Space opera

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Copertina della rivista pulp Wonder Stories, 1934

La space opera, o epopea spaziale, è un sottogenere della fantascienza, nato nella letteratura ma che ha riscosso grande successo anche in televisione e al cinema. I temi principali che la caratterizzano sono l'avventura, il romanticismo, i viaggi interstellari e, non di rado, le battaglie spaziali, ambientate in immensi universi spesso dominati da imperi galattici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Copertina di Amazing Stories Quarterly, estate 1928
Copertina della rivista a fumetti Planet Comics n.71, 1953 (illustrazione di Bill Discount)
Copertina di Planet Stories, novembre 1953

Il termine space opera è stato suggerito[1] da Wilson Tucker nel 1941 come variante fantascientifica di soap opera (neologismo con cui si indicavano i radiodrammi sentimentali sponsorizzati dalle marche di detersivo) e horse opera (termine che indicava il genere più avventuroso ed escapista della narrativa western). Significa racconto di avventura spaziale orientato verso l'azione, a differenza delle storie di fantascienza "tecnologica" (fantascienza hard), che si concentrano piuttosto sugli effetti del progresso tecnologico e delle invenzioni. Tra le due cose, beninteso, non c'è una netta demarcazione, tanto che molti autori riescono a combinare l'avventura spaziale con una certa accuratezza tecnico-scientifica, facendo sì che le space opera meglio scritte facciano parte a pieno titolo della miglior fantascienza. Gli autori delle prime storie di space opera sono stati E. E. "Doc" Smith (con le sue serie dell'Allodola dello spazio e dei Lensman), Edmond Hamilton, Jack Williamson, John W. Campbell e, qualche anno più tardi, anche Leigh Brackett.

In anni recenti, una rinascita della space opera ha prodotto qualcosa che alcuni considerano un sottogenere definito "nuova space opera" (new space opera). Specificamente, essa combina le proporzioni galattiche e la grandeur della space opera tradizionale con elementi della fantascienza hard, la fantascienza a carattere più spiccatamente meccanico/tecnologico. La nuova space opera[1] è perciò rigorosa dal punto di vista scientifico e ambiziosa nei suoi obiettivi. Tra i praticanti del nuovo genere vi sono Stephen R. Donaldson, Dan Simmons, John Varley, David Brin, Iain Banks, Catherine Asaro, Orson Scott Card, John Clute, Charles Stross, Peter F. Hamilton, Lois McMaster Bujold, M. John Harrison, Donald M. Kingsbury, David Weber, Ken MacLeod, Alastair Reynolds, Mike Resnick e C. J. Cherryh.

Il mondo degli anime, i cartoni animati giapponesi, è diventato uno dei maggiori ambienti di sviluppo per la space opera: serie come Cowboy Bebop, Gundam, Dirty Pair (Original e Flash), Crest of the Stars, Legend of Galactic Heroes e Mobile Battleship Nadesico accrescono la popolarità di questo genere e in una certa misura lo influenzano (quello di Farscape è un buon esempio di come gli anime influenzino una serie tv in corso di svolgimento).

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

All'interno dei romanzi di space opera la verosimiglianza scientifica dei diversi scenari varia enormemente. In alcuni casi, la sola violazione delle leggi conosciute della fisica è il viaggio a velocità superiori a quella della luce. All'estremo opposto, capita che i protagonisti usino diversi poteri mistici e possano distruggere in un sol colpo interi pianeti o specie aliene. Altrettanto variabile può apparire la completezza e lo sviluppo dei personaggi descritti. Ad esempio, Lois McMaster Bujold e Iain Banks scrivono di conflitti dalle caratteristiche molto umane.

Una sottocategoria molto popolare di space opera riguarda poi la narrazione di grandi battaglie spaziali con armi avveniristiche. Alcune hanno un piglio del tutto militare, e delineano sistemi di armamento con grande precisione tecnologica (space opera militare o military science fiction)

Molti scrittori di fantascienza usano tuttavia varianti degli scenari delle space opera con minor contenuto militarista e xenofobia interplanetaria. Nei suoi esempi più alti, la space opera è infatti una riflessione sulle future guerre nello spazio o sui suoi effetti sul genere umano. Nei casi peggiori, consiste nell'uso di trame per nulla fantascientifiche all'interno di scenari che solo a prima vista possono apparire tali.

Molte serie televisive di fantascienza, da Battlestar Galactica a Star Trek, sono varianti di space opera. Harry Harrison e Douglas Adams ne hanno messo in burletta gli stereotipi più frequenti. Il romanzo Novilunio (The Wanderer) di Fritz Leiber racconta di una Terra coinvolta in un conflitto interstellare. Altri, come Samuel R. Delany in Nova, si ispirano a concezioni mitologiche. Il genere è stato anche oggetto di satira dal racconto di Jack Vance Space Opera del 1965, in cui una compagnia operistica diffonde la cultura in pianeti che ne sono privi.

Esempi di space opera[modifica | modifica wikitesto]

Copertina della rivista Space Science Fiction, 1957; illustrazione di Tom Ryan

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti, anime e manga[modifica | modifica wikitesto]

Cinema e teatro[modifica | modifica wikitesto]

Giochi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b David G. Hartwell e Kathryn Cramer, Space Opera Redefined
  2. ^ Storie dello spazio profondo ∂ Fantascienza.com
  3. ^ a b (EN) Lawrence Schick, Heroic Worlds: A History and Guide to Role-Playing Games, New York, Prometheus Books, 1991, pp. 301-347, ISBN 978-0-87975-653-6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dave Langford: "Fun With Senseless Violence", in The Silence of the Langford (NESFA Press, 1996, ISBN 0-915368-62-5)
  • Michael Levy: "Cyberpunk Versus the New Space Opera", in Voice of Youth Advocates Vol. 31, No. 2 (June 2008), p. 132-3
Approfondimenti

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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