Zorro

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Personaggio di 'Zorro'
Don Diego de la Vega

Antonio Banderas nei panni di Zorro (Alejandro Murrieta)
nel film La maschera di Zorro (1998)
Prima apparizione Il segno di Zorro (1920)
Ultima apparizione La leggenda di Zorro (2005)
Caratteristiche
Sesso maschile
Nato il 1919
Abilità abilità con la spada
Occupazione caballero
Interpretato da Guy Williams (il più noto)
Creato da Johnston McCulley

Zorro (in spagnolo Volpe), è il nome di un celebre personaggio dell'immaginario, un eroe mascherato ed abile spadaccino le cui gesta si svolgono nella California del periodo messicano. Zorro fece la sua prima comparsa in un romanzo, The Curse of Capistrano, dello scrittore di riviste pulp Johnston McCulley, venne pubblicato a puntate nella rivista pulp All-Story Weekly nel 1919.

Indice

[modifica] Profilo

Il vero nome di Zorro è Don Diego de la Vega (Don Diego Vega nella storia originale), un nobile che combatte in nome della povera gente contro la tirannia del governatore spagnolo, e che si rivela troppo astuto per le inette autorità che cercano di catturarlo.

L'aspetto tipico del personaggio è un uomo a cavallo (chiamato Tornado) in costume nero con un mantello, un cappello nero, e una maschera nera che copre il viso all'altezza degli occhi. Inoltre, l'arma preferita di Zorro è tradizionalmente una spada (ma in realtà è una sciabola moderna), che utilizza spesso per lasciare il suo emblema distintivo, una grossa Z fatta con tre rapidi graffi. Uno dei suoi nemici è il Sergente Garcia, assistente del governatore.

Dopo il successo del film muto Il segno di Zorro (1920) protagonista Douglas Fairbanks, il romanzo fu riproposto dall'editore Grosset and Dunlap col nuovo titolo di The Mark of Zorro. (Fairbanks fu protagonista anche in un sequel del 1925 intitolato Don Q, Son of Zorro, interpretando il figlio cresciuto di Don Diego, Don Cesar, oltre alla sua parte di Don Diego).

McCulley non aveva idea di quanto successo avrebbe avuto Zorro, così alla fine la vera identità di Zorro viene svelata a tutti. Zorro divenne presto un personaggio ricorrente in numerose riviste di storie pulp. È stato inoltre protagonista di numerosi film.

[modifica] Ipotesi sulla reale esistenza del personaggio

Lo studioso Fabio Troncarelli nella sua opera La spada e la croce. Guillén Lombardo e l'Inquisizione in Messico identifica Zorro in un personaggio realmente vissuto nel Messico del XVII secolo, cioè Guillén Lombardo che aveva comportamenti del tutto simili a quelli di Zorro. Soprattutto ci sono anche molti altri elementi di convergenza come l'appartenenza alla Massoneria e l'anticlericalismo. Sempre secondo Troncarelli, l'appartenenza alla Massoneria l'accomuna anche all'autore del personaggio letterario, Johnston McCulley e a Walt Disney che realizzò la serie di film dedicata a Zorro. Inoltre i simboli di Zorro, dal mantello nero alla Z sono simboli legati alla Massoneria e i suoi comportamenti a difesa dei deboli sono quelli che ispirano i principi massonici. Lombardo fu messo sul rogo dall'Inquisizione.

[modifica] Altri media

Isabel Allende ha fornito la sua versione della storia nella biografia fittizia Zorro - L'inizio della leggenda (2005).

Questo personaggio può essere considerato uno dei primi precursori del supereroe dei comic book americani (Batman su tutti), essendo una persona indipendente e valorosa con un'identità segreta che difende indossando una maschera, e che fa del bene per la gente comune servendosi delle sue superiori abilità di combattente. Ha persino un animale simbolo, sebbene chi non parli spagnolo non se ne renda conto, dal momento che il suo nome è la traduzione spagnola di volpe anche se non è mai stato raffigurato come un emblema.

In sostanza Zorro si è sempre prestato ad essere riadattato per libri di fumetti e strisce a fumetti. Il personaggio più noto che fu evidentemente influenzato da Zorro è Batman, creato da Bob Kane negli anni trenta (nella stesso svolgimento di Batman, Bruce Wayne fu ispirato da Zorro: i suoi genitori furono uccisi una sera dopo avere visto The Mark of Zorro, inoltre Zorro teneva il suo cavallo nell'interrato della sua casa, e così fa Batman con la sua Batmobile).

[modifica] Nemici

[modifica] Sergente Garcia

Uno degli acerrimi nemici di Zorro, è il sergente Garcia, un panciotto sfortunato, ed è l'assistente del governatore. Ogni fine, l'eroe lo punisce firmando una Z.

[modifica] Cinema

[modifica] Serial cinematografici

Di questi serial nel 1959 venne distribuita nelle sale cinematografiche americanio una versione "condensata", con durate di poco superiori all'ora. I film vennero così trasmessi in televisione in Italia, ove quindi furono visti per la prima volta.

[modifica] Film

[modifica] Apocrifi e parodie

[modifica] Televisione

Da segnalare la serie TV del 2001 La Regina di Spade, che narra le avventure di una versione femminile di Zorro.

[modifica] Fumetti

Zorro è stato protagonista di diverse trasposizioni fumettistiche.

Tra le versioni più famose ricordiamo quella di Alex Toth pubblicato dalla Disney negli anni cinquanta e quella nostrana realizzata da Guido Buzzelli. Negli anni novanta la Marvel comics realizza una serie durata 12 numeri e nel 1993 la Topps Comics lancia una nuova serie scritta dall'esperto sceneggiatore Don McGregor in cui viene lanciata anche la bad girl Lady Rawhide (destinata ad una breve ma brillante carriera con una testata tutta sua). In uno special Zorro deve anche fare i conti con Dracula il Vampiro in uno team up scritto sempre da McGregor.

Recentemente è stata annunciata una nuova serie dedicata alla volpe nera destinata ad un pubblico di adolescenti[senza fonte]. Inoltre, anche lo spadaccino Roronoa Zoro del manga One Piece è ispirato al personaggio di Zorro. Nel 1968 il fumettista italiano Benito Jacovitti ha dato origine ad una gustosa parodia di Zorro, che ha come protagonista Zorry Kid, alter ego dello sfaccendato Kid Paloma. Il ciclo dei fumetti di Zorry Kid si è concluso nel 1973.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Bibliografia

  • Fabio Troncarelli, La spada e la croce. Guillén Lombardo e l'Inquisizione in Messico, ed. Salerno, Roma, 1999.

[modifica] Collegamenti esterni

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