Mireille Darc

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Mireille Darc (2010)

Mireille Aigroz, nota come Mireille Darc (Tolone, 15 maggio 1938), è un'attrice e regista cinematografica e televisiva francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata a Tolone, frequenta il Conservatorio d'Arte Drammatica della città e si trasferisce quindi a Parigi nel 1959 per lavorare come modella e seguire i corsi di recitazione di Maurice Escande e Raymond Rouleau[1]. Inizia ad apparire in piccole parti al cinema e si afferma in televisione con La Grande Bretèche (1960) e Hauteclair (1961). Sul grande schermo interpreta per alcuni anni ruoli secondari, solitamente accanto ad attrici più celebri o come unica interprete femminile di film gialli di netta prevalenza maschile[1] in cui la sua capigliatura bionda a caschetto e i suoi lineamenti spesso imbronciati[2] costituiscono un elemento malizioso o ingenuo[1].

Mireille Darc (1989)

Il primo ruolo di rilievo sul grande schermo è nel film commedia I tre affari del signor Duval (1963), in cui interpreta il ruolo della figlia di Léonard Monestier (Louis de Funès). Ma è il regista Georges Lautner a lanciarla nel 1965 con il ruolo di protagonista nel film drammatico Galia (1965), cui segue l'anno successivo il poliziesco Rififi internazionale (1966) di Denys de La Patellière, in cui l'attrice si afferma definitivamente[2] grazie alla sua recitazione sfumatamente sensuale e al suo fisico androgino[1].

Sotto la direzione di Lautner, Mireille Darc ha interpretato in tutto tredici film prevalentemente drammatici e polizieschi, disegnando personaggi anticonformisti e non privi di notazioni umoristiche[1]. Durante gli anni sessanta, l'attrice lavora per diversi celebri registi, tra cui Jean Luc Godard nel dramma Week-end, un uomo e una donna dal sabato alla domenica (1967), dove impersona efficacemente una moglie ambigua e indecisa[1].

Durante le riprese del film Addio Jeff! (1969), la Darc si innamora del co-protagonista Alain Delon e inizia con lui un sodalizio sentimentale e artistico che durerà per quindici anni. L'attrice compare in due dei maggiori successi di Delon, Borsalino (1970) e Borsalino and Co. (1974), e lo affianca in altre celebri pellicole poliziesche quali Esecutore oltre la legge (1974) e Per la pelle di un poliziotto (1981). La Darc dimostra notevole versatilità anche nella commedia, genere in cui vanno ricordati il film Alto, biondo e...con una scarpa nera (1972) e il suo sequel Il grande biondo (1974), entrambi diretti da Yves Robert e interpretati a fianco del comico Pierre Richard. Nella prima delle due pellicole, la Darc indossa un abito dall'audace scollatura sulla schiena, che desta sensazione presso il pubblico e contribuisce a fare di lei uno dei sex symbol degli anni settanta.

Verso la fine del decennio, la sua carriera inizia una fase di declino. L'attrice si distingue ancora in alcune commedie quali Mai prima del matrimonio (1982) di Daniel Ceccaldi, ma deve interrompere l'attività artistica in seguito a un grave incidente automobilistico e a un serio intervento chirurgico a cuore aperto. Ripresasi dai problemi di salute, si lascia tentare dalla regia con il dramma psicologico La Barbare, che dirige nel 1989, mentre dagli anni novanta lavora prevalentemente per la televisione[2], sia come attrice che come regista di telefilm e reportage.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Dopo la fine della lunga relazione con Alain Delon (1968-1983), è stata compagna del giornalista e scrittore Pierre Barret, direttore dell'emittente radiofonica francese Europe 1, morto di cancro nel 1988. Nel 1996 ha incontrato l'architetto Pascal Desprez, che ha sposato il 30 giugno 2002.

Nel 2005 l'attrice ha pubblicato la propria autobiografia, Tant que battra mon coeur, mentre nel 2006 è stata insignita dal presidente francese Jacques Chirac della prestigiosa onorificenza della Legion d'Onore.

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. I, pag. 127-128
  2. ^ a b c Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2002, pag. 521

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