Medico condotto

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Il medico condotto era un medico, dipendente dei comuni italiani, che prestava assistenza sanitaria gratuita ai poveri e, dietro pagamento dei compensi stabiliti in apposite tariffe, agli altri cittadini.

La figura è stata in seguito sostituita, ai sensi della legge 23 dicembre 1978 n. 833 dal medico di famiglia.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Figure in qualche modo assimilabili ai medici condotti si scorgono già nell’Antica Roma: l’imperatore Antonino Pio stabilì che ogni città dell’Impero avesse dieci, sette o cinque archiatri populares, secondo la popolazione; Roma ne aveva quattordici, uno per ogni distretto in cui era divisa. Erano medici, eletti dalla cittadinanza e pagati dalla città, incaricati tra l’altro di curare i poveri infermi.

Dal XIII secolo i comuni stipularono contratti con medici, stipendiandoli perché si occupassero della cura degli indigenti. Questi contratti erano detti di condotta, termine che deriva dal verbo condurre nel significato, ormai antiquato, di prendere in locazione una cosa o il lavoro di qualcuno, stipendiare: è la stessa radice del termine condottiero che, infatti, designa il comandante militare assoldato con un contratto di questo genere. Tali medici erano spesso aiutati da persone prive di formazione universitaria, noti come medici illetterati e chirurghi rurales.

Funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Al medico condotto potevano anche essere temporaneamente affidate le funzioni di ufficiale sanitario, se non era possibile assegnarne uno al comune, anche in consorzio con altri, per la ridotta popolazione, le condizioni economiche o le difficoltà di comunicazioni con i comuni confinanti. Egli doveva avere obbligatoriamente la residenza nel comune nel quale aveva la cosiddetta condotta, ed era tenuto a fornire obbligatoriamente la propria assistenza 24 ore al giorno, in modo gratuito ai cittadini poveri.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]