Capitano Nemo

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Capitano Nemo
La prima apparizione del Capitano Nemo
La prima apparizione del Capitano Nemo
Universo Trilogia dell'Isola misteriosa
Alter ego

Principe Dakkar

Autore Jules Verne
1ª app. in Ventimila leghe sotto i mari
Ultima app. in L'isola misteriosa
Specie umana
Sesso Maschio
Etnia indiano
Luogo di nascita Bundelkhand, India (Polonia nella prima versione)
Data di nascita sconosciuta (1828-1830 circa)[1]
Professione capitano, ingegnere
Affiliazione Nautilus
Parenti

Fateh Ali Tipu (nonno, deceduto), genitori deceduti in guerra (padre, rajah indiano), moglie e due figli, deceduti durante la guerra

Il capitano Nemo (dal latino "nessuno", un'allusione alla risposta data da Ulisse a Polifemo nell'Odissea[2]), il cui vero nome è Principe Dakkar, è un personaggio del romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari (Vingt mille lieues sous le mers, 1870) e compare anche ne L'isola misteriosa (L'île mystérieuse, 1874). Nemo è il misterioso capitano e costruttore del Nautilus, un formidabile sottomarino: apparentemente uno scienziato ed esploratore misantropo ed eccentrico, egli è in realtà un vendicatore dei torti subiti da lui stesso e dai popoli oppressi, in particolare prende di mira le navi militari dell'Impero britannico[3], spesso affondandole.

Il personaggio[modifica | modifica sorgente]

« Non sapevo che cosa pensare quando, vicino a me, sentii il capitano Nemo dire con voce grave: «In altri tempi quella nave si chiamava "Marseillais". (...) Oggi, 1º giugno 1868, sono settantaquattro anni che in questo stesso punto, (...) la nave, dopo un'eroica battaglia contro i vascelli inglesi, completamente disalberata e con un terzo dell'equipaggio fuori combattimento, preferì affondare con i suoi trecentocinquantasei uomini d'equipaggio piuttosto che arrendersi e, con la bandiera inchiodata a poppa, scomparve sotto le onde al grido di: "Viva la repubblica!"». «Il "Vengeur"!» esclamai. «Sì, signore, "Vengeur" ["Vendicatore" in francese]. Un bel nome» mormorò il capitano Nemo, incrociando le braccia sul petto. »
(Jules Verne, Ventimila leghe sotto i mari, seconda parte, capitolo XII)

Nella versione iniziale di Ventimila leghe sotto i mari Nemo era un nobile polacco desideroso di vendicarsi dell'omicidio della sua famiglia durante la repressione russa della Rivolta di Gennaio (l'insurrezione polacca, 1863-1864). L'editore di Verne, Pierre-Jules Hetzel, temette la censura del libro sul mercato russo e di offendere un potente alleato francese, l'Impero russo e rese oscuri il passato e le motivazioni di Nemo. Dai dati non modificati che Verne ha lasciato, appare visibile, soprattutto nella prima parte del romanzo, che Nemo ha una cultura di tipo europeo, giustificato dal fatto che ha studiato in Europa, come molti nobili indiani dell'epoca. Inoltre, tra le incongruenze vi sono l'aspetto di Nemo, descritto come un "meridionale", ma come un uomo bianco e non come un indiano di pelle scura. Nemo è poliglotta e ha inventato anche una lingua artificiale che usa con i suoi compagni, marinai di differente nazionalità, tra cui si sa che vi è un francese, che muore durante il viaggio a causa di una piovra gigante.

Nel seguito del romanzo, L'isola misteriosa, Nemo si presenta come il principe Dakkar, figlio di un rajah indiano e nipote di Tippoo Sahib, con un profondo odio per la conquista dell'India da parte del Regno Unito. Successivamente all'ammutinamento dei Sepoy, in cui perse il regno e nel quale fu massacrata la sua famiglia, si dedica alla ricerca scientifica (è un ingegnere che ha studiato in Europa e America) e sviluppa, utilizzando le proprie ricchezze, un avanzato sottomarino elettrico, il Nautilus. Con un equipaggio di fedeli marinai naviga per i mari combattendo l'ingiustizia, specialmente la schiavitù, finanziato dall'oro dei galeoni spagnoli affondati nella baia di Vigo. La bandiera personale di Nemo è una lettera "N" d'oro in campo nero. In Ventimila leghe sotto i mari Nemo mostra avversione per l'umanità, ma aiuta i tre naufraghi protagonisti, gli insorti greci cretesi contro i turchi e un pescatore indiano di perle, rivelando che egli appartiene al "paese degli oppressi", proprio come quell'indiano. Inoltre appare come un sostenitore dei popoli sfruttati, avversario del colonialismo. Si scopre che Nemo compie assalti di navi da guerra nemiche e le affonda; nel seguito del romanzo si capirà che le navi della nazione odiata dal capitano sono navi inglesi.

Ventimila leghe sotto i mari[modifica | modifica sorgente]

Nemo mostra il salone del Nautilus al professor Arronax

In seguito ad un assalto e di alcuni incidenti di Nemo contro alcune navi, la nave Abraham Lincoln si dedica alla ricerca di un misterioso mostro marino, in realtà il Nautilus. Dopo uno scontro con la fregata, l'urto del sommergibile causa la caduta in mare del professor Arronax, naturalista francese, del suo domestico Conseil e del fiocinere Ned Land. Una volta a bordo si troveranno al cospetto del comandante del "Nautilus". Nemo, dopo alcune esitazioni, decide di ospitarli permanentemente nella sua nave, ma non permette loro che tornino a terra, per paura che rivelino la sua esistenza. Così viaggiano lungo il mare facendo molte osservazioni. I tre protagonisti, ad esempio, partecipano ad una battuta di caccia, o meglio, ad un'escursione nelle foreste sottomarine di Crespo, nel Pacifico, indossando speciali scafandri, abbattendo durante l'escursione una foca con un colpo di uno speciale fucile elettrico, inventato dal Capitano Nemo. Arrivati nell'arcipelago asiatico-oceanico, sfuggono ad una tribù di selvaggi antropofagi. Proseguendo fino ai mari indiani, compiono un'altra escursione sottomarina durante la quale fanno visita ad una perla gigante, custodita in un'ostrica altrettanto grande dal Capitano Nemo; quest'ultimo, aiutato da Ned Land, salva un giovane pescatore indiano di perle da uno squalo, usando un coltello. Il Nautilus supera il Canale di Suez prima della sua apertura ufficiale, attraversando in immersione un tunnel scoperto dal Capitano Nemo, per poi giungere nel Mediterraneo.

A differenza di Aronnax e Conseil, Ned Land non è interessato alle scoperte scientifiche, ma pianifica una fuga notturna durante il tragitto nell'Atlantico. Tuttavia, al momento stabilito, il Capitano Nemo incrocia Aronnax, impedendo l'attuazione della fuga. Insieme escono con gli scafandri per un'escursione. Il Capitano Nemo mostra così al professore i resti sprofondati del continente di Atlantide.

Il Nautilus prosegue il suo viaggio fino ad arrivare al Polo Sud, dove per poco non rimane incagliato nel ghiaccio. Mentre fa ritorno a Nord, il sottomarino viene assediato da calamari giganti, sfuggendo dopo un'aspra lotta alle terribili creature, e poi salva delle balene da un attacco di capodogli, usando lo stesso Nautilus come arma.

Il Capitano Nemo appare come un uomo geniale, ma allo stesso tempo oscuro e misterioso. Afferma di aver rinunciato alla società degli uomini e di aver tagliato qualsiasi legame con la terraferma. Lo si vede però aiutare gli autonomisti greci donando loro i tesori da lui trovati sul fondo del mare. Mostra inoltre un odio implacabile nei confronti di una particolare nave, di cui riconosce la "nazione" senza vederne la bandiera, affondandola con violenza per vendicare la sua famiglia, definendosi un oppresso e lasciando tutto il resto al mistero (si tratta di una nave britannica, come si vedrà poi nel seguito; nel manoscritto originale il romanzo doveva mostrare la nave come battente bandiera russa).

Più volte Land tenta invano di organizzare un piano di fuga, anche contro la volontà dello stesso professor Aronnax, restìo a lasciare il Nautilus tante sono le bellezze e le scoperte per i suoi studi sul mondo marino. Dopo qualche mese però la vita dentro al sottomarino diventa monotona: il Capitano Nemo si chiude sempre più in sé stesso e i protagonisti, compreso il professore, non provano più lo stesso entusiasmo iniziale. Ned Land ne approfitta per organizzare un nuovo tentativo di fuga, utilizzando il "canotto" del Nautilus, quando il sottomarino viene improvvisamente risucchiato dal terribile gorgo del Maelström, vicino alle coste della Norvegia. Nemo, assorto in sé stesso, è in preda ai rimorsi per la morte di alcuni suoi marinai, oltre che dei nemici, e affranto dal dolore del ricordo per la morte della sua famiglia, e non si accorge dei fuggiaschi. Scaraventati fuori dalla nave, i tre fuggitivi, a causa della furia del mare, perdono conoscenza e si risvegliano, sani e salvi, nella capanna di un pescatore in una delle isole Lofoten, in attesa di poter fare ritorno in Francia. La sorte di Nemo rimane oscura e la sua identità affidata ad un manoscritto che egli afferma di voler lasciare alla deriva tra le onde, anche se Arronax si augura che sia sopravvissuto per dedicarsi all'attività scientifica, abbandonando quella di giustiziere, come infatti farà, combattendo solo per difesa sua e di altri nel successivo capitolo della storia.

L'isola misteriosa[modifica | modifica sorgente]

Alcuni reduci della guerra civile americana naufragano su un'isola sperduta, chiamata isola Lincoln, dove vengono misteriosamente aiutati a sopravvivere e salvati da numerose insidie. Alla fine, dopo numerose peripezie, il segreto dell'isola viene rivelato: è il nascondiglio del Capitano Nemo e del suo Nautilus. Il Capitano Nemo, ormai anziano e malato, ultimo sopravvissuto del suo equipaggio, ha soccorso gli eroi, ha fatto ritrovare la cassa, affondato la nave pirata con una torpedine e ucciso i pirati con il suo fucile elettrico. Nemo confessa la storia della sua vita (la sua identità di nobile indiano in lotta contro il colonialismo britannico), consegna loro il manoscritto autobiografico e racconta di averli aiutati per fare ammenda dei suoi precedenti crimini (gli assalti e la morte dei marinai nemici a scopo di vendetta), chiedendo e ottenendo un' "assoluzione" da Cyrus Smith, uno dei naufraghi; mostra anche un certo disappunto contro Arronax, che aveva rivelato l'esistenza del Nautilus al mondo, dopo il ritorno in Francia; infine, in pace con sé stesso, muore di vecchiaia ed il Nautilus viene affondato per essere la sua tomba.

Infine l'isola esplode in un'eruzione vulcanica e i naufraghi, pur avvertiti da Nemo, si ritrovano su un piccolo scoglio, ultimo resto della Granite House. Vengono salvati dal Duncan, il panfilo di Lord Glenarvan su cui hanno navigato i protagonisti de I figli del capitano Grant; questo è tornato per raccogliere Ayrton, ed è venuto a cercare i naufraghi a seguito di un messaggio lasciato sull'isola Tabor da Nemo.

Incongruenze ed errori[modifica | modifica sorgente]

A causa della redazione e delle censure di Hetzel all'opera di Verne, o per errori di Verne stesso o incomprensioni con l'editore, vi sono alcune incongruenze nella vita di Nemo, che rendono alcuni aspetti della sua storia misteriosi o cronologicamente confusi. Verne era altresì meticoloso nei suoi lavori, attento alla plausibilità scientifica e storica dei suoi lavori, quindi tutto questo sarebbe da attribuire alla fretta dei curatori e degli editori.[4]

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

  • Ventimila leghe sotto i mari è stato scritto tra il 1869 e il 1870 e registra i viaggi della Nautilus tra il 1866 e il 1868. L'isola misteriosa è stato scritto nel 1874, ma è ambientato dopo la guerra civile americana, tra il 1865 e il 1867. Ciò significherebbe che il capitano Nemo che è apparso nel secondo romanzo muore prima che il Capitano Nemo di Ventimila leghe sotto i mari si metta in viaggio. Inoltre, quando il capitano Nemo appare ne L'isola misteriosa, egli cita aver incontrato Aronnax 16 anni prima.
  • Nemo viene descritto come un quarantenne da Arronax, quindi sarebbe nato intorno al 1828. Le vicende dell'isola, seguendo le parole di Nemo, dovrebbero quindi essere ambientate nel 1884, 16 anni dopo la prima presunta scomparsa di Nemo nel Maelstrom, e il capitano dovrebbe avere circa 56 anni alla sua morte.

Caratteristiche personali[modifica | modifica sorgente]

Il capitano Nemo nel cimitero di corallo

Verne non corresse la prima parte del romanzo, ormai uscita, cosicché resta difficile identificare Nemo come un indiano (sarebbe impossibile senza la rivelazione finale de L'isola misteriosa), mentre sarebbe più semplice se fosse polacco, come era nelle intenzioni dello scrittore, e difatti è rappresentato come un europeo nella maggior parte delle riduzioni cinematografiche, e anche nella seconda si trovano tracce della prima redazione (Nemo mostra solo in un'occasione una simpatia per un pescatore indiano, ma perché "oppresso", così come aiuta i greci insorti). Non presenta caratteristiche tipiche da indiano, anche se con cultura europea per aver studiato all'estero, ma appare europeo in tutto e per tutto. In particolare:

  • nella scena del cimitero di corallo, appare una croce sottomarina eretta dai marinai del Nautilus, e lo stesso Nemo si inginocchia a pregare con le braccia in croce.[5] Anche se non sembra praticare alcuna religione specifica, tutto questo è tipico di chi comunque ha un background cristiano, come un nobile polacco, e non indù o musulmano, come ci si aspetterebbe da un principe indiano.
  • l'aspetto di Nemo e dei marinai è descritto come europeo, anche se di diverse latitudini.
  • Nemo non mostra disprezzo aperto per gli inglesi come ne L'isola misteriosa, ne conosce bene la lingua e afferma di aver studiato a Londra, mentre nell'Isola afferma di non aver voluto mettere mai piede nella terra dei suoi oppressori.
  • la nave affondata da Nemo, che si dice inglese nell'Isola, non viene riconosciuta (ad esempio per l'aspetto dei marinai o per la loro lingua) né da Arronax né da Ned Land[6], la cui lingua madre è l'inglese, e quindi poteva più facilmente essere russa (le navi britanniche erano molto più frequenti nelle rotte dell'epoca, mentre quelle russe lo erano meno, e il Nautilus incontra e affonda due sole navi nemiche durante il viaggio).
  • la famiglia di Nemo del ritratto non viene descritta come indiana da Arronax, mentre la moglie di Nemo, ad esempio, avrebbe dovuto avere caratteristiche e abiti tipicamente indiani, che sono facilmente riconoscibili ma si parla solo di "una giovane donna con due bambini ancora piccoli".[7]
  • la cultura di Nemo è prettamente europea (usa un nome latino e latini sono il nome ed il motto della sua nave), e si nota anche la sua ammirazione per l'arte classica ed europea[8], e la mancanza totale di riferimenti indiani nel Nautilus e nella cabina di Nemo, neppure tra i suoi oggetti personali; nell'Isola invece mostra un forte attaccamento all'India come sua madrepatria.
  • il primo degli eroi di Nemo, il cui ritratto campeggia nella sua cabina, è proprio l'eroe polacco Tadeusz_Kościuszko (gli altri sono Daniele Manin, Abraham Lincoln, John Brown disegnato da Victor Hugo, George Washington, Daniel O'Connell e Markos Botsaris, tutti "occidentali" e oppositori delle monarchie, una cosa insolita per il figlio di un sovrano indiano; lo stesso Verne era vicino alla massoneria e repubblicano, se non anarchico).[9][10][11]
  • nel primo libro si dice che Nemo lasciò la società umana dopo il 1865, e i primi incidenti con le navi avvengono circa tre anni dopo, coerentemente con la fine della rivolta polacca nel 1864; la rivolta indiana invece terminò nel 1857, da che risulta che Nemo abbia passato circa 8 anni a costruire il Nautilus, mantenendo nel contempo legami col mondo fino al 1865 (anno in cui acquistò gli ultimi libri), dato che non si parla di avvistamenti del "mostro" (cioè del sottomarino) precedenti.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

In ambito cinematografico Nemo è stato interpretato da Allen Holubar in Ventimila leghe sotto i mari di Stuart Paton, un film del 1916; James Mason (20.000 leghe sotto i mari, 1954), Herbert Lom (L'isola misteriosa, 1961), Omar Sharif (L'isola misteriosa e il capitano Nemo, 1973), John Bach (nella serie TV Mysterious Island, 1995), Naseeruddin Shah (La leggenda degli uomini straordinari, 2003), e Patrick Stewart (L'isola misteriosa, 2005).

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del capitano Nemo.

Nel romanzo pastiche di fantascienza di Philip José Farmer Il diario segreto di Phileas Fogg (The Other Log of Phileas Fogg, 1973), Nemo viene descritto come un personaggio molto più sinistro ed egoista. Viene detto che è un agente dei Capellani, una delle due fazioni extraterrestri (e nel contesto del romanzo la meno etica) in lotta per il controllo della Terra e di tutti gli esemplari rimasti di tecnologia extraterrestre. Come suggerito dal titolo, Phileas Fogg è un agente dell'altra fazione, gli Eridaniani. Inoltre viene suggerito che esista più di un Capitano Nemo, uno dei quali sarebbe Moriarty, la nemesi di Sherlock Holmes. Compare anche nell'anime Nadia - Il mistero della pietra azzurra e nel fumetto La Lega degli Straordinari Gentlemen di Alan Moore (Moore è autore anche di V for Vendetta il cui protagonista ha qualche tratto in comune con Nemo: la sete di vendetta contro una potenza nemica, l'identità misteriosa, un passato tragico, la lettera iniziale come firma, ecc.).

Il personaggio del pesce pagliaccio Nemo nel film Alla ricerca di Nemo, della Disney-Pixar, prende nome da lui.

È stato il soggetto di una canzone di Sarah Brightman, di una degli Ace of Base, di una dei Nightwish, e di una di Francesco De Gregori (Le lacrime di Nemo - l'esplosione - la fine).

Il Polo Pacifico dell'Inaccessibilità è chiamato anche Punto Nemo in suo onore.

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il professor Arronax lo descrive come un uomo sulla quarantina nel 1868 circa
  2. ^ forse ispirato anche dal motto scozzese Nemo me impune lacessit e alla parola greca "nemesis", che indicava la punizione divina
  3. ^ originariamente dell'Impero russo: il nemico di Nemo doveva essere, prima della censura dell'editore, lo zar Alessandro II, responsabile della repressione in Polonia, e non il colonialismo britannico contro gli indipendentisti indiani
  4. ^ Mike Perschon, Finding Nemo: Verne antihero as original Steampunk; Verniana, n.2
  5. ^ Capitolo finale della prima parte del romanzo
  6. ^ Ventimila leghe, capitolo Un'ecatombe
  7. ^ ibidem
  8. ^ Capitolo X L'uomo delle acque
  9. ^ I ritratti nella stanza del Capitano Nemo
  10. ^ M. Lamy, Gianfranco De Turris, Jules Verne e l'esoterismo. I viaggi straordinari, i Rosacroce, Rennes-le-Chateau
  11. ^ Aurélien Douguet, La nera bandiera di Capitan Nemo

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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