qaeda) as a potential general headquarters for future jihad."
  24. ^ CNS
  25. ^ The 9/11 Commission Report Ibidem " Saudi Arabia and the United Stated supplied billions of dollars worth of secret assistance to rebel groups in Afghanistan fighting the Soviet occupation. This assistance was funneled through Pakistan: the Pakistani military intelligence service (Inter-Services Intelligence Directorate, or ISID), helped train the rebels and distribute the arms. But Bin Ladin and his comrades had their own sources of support and training, and they received little or no assistance from the United States."
  26. ^ Al-Zawahiri's New Book
  27. ^ a b The U.S. Embassy Bombings Trial - A Summary
  28. ^ The 9/11 Commission Report p. 62 "Jamal Ahmed al Fadl, a Sudanese-born Arab, (...) serving as one of his business agents. Then Bin Ladin discovered that Fadl had skimmed about $110.000, and he asked for restitution. (...) He defected and became a star informant for the United States."
  29. ^ United States v. Usama Bin Laden (pdf)
  30. ^ Who is Osama Bin Laden?, BBC News, 18 settembre 2001. URL consultato il 28 maggio 2010.
  31. ^ Photo: Zbigniew Brzezinski & Osama bin Laden, 23 marzo 2006. URL consultato il 28 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2009).
  32. ^ Burke, p. 64
  33. ^ "Marc Sageman is a former CIA case officer who worked undercover on the Afghan frontier during the 1980s." Washington Post, citato in Understanding Terror Networks
  34. ^ Al-Qaeda: A threat transformed in Financial Times, 18/01/2010 "“There is no umbrella organisation. We like to create a mythical entity called al-Qaeda in our minds but that is not the reality we are dealing with."
  35. ^ Nuovo leader di Al Qaeda: Ayman al-Zawahiri erede di Bin Laden infooggi.it, 16-06-2011
  36. ^ Wright, Looming Tower, (2006), pp. 185, 270-1, 107-8
  37. ^ Wright, Looming Tower, (2006), p. 270
  38. ^ Fuʾad Husayn, 'Al-Zarqawi ... "The Second Generation of al-Qaʿida'", Part Fourteen, Al-Quds al-ʿArabi, July 13, 2005 (il titolo arabo del giornale significa "Gerusalemme araba").
  39. ^ Khalid al-Hammadi, 'The Inside Story of al-Qa'ida', part 4, Al-Quds al-ʿArabi, March 22, 2005
  40. ^ Evolution of the al-Qaeda brand name
  41. ^ The Moral Logic and Growth of Suicide Terrorism
  42. ^ The Terrorist Threat from Al Shabaab. URL consultato il 7 ottobre 2013.
  43. ^ Cfr. per es. The Guardian, "Al-Qaeda - a meaningless label", Newsweek, "Putting Al Qaeda on the Couch - September 11 was a recruiting poster for young people who are looking for some kind of direction in their lives, The International Institute for Strategic Studies (IISS) - San Diego Union Tribune - "More dangerous than al-Qaeda"
  44. ^ Text of Fatwah Urging Jihad Against Americans, 23 febbraio 1998. URL consultato il 5 luglio 2006.
  45. ^ Bin Laden says he wasn't behind attacks, CNN, 17 settembre 2001. URL consultato il 6 luglio 2006.
  46. ^ (ES) [1] Spanish Indictment on the investigation of March 11
  47. ^ (EN) MIPT Terrorism Knowledge Database[2] "the length of time between the Madrid bombings and Abu Nayaf al-Afghani’s claim has cast doubt on its authenticity..[]...Other sources attribute the March 11 attacks to the group Abu Dujana Al-Afghani Ansar Al-Qaeda Europe, which appears be an alias for Abu Nayaf al-Afghani. A separate al-Qaeda linked organization, the Abu Hafs al-Masri Brigade, also declared responsibility for the Madrid attacks, and although it faces similar questions about the validity of its claims, it is generally regarded by authorities as having carried out the attacks"] (see MIPT)
  48. ^ (EN) The Times, February 15, 2007. Spain furious as US blocks access to Madrid bombing 'chief' The al-Qaeda leader who created, trained and directed the terrorist cell that carried out the Madrid train bombings has been held in a CIA “ghost prison” for more than a year
  49. ^ Daily Times
  50. ^ Tutti gli uomini di Osama, Al-Zawahri leader ANSA.it, 03-05-2011
  51. ^ Il dopo Osama - Corsa alla leadership lettera43.it, 03-05-2011
  52. ^ I 10 terroristi di Al Qaeda ricercati dall'Fbi tiscali.it, 03-05-2011
  53. ^ Morte di al-Awlaki
  54. ^ Profile: Abu Anas al-Libi, the al-Qaeda veteran captured after a 15-year manhunt - Telegraph
  55. ^ Korean Foreign Ministry, Seoul confirms release of two Korean hostages in Afghanistan, 14 agosto 2007. URL consultato il 16 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2007).
  56. ^ (FR) La France face au terrorisme, Secrétariat général de la défense nationale (France). URL consultato il 6 agosto 2009.
  57. ^ The Hindu : Centre bans Al-Qaeda, Hinduonnet.com, 9 aprile 2002. URL consultato il 22 marzo 2010.
  58. ^ Israel Ministry of Foreign Affairs, 21, 2006.htm Summary of indictments against Al-Qaeda terrorists in Samaria, 21 marzo 2006. URL consultato il 10 giugno 2007. [collegamento interrotto]
  59. ^ Diplomatic Bluebook, B. Terrorist Attacks in the United States and the Fight Against Terrorism (PDF), 2002. URL consultato l'11 giugno 2007.
  60. ^ Russia Outlaws 17 Terror Groups; Hamas, Hezbollah Not Included. (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2006).
  61. ^ United States Department of State, Foreign Terrorist Organizations (FTOs). URL consultato il 3 luglio 2006 (archiviato dall'url originale il 28 giugno 2006).
  62. ^ Ministry for Foreign Affairs Sweden, Radical Islamist Movements in the Middle East (PDF), marzo – June 2006. URL consultato l'11 giugno 2007.
  63. ^ Report on counter-terrorism submitted by Switzerland to the Security Council Committee established pursuant to resolution 1373 (2001) (PDF), 20 dicembre 2001. URL consultato l'11 giugno 2007.
  64. ^ "Türkiye'de halen faaliyetlerine devam eden başlıca terör örgütleri listesi" (Emniyet Genel Müdürlügü), Egm.gov.tr. URL consultato il 22 marzo 2010.
  65. ^ Commission of the European Communities, Communication from the Commission to the Council and the European Parliament (DOC), 20 ottobre 2004. URL consultato l'11 giugno 2007.
  66. ^ Security Council Resolutions Related to the Work of the Committee Established Pursuant to Resolution 1267 (1999) Concerning Al-Qaida and the Taliban and Associated Individuals and Entities, United Nations Security Council. URL consultato il 9 gennaio 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]