Lindsay Kemp

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Lindsay Kemp nel 1979.

Lindsay Kemp (South Shields, 3 maggio 1938) è un coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato sull' Isola di Lewis e cresciuto nel nord dell’Inghilterra, sin dall’infanzia s’innamora della danza, del teatro, del cinema, nonostante l'opposizione della madre, che gli darà credito come artista soltanto quando lui otterrà l'esenzione dal servizio militare facendosi credere pazzo. [1]

Terminati gli studi al Bradford College of Arts, si trasferisce a Londra dove frequenta la scuola del Ballet Rambert, quindi si perfeziona con Sigurd Leeder, Charles Wiedman, Marcel Marceau e tanti altri. Particolarmente significativa per Kemp è l'esperienza formativa con il creatore di Bip, dichiarerà infatti in più occasioni che Marceau gli ha "dato le mani", giocando con le parole per indicare l'effettiva importanza delle mani nell'arte mimica e nella sua personale interpretazione di essa e il pezzo 'Le Mani' che il mimo francese trasmise all'allievo britannico come 'dono' tra artisti e maestri nell'arte mimica, che interpretano in modi totalmente differenti la loro arte. Lavora in varie compagnie di danza, teatro, teatro-danza, cabaret, musical, mimo, coreografa perfino spogliarelli, fino a formare nel 1962 la sua prima compagnia, la The Lindsay Kemp Dance Mime Company.

Gli anni '60[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine degli anni sessanta continua a sviluppare la propria sintesi fra diversi linguaggi teatrali privilegiando un approccio personale ed innovativo alla danza e al teatro, così nel 1968-1969 nasce la prima produzione di Flowers... una pantomima per Jean Gênet[2], liberamente tratto da Nostra Signora dei Fiori di Jean Genet. Durante gli anni vissuti ad Edimburgo (1966-1970) crea per una nuova compagnia le opere Turquoise Pantomime, Crimson Pantomime e Legend.

Gli anni '70 e '80[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974 debutta con una nuova versione di Flowers in un piccolo teatro londinese ottenendo un tale successo che quasi subito deve trasferirsi in un teatro più grande, poi al West End, infine, dopo mesi di trionfo assoluto, a New York On Broadway. Ha così inizio un ventennio ricchissimo di successi che porta Kemp e la sua compagnia in ogni angolo del mondo ma soprattutto in Spagna e in Italia dove, dal 1978 in poi, torna puntualmente per onorare le sue migliaia di affezionati e fedeli estimatori.

Precursore di un genere di danza onirico, ricco di contenuti ed ispirazione, al limite dell’acrobatico e forte di effetti spettacolari ancorché ottenuti in modo semplice attraverso l’uso sapiente della musica e delle luci, Kemp ha forse ispirato il nascente Cirque nouveau ma certamente ha interpretato una delle correnti più fantasiose del teatro-danza europeo, ha reinventato l'arte del mimo e ha influenzato molte compagnie che soprattutto a partire dalla seconda metà degli anni settanta hanno contribuito a rinnovare i fasti della danza classica e contemporanea (Momix, Cripton, ecc.).

È proprio fra gli anni Settanta e Ottanta che Lindsay Kemp lascia un segno indelebile: dapprima con la sua messa in scena dei concerti The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars del suo allievo David Bowie, una pietra miliare nel genere dell'opera rock, quindi producendo le sue opere più significative e conosciute: il già citato Flowers (nelle versioni del 1968-1969 e del 1974), Sogno di una notte di mezza estate (1980), liberamente tratto dal testo di William Shakespeare, Salomè (1977), da Oscar Wilde, Mr. Punch’s Pantomime, macabra e divertentissima trasposizione in forma di teatro danza del personaggio di Mr. Punch[3], Sogno di Nijinscky o Nijinscky il matto (1983), ispirato al grande ballerino russo, The Big Parade (1984, omaggio al cinema muto), Alice (1988, con le musiche straordinarie tratte dall’opera omonima di Sergio Rendine e Arturo Annecchini - Ricordi/Rai Radio 3, Audiobox), ispirato al libro di Lewis Carroll, e Duende, liberamente tratto da 'El Duende - teoría y juego' di Federico García Lorca.

Nel 1975 crea il balletto The Parades Gone By per il Ballet Rambert, e nel 1977-1978 per la stessa compagnia Cruel Garden ispirato a Garcia Lorca, riproposto negli anni successivi dall’English National Ballet, il Berlin Deutschoper e il Huston Ballet.

Nel cinema, oltre ai film di Celestino Coronado Lindsay Kemp Circus e Sogno di una notte di mezza estate, lavora in più film di Ken Russell e Derek Jarman e, in Italia, in Cartoline italiane di Memè Perlini.

Anni successivi[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '90 continuano i successi della Linsay Kemp Company: Onnagata (1991), Cenerentola (1994) e Variété (1996) che lancia in Inghilterra il cantante sperimentale Ernesto Tomasini.[4] Innumerevoli i suoi allievi/amici e le sue collaborazioni: una su tutte quella con Kate Bush che lo ospita nel video musicale prodotto per il lancio del suo LP The Red Shoes (1993).

Kemp non ha mai smesso la sua attività di pittore allestendo mostre dei suoi dipinti e dei suoi disegni in tutto il mondo, e di insegnante, attraverso incontri, conferenze e stage.

Sempre negli anni novanta realizza Rêves de Lumière e Dreamdances. Nel 1996 crea e interpreta per la compagnia del Teatro Nuovo di Torino il balletto Sogno di Hollywood. Nel 1995 debutta nella regia lirica con una versione de Il barbiere di Siviglia che affascina il pubblico e conquista la critica.

Nella stagione 2005/2006 interpreta il ruolo della fata Carabosse ne La bella addormentata del Balletto del Sud con le coreografie di Fredy Franzutti.

L'ultimo suo spettacolo, Elizabeth (2006), dopo il debutto in Spagna va in Giappone e segna un ritorno a temi a lui cari.

Attualmente sta tenendo corsi di teatro e danza presso il Teatro Goldoni di Livorno.[5]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le note biografiche su Lindsay Kemp sono rintracciabili primariamente sull'esaustivo testo di David Haughton citato più avanti
  2. ^ Flowers è anche il titolo di un volume fotografico attribuito allo stesso Kemp ed edito attorno al 1980 dalla Gammalibri: in 107 immagini vi si mostrano i passaggi più suggestivi dello spettacolo abbinati a testi di Genet, Ginsberg, Lorca, Sartre e Whitman
  3. ^ Memorabile la scena 'Where's the baby Mr. Punch?' tra Lindsay Kemp e l'Incredibile Orlando, ormai non vedente seppur ancora sulla scena anche con i trampoli, riportata nel video Travelling Light di Theo Eshetu
  4. ^ Ian Shuttleworth, The Financial Times, 30 settembre 1996
  5. ^ David Haughton, Lindsay Kemp, con un'introduzione di Lindsay Kemp e fotografie di Guido Harari, Milano, Domus, 1982.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 94252426

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