Tusculanae disputationes

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Cicerone (busto conservato ai Musei Capitolini)

I cinque libri delle Tusculanae disputationes costituiscono un'opera filosofica di Marco Tullio Cicerone, che vide la luce all'incirca nel 45 a.C.[1]

Lo scopo dell'opera era di divulgare a Roma la filosofia stoica. Il titolo (Conversazioni a Tuscolo) deriva dal fatto che Cicerone affermava di averle composte nella sua villa di Tusculum.

Contesto storico e culturale[modifica | modifica wikitesto]

L'opera fu scritta durante la dittatura di Giulio Cesare, in un'epoca che aveva già conosciuto il suicidio di Catone Uticense, e vedeva la Repubblica romana volgere al tramonto.

Il dittatore romano si era dimostrato clemente, ma aveva dato a intendere agli intellettuali che non avrebbe tollerato una loro "insubordinazione": a Cicerone, che aveva scritto un libro in memoria di Catone, Cesare aveva risposto con l'Anticato (Anticatone), in cui criticava l'illustre scomparso, mostrando quale sarebbe stato il suo atteggiamento verso gli oppositori. Per Cicerone la situazione era davvero complicata: era appena morta sua figlia Tullia, e la vita politica aveva perso per lui ogni senso. L'oratore decise dunque di ritirarsi nella villa di Tusculum, particolarmente amata da Tullia, dove si dedicò allo studio della filosofia.

Temi filosofici[modifica | modifica wikitesto]

Gli argomenti delle disputationes rispecchiano dunque il suo stato d'animo: cos'è la morte? Cos'è il dolore? C'è un modo per alleviare le afflizioni dell'animo? Cosa sono le passioni? Come si deve confrontare il saggio nei confronti di questi elementi turbatori della propria imperturbabilità? Infine: cos'è la virtù? Basta a rendere felice una vita?Si tratta di un dialogo aristotelico platonico in cui il protagonista è Cicerone stesso.Per trovare alleviamento ai dolori egli introduce ed esalta il tema stoico della virtù.

Cicerone tratta questi temi con lo stile eloquente che gli è consueto, che lascia però trasparire un forte senso d'impotenza: è evidente che il suo pensiero è sempre rivolto, nonostante tutto, a Roma e alla politica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ King, J., Tusculan Disputations: Introduction, Loeb Classical Library, (1927).

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]