Harry Harrison

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Harry Harrison

Harry Harrison, nato Henry Maxwell Dempsey (Stamford, 12 marzo 1925Crowborough, 15 agosto 2012), è stato uno scrittore, glottoteta ed esperantista statunitense, autore di romanzi di fantascienza.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Harrisono visse in diversi parti del mondo come il Messico, l'Inghilterra, l'Irlanda, la Danimarca e l'Italia. Fu un forte sostenitore dell'Esperanto tant'è che il linguaggio appare spesso nei suoi romanzi e in special modo nelle serie del Ratto d'acciaio (Stainless Steel Rat) e del Pianeta impossibile (Deathworld); fu anche presidente onorario dell'associazione esperantista irlandese nonché membro di altre analoghe associazioni nel mondo. Prestò servizio nell'USAAF (aeronautica militare statunitense) durante la seconda guerra mondiale come istruttore e meccanico di artiglieria. Da ultimo visse in Irlanda, conservando un alloggio a Brighton in occasione delle visite in Gran Bretagna.

Harrison si sposò con Joan Merkler nel 1954 a New York: la loro unione durò fino alla morte di lei, nel 2002. Dal matrimonio nacquero due figli: Todd nel 1955 e Moira nel 1959; a loro il padre ha dedicato il libro Largo! Largo! (Make Room! Make Room!)

Prima di diventare uno scrittore, Harrison fece l'illustratore per due riviste di fantascienza per la EC Comics, Weird Fantasy e Weird Science. Nelle sue prime storie brevi usava spesso degli pseudonimi come 'Wade Kaempfert'. Nel 1958 scrisse anche due episodi di un fumetto inglese incentrato su Rick Random, Detective dello Spazio, creato dallo scrittore Conrad Frost e disegnato da Bill Lacey.

Harrison fu noto per il suo stile intriso di humour e satira. In tal senso le sue opere più note sono la serie del Ratto e il romanzo Bill, the Galactic Hero (parodia di Fanteria dello spazio (Starship Troopers) di Heinlein).

Durante gli anni sessanta fu lo scrittore principale della serie di Flash Gordon che appariva sui quotidiani, e una delle sue storie fu serializzata sulla rivista Comics Revue. Harrison disegnava anche schizzi per aiutare i disegnatori ad essere più precisi nei dettagli tecnici e scientifici, ma era quasi sempre ignorato.

Non tutte le opere di Harrison sono commedie od opere leggere. Scrisse molti libri su temi più impegnativi: il più noto è Largo! Largo! (Make Room! Make Room!), che svilluppava i temi della sovrappopolazione e dell'esaurimento delle risorse globali. Il testo fu la base per la sceneggiatura del film 2022: i sopravvissuti (Soylent Green, 1973). Harrison, che per questioni contrattuali non poté collaborare alla sceneggiatura, discusse dell'adattamento cinematografico nel libro Omni's Screen Flights/Screen Fantasies (1984),[5][6] dichiarandosi soddisfatto a metà del lavoro svolto dagli sceneggiatori di Hollywood.

Negli anni settanta Harrison lavorò con Brian Aldiss, impostando antologie con le quali i due autori cercarono di indirizzare pubblico e critica verso una fantascienza di qualità.

Fu insignito del Damon Knight Memorial Grand Master Award 2009[1].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Le date indicate si riferiscono alla pubblicazione in lingua originale.

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Bill, eroe galattico (Bill, the Galactic Hero)[modifica | modifica wikitesto]

  • Un eroe galattico (Bill, the Galactic Hero) (1965)
  • Bill, the Galactic Hero on the Planet of Robot Slaves (1989)
  • Bill, the Galactic Hero on the Planet of Bottled Brains (1990) con Robert Sheckley
  • Bill, the Galactic Hero on the Planet of Tasteless Pleasure (1991) con David Bischoff
  • Bill, the Galactic Hero on the Planet of Zombie Vampires (1991) con Jack C. Haldeman II
  • Bill, the Galactic Hero on the Planet of Ten Thousand Bars (1991) con David Bischoff
  • Bill, the Galactic Hero: the Final Incoherent Adventure (1991) con David Harris

Serie di Brion Brandd[modifica | modifica wikitesto]

Serie del Pianeta impossibile (Deathworld)[modifica | modifica wikitesto]

  • Pianeta impossibile parte 1 ('Deathworld) (1960)
  • Pianeta impossibile parte 2 - L' Ingegnere etico ('Deathworld 2) (1964) - pubblicato in origine come The Ethical Engineer
  • Pianeta impossibile parte 3 - I Barbari a cavallo ('Deathworld 3) (1968) - pubblicato in origine come The Horse Barbarians
  • The Mothballed Spaceship (1973) - storia breve
  • Return to Deathworld (1998) con Ant Skalandis - Pubblicato solo in Russia e Lituania
  • Deathworld vs. Filibusters (1998) con Ant Skalandis - Pubblicato solo in Russia e Lituania
  • The Creatures from Hell (1999) con Ant Skalandis - Pubblicato solo in Russia
  • Deathworld 7: Foes in Intelligence (2001) con Mikhail Ahmanov - Pubblicato solo in Russia

To the Stars (trilogia)[modifica | modifica wikitesto]

  • Homeworld (1980)
  • Wheelworld (1981)
  • Starworld (1981)

Serie del Ratto d'acciaio (The Stainless Steel Rat)[modifica | modifica wikitesto]

Ordinati secondo la cronologia della serie

Ratto d'acciaio - storie brevi[modifica | modifica wikitesto]

  • The Return of the Stainless Steel Rat (1981)
  • La quarta legge della robotica (The Fourth Law of Robotics) (1989)
  • The Golden Years of the Stainless Steel Rat (1992)

Ylanè (Eden)[modifica | modifica wikitesto]

Saga Le spade e l'impero o del Martello e della Croce (Hammer and the Cross)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Saga del Martello e della Croce.

Stars and Stripes (trilogia)[modifica | modifica wikitesto]

  • Stars and Stripes Forever (1998)
  • Stars and Stripes in Peril (2000)
  • Stars and Stripes Triumphant (2002)

Romanzi brevi[modifica | modifica wikitesto]

  • The Men from P.I.G. and R.O.B.O.T. (1974) (due romanzi brevi legati)
  • Planet Story (1978) con illustrazioni a colori sull'edizione originale di Jim Burns

Raccolte di racconti[modifica | modifica wikitesto]

  • Two Tales and Eight Tomorrows (1965)
  • War with the Robots (1967)
  • Prime Number (1970)
  • One Step from Earth (1970)
  • Stainless Steel Visions (1992)
  • Galactic Dreams (1994)
  • 50 In 50 (2001)

Fumetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'annuncio della nomina

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 80169724 LCCN: n79070047