Ozio
Il termine ozio (derivato dal latino otium) indica un'occupazione principalmente votata alla ricerca intellettuale, attività generalmente riservata alle classi dominanti, ed è contrapposto a negotium, termine che indica occuparsi (più per necessità che per scelta) dei propri affari.
Indice |
Storia [modifica]
La connotazione originaria di ozio come tempo dedicato ad attività fisiche, intellettuali, artistiche e ludiche voluttuarie ha ceduto nel tempo a un'accezione negativa del termine, come sinomimo di inattività, pigrizia, inerzia, donde il proverbio l'ozio è il padre di tutti i vizi.
Anche nell'accezione negativa, l'ozio non è sempre stato oggetto di riprovazione sociale. Dell'ozio scrissero Aristotele, Agostino (Il lavoro dei monaci), Seneca (De otio), Epitteto (nel Manuale), Bertrand Russell (Elogio dell'ozio), Itsuo Tsuda (Il non-fare) e, in modo ironico, il socialista Paul Lafargue (Elogio della pigrizia).
Bibliografia [modifica]
- Robert Louis Stevenson, Elogio dell'ozio, Stampa Alternativa
- Bertrand Russell, Elogio dell'ozio, Longanesi & C., 1963
- Gianni Fantoni, Breve, ma utile, guida alla Pigrizia, Zelig Editore, 1995
- Domenico De Masi, Ozio Creativo, Rizzoli, 2002
- Cesare Catà, Significato e importanza del concetto romano di otium. Uno spazio per lo spazio dell’anima quando l’universo infinito non si muove, in S. Polci (a cura di), Roma e i benefici dell’ozio, Roma, 2005, pp. 7-43
- Jean Soldini, Il riposo dell'amato. Una metafisica per l'uomo nell'epoca del mercato come fine unico, Milano, Jaca Book, 2005
- Tom Hodgkinson, L'ozio come stile di vita, Rizzoli, 2005
- Paul Lafargue, Il diritto alla pigrizia (e qualche preghiera capitalista), Piano B, 2009
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Il socialismo e la questione della Domenica, articolo di E.B. Bax, apparso nel 1884 sul Justice