Jack Williamson

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Jack Williamson, pseudonimo di John Stewart Williamson (Bisbee, 29 aprile 1908Portales, 10 novembre 2006), è stato uno scrittore e autore di fantascienza statunitense.

Fu tra i primi scrittori a specializzarsi nella fantascienza, e i suoi primi scritti risalgono alla fine degli anni venti, quando questo genere, al di là dell'opera dei precursori della letteratura maggiore (H. G. Wells, Jules Verne, J. H. Rosny Aîné ecc.), era stato da poco definito sulle riviste pulp, soprattutto ad opera di Hugo Gernsback.

Williamson non ha mai smesso di scrivere: l'ultimo suo libro, The Stonehenge Gate, risale al 2005, un anno prima della morte, avvenuta a novantotto anni; è una delle carriere più prolifiche e longeve della letteratura.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Nato in Arizona, nel 1915 Williamson si trasferisce con la famiglia in Nuovo Messico, a bordo del tipico carro coperto dei pionieri.

Si lancia nel mondo della science-fiction a vent'anni: la sua prima pubblicazione, il racconto The Metal Man, appare sul numero di dicembre di Amazing Stories, nel 1928. L'anno successivo propone il suo primo romanzo, Il mare d'argento (The Alien Intelligence).

Williamson imita in parte gli autori del tempo, riprendendo lo stile dei racconti e romanzi fantastici e d'avventura che avevano avuto successo nei primi decenni del Novecento: è stato più volte messo in evidenza, ad esempio, il legame che hanno le sue prime storie con la lezione di A. Merritt, che negli anni venti e trenta è senza dubbio uno dei romanzieri più popolari.

Queste prime opere hanno dunque una forte componente avventurosa, anzi si rifanno al romanzo d'avventura otto-novecentesco (un esempio è Il popolo d'oro (Golden Blood), del 1933, in cui si organizza una spedizione alla ricerca di un misterioso tesoro nel deserto arabico) e inseriscono inevitabilmente l'autore nel circuito della space opera dell'anteguerra, ricca di avventure spaziali e romantiche. L'adesione ad una mentalità più scientifica con cui affrontare le trame fantastiche non arriva però immediatamente, e va detto che anche quando diventerà un simbolo dell'hard science fiction Williamson non disdegnerà di avventurarsi nel sovrannaturale e negli scenari fantasy.

La space opera di Jack Williamson[modifica | modifica sorgente]

Il primo grande successo di Jack Williamson è il ciclo che va sotto il nome di Legione dello spazio (Legion of Space) e che, iniziando con la pubblicazione dell’omonimo romanzo (1934), si evolve nei successivi Quelli della cometa (The Cometeers, 1936) e L'enigma del basilisco (One Against the Legion, 1939). Considerato uno dei classici fondamentali della space opera, verrà ripreso dopo diversi anni con un nuovo racconto, L'incognita di spazio-no (Nowhere Near, 1967), e un romanzo del 1983 intitolato La regina della legione (The Queen of the Legion).

All’interno del medesimo filone restano famosi anche La legione del tempo (The Legion of Time, 1938), Il millennio dell'antimateria (Seetee Ship, 1942, e Seetee Shock, 1950, due volumi) e I figli della Luna (The Moon Children, 1972).

Con queste storie si fanno strada le idee più significative di Williamson, spesso concetti di cose futuribili che partono da solide basi scientifiche e con una certa razionalità si evolvono nel campo delle possibilità di tecnica e tecnologia futura.

A Williamson è attribuita, inoltre, l'introduzione del termine terraforming (terraformazione), nonostante il concetto relativo al termine stesso sia sicuramente più vecchio.

I capolavori[modifica | modifica sorgente]

Secondo gran parte della critica, i capolavori letterari di Jack Williamson sono il romanzo Il figlio della notte (Darker Than You Think, 1948, di cui una versione ridotta appare già nel 1940) e il ciclo degli Umanoidi (The Humanoids), composto da una serie di racconti a partire dal 1947 e da un romanzo, intitolato Il ritorno degli umanoidi (The Humanoid Touch, 1980).

Si tratta, in entrambi i casi, di lavori che si distaccano dalle atmosfere spaziali e avventurose tipiche di molti lavori dell'autore, per concentrarsi sul tema del sovrannaturale e dell'oscurità dell'animo umano, senza perdere di vista le basi scientifiche (Il figlio della notte), e, con Gli umanoidi, su un tipo di fantascienza più umanistica, volta al vaglio dei possibili errori umani nell'avvenire.

Gli altri successi[modifica | modifica sorgente]

Tra le sue opere più famose si annoverano inoltre il fantasy L'impero dell'oscuro (The Reign of Wizardry, 1964, 1978) e il romanzo Un ponte tra le stelle (Star Bridge, 1955), scritto in collaborazione con James E. Gunn.

Con Frederik Pohl ha scritto vari libri: ricordiamo il ciclo de La città degli abissi e La giungla sotto il mare (Undersea Quest, 1954; Undersea Fleet, 1955; Undersea City, 1958), quello delle Scogliere dello spazio (The Reefs of Space, 1964; Starchild, 1965; Rogue Star, 1969), L'ultima stella (Farthest Star, 1975), L’estate dell'ozono (Land's End, 1988), I cantori del tempo (The Singers of Time, 1991).

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1976 Williamson ottiene il Grand Master Award alla carriera. Ma la sua attività letteraria si dispiega proficuamente ancora negli anni novanta, e di tale decade almeno qualche opera merita di essere menzionata: Sabbie rosse (Beachhead, 1992), Il sole nero (The Black Sun, 1997) e Servocittà (The Silicon Dagger, 1999).

Primo docente a ricoprire una cattedra di letteratura fantascientifica alla Eastern New Mexico University, Williamson ha scritto anche una nota autobiografia dal titolo Wonder’s Child: My Life in Science-Fiction (1984).

Opere[modifica | modifica sorgente]

Elenco parziale. Dove tradotti, sono state inserite le prime edizioni in italiano.[1]

Serie[modifica | modifica sorgente]

La legione dello spazio (Legion of Space Series)
Serie degli umanoidi (Humanoids Series)
Il millennio dell'antimateria (Seetee Series)

Un curatore editoriale suggerì che Williamson combinasse le idee della materia controterrena (antimateria) e l'estrazione dagli asteroidi, che hanno ispirato la serie Seetee (C-T) di racconti scritti come Will Stewart.

Trilogia degli abissi (Undersea Trilogy, con Frederik Pohl)
  • La città degli abissi (Undersea Quest, 1954). Traduzione di Maria Gallone, Urania n.106, Arnoldo Mondadori Editore, 1955
  • La giungla sotto il mare (Undersea Fleet, 1956). Traduzione di Gilberto Tofano, Urania n.222, Arnoldo Mondadori Editore, 1960
  • La città degli abissi (Undersea City, 1958). Traduzione di Alda Carrer, I Grandi della Fantascienza suppl. SDU n.6, Editrice Il Picchio, 1977
  • The Undersea Trilogy (1992; omnibus)
Saga of Cuckoo (con Frederik Pohl)
Trilogia delle scogliere dello spazio (Starchild Trilogy, con Frederik Pohl)

Romanzi[modifica | modifica sorgente]

Antologie[modifica | modifica sorgente]

  • The Legion of Time, and After World's End (1952)
  • The Pandora Effect (1969)
  • People Machines (1971)
  • The Early Williamson, 1975
  • La stazione della stella morta (The Best of Jack Williamson, 1978). Traduzione di Riccardo Valla, Urania n.773, Arnoldo Mondadori Editore, 1979 (primi 6 racconti); come Compratemi tutta, Urania n.775, 1979 (ultimi 8 racconti). Classici Urania n.191, Arnoldo Mondadori Editore, 1993 (raccolta completa). Contiene i racconti:
    • La stazione della stella morta (Dead Star Station, 1933)
    • L'uomo metallico (The Metal Man, 1928)
    • Senza scalo (Non Stop to Mars, 1939)
    • Pattuglia solare (The Crucible of Power, 1939)
    • Il boss e il predicatore (Breakdown, 1941)
    • Con le mani in mano (With Folded Hands..., 1947)
    • L'ugualizzatore (The Equalizer, 1947)
    • Venditore ambulante (The Peddler's Nose, 1951)
    • La più felice delle creature (The Happiest Creature)
    • Il freddo occhio verde (The Cold Green Eye, 1953)
    • Operazione gravità (Operation Gravity, 1953)
    • Visita alla mamma (Jamboree, 1969)
    • Bel tuffo, ragazzo! (The Highest Dive, 1976)
    • Compratemi tutta (Guinevere for Everybody, 1954)
  • The Alien Intelligence (1980)
  • Millions de Soleils (1988)
  • Into the Eighth Decade (1990)
  • The Prince of Space/The Girl from Mars (1998; TGFM scritto con Miles J. Breuer)
  • The Collected Stories of Jack Williamson. Volume One, The Metal Man and Others (1999). Contiene The Green Girl e The Birth of a New Republic, più sette storie originariamente pubblicate tra il 1928 e il 1931.
  • The Collected Stories of Jack Williamson. Volume Two, Wolves of Darkness (1999)
  • The Blue Spot, and Entropy Reversed (Released Entropy) (2000; entrambi da Astounding, 1937)
  • The Collected Stories of Jack Williamson. Volume Three, Wizard's Isle (2000)
  • Dragon's Island and other stories (2002; novel and two shorts)
  • The Collected Stories of Jack Williamson. Volume Four, Spider Island (2002)
  • Seventy-Five: The Diamond Anniversary of a Science Fiction Pioneer, a cura di Stephen Haffner & Richard A. Hauptmann (2004)
  • The Collected Stories of Jack Williamson. Volume Five, The Crucible of Power (2006)
  • In Memory of Wonder's Child, a cura di Stephen Haffner (2007)
  • The Worlds of Jack Williamson: A Centennial Tribute (1908–2008), a cura di Stephen Haffner (2008)
  • The Collected Stories of Jack Williamson. Volume Six, Gateway to Paradise (2008)
  • With Folded Hands… And Searching Mind, The Collected Stories of Jack Williamson. Volume Seven (2010)
  • At the Human Limit, The Collected Stories of Jack Williamson. Volume Eight (in preparazione)

Racconti[modifica | modifica sorgente]

  • L'uomo metallico o L'uomo di metallo (The Metal Man, 1928). Come L'uomo di metallo, traduzione di Ugo Malaguti, ne [L'uomo che ricordava il domani], Nova SF* a. X n. 34, Libra Editrice, 1976
  • The Cosmic Express (1930)
  • Meteora temporale (The Meteor Girl, 1931). Traduzione di Gianluigi Zuddas, ne Il senso del meraviglioso, Grandi Opere Nord n.17, Editrice Nord, 1989
  • Attraverso la nube purpurea (Through the Purple Cloud, 1931). Traduzione di Gianluigi Zuddas, ne Il senso del meraviglioso, Grandi Opere Nord n.17, Editrice Nord, 1989
  • Dodici ore di vita! (Twelve Hours to Live!, 1931). Traduzione di Lella Moruzzi, in [Amori strani e strane avventure], Nova SF* a. XXII (XL) n. 72 (114), Perseo Libri, 2006
  • La bacchetta del fato (The Wand of Doom, 1932). Traduzione di Maria Grazia Fiore e Gianni Pilo, ne La bacchetta del fato, Il Meglio di Weird Tales 23, Fanucci Editore, 1990
  • La stazione della stella morta (Dead Star Station, 1933), traduzione di Riccardo Valla, ne La stazione della stella morta, Urania n.773, Arnoldo Mondadori Editore, 1979
  • Terrore da Plutone o Il terrore plutoniano (The Plutonian Terror, 1933). Come Il terrore plutoniano, traduzione di Roberta Rambelli, in Storie dello spazio interno, Grandi Opere Nord n.7, Editrice Nord, 1981
  • Nella stella scarlatta (In the Scarlet Star, 1933). Traduzione di Lella Moruzzi, in [La guerra dei mondi], Nova SF* a. XXI (XXXIX) n. 69 (111), Perseo Libri, 2005
  • Nati dal Sole (Born of the Sun, 1934). Traduzione di Roberta Rambelli, in Alba del domani. La fantascienza prima degli "Anni d'oro", Grandi Opere Nord n.1, Editrice Nord, 1976
  • Gli invasori della terra morente o Mondo di ghiaccio (Invaders of the Ice World, 1934). Come Mondo di ghiaccio, in Di nuovo Weird Tales, Enciclopedia della Fantascienza n.15, Fanucci Editore, 1986
  • Il marchio del mostro o Il marchio della bestia (The Mark of the Monster, 1937). Come Il marchio della bestia, in Di nuovo Weird Tales, Enciclopedia della Fantascienza n.15, Fanucci Editore, 1986
  • L'entità di ghiaccio (The Ice Entity, 1937). Traduzione di Lella Moruzzi, in [Uomini e dèi], Nova SF* a. XIX (XXXVII) n. 61 (103), Perseo Libri, 2003
  • Le terre morte o Il punto morto (The Dead Spot, 1938). Traduzione di Gabriele Tamburini, ne La fantascienza delle origini, Robot Speciale 1, Armenia Editore, 1976
  • Il nemico infinito (The Infinite Enemy, 1938). Traduzione di Ugo Malaguti, ne [La Terra è in pericolo], Nova SF* a. XV (XXXIII) n. 36 (78), Perseo Libri, 1999
  • Stella che brilli lassù o Stella lucente (Star Bright, 1939). Come Stella lucente, traduzione di Morena Santini, ne [La città degli invisibili], Nova SF* a. VIII n. 26, Libra Editrice, 1974
  • The Angel From Hell (1939; in Marvel Tales, come Nils O. Sonderlund)
  • Senza scalo o L'esploratore di Marte (Non Stop to Mars, 1939). Come L'esploratore di Marte, traduzione di Ugo Malaguti, ne [Il pianeta degli angeli], Nova SF* a. IX n. 32, Libra Editrice, 1975
  • Pattuglia solare (The Crucible of Power, 1939). Traduzione di Riccardo Valla, ne La stazione della stella morta, Urania n.773, Arnoldo Mondadori Editore, 1979
  • Clandestino per Saturno (Passage to Saturn, 1939). Traduzione di Ugo Malaguti, in [Festa di compleanno], Nova SF* a. XIV (XXXII) n. 32 (74), Perseo Libri, 1998
  • Il senno del poi o Costante temporale (Hindsight, 1940). Come Costante temporale, traduzione di Ugo Malaguti, ne [L'ultima stella], Nova SF* a. XII n. 37, Libra Editrice, 1978
  • Il boss e il predicatore o Civiltà che crolla (Breakdown, 1941). Come Civiltà che crolla, traduzione di Ugo Malaguti, in [Civiltà che crolla], Nova SF* a. VI n. 20, Libra Editrice, 1972
  • Collision Orbit (1942; come Will Stewart; in Seetee Ship)
  • Minus Sign (1942; come Will Stewart; in Seetee Ship)
  • Opposites—React! (1943; come Will Stewart; in Seetee Ship)
  • A mani incrociate... o ...per proteggere l'uomo dal male, Con le mani in mano, Le mani incrociate (With Folded Hands..., 1947). Come ...per proteggere l'uomo dal male, traduzione di Ugo Malaguti, in [Logica dell'impero], Nova SF* a. IV n. 11, Libra Editrice, 1970
  • Il sig. Wick e la Luna (The Moon and Mister Wick, 1950). In Pianeta n.30, Compagnia Editoriale, 1969
  • L'uomo venuto da fuori (The Man from Outside, 1951). Traduzione di Angelo Giannuzzi, in Millemondinverno 1987: 3 Romanzi brevi e 13 racconti, Millemondi n.32, Arnoldo Mondadori Editore, 1987
  • Venditore ambulante o L'aria della Terra (The Peddler Nose, 1951). Come L'aria della Terra, traduzione di Gianni Aimach, in [In nome del popolo, in nome di Dio], Nova SF* a. V n. 15, Libra Editrice, 1971
  • Il freddo occhio verde (The Cold Green Eye, 1953). Traduzione di Ugo Malaguti, in [Della luna, del mare e del cielo], Nova SF* a. VI n. 18, Libra Editrice, 1972
  • Operazione gravità (Operation: Gravity, 1953). Traduzione di Gianni Aimach, in [La macchina dei sogni], Nova SF* a. VII n. 21, Libra Editrice, 1973
  • Compratemi tutta o Ginevra per tutti (Guinevere for Everybody, 1954). Come Ginevra per tutti, traduzione di Ugo Malaguti, in [Tempesta su Giove], Nova SF* a. V n. 14, Libra Editrice, 1971
  • Beans (1958)
  • Il pianeta mascherato (The Masked World, 1963). Traduzione di Ugo Malaguti, ne [La macchina dei sogni], Nova SF* a. VII n. 21, Libra Editrice, 1973
  • Jamboree o Visita alla mamma (Jamboree, 1969). Come Visita alla mamma, traduzione di Mario Galli, in Giochi di società, Urania n.555, Arnoldo Mondadori Editore, 1970
  • Bel tuffo, ragazzo o Un tuffo da campione (The Highest Dive, 1976). Come Un tuffo da campione, traduzione di Leone Ubaldi, in Gulliver [Anno II-] n. 2, EGA, 1977
  • Stelle, e altre luci nel cielo o L'universo visto da Medea o Le pirosfere di Medea (Farside Station, 1978). Come Le pirosfere di Medea, traduzione di Riccardo Valla, ne La rivista di Isaac Asimov n. 6, Arnoldo Mondadori Editore, 1979
  • Fratello delle lucertole (Kinsman to Lizards, 1978). Traduzione di Lella Moruzzi, in [Le isole del sole], Nova SF* a. XXII (XL) n. 74 (116), Perseo Libri, 2006
  • Fratello degli dei (Brother to Gods, 1979). Traduzione di Stefano Negrini, in Aliens. Rivista di Fantascienza n.4, Armenia Editore, 1980
  • The Humanoid Universe (1980)
  • Oltre i confini dell'uomo (At the Human Limits, 1985). Traduzione di Ugo Malaguti, in [Guerrieri, e altri pacificatori], Nova SF* a. XIII (XXXI) n. 29 (71), Perseo Libri, 1997
  • L'uomo mentale (The Mental Man, 1988). Traduzione di Maurizio Cesari, in [Nella luce di tre stelle], Nova SF* a. XI (XXIX) n. 25 (67), Perseo Libri. 1995
  • Toccherà agli uccelli (The Birds' Turn, 1992). Traduzione di Sergio Perrone, in Millemondiestate 1993: Un romanzo breve e 11 racconti, Millemondi n.43, Arnoldo Mondadori Editore, 1993
  • In morte di una stella (The Death of a Star, 1996). In [A pochi anni-luce da casa], Nova SF* a. XII (XXX) n. 28 (70), Perseo Libri, 1996
  • L'albero delle lucciole (The Firefly Tree, 1997). Traduzione di Antonella Pieretti, in Millemondi Estate 1999: Il gioco infinito, Millemondi n.20, Arnoldo Mondadori Editore, 1999
  • The Pet Rocks Mystery (1998)
  • Eden Star (2000)
  • L'aldilà (Afterlife, 2002, in F&SF, Year's Best SF 8). Traduzione di Fabio Feminò, ne Lo scudo di Marte, Millemondi n.42, Arnoldo Mondadori Editore, 2006

Autobiografia[modifica | modifica sorgente]

  • Wonder's Child: My Life in Science Fiction., Bluejay Books, New York, 1984. (hardcover)[2]
  • Wonder's Child: My Life in Science Fiction., Benbella Books, Dallas, 2005. (paperback, aggiornato con nuove fotografie ed epilogo)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fonte: Bibliografia itaoliana di Jack Williamson in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica pubblicata in Italia. URL consultato il 29 dicembre 2013.
  2. ^ Fox, Margalit, Jack Williamson, 98, an Author Revered in Science Fiction Field, Dies in The New York Times, 14 novembre 2006. URL consultato il 2011-03-17 (archiviato dall'url originale il 2011-03-17).
    «In 1985, Mr. Williamson received a Hugo Award for his memoir, 'Wonder’s Child: My Life in Science Fiction' (Bluejay Books, 1984). His 2001 novella 'The Ultimate Earth' won a Hugo, given by the World Science Fiction Society, and a Nebula Award, given by the Science Fiction and Fantasy Writers of America.».

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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