Terra Australis

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Nella parte bassa della mappa è segnata la Terra Australis
La mappa del mondo dalle Tabulae Rudolphinae di Giovanni Keplero
Vincenzo Maria Coronelli, Mare Del Sud Detto Altrimente Mare Pacifico, 1692

Terra Australis, indicata anche nella forma Terra Australis Incognita ("sconosciuta terra australe"), era un continente ipotetico illustrato sulle mappe risalenti al periodo compreso fra il XV e il XVIII secolo, situato nell'emisfero australe e talvolta indicato come Magellanica (come ad esempio nella Kunyu Wanguo Quantu di Matteo Ricci).

La paternità della definizione è attribuibile ad Aristotele, e in seguito fu ripresa da Tolomeo; il cartografo greco del I secolo era convinto che per equilibrare il peso del continente euro-asiatico dell’emisfero settentrionale ne fosse necessario uno in quello australe.

Nel Rinascimento le mappe di Tolomeo divennero la base della cartografia e quindi il continente fu riportato sulle mappe europee. Nonostante in seguito ai viaggi di esplorazione si riducesse l'area occupata dall'ipotetico continente, questo continuava a essere raffigurato, talvolta con dimensioni enormi, in particolare nell'Oceano Pacifico.

La Terra Australis è stata la destinazione di numerose opere di fantasia del genere del viaggio immaginario, spesso a sfondo utopico o satirico, fino al Settecento.[1]

La Nuova Zelanda, avvistata per la prima volta da Abel Tasman nel 1642, era considerata parte del continente australe. Le dimensioni e l'aspetto della Terra Australis furono corrette in seguito ai viaggi di Matthew Flinders e di James Cook. Quest'ultimo circumnavigò la Nuova Zelanda, dimostrando quindi la sua "indipendenza" dalla Terra Australis. Nel suo secondo viaggio circumnavigò il globo ad una latitudine molto meridionale, riducendo ulteriormente l'area della possibile presenza di un continente e delimitandone la posizione alla regione polare.

Flinders nel 1801 prese il comando di una spedizione che circumnavigò in senso antiorario la costa dell'Australia, attraversando la Grande Barriera Corallina attraverso quello che è attualmente conosciuto come il Flinders Passage, ed esplorando il Golfo di Carpentaria nel nord. Le carte che disegnò della linea costiera sono notevolmente accurate. Completato il suo viaggio nel 1803, prese il mare diretto in Inghilterra. La sua nave però naufragò su uno scoglio corallino non riportato dalle mappe e dovette ritornare in Australia sulla scialuppa della nave, con un lungo viaggio di circa 1130 km.

Anche se poco conosciuto nella nativa Inghilterra, Flinders è ben conosciuto in Australia, dove gli sono state erette più statue commemorative di chiunque altro (esclusa la Regina Vittoria). Sempre grazie a Flinders il nome Australia divenne il toponimo del continente: infatti, dato l'enorme successo di Viaggio attorno alla Terra Australis (A Voyage around Terra Australis), libro dove l'esploratore narrò i suoi viaggi, il governatore del Nuovo Galles del Sud Lachlan Macquarie propose alla Segreteria di Stato per le Colonie di modificare il toponimo del continente. Nel 1824 l'Ammiragliato operò il cambio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Derrick Moors, Imaginary Voyages in The La Troube Journal n.41, State Library of Victoria, 1988. URL consultato il 23 dicembre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]