John W. Campbell

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John Wood Campbell Jr (Newark, 8 giugno 1910Mountainside, 11 giugno 1971) è stato un autore di fantascienza e curatore editoriale statunitense. La sua fama è legata soprattutto alla rivista Astounding Science Fiction, che diresse dalla fine del 1937 alla propria morte, inaugurando la cosiddetta "epoca d'oro" della fantascienza che caratterizzò gli anni quaranta e cinquanta del Novecento.

Padre fondatore della fantascienza[modifica | modifica sorgente]

Nonostante i suoi studi più che scientifici (nel 1932 consegue la laurea in fisica), Campbell fu sempre affascinato dalla letteratura. Fondendo insieme queste due passioni, egli si appassionò ben presto alla fantascienza che proprio in quegli anni stava iniziando a muovere i suoi primi passi. Oggi è considerato uno dei padri fondatori della fantascienza stessa, e più in particolare di quella branca della fantascienza detta space opera, in cui rientrano il cosiddetto genere delle «saghe spaziali», ampiamente riprese da una vasto prosieguo di autori.

Campbell concepiva i suoi racconti di Space Opera come una sorta di trattazione futuristica di un intreccio caratteristico della fiaba; l'autore allarga l'ambientazione agli spazi interplanetari, all'interno dai quali gli eroi sono rappresentati dal genere umano, che insieme a esponenti di civiltà aliene convivono all'interno di regni e nazioni, concettualmente allargate a Confederazioni di pianeti e imperi galattici. Al posto del cavallo, i cavalieri tecnologici delle epopee di Campbell cavalcano navicelle spaziali che si muovono nell'Iperspazio, superando senza problemi la velocità della luce; invece di una nobile lama, gli eroi terrestri utilizzano pistole laser e futuribili raggi della morte. Invece di orchi e draghi trovavano posto i cosiddetti BEM (Bug-Eyed Monsters, ovvero mostri dagli occhi d'insetto).

Opere[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi degli anni trenta alcuni racconti firmati da Campbell appaiono su Amazing Stories; si tratta di racconti giovanili in cui è ancora percepibile l'influenza di E.E. Doc Smith (uno degli scrittori che hanno tracciato la strada per il futuro della fantascienza eroica).

È tuttavia interessante notare come in tali racconti traspaia il caratteristico interesse per il funzionamento delle macchine complesse, una caratteristica che non abbandonerà mai la sua produzione letteraria, concentrata principalmente su due imponenti cicli galattici: quello dedicato ad Aarn Munro il gioviano: I figli di Mu (The Mightiest Machine, 1935), Avventura nell'iperspazio (The Incredible Planet, 1949) e L'atomo infinito (The Infinite Atom, 1949) e quello degli scienziati Arcot, Wade e Morey - che insieme ai romanzi Passa la stella nera (The Black Star Passes, 1953), Isole dello spazio (Islands of Space, 1956) e Invasori dall'infinito (Invaders from the Infinite, 1961), rappresenta la conclusione della seconda saga letteraria di Campbell. Entrambe presentano tratti simili nell'ambientazione e nei personaggi.

Dopo queste due Saghe Galattiche, Campbell non si occuperà più di grandi narrazioni. Seguiranno altri romanzi e racconti, tra i quali La "cosa" da un altro mondo (Who Goes There?, 1938) dal quale è stato tratto il film La cosa da un altro mondo (1951).

Curatore editoriale di Astounding[modifica | modifica sorgente]

Le storie di Campbell saranno il tessuto più profondo sul quale molti degli scrittori di saghe successivi - da A.E. Van Vogt ad Edmond Hamilton, fino al pupillo di Campbell Isaac Asimov - costruiranno le proprie storie. Ma soprattutto Campbell fu, a partire dal 1937 e per i 30 anni successivi, il direttore della rivista Astounding Stories (nata nel 1930 come Astounding Stories of Super-Science e divenuta nel 1960 Analog Science Fact & Fiction). Con tale titolo Campbell compirà passi importanti nella direzione dell'accuratezza scientifica e della consapevolezza stilistica della letteratura fantascientifica americana, indirizzandola verso una dimensione più legata all'ambito dell'immaginario e dell'avventura, nonché verso una decisiva maturazione letteraria.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia italiana di John W. Campbell in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.

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