Sharon Tate

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Sharon Marie Tate

Sharon Marie Tate (Dallas, 24 gennaio 1943Beverly Hills, 9 agosto 1969) è stata un'attrice statunitense.

Durante gli anni sessanta recitò in piccoli ruoli per la televisione, prima d'intraprendere la carriera cinematografica. Fu acclamata come una delle novità più promettenti di Hollywood e la sua fama crebbe in seguito al matrimonio con il regista franco-polacco Roman Polanski.

Sharon Tate venne uccisa nella sua casa di Beverly Hills, insieme a tre amici, dai seguaci di Charles Manson. Al momento dell'assassinio l'attrice era all'ottavo mese di gravidanza.[1]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Sharon Tate era la primogenita delle tre figlie di Paul James Tate, un colonnello dell'US Army, e di sua moglie Doris Gwendolyn Willett. La carriera militare del padre portò la famiglia Tate a numerosi spostamenti, tanto che all'età di 16 anni Sharon aveva vissuto già in sei differenti città. A causa di questi continui trasferimenti ebbe molte difficoltà a crearsi amicizie, tanto che in famiglia era considerata una ragazza timida e insicura.[2]

All'età di sei mesi Sharon vinse il Miss Tiny Tot of Dallas Pageant, ma i genitori non ebbero alcuna ambizione affinché la figlia entrasse nello show business. Crescendo cominciò a distinguersi per la bellezza e a partecipare a vari concorsi, vincendo nel 1959 il titolo di "Miss Richland, Washington". Avrebbe avuto intenzione di partecipare anche al concorso "Miss Washington", nel 1960, e intraprendere gli studi di psichiatria, ma il padre fu nuovamente trasferito con la famiglia, questa volta in Italia.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

La famiglia andò ad abitare a Verona[3], e fu qui che Sharon diventò subito celebre grazie alla pubblicazione di sue fotografie sulla copertina della rivista per militari Stars and Stripes. Nella vicina scuola americana di Vicenza conobbe altri studenti, che come lei vivevano esperienze simili e che avevano sofferto per i continui spostamenti. Per la prima volta cominciò a formare amicizie durature.

Nel 1961 Sharon e le amiche, seguendo le riprese del film Le avventure di un giovane con attori come Paul Newman, Susan Strasberg e Richard Beymer, che stavano girando alcune scene proprio a Verona, ottennero ruoli comparse. L'attore Beymer notò Sharon e la incoraggiò a intraprendere la carriera cinematografica, trovandole due primi impieghi: per il cantante Pat Boone e successivamente in uno speciale con lui per la televisione girato a Venezia.

Lo stesso anno cominciarono le riprese a Verona del film Barabba e Sharon partecipò nuovamente come comparsa: qui l'attore Jack Palance rimase colpito dalla sua bellezza e dal suo atteggiamento, ma il ruolo assegnatole era troppo semplice per giudicarne il talento. Organizzò così un provino a Roma, che però non andò a buon fine.

Ritorno in America[modifica | modifica sorgente]

La famiglia Tate fece ritorno negli Stati Uniti nel 1962 e Sharon si trasferì a Los Angeles, in California, dove contattò l'agente di Richard Beymer, che le procurò lavori in televisione e pubblicità sui giornali. Nel 1963 la presentò a Martin Ransohoff, direttore della casa di produzione Filmways, che la assunse con un contratto di sette anni. Ottenne piccole parti nelle serie Mister Ed, il mulo parlante e The Beverly Hillbillies, con cui cominciò la gavetta. Fu in questo periodo che conobbe l'attore francese Philippe Forquet, con il quale ebbe una relazione travagliata. Nel 1964, conobbe Jay Sebring, ex marinaio e poi parrucchiere quotatissimo di Hollywood. Sebring le propose di sposarlo, ma lei non accettò[4]

Carriera cinematografica[modifica | modifica sorgente]

Sharon Tate in Cerimonia per un delitto (1966)

Continuò a fare esperienza con apparizioni minori in televisione, in Tempo di guerra, tempo d'amore (1964) e Castelli di sabbia (1965), ma alla fine del 1965 ottenne il primo ruolo importante in un film nella pellicola Cerimonia per un delitto, con David Niven, Deborah Kerr, Donald Pleasence, e David Hemmings. Tate si recò a Londra per le riprese e qui incontrò Alex Sanders, fondatore della Wicca Alexandriana, che la iniziò alla religione neopagana wiccan. Gran parte delle riprese si svolse in Francia, dove rimase da sola dopo che Sebring era tornato a Los Angeles per impegni di lavoro. Dopo le riprese Sharon rimase a Londra, dove si è immerse nel mondo della moda e delle discoteche. In questo periodo incontrò Roman Polanski. Polanski stava lavorando al prossimo film Per favore, non mordermi sul collo! (1967) per il quale avrebbe voluto l'attrice dai capelli rossi Jill St. John come protagonista femminile, ma dopo l'incontro con Sharon Tate, decise per lei a condizione che indossasse una parrucca rossa.

Alla fine delle riprese Sharon si trasferì a Londra nell'appartamento di Polanski e interruppe la relazione con Jay Sebring, che fece amicizia con Polanski e rimase in confidenza con la Tate.[5]

Tate ritornò negli Stati Uniti per girare il film Piano piano non t'agitare (1967) con Tony Curtis e Claudia Cardinale, che però ebbe scarso successo, e successivamente anche Polanski, che fu contattato per dirigere il film Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York, tratto dall'omonimo romanzo di Ira Levin. Egli, più tardi, ammise che avrebbe voluto Sharon Tate come protagonista del film, ma i produttori scelsero Mia Farrow.[6]

Nel marzo 1967 un articolo sul settimanale Playboy titolava "Questo è l'anno di Sharon Tate", e pubblicava le fotografie di nudo scattate da Roman Polanski durante la lavorazione di Per favore, non mordermi sul collo!. Sharon era ottimista con due film in uscita e un terzo in produzione (La valle delle bambole).[7]

Matrimonio con Roman Polanski[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 1967, Tate e Polanski fecero ritorno a Londra, dove erano spesso oggetto di articoli su giornali e riviste. Sharon era considerata come moderna e non convenzionale, e veniva riportata la sua opinione che tutte le coppie dovessero vivere insieme prima di sposarsi. Si sposarono nel quartiere di Chelsea, a Londra, il 20 gennaio 1968 con grande attenzione del pubblico. Polanski era vestito in quello che la stampa ha descritto come "sfarzo Eduardiano", mentre Sharon era vestita di un miniabito bianco. La coppia si trasferì a Belgravia. Il fotografo Peter Evans, in seguito, li descrisse come «..la coppia imperfetta. Erano il Douglas Fairbanks e la Mary Pickford del nostro tempo. Cool, nomadi, di talento e scioccanti».[8] Mentre Tate voleva un matrimonio tradizionale, l'atteggiamento di Polanski rimase promiscuo e propendeva all'infedeltà. Sharon cominciò a dare meno importanza alla sua carriera, fino a quando Polanski disse che voleva essere sposato con una «...hippie, non con una casalinga». La coppia allora tornò a Los Angeles e rapidamente riprese a frequentare le persone di successo dell'industria cinematografica, tra cui i giovani Steve McQueen, Warren Beatty, Mia Farrow, Peter Sellers, Jacqueline Bisset, Leslie Caron, Joan Collins, Joanna Pettet, Laurence Harvey, Peter Fonda e Jane Fonda, e le vecchie star del cinema come Henry Fonda, Kirk Douglas, Yul Brynner e Danny Kaye, oppure musicisti come Jim Morrison e i Mamas&Papas, o il produttore discografico Terry Melcher e la sua ragazza Candice Bergen. Jay Sebring rimase uno dei compagni più assidui della coppia.

Nell'estate del 1968 Sharon cominciò le riprese del nuovo film, Missione compiuta stop. Bacioni Matt Helm, una commedia per la quale lei ricevette ottime recensioni.

In quel momento venne celebrata come la più promettete rivelazione e venne nominata ai Golden Globe come Attrice rivelazione dell'anno per la sua interpretazione in La valle delle bambole.

Sharon Tate rimase incinta verso la fine del 1968 e il 15 febbraio 1969 lei e Polanski si trasferirono nella nuova casa in Cielo Drive, che era stata precedentemente dei loro amici, Terry Melcher e Candice Bergen, e che loro consideravano la "casa dell'amore".

Incoraggiata dalle recensioni positive sulla sua interpretazione in ruoli comici, Tate scelse di lavorare nel film italiano Una su 13, in cui aveva l'opportunità di recitare con Orson Welles. Nel marzo 1969 andò in Italia per cominciare le riprese, mentre Polanski si trovava a Londra per lavorare su Il giorno del delfino. Frykowski e Folger si trasferirono nella casa di Cielo Drive.

Dopo aver terminato le riprese a Roma, Sharon Tate e Polanski di ritrovarono a Londra nel loro appartamento per posare con il fotografo Terry O'Neill in occasionali scene domestiche. Un giornalista, in un'intervista alla fine di luglio, domandò a Sharon se credeva nel destino, e lei rispose: «Certo. Tutta la mia vita è stata decisa dal destino. Penso che qualcosa di più potente di noi decida i nostri destini per noi. So una cosa, non ho mai pianificato niente di ciò che mi è successo».

Lei fece poi ritorno a Los Angeles, il 20 luglio, 1969, viaggiando sul transatlantico Queen Elizabeth 2, mentre Polanski sarebbe dovuto tornare il 12 agosto in tempo per la nascita del figlio. Nel frattempo chiese agli amici Frykowski e Folger di restare con Sharon nella loro casa.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Charles Manson#Gli omicidi e 10050 Cielo Drive.

L'8 agosto 1969 Sharon Tate era a sole due settimane dal parto. Nella sua villa, per pranzo, aveva invitato due amiche, l'attrice Joanna Pettet e Barbara Lewis, confidando loro il proprio dispiacere per il ritardo da Londra del marito Roman, nonostante questi nel pomeriggio le avesse telefonato. Le telefonò anche la sorella minore Debra, per chiederle se lei e la loro sorella Patty potevano trascorrere la notte con lei, a casa sua; Sharon tuttavia non accettò, avanzando come motivazione del rifiuto il fatto d'essere molto stanca.

In serata, però, andò al suo ristorante preferito, El Coyote, con Jay Sebring, Wojciech Frykowski e Abigail Folger, facendo ritorno a casa approssimativamente verso le 22.30[8].

Durante quella stessa notte, Sharon Tate fu assassinata nella propria villa insieme a Steven Parent, Folger, Sebring e Frykowski dai membri della Charles Manson's Family e i loro corpi massacrati furono scoperti soltanto il giorno dopo da Winifred Chapman, cameriera di Sharon Tate. Giunta sulla scena del delitto, la polizia trovò il corpo di un giovane, più tardi identificato come Steven Parent, ucciso a revolverate nella propria auto, parcheggiata sulla strada, in un fallito tentativo di fuga. I corpi di Sharon Tate e di Sebring furono rinvenuti l'indomani all'interno della casa, nel soggiorno (quello di Sharon a fianco al divano), uniti da una lunga corda legata intorno al collo.[1] Sul prato antistante, giacevano i corpi di Frykowski e Folger. Tutte le vittime, eccetto Parent, erano state pugnalate più volte.[1] Il rapporto del coroner riguardante Sharon Tate riporta che fu pugnalata sedici volte e che cinque delle ferite erano di per sé mortali.[9]

La polizia trattenne per interrogarlo l'unico sopravvissuto alla carneficina, il custode William Garretson. Questi viveva nella dépendance destinata agli ospiti che era presente a poca distanza, ma non di immediata visibilità, sul terreno della proprietà. Come primo sospettato, fu interrogato e sottoposto a un esame con la macchina della verità. Lui dichiarò che Parent gli fece visita approssimativamente alle ore 23.30 e che andò via dopo alcuni minuti. In aggiunta a ciò, dichiarò di non avere alcun coinvolgimento con gli omicidi e di non sapere nulla di utile per aiutare le indagini. La polizia accettò la sua versione e lo rilasciò.

Polanski informato dell'omicidio tornò a Los Angeles, dove la polizia, incapace di trovare un movente per il delitto, lo interrogò riguardo a sua moglie e agli amici. I funerali delle cinque vittime ebbero luogo il 13 agosto. Sharon Tate fu sepolta nella Holy Cross Cemetery, a Culver City, in California, con il suo bambino, Paul Richard Polanski, tra le braccia.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attrice[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Sé stessa[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Il caso Sharon Tate, 45 anni fa, ilpost.it, 9 agosto 2014. URL consultato il 10 agosto 2014.
  2. ^ Da adulta, parlando di quel periodo, Sharon disse che la gente spesso travisava la sua timidezza e la considerava distante, finché non la conosceva meglio.
  3. ^ La residenza fu presso una villetta del quartiere "Pindemonte" (zona Borgo Trento), in via della Pace 13.
  4. ^ Disse che si sarebbe ritirata dalle scene non appena sposata, ma al momento il suo unico obiettivo era la propria carriera.
  5. ^ Polanski in seguito avrebbe commentato che Sebring era una persona sola e isolata, che considerava lui e Sharon come la sua famiglia.
  6. ^ Sharon compare tuttavia, non accreditata, come comparsa durante la scena del party dei Woodhouse.
  7. ^ Tate espresse la propria affinità per il suo personaggio, Jennifer North, un'aspirante attrice, che non era ammirata solo per il proprio corpo.
  8. ^ a b (EN) Greg King Sharon Tate and the Manson Murders, Barricade Books, 2000.
  9. ^ (EN) Vincent Bugliosi e Curt Gentry Helter Skelter, 1974, Arrow Books.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Greg King Sharon Tate and the Manson Murders, Barricade Books, 2000
  • Vincent Bugliosi, Curt Gentry Helter Skelter. Storia del caso Charles Manson, 2006, Mondadori

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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