Ramón Mercader

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Jaime Ramón Mercader del Río Hernández (Barcellona, 7 febbraio 1913L'Avana, 18 ottobre 1978) è stato un agente segreto spagnolo operante nel NKVD durante il governo di Josif Stalin nell'URSS. Divenne noto unicamente per essere stato l'assassino di Lev Trockij.

Era il fratello dell'attrice María Mercader, già seconda moglie dell'attore Vittorio de Sica e madre dell'attore Christian De Sica[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in Spagna, trascorse gran parte della sua gioventù in Francia con la madre Eustacia María Caridad del Río Hernández dopo la separazione dal padre catalano. Fin da giovane abbracciò le ideologie comuniste, cooperando con organizzazioni di sinistra spagnole verso la metà degli anni trenta, venne anche imprigionato per attività politica e fu scarcerato nel 1936, quando in Spagna salì al potere un governo di sinistra.

Nel frattempo, sua madre divenne agente segreto sovietico e lui la seguì a Mosca dove venne soprannominato dai suoi superiori "Gnome".

Iniziò dunque ad operare per il NKVD, dal quale venne incaricato di assassinare Lev Trockij, che diversi anni prima era stato esiliato dall'Unione Sovietica ma continuava a fare propaganda contro il leader sovietico, soprattutto attraverso i suoi scritti. Mercader si trasferì quindi in Messico nell'ottobre del 1939, con un falso passaporto intestato al nome di Jacques Mornard e con la falsa occupazione di uomo d'affari, nato a Teheran da un inesistente diplomatico belga.

Attraverso una segretaria statunitense di Trockij, Sylvia Ageloff, che aveva appositamente corteggiato a Parigi e che aveva poi seguito negli USA e in Messico, riuscì a venire a contatto con Trockij, spacciandosi per un seguace canadese delle sue idee politiche. Il politico russo era appena sfuggito, nel maggio del 1940, all'assalto armato organizzato dal celebre pittore David Alfaro Siqueiros, di tendenza staliniana.

Il 20 agosto 1940, Mercader ferì a morte Trockij, sfondandogli il cranio con una piccozza da ghiaccio dal manico tagliato, nella sua residenza a Coyoacán. Mercader fu ferito e quindi arrestato dalle autorità messicane, alle quali non rivelò mai la sua vera identità, tuttavia venne condannato per omicidio a 20 anni di carcere. Nel 1953 la sua vera identità venne scoperta ma i suoi legami con NKVD rimasero segreti fino allo scioglimento dell'Unione Sovietica.

Il 6 maggio 1960 venne rilasciato dal carcere dopo diverse richieste di grazia. Si trasferì così a L'Avana dove fu accolto da Fidel Castro. Nel 1961 si recò in Unione Sovietica dove in precedenza il governo staliniano lo aveva insignito con la medaglia d'Eroe dell'Unione Sovietica, una delle più alte onorificenze della nazione. L'onorificenza gli fu successivamente revocata nel 1963 per ordine di Chruščëv. Trascorse il resto della vita tra Cuba, la Cecoslovacchia e l'URSS.

Morì a L'Avana nel 1978 di sarcoma e venne sepolto a Mosca, dove tuttora si trova la sua tomba, con il nome di Ramon Ivanovich Lopez nel cimitero Kuntsevo, un posto d'onore nel museo dedicato al KGB.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ “Mio zio? Fu davvero un assassino!” www.christiandesicaonline.com/

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Eroe dell'Unione Sovietica (Revocata) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica (Revocata)
— 1960
Ordine di Lenin - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin
— 1960

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