A Mighty Heart - Un cuore grande

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A Mighty Heart - Un cuore grande
A Mighty Heart - Un cuore grande (2007).png
Titoli di testa
Titolo originale A Mighty Heart
Lingua originale Inglese
Paese di produzione USA, UK
Anno 2007
Durata 108 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Michael Winterbottom
Soggetto Mariane Pearl (memorie)
Sara Crichton
Sceneggiatura John Orloff
Produttore Brad Pitt, Andrew Eaton
Casa di produzione Paramount Vantage, Plan B Entertainment, Revolution Films
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Marcel Zyskind
Montaggio Peter Christelis
Musiche Harry Escott, Molly Nyman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

A Mighty Heart - Un cuore grande è un film del 2007 diretto da Michael Winterbottom basato sulle memorie di Mariane Pearl, vedova del giornalista del Wall Street Journal rapito e ucciso a Karachi in Pakistan, dai fondamentalisti islamici, il 1º febbraio 2002.

È stato presentato fuori concorso al 60º Festival di Cannes.[1]

La vedova di Pearl, che all'epoca dei fatti era incinta di sei mesi, viene interpretata da Angelina Jolie che per entrare nella parte ha subito un notevole stravolgimento nell'aspetto, visto che Mariane Pearl è di origine Cubane.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 gennaio 2002 Daniel Pearl, il responsabile per il Sud dell'Asia del "Wall Street Journal" esce da casa a Karachi per andare a fare l'ultima intervista prima di lasciare la città. L'incontro, ottenuto tramite un intermediario, è con uno dei capi del movimento integralista musulmano. Daniel non farà più ritorno perché l'intervista si rivela essere una trappola. Sarà sua moglie, incinta di sei mesi all'epoca dei fatti, a tramandarne la memoria nel libro "Un cuore grande: la vita e morte coraggiose di mio marito Danny Pearl".

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Michael Winterbottom è un regista che si può tranquillamente definire libero e coraggioso. Coraggioso perché continua a fare il cinema in cui crede senza preoccuparsi troppo degli strali della critica e anche di qualche opera meno riuscita che compare nella sua filmografia. Libero perché dopo un film come The Road to Guantanamo avrebbe potuto vivere di rendita conservandosi la fama di regista che denuncia l'effettivo disprezzo dei diritti dell'uomo da parte della più grande Democrazia del mondo. Invece ha deciso di andare a guardare anche dall'altra parte mettendo in luce i metodi criminali di un fondamentalismo islamico che non va affatto confuso (e Winterbottom si guarda bene dal farlo) con 'gli Arabi' ma che non va neppure sottovalutato per una sorta di cieca 'correttezza politica'. Lo fa seguendo una storia alla sua maniera (da Benvenuti a Sarajevo in poi) cioè con montaggio rapido e molteplicità di teatri d'azione e con un'attenzione al mondo della comunicazione e del giornalismo che lo ha sempre stimolato. È come se nell'inviato di un giornale o di una televisione Winterbottom andasse a cercare da sempre una purezza di sguardo libera da pregiudizi come quella che lui stesso cerca di avere. In Daniel Pearl, giornalista ebreo che lavorava senza barriere ideologiche con i musulmani, sembra averla trovata. Ce ne offre un ritratto quasi 'in assenza' (la sua sparizione apre il film). Lo fa attraverso la presenza della moglie, impegnata nel tentativo di salvarlo e con una nuova vita in grembo. Angelina Jolie interpreta il ruolo con grande sensibilità. Il suo urlo all'annuncio dell'ineluttabile è di quelli che fanno accapponare la pelle.

Slogan promozionali[modifica | modifica wikitesto]

  • «It was an event that shocked the world. This is the story you haven't heard.»
  • «One woman dared to keep hope alive.»
    «Una donna che ha superato ogni limite per tenere viva la speranza.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 2007, festival-cannes.fr. URL consultato l'11 luglio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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