Monique Wittig

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Monique Wittig (Dannemarie, 13 luglio 1935Tucson, 3 gennaio 2003) è stata una poetessa, saggista, teorica femminista e docente universitaria francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stata una delle fondatrici del "Mouvement de Libération des Femmes" (FML). Il 26 agosto 1970, accompagnata da numerose altre donne, pose dei fiori sotto l'Arco di Trionfo in onore della moglie del "Milite Ignoto", questa azione simbolica è stata considerata come un evento fondante del femminismo francese. Nel 1970 prese parte alla nascita dei gruppi "Petite Marguerites" e "Féministes Révolutionnaires "[1]. L'anno successivo fondò, con Marie-Jo Bonnet, Christine Delphy ed altre, il primo gruppo lesbico a Parigi: "Gouines Rouges"[2].

Nel 1976, lasciò Parigi, con la sua compagna Sande Zeig, per trasferirsi negli Stati Uniti dove ricoprì diversi incarichi presso l'Università della California a Berkeley (1976-1977 e 1987-1988), l'Università del Maine (1977-1978), New York University (1981-1982), la University of Southern California (1983-1984), Duke University (1986-1987); Vassar College (1988-1989)[3]. Wittig conseguì il suo Dottorato di Ricerca all'École des Hautes Études en Sciences Sociales, dopo aver completato la sua tesi dal titolo "Le Chantier littéraire"[4]. Dal 1990 ottenne la cattedra presso l'università dell'Arizona, di francese e di "women's studies". Morì a causa di un infarto a Tucson nel 2003.

Pensiero e teoria[modifica | modifica wikitesto]

Monique Wittig si è definita "lesbica radicale", termine che descrive sia una passione erotica e sentimentale che una scelta politica. Questa collocazione si può riscontrare in tutto il suo lavoro.

(FR)
« Il n'y a pas de littérature féminine pour moi, ça n’existe pas. En littérature, je ne sépare pas les femmes des hommes. On est écrivain ou pas. On est dans un espace mental où le sexe n’est pas déterminant. Il s'agit de construire une idée de neutre qui échapperait au sexuel.[5] »
(IT)
« Non c'è letteratura femminile per me, non esiste. In letteratura, non separo le donne dagli uomini. Si scrive, o no. Si è in uno spazio mentale dove il sesso non è determinante. Occorre bene che si abbia un spazio di libertà. Il linguaggio lo permette. Si tratta di costruire un'idea del neutro che sfuggirebbe al sessuale. »
(1971)

Teorica del femminismo materialista, denunciò il mito della "donna", mettendo in causa l'eterosessualità come regime politico, in quanto base di un contratto sociale al quale le lesbiche negano di sottoporsi:

« (...) sarebbe scorretto dire che le lesbiche si associano, fanno l'amore, vivono con le donne, perché "donna" ha un significato solo nei sistemi eterosessuali di pensiero e nei sistemi economici eterosessuali. Le lesbiche non sono donne.("The straight mind") »

Per Wittig, la categoria "donna" esiste in funzione alla categoria "uomo" , quindi categoria che -se senza riferimento al "costrutto uomo"- cesserebbe di esistere. Questo si deve comprendere nel senso che, per lei, la categoria "donna" è stata creata da e per il dominio eterosessuale-maschile e che di conseguenza, una donna che non risponde ai criteri di "femminilità" dettata dall'eteronormatività e che non si sottopone all'"uomo" non è una donna ma una lesbica. Wittig invita così tutte le donne a diventare "lesbiche", termine che, appunto, ha una dimensione politica, per la liberazione della "classe donna", e non sul piano dell'orientamento sessuale.

Monique Wittig sviluppò anche una critica del marxismo, in quanto limita la lotta femminista, e contemporaneamente una critica a quel femminismo che non rimette in causa l'"eterosistema". Attraverso queste critiche, Wittig promuove una forte posizione universalistica. L'emersione dell' individualità e la liberazione del desiderio richiedono l'abolizione delle categorie di genere[6].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1964: L'Opoponax, (premio Médicis), Einaudi, 1966, traduzione di Clara Lusignoli
  • 1969: Les Guerrilleres, Le guerrigliere, tradotto da Ana Cuenca. edito da "Lesbacce incolte", bologna, 1996.
  • 1973: Il corpo lesbico, Edizioni delle Donne, 1976.
  • 1976: Brouillon pour un dictionnaire des amantes, (con Sande Zeig)
  • 1980: The straight mind, testo letto per la prima volta a New York alla Modern Language Association Convention nel 1978 e dedicato alle lesbiche americane, è stato pubblicato in «Feminist Issues» n. 1, estate 1980. Pubblicato in Bollettino del CLI, febbraio 1990.
  • 1985: Virgile, non,edizioni "Il Dito e la Luna", 2006, Milano, pp.149, ISBN 88-86633-34-3
  • 1999: Paris-la-Politique

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia di Monique Wittig
  2. ^ Red Dykes (1971.1973), Articolo pubblicato sul mensile Ex Aequo N. 11, ottobre 1997
  3. ^ "In Memorium ", articolo pubblicato nel sito dell'Università dell'Arizona URL visitato il 2 aprile 2010
  4. ^ "(...)Word by Word Monique Wittig completed The Literary Workshop (Le chantier littéraire) in Gualala, California, in 1986, as her dissertation for the Diplome de l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales in Paris. Gérard Genette was the director, and Louis Marin and Christian Metz were readers. Wittig wrote The Literary Workshop at a time of immense productivity.(...); Monique Wittig, Catherine Temerson, Sande Zeig."The Literary Workshop: An Excerpt", in "GLQ: A Journal of Lesbian and Gay Studies - Volume 13, Number 4, 2007, pp. 543-551
  5. ^ "La deconstructuration de l'identite par le genre", corso del professore Bernard Andrieu, 2007,Université Henri Poincaré Nancy 1.
  6. ^ "Monique Wittig: il corpo lesbico", Edito originariamente in "Arivista", aprile 2005. Saggio di Nadia Agustoni.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 14778267 LCCN: n80032066

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie