Quinto Fabio Pittore

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Quinto Fabio Pittore (latino: Quinto Fabius Pictor; 260 a.C. circa – 190 a.C.) è stato un politicoe storico romano, appartenente alla gens Fabia.

Era nipote di Gaio Fabio Pittore (Gaius Fabius Pictor), nome derivato dal mestiere che espletava.

Senatore e magistrato, Quinto Fabio combatté contro i Galli Insubri ed Annibale Barca ed ebbe l'incarico di un'ambasceria sacra a Delfi nel 216 per cercare consigli da Apollo dopo la sconfitta dei Romani a Canne nella seconda guerra punica.

Pittore scrisse degli Annales verso la fine del III secolo a.C. e narrò la storia di Roma dal tempo di Enea fino al 217 (anno precedente la battaglia di Canne).

Il testo fu scritto in greco per opporsi alle accuse di espansionismo imperialistico lanciate in quel periodo dagli storiografi greci parteggianti per Annibale.

Probabilmente ne esisteva una versione in lingua latina anche se tuttavia il libro venne poi ufficialmente tradotto in latino al tempo di Cicerone.

Un punto di vista aristocratico prevale nell'opera di Pittore, caratterizzato particolarmente da un acceso nazionalismo ed un gusto particolare per la descrizione delle origini di Roma, l'età regia e gli inizi della Repubblica di Roma, epoche alle quali risalivano molte istituzioni e costumi religiosi e civili del suo tempo.

Della sua opera non ci restano che scarsi frammenti e le poche notizie che abbiamo di essa ci sono state tramandate da Dionigi di Alicarnasso. Non è certo che si ispirasse agli scrittori ellenistici del suo tempo (Sileno, Timeo ecc.) come taluno ha asserito, quello che invece è certo è che una fiera consapevolezza della missione di Roma nel mondo e un chiaro spirito patriottico la animano.

La sua opera fu fonte per Polibio, Tito Livio e Dionigi di Alicarnasso.

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